Laura Gemser

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Laura Gemser

Laurette Marcia Gemser, meglio conosciuta come Laura Gemser (Surabaya, 5 ottobre 1950), è un'attrice cinematografica, modella e costumista olandese naturalizzata italiana d'origini miste (olandesi e indonesiane), nota soprattutto per la fortunata serie cinematografica Emanuelle nera in cui interpretava la protagonista.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Laura Gemser nacque a Surabaya, in Indonesia, da padre olandese e madre indonesiana. Nel 1955, all'età di 4 anni, lei e i genitori si trasferirono a Utrecht, in Olanda, dove crebbe e in cui frequentò il liceo MULO Regentesseschool. In seguito studiò alla Artibus Art School di Utrecht, dove si specializzò in alta moda. Durante la prima metà degli anni '70 lavorò come modella d'alta moda in Olanda e Belgio, dove comparve in molte riviste. Nel 1975 si trasferisce definitamente a Roma, dove comparve in alcune riviste per adulti tra cui Playmen, in cui compare per cinque volte (settembre 1973, marzo 1976, maggio 1976, novembre 1976, aprile 1977).

Amore libero - Free Love, il debutto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amore libero - Free Love.
« Vuoi fare zucchero con Janine?. »
(La frase di esordio nel cinema di Laura Gemser alla sua prima pellicola con cui invitò l'attore Enzo Bottesini a fare l'amore[1][2])

Laura Gemser esordì nel cinema nel 1974 interpretando il film Amore libero - Free Love, diretto da Pier Ludovico Pavoni. Fu il suo primo film e per avere l'opportunità di girarlo si trasferì appositamente in Italia[3]. La pellicola fu poi girata alle Seychelles e consacrò la Gemser come attrice del genere esotico-erotico[4]. Nella pellicola, ambientata nei Caraibi la Gemser interpretò la parte di una indigena coinvolta in una storia d'amore con l'ingegnere italiano Francesco Ferrero, interpretato dall'esordiente Enzo Bottesini, giunto sull'isola per aprire una miniera d'argento. Nonostante il titolo del film "Amore libero" e la trama che racconta delle relazioni sessuali sull'isola in cui appunto vige ampia promiscuità la pellicola è abbastanza casta con sfumature nei momenti più sensuali[5].

La serie "Emanuelle"[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Emanuelle nera (film).

In seguito nel 1975, al fianco di Sylvia Kristel, ebbe un piccolo ruolo in Emmanuelle l'antivergine, in cui interpretò il ruolo di una massaggiatrice. Fu il secondo capitolo della serie originale francese ispirata ai romanzi di Emmanuelle Arsan. Da questa interpretazione nacque in Italia l'idea di creare la serie apocrifa di Emanuelle[6] in cui il nome della protagonista è scritto con una sola "emme" ed è una bella fotoreporter di colore[7]. La Gemser ritornò in Italia dal Belgio dove nel frattempo si era stabilita[8] e la serie iniziò con la pellicola Emanuelle nera (1975) di Adalberto Albertini che all'estero fu nota come "Black Emanuelle"[9]. La stessa Gemser non fu accreditata con il suo nome ma con il nome della protagonista "Emanuelle"[10]. La pellicola comprendeva anche scene ai limiti dell'hard nelle quali la Gemser ricorse ad una controfigura[11]. Il film, soprattutto grazie alla bellezza della Gemser fu un successo[12] e sul set nacque una relazione con l'attore Gabriele Tinti[13] che fu determinante nella sua decisione di stabilirsi definitivamente in Italia[14]. Tinti divenne poi suo marito. Albertini parlando della recitazione della Gemser ricorda che "era difficile farla recitare, credeva fosse un gioco. Non lo prendeva sul serio, all'inizio, poi diventò piuttosto brava"[15].

Laura Gemser in una scena di Emanuelle in America
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Emanuelle nera - Orient Reportage e Emanuelle in America.

L'anno seguente, sul set del suo quarto film Voto di castità lavorò per la prima volta con il regista italiano Joe D'Amato (pseudonimo di Aristide Massaccesi)[16]. Dopo questa prima esperienza tra Joe D'Amato e la Gemser iniziò un sodalizio cui seguì Eva nera e che nello stesso anno portò al lancio della popolare serie di Emanuelle con il film Emanuelle nera - Orient Reportage (1976) diretto da Joe D'Amato che dopo alti tentativi apocrifi del precedente Emanuelle nera che non videro la partecipazione della Gemser, costituì il vero seguito[17]. Con a disposizione un buon budget[18], il film fu girato tra Venezia, Bangkok e Casablanca è fortemente contaminato dai Mondo movie[19] e non mancano scene di amore saffico con la Gemser protagonista.

Nel seguente film intitolato Emanuelle in America, pur mantenendosi le solite situazioni erotiche, si aggiungono scene tipiche del film d'exploitation addentrandosi anche nel sexploitation[20] con un falso ma credibile snuff movie[21][22] ed esplorazioni nel genere violento e sadico. Per il sadismo di certe scene la pellicola fu anche sequestrata dal Tribunale di Avellino[23]. Del film fu realizzata anche una pellicola con l'aggiunta di scene hardcore ma solo per la versione estera[24].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Emanuelle e gli ultimi cannibali.

La serie Emanuelle proseguì poi con Emanuelle e gli ultimi cannibali in cui alle consuete scene erotiche, come già avvenuto in Emanuelle in America si aggiungono scene decisamente splatter[25] inserendosi nel filone del genere horror-splatter noto come cannibal movie[26] e toccando nella serie "Emanuelle" l'apice della contaminazione tra generi cinematografici[27]. Celebre la scena in cui la Gemser esce dall'acqua completamente nuda dopo essersi dipinta sul ventre il dio Tupinaba e salvando così Monica Zanchi che era stata catturata dai cannibali[28]. A dispetto da quanto dichiarato nel film, in realtà la pellicola non fu girata in Brasile, bensì a Mazzano Romano[29].

Laura Gemser in una scena di Emanuelle - Perché violenza alle donne?
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Emanuelle - Perché violenza alle donne? e La via della prostituzione.

In Emanuelle - Perché violenza alle donne? per la prima volta nella serie Emanuelle non appare Gabriele Tinti. La pellicola, girata tra Roma, New York e Hong Kong, è una denuncia contro la violenza alle donne ed utilizza immagini volutamente forti e scioccanti[30].

In La via della prostituzione, in cui la presenza della Gemser non viene più enfatizzata dalla presenza nel titolo di Emanuelle[31], ritorna Gabriele Tinti che non aveva partecipato al precedente film. Il tema affrontato è quello della tratta delle donne in cui la Gemser per indagare si cala nei panni di una prostituta. Numerose le scene di sesso che non passarono poi il vaglio della censura così furono eliminate alcune scene della stessa protagonista. È considerato da molti critici l'ultimo vero film della serie Emanuelle[32] ed è anche l'ultimo della serie girato da Joe D'Amato, dato che il seguente Notti porno del mondo rientra nella casistica dei Mondo movie con un taglio prettamente documentaristico[33].

Laura Gemser in una scena di Blade Violent - I violenti
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Violenza in un carcere femminile e Blade Violent - I violenti.

Entrambi film un po' più tardi rispetto al filone originale di Emanuelle rietrano appieno nel sottogenere del Women in prison. Nel 1982, sotto la regia di Bruno Mattei per il film Violenza in un carcere femminile la Gemser tornò ad indossare i panni della fotoreporter Emanuelle fattasi arrestare per indagare su alcuni avvenimenti accaduti in un carcere. Tra la Gemser e Lorraine De Selle che interpretava la capo guardiana della prigione vi furono alcuni attriti durante le riprese

« Era una che si dava delle arie da intellettuale incredibili. Ma era una intellettuale del cavolo secondo me. Voglio dire: se fai un film come "Violenza in un carcere femminile" non puoi fare l'intellettuale dico io ... non puoi fare l'attrice di teatro impegnata quando stai girando una cavolata simile. Insomma la storia è quel che è, non è sicuramente Shakespeare... divertiamoci no?. »
(Laura Gemser[34])

Particolarmente cruda e ben realizzata è la scena che vede la Gemser aggredita da dei topi dopo essere stata rinchiusa in isolamento[35].

Sotto la regia di Claudio Fragasso che aveva partecipato alla realizzazione di "Violenza in un carcere femminile", in Blade Violent - I violenti, la Gemser indossò i panni di una giornalista ma il personaggio è notevolmente cambiato rispetto alla Emanuelle del passato lanciato da Albertini e Sviluppato poi da Massaccesi[36] tanto che non tutti i critici concordano nell'inserli nella serie ufficiale di Emanuelle[37]. Soprattutto in Blade Violent - I violenti la Gemser si caratterizza per le scene di amore saffico particolarmente convincenti[38]

Gli altri "Emanuelle"[modifica | modifica sorgente]

Laura Gemser, Gabriele Tinti e Monica Zanchi in una scena di Suor Emanuelle
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suor Emanuelle e Velluto nero.

Laura Gemser prese parte, sempre come protagonista, ad altre pellicole non girate da Aristide Massaccesi, ma ispirate al personaggio di Emanuelle come Suor Emanuelle in cui però il personaggio della bella fotoreporter di colore scompare. In questa pellicola Emanuelle impersona una suora impegnata almeno inizialmente a tentare di reprimere la propria vocazione libertina[39] tipica delle pellicole nunsploitation. Nonostante la presenza della Gemser e il titolo che rievocava Emanuelle, la vera protagonista stavolta si rivela la giovane Monica Zanchi[40].

In Velluto nero, come in Suor Emanuelle, la storia è ampiamente slegata dal vero personaggio divenuto famoso con Massaccesi e il nome di Emanuelle è utilizzato solo per attirare spettatori[41]. Quest'ultimo fu girato dalla Gemser per Brunello Rondi in contemporanea a Emanuelle nera - Orient Reportage di Massaccesi. Ricordò lei stessa di aver girato una prima parte a Bangkok per Massaccesi, poi di essere partita per l'Egitto per girare appunto Velluto nero dove avrebbe dovuto nel frattempo attendere un telegramma di Massaccesi che gli indicava il luogo del prossimo appuntamento per terminare le riprese in Marocco[42]. Il telegramma andò però perso e in compenso ne arrivò un altro in cui Massaccesi, adirato perché gli era stato riferito che l'attrice non intendeva terminare il film[43], gli chiedeva "Dove cavolo sei? Ti aspetto a Roma": Partita immediatamente per Roma la situazione fu chiarita e il secondo film fu anch'esso portato a termine[44]. L'aneddoto raccontato evidenzia il successo della Gemser obbligata a dividersi tra due set distinti in location molto distanti l'una dall'altra[45]

Dopo Emanuelle[modifica | modifica sorgente]

La scena dell'evirazione ne "Le notti erotiche dei morti viventi"
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Le notti erotiche dei morti viventi.

Sull'onda dei film di zombie inaugurati da George Romero nel 1978 Massaccesi realizzò nel 1980 Le notti erotiche dei morti viventi, un film molto originale per la commistione tra horror ed erotismo molto spinto[46]. Spinte sono le scene di sesso saffico che vedono la Gemser impegnata con l'attrice Dirce Funari, mentre diventata cult la scena dell'evirazione a morsi fatta dalla stessa Gemser ai danni di Mark Shannon[47].

Dopo Emanuelle seguirono numerosi altri film quasi tutti dello stesso genere in cui si trovò ad impersonare personaggi variegati come l'infermiera nello spagnolo Malizia erotica o l'indigena ne La belva dalla calda pelle girato da Bruno Fontana a Cipro. Il film, un po' farraginoso, è salvato dalla bellezza e dalla buona interpretazione della Gemser[48] che impersona una indigena che dopo aver subito la perdita della sorella a causa di un gruppo di mercenari, li irretisce uno per uno provocandone la morte[49]. Fontana fece un lusinghiero ritratto della propria attrice:"Laura era di una bellezza sconvolgente, ma al tempo stesso estremamente dolce e gentile, intrisa di quella femminilità conturbante ma non invadente che trovi solo nelle eurasiane e nelle ragazze di certe isole"[50]

La Gemser impersona invece una sacerdotessa pagana in Caligola - La storia mai raccontata in cui secondo il giornalista Gordiano Lupi prestò "una delle interpretazioni più ispirate"[51]. Uno dei film più importanti[52] nella carriera della Gemser è il post-atomico Endgame - Bronx lotta finale del 1983. Qui la Gemser impersona Lilith, una ragazza mutante.

I film non erotici[modifica | modifica sorgente]

Laura Gemser in una scena di Ator l'invincibile
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi I due superpiedi quasi piatti, La nave dei dannati e Ator l'invincibile.

Oltre ai film della serie Emanuelle la Gemser girò altri film in cui si trovò a recitare parti non erotiche anche se marginali come I due superpiedi quasi piatti con la coppia Bud Spencer e Terence Hill o La nave dei dannati[53]. Ne La nave dei dannati recitò il suo primo ruolo drammatico[54].

Il ritiro dalle scene[modifica | modifica sorgente]

È stata sposata con l'attore e collega di tanti film Gabriele Tinti, conosciuto sul set del film Emanuelle nera, dal 1976 fino alla morte dello stesso, il 12 novembre 1991, avvenuta per un infarto del miocardio.[55] Vissero in tutti quegli anni alla periferia nord di Roma, in una villa in zona Saxa Rubra. Dopo la morte del marito si è ritirata dall'attività artistica, e conduce una vita molto riservata a Roma dove fa la costumista.

In tanti anni, solo nel 1997 e dopo una lunga ricerca iniziata l'anno precedente[56], i giornalisti Davide Pulici e Manlio Gomarasca della rivista Nocturno ottennero una intervista[57]. L'intervista durò circa tre ore e i due giornalisti, invece di condensarla sulla rivista, preferirono proporla per estesa su un libro-intervista, intitolato "Io Emanuelle, le passioni, gli amori, e il cinema di Laura Gemser" edito per l'occasione la cui prefazione fu affidata ad Aristide Massaccesi[58]. Nel 1999 ha partecipato commossa ai funerali di Joe D'Amato[59].

Il cinema di Laura Gemser[modifica | modifica sorgente]

Laura Gemser, pur recitando spesso scene erotiche rifiutò sempre di interpretare sequenze pornografiche, qui in una scena di Le notti erotiche dei morti viventi

Per tutti gli anni settanta e parte degli ottanta ha interpretato ruoli in film erotici (con poche eccezioni), diventando un'icona del genere[55] nonostante la grande timidezza che l'ha sempre contraddistinta[60][61]. Dopo il debutto in Amore libero - Free Love in cui recitò la parte di una indigena fu notata da Aristide Massaccesi che dopo averla fatta recitare in Voto di castità la volle in gran parte delle sue realizzazioni facendole realizzare da protagonista l'intera serie di Emanuelle nera[62]. Più interessata all'amore per Tinti conosciuto sul set accettò di divenire un'eroina del genere erotico per poter viaggiare per il mondo e stare accanto al suo compagno[63]. La Gemser spiegò così il suo rapporto con le scene di nudo:

« Le prime volte in cui mi dovetti spogliare davanti alla macchina da presa furono un attimino traumatizzanti... ma poi ci ho fatto l'abitudine. Certo, sul set tutti ti guardano così (sgrana gli occhi e tira fuori la lingua, ansimando come un cane, ndr), allora è un po' imbarazzante, ma se tu lo prendi come un lavoro, passa tutto. Dici: lo devo fare, mi pagano. E poi sinceramente, non è che facessi scene particolarmente scabrose, anche se una volta, in Italia, bastava poco per fare scandalo. »
(Laura Gemser, tratto dalla sua lunga intervista[64])

Infatti non fu mai un'attrice pornografica, come spesso erroneamente riportato. Si è sempre rifiutata di girare scene hard e ha interpretato solo film erotici, che però in alcuni casi sono stati montati con aggiunte hard girate da altri attori come in Emanuelle in America in cui Massaccesi girò le scene hard in diretta ricorrendo a controfigure[65] come quella nella capanna ricordata da Massaccesi in cui la Gemser fu sostituita per gli spezzoni hard "Non erano molte scene, io ho presente soprattutto quella che abbiamo fatto nella capanna con Marina Frajese"[66]. In altri casi i film furono rititolati e distribuiti in versioni differenti a seconda dei Paesi[67].

Dopo il tramonto del cinema erotico la Gemser proseguì a recitare per Massaccesi anche solo in piccoli camei o in parti da comprimaria come ne L'alcova o in Endgame - Bronx lotta finale[68]. La sua carriera artistica terminò nel 1991, e a chi le proponeva nuove interpretazioni lei scherzando rispondeva "al limite posso essere la nonna di Emanuelle!"[69].

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Attrice[modifica | modifica sorgente]

Costumista[modifica | modifica sorgente]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 19
  2. ^ Manlio Gomarasca, Amore libero - free love, sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 42
  3. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 18
  4. ^ Gordiano Lupi, op. cit., pp. 18-19
  5. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 19
  6. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 20
  7. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 21
  8. ^ Michele Giordano, in "Emanuelle nera", sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 33
  9. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 21
  10. ^ Michele Giordano, in "Emanuelle nera", sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 32
  11. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 21
  12. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 21
  13. ^ Michele Giordano, in "Emanuelle nera", sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 32
  14. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 21
  15. ^ Michele Giordano, in "Emanuelle nera", sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 33
  16. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 21
  17. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 23
  18. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 23
  19. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 24
  20. ^ Manlio Gomarasca, in "A picture of love: le emanuelle nere", sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 34: Gomarasca definisce Emanuelle in America "quel gioiellino della sexploitation"
  21. ^ Manlio Gomarasca, in "A picture of love: le emanuelle nere", sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 35
  22. ^ Gordiano Lupi, Laura Gemser e le altre, Edizioni Profondo Rosso, 2011, pag 24
  23. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 26
  24. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 26
  25. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 24
  26. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 26
  27. ^ Manlio Gomarasca, in "A picture of love: le emanuelle nere", sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 36
  28. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 27
  29. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 27
  30. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 28
  31. ^ Manlio Gomarasca, in "A picture of love: le emanuelle nere", sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 36
  32. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 29
  33. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 29
  34. ^ Manlio Gomarasca, sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 37
  35. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 56
  36. ^ Gordiano Lupi, op. cit., pp. 57-58
  37. ^ Gordiano Lupi, op. cit., pp. 57-58
  38. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 58
  39. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 31
  40. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 32
  41. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 33
  42. ^ Parola di Laura Gemser, sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 44
  43. ^ Parola di Laura Gemser, sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 44
  44. ^ Parola di Laura Gemser, sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 44
  45. ^ Davide Pulici, Velluto nero, sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 44
  46. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 39
  47. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 39
  48. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 49
  49. ^ Gordiano Lupi, op. cit., pp. 49-50
  50. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 48
  51. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 54
  52. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 54
  53. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 35
  54. ^ Gordiano Lupi, op. cit., p. 35
  55. ^ a b Autori vari, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso, Milano, Nocturno Cinema, novembre 2005.
  56. ^ Io Emanuelle, Dossier Nocturno n.26. 10 i generi gli uomini le idee, pag 8
  57. ^ Io Emanuelle, Dossier Nocturno n.26. 10 i generi gli uomini le idee, pag 8
  58. ^ Io Emanuelle, Dossier Nocturno n.26. 10 i generi gli uomini le idee, pag 8
  59. ^ Addio al re del porno in incognito
  60. ^ Manlio Gomarasca, Laura: l'oggetto del desiderio, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso, pag 40
  61. ^ Box informativo, Dossier Nocturno n.26. 10 i generi gli uomini le idee, pag 39
  62. ^ Manlio Gomarasca, Laura: l'oggetto del desiderio, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso, pag 40
  63. ^ Manlio Gomarasca, Laura: l'oggetto del desiderio, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso, pag 40
  64. ^ Parola di Laura Gemser, sulla rivista Nocturno, Al tropico del sesso, pag 40
  65. ^ Manlio Gomarasca, A picture of love: le emanuelle nere, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso, pag 36
  66. ^ Parola di Aristide Massaccesi, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso, pag 36
  67. ^ Manlio Gomarasca, A picture of love: le emanuelle nere, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso, pag 36
  68. ^ Manlio Gomarasca, Laura: l'oggetto del desiderio, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso, pag 40
  69. ^ Manlio Gomarasca, Laura: l'oggetto del desiderio, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso, pag 40

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gordiano Lupi, Laura Gemser e le altre, le regine del cinema sexy degli anni settanta, Edizioni Profondo Rosso, collana a cura di Luigi Cozzi, ottobre 2011
  • Manlio Gomarasca, Laura: l'oggetto del desiderio, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso
  • Manlio Gomarasca, Io, Emanuelle, Milano, Cinemabis, 1997.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 7598129 LCCN: no2006044470