Snuff
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| « Snuff films depict the killing of a human being - a human sacrifice (without the aid of special effects or other trickery) perpetuated for the medium of film and circulated amongst a jaded few for the purpose of entertainment » | |
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[modifica] Definizione
Nel gergo della pornografia, l'espressione snuff o snuff movie (dall'inglese "spegnere lentamente") si riferisce a video amatoriali realizzati sotto compenso in cui vengono col mero scopo di rappresentare torture reali culminanti con la morte della vittima.
L'espressione snuff riferita al significato attuale, viene usata per la prima volta nel film Slaughter, poi ridenominato Snuff (1976), di Michael e Roberta Findlay. Gli autori del film fecero circolare la voce che la scena finale del film, in cui una donna veniva torturata e uccisa, fosse una ripresa di fatti reali, addirittura organizzando alla prima visione, manifestazioni fittizie contro il loro stesso film, la diffusione di questa notizia diede un notevole impulso al successo commerciale del film, cosa che contribuì a creare la consapevolezza dell'esistenza di un potenziale mercato, pur sommerso ed evidentemente destinato all'illegalità, per questo genere di produzioni.
[modifica] Controversie sullo snuff
Il termine snuff è sempre stato vittima di controversia, esistono innumerevoli casi di morte in diretta illegittimamente associati al genere, tra i più noti, il suicidio di Budd Dwyer o l' omicidio di Emilio Nunez, tutti filmati di pubblico dominio. Non esistono filmati pubblici definibili snuff; lo stesso dicasi per alcuni serial killer i quali hanno dichiarato di aver filmato i propri omicidi, (Armin Meiwes, Charles Ng, Jeffrey Dahmer) non a scopo di lucro, ma per trarre ulteriore gratificazione futura dalle loro gesta.
Una delle più massicce indagini sul tema fu effettuata nel 1994 dai giornalisti David Kerekes e David Slater senza alcun ritrovamento concreto, a seguito delle ricerche venne pubblicato il libro Killing for culture:Death Film from Mondo to Snuff, disponibile per il mercato inglese.
[modifica] Falsi cinematografici
[modifica] Guinea Pig: Flowers Of Flesh And Blood
Nel 1985 uscì in Giappone la serie Guinea Pig, una serie di cortometraggi a tema orrorifico, tutte pellicole a sé stanti senza alcun filo conduttore. Tra questi uno è conosciuto comunemente come Flowers of Flesh and Blood (Za ginipiggu 2: Chiniku no hana) di Hideshi Bino: è un film non convenzionale, senza una trama, senza titoli di apertura, ritraente un uomo vestito come un grottesco samurai e una donna sedata, legata a un letto, che successivamente viene mutilata e smembrata. Il tutto è girato su una vecchia pellicola graffiata, dall'aspetto vissuto, con effetti speciali visivi e sonori di prim'ordine, tutti quegli espedienti che potrebbero farlo sembrare vero all'occhio più inesperto.
Nel 1991 il regista del primo film della serie Guinea pig, Satoru Ogura, per diletto personale decise di fare una compilazione del peggio della serie, contenente le scene più "splatter" e truculente intitolandolo Slaughter special, e iniziò a distribuirne copie tra amici e collezionisti, innescando così un meccanismo a macchia d'olio che fece arrivare questa raccolta fino agli Stati Uniti nelle mani di Chas Balun, un attore di cinema horror ed esperto di effetti speciali, il quale, entusiasta della visione, cominciò a distribuire autonomamente il video. Nel 1997 una copia della famigerata raccolta giunse nelle mani del noto attore Charlie Sheen, il quale, inorridito dalla visione e credendo subito che si trattasse di filmati reali, si affrettò a contattare immediatamente l'MPAA che a sua volta passò il video all'FBI, i quali ovviamente erano già al corrente di tutto e il boato creato dal divo americano si concluse in una bolla di sapone.
Tuttavia, stando al sito ufficiale della serie, un fondo di verità in tutto questo c'è: il regista del succitato film Hideshi Hino dichiarò infatti di aver ricevuto nel 1985 un pacco anonimo da un fan, contenente una bobina 8mm, 54 foto e una lettera di 19 pagine, commenti di un crimine passato realmente commesso e filmato con lo scopo di farlo circolare tra una ristretta cerchia di adepti con certe perversioni. Dopo la visione il regista non esitò a denunciare il tutto alle autorità. A meno che il regista non sia stato raggirato a sua volta, si tratterebbe di un vero snuff.
[modifica] Snuff killer - La morte in diretta
Nel 2003, su uno dei tanti siti di filmati online (tra i quali lo scomparso Ogrish.com), fece la sua comparsa un misterioso video ritraente una donna bionda sulla trentina, seduta su quella che sembra una sedia a rotelle, che viene improvvisamente colpita da un colpo di pistola alla fronte; dopo lo sparo, una nuca femminile compare nello schermo, e così finisce. Pochi mesi dopo si scoprì che la donna bionda non era altri che Carla Solaro, attrice erotica italiana, nelle vesti di Michelle, protagonista del film Snuff killer - La morte in diretta del regista Bruno Mattei: il filmato venne estrapolato dal trailer promozionale da qualche buontempone, prima della sua distribuzione ufficiale.
[modifica] Filmografia a tema snuff
Selezione di film che propongono e trattano lo snuff, inteso come tale.
- 1976 - Snuff
- 1976 - Emanuelle in America
- 1977 - Blue nude
- 1977 - Snuff, Vítimas do prazer
- 1978 - Hardcore
- 1982 - Pat una donna particolare
- 1985 - Za ginipiggu 2: Chiniku no hana
- 1988 - Shiryo no wana
- 1996 - Tesis
- 1999 - 8mm - Delitto a luci rosse
- 2003 - Snuff killer - La morte in diretta
- 2005 - 8mm 2 - Inferno di velluto
- 2007 - Snuff 102
- 2007 - Vacancy
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Snuff dell'Internet Movie Database
- (EN) Definizione del termine da dictionary.com
- (EN) Scheda dal sito snopes.com
- (EN) Documentario in lingua inglese sul tema dal canale Channel 4.
- (EN) Sito ufficiale della serie Guinea pig
- (EN) Un analisi dell' epoca sul filmato di [Snuff killer - La morte in diretta] da parte di un criminologo.]

