Emanuelle nera

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Emanuelle nera è una serie italiana di film erotici-pornografici di ambientazione esotica, realizzati tra la metà degli anni settanta e i primi anni ottanta.


Le origini[modifica | modifica sorgente]

I film italiani si ispirarono alla serie francese "Emmanuelle" interpretata dall'attrice olandese Sylvia Kristel. L'Emanuelle italiana ha una sola emme nel nome ed è una fotoreporter di colore, interpretata dall'attrice indonesiana, Laura Gemser.

I film disponevano di un discreto budget e furono girati in paesi diversi, tanto che nel film Emanuelle - Perché violenza alle donne?, Emanuelle fa il giro del mondo. I film sono una contaminazione di più generi, dall'erotico al porno, dallo spionistico all'horror, come in "Emanuelle e gli ultimi cannibali" dove Emanuelle è alle prese con i cannibali.

La serie iniziò con la pellicola "Emanuelle nera" (1975) di Albert Thomas, pseudonimo del regista italiano Adalberto Albertini, ma divenne realmente popolare con il film "Emanuelle nera - Orient Reportage" (1976) diretto da Joe D'Amato,[1] che diresse quasi tutti gli altri episodi che definì i tratti distintivi di Emanuelle: una donna forte e indipendente, che viene coinvolta in varie inchieste come la tratta delle bianche o le perversioni sessuali.

Nati softcore, cioè senza scene di sesso esplicito, alcuni di loro vennero "rinforzati" con scene hard fatte appositamente per i mercati nord europei e in cui non comparivano né la Gemser né gli altri attori principali, a partire da Emanuelle in America (ma già in Emanuelle nera - Orient Reportage avevano girato scene hard),[1] di cui si ricorda la scioccante sequenza di tortura ad un gruppo di giovani donne (presente adesso anche nel DVD italiano), fatta all'epoca passare per un vero snuff movie.[1]

La serie fu completata da Bruno Mattei, che girò contemporaneamente Violenza in un carcere femminile e Blade Violent - I violenti, facendo virare la serie verso il women in prison.

Anche per questi motivi la "via italiana" ora è spesso più celebrata di quella francese.[1]

Il successo[modifica | modifica sorgente]

La serie ebbe un gran riscontro negli incassi: "Emanuelle nera" incassò 935 milioni di lire, "Emanuelle in America" 636 milioni, "Emanuelle e gli ultimi cannibali" 563 milioni.[1]

La protagonista[modifica | modifica sorgente]

Protagonista di quasi tutti i film della serie fu l'attrice e modella indonesiana Laura Gemser. Nel primo film di questa serie la Gemser venne ribattezzata semplicemente Emanuelle, per riconquistare il suo vero nome a partire dal secondo. Mentre nel film "Emanuelle nera 2" al posto della Gemser, ormai co-optata da Massaccesi, come protagonista venne scelta Shulamith Lasri, una modella di origine orientale mai più apparsa altrove. Invece la Gemser diventerà una vera e propria icona del genere erotico italiano.[1]

La Gemser interpretò un personaggio chiamato sempre Emanuelle sia in "Amore libero - Free Love" (1974), sia in "Velluto nero" (1976).

Gli "apocrifi"[modifica | modifica sorgente]

Questa serie, pur essendo nata come apocrifo, produsse a sua volta una sotto serie, sempre italiana, realizzata con un bilancio ristretto e il cui aggancio con la serie originale si fermava al nome nel titolo o nel nome della protagonista. Il titolo più famoso rimane "Emanuelle bianca e nera".[1]

Si tentò inoltre di cominciare una serie parallela con un personaggio simile, Emy Wong, col film Il mondo dei sensi di Emy Wong, anche noto come Yellow Emanuelle, del 1977 diretto dal già citato Albertini (qui firmatosi Bitto Albertini), con protagonista un'attrice cinese Chai Lee (nata a Canton) già apparsa nel film Ming, ragazzi! di Anthony M. Dawson (pseudonimo di Antonio Margheriti), e in alcuni episodi del Benny Hill Show, di Spazio 1999 e, successivamente a questo film, del Muppet Show. Ma il progetto nacque per non andare oltre questo episodio, dal momento che alla fine del film la protagonista si suicida.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Serie ufficiale[modifica | modifica sorgente]

Serie non ufficiale[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g Autori vari, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso, Milano, Nocturno Cinema, novembre 2005.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gordiano Lupi, Erotismo, orrore e pornografia secondo Joe D'Amato, Roma, Mondo Ignoto, 2004. ISBN 88-89084-49-9.
  • Autori vari, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso, Milano, Nocturno Cinema, novembre 2005.
  • Autori vari, Dossier Nocturno n.4. Sesso & violenza, Milano, Nocturno Cinema, 2003.
  • Autori vari, Dossier Nocturno n.45. Il sopravvissuto. Guida al cinema di Bruno Mattei, Milano, Nocturno Cinema, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]