Aleksandra Pavlovna Romanova

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Zar di Russia
Romanov

Coat of Arms of Russian Empire.svg

Granduchessa Aleksandra Pavlovna di Russia, ritratta da Vladimir Brovkovsky, 1790.

Aleksandra Pavlovna Romanova, in russo Александра Павловна (San Pietroburgo, 9 agosto 1783Vienna, 16 marzo 1801), nata granduchessa di Russia, divenne arciduchessa d'Austria per matrimonio.

Famiglia d'origine[modifica | modifica sorgente]

Aleksandra Pavlovna era la terza figlia dello zar Paolo I (17541801) e della zarina Marija Fëdorovna nata Sofia Dorotea di Württemberg (17591828), era la sorella dei futuri zar Alessandro I e Nicola I di Russia.

Essa ricevette, durante la sua infanzia, l'educazione riservata a tutte le principesse russe, apprendendo il francese, l'inglese, il disegno e la musica.
Ebbe una stretta relazione con la sorella Elena e furono, in più occasioni, ritratte insieme.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nell'anno 1796 l'imperatrice Caterina II di Russia, sua nonna, decise organizzare un matrimonio tra Aleksandra e il diciottenne Gustavo IV Adolfo re di Svezia, nel tentativo di appianare i numerosi problemi politici che dividevano le due Nazioni. All'imperatrice Caterina piaceva molto il giovane Re, e diceva di averne visto un ritratto dove egli appariva con un "viso gradevole, molto affascinante e pieno di spirito". Aleksandra del resto veniva descritta dai contemporanei come "la più bella, la più dolce e la più innocente principessa da marito d'Europa".

Le negoziazioni per il matrimonio iniziarono velocemente. Quando il Re di Svezia si recò in Russia, nell'agosto del 1796, rimase meravigliato dall'avvenenza della Granduchessa e si innamorò di lei a prima vista. Dichiarò il suo amore per Aleksandra all'Imperatrice e ne chiese la mano. Caterina ne fu felicissima ma, nel suo entusiasmo, sembrò dimenticare che come regina di Svezia la nipote avrebbe dovuto abbandonare la sua fede ortodossa e diventare luterana, credendo nel fatto che Gustavo avesse accettato implicitamente la fede ortodossa di Aleksandra nel momento in cui aveva dichiarato il suo amore per lei. Nelle due settimane successive le parti non raggiunsero un accordo sulla questione religiosa e re Gustavo fece ritorno in Svezia senza fidanzarsi. Aleksandra rimase alquanto delusa.
Questo affronto ebbe delle conseguenze sulla salute dell'imperatrice Caterina che, due mesi dopo, morì di colpo apoplettico.

Gustavo IV Adolfo si sposò, l'anno seguente, con Federica di Baden, sorella della cognata di Aleksandra, Luisa Maria.

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Tre anni dopo, nel 1799 lo zar Paolo I decise di allearsi con l'Austria e con la Prussia, in una coalizione per ostacolare il crescente potere della Repubblica francese.
Per cementare la sua alleanza negoziò un matrimonio tra la figlia Aleksandra e l'arciduca Giuseppe d'Asburgo-Lorena (1776-1847), figlio dell'imperatore Leopoldo II d'Asburgo-Lorena e dell'imperatrice Maria Ludovica (1745-1792), nata infanta di Spagna. Nel 1795, alla morte del fratello Alessandro Leopoldo, Giuseppe era subentrato come reggente d'Ungheria e l'anno seguente era diventato Conte Palatino. Era inoltre feldmaresciallo dell'esercito austro-ungarico.

Il matrimonio ebbe luogo il 30 ottobre del 1799 a San Pietroburgo.

La giovane coppia si stabilì nel castello di Alscuth in Ungheria. La vita di Aleksandra presso la corte austriaca pare che non fosse molto felice, a causa della gelosia che le dimostrò l'imperatrice Maria Teresa, seconda moglie dell'imperatore Francesco II, gelosia probabilmente causata dal fatto che Aleksandra assomigliava molto alla prima moglie dell'Imperatore, Elisabetta Guglielmina di Württemberg, sua zia materna. Inoltre la sua fede ortodossa le provocò l'ostilità del corte austriaca, di fede cattolico-romana.

Un anno e mezzo dopo il matrimonio Aleksandra morì di febbre puerperale dopo avere dato alla luce una figlia, Alessandrina, morta anch'essa lo stesso giorno della nascita ( 8 marzo 1801). Aveva solo diciassette anni. La corte rifiutò il permesso di seppellirla in un cimitero cattolico e venne inumata in Ungheria. Il marito le costruì un mausoleo.
Aleksandra morì qualche giorno prima dell'assassinio di suo padre Paolo I.

L'arciduca Giuseppe si risposò altre due volte ed ebbe una numerosa discendenza.

Una delle isole dell'arcipelago artico Terra di Francesco Giuseppe porta il suo nome: Terra di Aleksandra.

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Aleksandra Pavlovna Romanova Padre:
Paolo I di Russia
Nonno paterno:
Pietro III di Russia
Bisnonno paterno:
Carlo Federico di Holstein-Gottorp
Trisnonno paterno:
Federico IV di Holstein-Gottorp
Trisnonna paterna:
Edvige Sofia di Svezia
Bisnonna paterna:
Anna Petrovna Romanova
Trisnonno paterno:
Pietro I di Russia
Trisnonna paterna:
Caterina I di Russia
Nonna paterna:
Caterina II di Russia
Bisnonno paterno:
Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst
Trisnonno paterno:
Giovanni Luigi I di Anhalt-Zerbst
Trisnonna paterna:
Cristina di Zeutsch
Bisnonna paterna:
Giovanna di Holstein-Gottorp
Trisnonno paterno:
Cristiano Augusto di Holstein-Gottorp
Trisnonna paterna:
Albertina di Baden-Durlach
Madre:
Sofia Dorotea di Württemberg
Nonno materno:
Federico II Eugenio di Württemberg
Bisnonno materno:
Carlo I Alessandro di Württemberg
Trisnonno materno:
Federico Carlo di Württemberg-Winnental
Trisnonna materna:
Eleonora Giuliana di Brandeburgo-Ansbach
Bisnonna materna:
Maria Augusta di Thurn und Taxis
Trisnonno materno:
Anselmo Francesco di Thurn und Taxis
Trisnonna materna:
Maria Ludovica Anna di Lobkowicz
Nonna materna:
Federica Dorotea di Brandeburgo-Schwedt
Bisnonno materno:
Federico Guglielmo di Brandeburgo-Schwedt
Trisnonno materno:
Filippo Guglielmo di Brandeburgo-Schwedt
Trisnonna materna:
Giovanna Carlotta di Anhalt-Dessau
Bisnonna materna:
Sofia Dorotea di Prussia
Trisnonno materno:
Federico Guglielmo I di Prussia
Trisnonna materna:
Sofia Dorotea di Hannover

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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