Alfonso I di Aragona

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Alfonso I
Alfonso I
Alfonso I di Aragona;
(Monastero di Santa Maria di Poblet, 1400);
Re di Aragona
In carica 1104 - 1134
Predecessore Pietro I d'Aragona e di Navarra
Successore Ramiro II il Monaco
Nome completo Alfonso Sanchez d'Aragona
Altri titoli conte di Sobrarbe e Ribagorza e re di Pamplona
Nascita Jaca, ca. 1073 oppure ca. 1082, secondo le Dinastie reali d'Aragona[1]
Morte Huesca, 1134
Casa reale Casa di Navarra
Padre Sancho Ramírez
Madre Felícia di Roucy
Consorte Urraca I di León

Alfonso Sanchez, detto il Battagliero. Alfonso anche in spagnolo e in asturiano, Alfons in catalano, Afonso in galiziano e in portoghese, Alifonso in aragonese e Alfontso in basco.Adefonsus o Alfonsus in latino (Jaca, ca. 1073 oppure ca. 1082, secondo le Dinastie reali d'Aragona[1]Huesca, 7 settembre 1134), fu re di Aragona e re di Pamplona (1104 - 1134) ed inoltre fu re consorte di León e Castiglia dal 1109 al 1114 e da quel periodo adottò il titolo di imperatore, esattamente: Rey y Emperador de Castilla, Toledo, Aragón, Pamplona, Sobrarbe y Ribagorza.

Indice

Origine[modifica]

Era figlio del re d'Aragona, re di Pamplona e conte di Sobrarbe e Ribagorza, Sancho Ramírez (Sancho I di Aragona e Sancho V di Navarra) e di Felícia di Roucy (?-1123), figlia d'Ilduíno IV di Roucy, conte di Montdidier, quindi fratellastro del suo predecessore Pietro I[1][2][3].

Biografia[modifica]

Il Monasterio de San Pedro (Valle de Hecho, Huesca) dove fu educato Alfonso il Battagliero.

I suoi primi anni li passò nel Monasterio de San Pedro, a Valle de Hecho (Huesca), dove fu istruito nell'arte delle armi, ma anche in letteratura. Negli anni successivi la sua formazione fu completata anche sull'arte di governare.

Nel 1094, alla morte del padre, il fratellastro Pietro I divenne re d'Aragona e di Navarra, mentre Alfonso entrò a far parte dell'esercito aragonese con sempre maggiori responsabilità, sino a diventarne comandante in capo. In questo periodo prese parte a tutte le campagne militari di Pietro, fra le quali la conquista di Huesca, nel 1095, dopo aver sconfitto, nei pressi della città, alla battaglia di Alcoraz, il re di Saragozza, Al-Musta'in II; fu a fianco del Cid, nel 1097, alla battaglia di Bairén, che fermò l'avanzata degli almoravidi; nel 1101, fu a fianco del fratellastro nella conquista di Barbastro e Sariñena.

Nel 1103 morì l'erede al trono, Pietro, figlio del fratellastro Pietro I, che rimase senza discendenti. Alla morte di Pietro I, il 28 settembre 1104, nella Val d'Aran, secondo il Gesta Comitum Barchinonensium[4], Alfonso I gli successe[1].

Statua di Alfonso I, che si trova nel passeggio dell'Argentina[5], a Madrid (D. Martínez, 1753).

Continuò nelle campagne militari iniziate dal fratello tanto da conquistarsi l'ammirazione di tutti i regni cristiani ed il soprannome de il Battagliero. Conquistó Ejea de los Caballeros y Tauste (1105), Tamarite de Litera, y San Esteban de Litera (1107). E poi sconfisse, per la seconda volta, nel 1110, al-Mustain II, re della taifa di Saragozza, a Valtierra.

Regno di Navarra
Jiménez
Blason Royaume Navarre.svg

Sancho I
Jimeno II
García I
Sancho II
García II
Sancho III
García III
Sancho IV

Sancho V

Pietro I

Alfonso I

García IV

Sancho VI

Sancho VII

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Regno d'Aragona
Casa di Navarra
Blason Royaume d'Aragon ancien.svg

Ramiro I
Sancho I
Pietro I
Alfonso I
Ramiro II
Petronilla con Raimondo Berengario IV di Barcellona
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Nel 1009, il re di León e Castiglia Alfonso VI morì, lasciando unica erede la figlia Urraca. I nobili castigliani non gradirono, perché avrebbero preferito un re combattivo e convinsero la regina (che in un primo tempo si era opposta) a risposarsi, in seconde nozze, nell'autunno del 1009, a Monzón, con il re di Aragona e Navarra, Alfonso I il Battagliero. Furono proclamati entrambi re di Castiglia e di León mentre al giovane figlio di Urraca, Alfonso Raimúndez, veniva assegnata la Galizia.

Ritratto di Alfonso il Battagliero, re d'Aragona, eseguito da Fracisco Pradilla, 1879

Fu un matrimonio disgraziato tra due persone incompatibili, il matrimonio sarà costellato di conflitti ed incomprensioni sia sul piano personale che su quello politico. Tra i coniugi scoppiarono quasi subito delle ostilità che portarono ad una guerra civile, in cui giocò un ruolo importante il cognato di Urraca, Enrico di Borgogna, marito della sorellastra di Urraca, Teresa, che, desideroso, assieme alla moglie, di avere una parte del regno di León e Castiglia, alleandosi ora con uno, ora con l'altro coniuge faceva vincere una fazione oppure l'altra.

Nel 1111, la lega tra Enrico ed Alfonso I sconfisse la regina Urraca a Candespina e, con il pretesto delle infedeltà della regina, la rinchiuse in un castello nei pressi di Zamora. I nobili castigliani però, che non sopportavano più Alfonso I, perché privilegiava nella concessione di cariche pubbliche gli aragonesi ed i navarrini, convinsero Urraca ad impegnarsi a consegnare una parte del regno ad Enrico ed alla sorellastra Teresa, per cui le alleanze furono ribaltate e, nel 1112, unendo le loro forze, Enrico ed Urraca costrinsero Alfonso I a Peñafiel, dove lo assediarono. La regina accondiscese alla divisione del suo regno; vedendo, però, che i soldati portoghesi trattavano Teresa come una regina, Urraca, indispettita, decise di fare la pace con il marito annullando il patto con Enrico e Teresa.

Teresa, definita dai cronisti bella ed astuta, rimasta vedova nel 1112, si precipitò a corte per reclamare i diritti che spettavano a lei ed all'unico figlio maschio sopravvissuto al padre, Alfonso Henriquez, il futuro Conquistatore, di tre anni. Non ottenendo soddisfazione, accusò la sorellastra di voler avvelenare il marito; l'accusa probabilmente non era del tutto infondata, perché Alfonso si separò dalla moglie, la regina Urraca, senza perderne i possedimenti. Ma i nobili ed i cittadini leonesi e castigliani si schierarono con la regina ed Alfonso fu costretto a rientrare in Aragona.

Timbro reale (signum regis) di Alfonso I identico a quello del fratello, Pietro I.

Si rese ben presto necessario lo scioglimento del matrimonio che venne concesso dal papa Pasquale II (che aveva già in precedenza dichiarato nullo il matrimonio per ragioni di parentela, dato che ambedue discendevano da Sancho III Garcés di Navarra e li aveva scomunicati) lasciando la sola Urraca regina di Castiglia e León. La separazione, avvenuta nel 1114, diede inizio a un periodo di profonda instabilità per i confini dei regni, che Alfonso I risolse, dopo la morte (1126) di Urraca, con Alfonso VII occupando alcuni territori castigliani (Calahorra, e le province di Guipuzcoa e di Álava).

Nel 1118, a Tolosa, fu celebrato un concilio che decise una crociata per la liberazione di Saragozza dai Mori. All'impresa parteciparono anche cavalieri francesi, e a maggio dello stesso anno fu posto l'assedio; la città cadde il 18 dicembre[1] e divenne la capitale del regno d'Aragona.

Statua di Alfonso I a Saragozza.

In quel periodo conquistò anche Fuentes de Ebro, Tudela, Cervera, Tarazona, Magallón, Borja, Alagón, Novillas, Mallén, Rueda ed Épila (1119).

Ripopolò Soria ed i suoi dintorni; nel 1119, dopo aver posto l'assedio a Calatayud, dovette far fronte ad un esercito di almoravidi, che sconfisse nella battaglia di Cutanda, Calamocha, provincia di Teruel, poi tornò a Calatayud e la conquistò; inoltre, nel 1120, occupò Bubierca, Alhama de Aragón, Ariza e Daroca.

Nel 1122 fondò a Belchite un ordine militare, che fu pioniere degli ordini militari in Aragona, per la lotta contro i musulmani; tuttavia i musulmani che vivevano nelle città conquistate da Alfonso non solo vennero difesi da eventuali angherie, ma furono anche beneficiati con particolari privilegi.

Nel 1125 tentò inutilmente di invadere i terrori di Valenza, Murcia e Andalusia orientale.

Nel 1126 organizzò una incursione militare contro Granada e contro Cordova; al termine della campagna riportò con sé 14.000 mozarabi, con cui ripopolò i territori a sud dell'Ebro, ed un grande bottino.

I regni di Navarra e Aragona, alla morte del re Alfonso I il Battagliero
Un denarius di Alfonso I, coniato a Jaca, con l'iscrizione ANFUS-REX ARA-GON (Anfusus rex Aragonensium, Re Alfonso di Aragona).

Nel 1131 pose l'assedio a Bayonne, dove redasse il testamento che lasciava tutti i suoi regni all'Ordine del Tempio del Santo Sepolcro[1], che conquistò dopo un anno di assedio.

Ritratto d'Alfonso il Battagliero del 1885, di Manuel Aguirre y Monsalbe.

Spostò quindi il suo obiettivo militare nella parte orientale del regno, allo scopo di poter conquistare tutta la valle dell'Ebro, sino alla foce del fiume.

Assediò ed occupò Mequinenza, nel 1133. Assediò Fraga con 500 cavalieri soltanto, tra cui García IV Ramírez, futuro re di Navarra, ma il 17 luglio del 1134 fu sconfitto. Allora passò ad assediare il castello di Lizana, nella zona di Huesca, dove, secondo il Gesta Comitum Barchinonensium, morì, il 7 settembre 1134[1], in seguito alle ferite ricevute nella battaglia avvenuta tra le località di Sariñena e Grañén. Fu sepolto nell'abbazia di Montearagón[1], nelle vicinanze di Huesca.

Il suo testamento non fu accettato né dalla chiesa né dalla nobiltà[1] che, dato che Alfonso non aveva eredi, decisero per la separazione dei due regni:

Discendenza[modifica]

Alfonso ed Urraca non ebbero discendenza e non si conoscono neppure figli illegittimi di Alfonso.[1][2][6]

Note[modifica]

  1. ^ a b c d e f g h i j (EN) Dinastie reali d'Aragona
  2. ^ a b (EN) Sancho I-genealogy
  3. ^ (DE) Sancho I Ramirez genealogie mittelalter
  4. ^ Il Gesta Comitum Barchinonensium è una cronaca scritta in latino dai monaci del monastero di Ripoll, nella seconda metà del XII secolo ed inizia con la presa del potere di Goffredo il Villoso e arriva sino alla morte di Raimondo Berengario IV di Barcellona. In un secondo tempo e poi in un terzo la cronaca fu ampliata con le gesta dei primi re della Corona d'Aragona, sino a Giacomo I d'Aragona
  5. ^ La statua di Alfonso I, che si trova nel passeggio dell'Argentina, popolarmente detto El paseo de las estatuas, nel Parco del Retiro di Madrid; è una delle statue di monarchi spagnoli commissionate per la decorazione del Palazzo Reale di Madrid durante il regno di Ferdinando VI. L'idea iniziale ara stata di adornare la cornice del palazzo; scolpite da Olivieri e Filippo de Castro, non furono mai poste nelle posizioni per cui erano state scolpite, ma furono piazzate in altri luoghi della città: piazza d'Oriente, parco del Retiro, porta di Toledo. Alcune furono posizionate in altre città.
  6. ^ (DE) Alfonso I genealogie mittelalter

Bibliografia[modifica]

  • Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, pp. 865-896
  • Edgar Prestage, Il Portogallo nel Medioevo, in Storia del mondo medievale, vol. VII, 1999, pp. 576-610

Voci correlate[modifica]


Predecessore:
Pietro I
Armas antigas do reino de Aragão
Re di Aragona
1104-1134
Successore:
Ramiro II
Escudo de Navarra (oficial).svg
re di Navarra
1104-1134
Successore:
Garcia IV Ramirez



Altri progetti[modifica]

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