Accademia di belle arti di Brera

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Coordinate: 45°28′19.2″N 9°11′16.43″E / 45.472°N 9.187897°E45.472; 9.187897

Accademia di Belle Arti di Brera
IMG 3972 - Canova - Napoleone Bonaparte - Milano, Cortile del Palazzo di Brera - Foto Giovanni Dall'Orto 19-jan 2007.jpg
Stato Italia Italia
Città Milano
Soprannome Accademia di Brera
Fondazione 1776
Tipo statale
Rettore Franco Marrocco
Studenti 4 000 (2009)
Sito web www.accademiadibrera.milano.it/
 

L'Accademia di belle arti di Brera, più nota come Accademia di Brera, è un ateneo pubblico con sede in via Brera 28 a Milano.

Secondo l'attuale offerta formativa (MIUR) l'Accademia di Brera è compresa nel comparto universitario, nel settore dell'alta formazione artistica e musicale e rilascia diplomi accademici di 1º livello (equipollenti alla laurea) e di 2º livello (equipollenti alla laurea magistrale).

In Italia è l'istituzione formativa con il più alto tasso di internazionalizzazione (superiore al 24%): accoglie circa 4mila studenti di cui oltre 850 stranieri (in gran parte già laureati nei paesi di origine) provenienti da 49 stati e mantiene collegamenti e scambi di studenti e docenti, attraverso il progetto Erasmus, con altrettanti paesi europei. Dal 2006 è stata invitata ad intrattenere rapporti con paesi extraeuropei come Giappone, Cina, Messico, Brasile e Australia[senza fonte].

L’Isced ’97 (International Standard Classification of Education) ha certificato le Accademie in classe 5A (Istituzioni Universitarie).

L'attuale direttore dell'Accademia (da Novembre 2012) è il professor Franco Marrocco.

Storia dell'ateneo[modifica | modifica wikitesto]

  • 1572: la proprietà del palazzo di Brera, sorto sulle rovine di un convento dell'Ordine degli umiliati, passa ai gesuiti.
    • Il nome "Brera" deriva dal termine di origine germanica "braida" o "brayda" ed indica un ampio spiazzo erboso, luogo similare a quello dove viene costruito l'omonimo palazzo che ancora oggi ospita la sede dell'Accademia.
Piero della Francesca: La Madonna e santi con Federico da Montefeltro orante o Pala Brera o Sacra Conversazione.
Raffaello: Lo Sposalizio della Vergine.
Poster dell'Esposizione nazionale d'igiene e d'educazione infantile. Esposizione triennale delle belle arti a Brera nel 1891.
Manifesto pubblicitario (1900) per la IV Esposizione triennale.
  • 1776: l'Accademia di belle arti di Brera viene fondata dall'Imperatrice Maria Teresa d'Austria il cui scopo principale è "sottrarre l'insegnamento delle belle arti ad artigiani e artisti privati, per sottoporlo alla pubblica sorveglianza e al pubblico giudizio". Il progetto viene affidato all'architetto Giuseppe Piermarini che ottiene, nello stesso anno, la prima cattedra di Architettura dell'Accademia.
  • 1803: viene riformata l'Accademia nel quadro di un riassetto generale dell'insegnamento artistico e costituito il consiglio accademico, composto da 30 membri, che amplia e definisce le materie di insegnamento: Architettura, Pittura, Scultura, Ornato, Incisione, Prospettiva, Anatomia Artistica ed Elementi di Figura.
  • 1805: avvio delle esposizioni annuali, che diventano la più importante manifestazione di arte contemporanea in Italia per tutto l'Ottocento. La manifestazione offre sia una rassegna di lavori di studenti dell'Accademia, sia opere di artisti italiani ed europei. I premi messi a concorso contribuiscono a far conoscere il nome dell'Accademia di Brera a livello europeo.
  • 1809: per adattare il complesso architettonico del Palazzo di Brera alla nuova funzione viene demolita la facciata trecentesca della Chiesa di Santa Maria in Brera, opera di Giovanni di Balduccio di Pisa. La chiesa dedicata alla Vergine risale alla fondazione dell'impianto conventuale degli Umiliati databile intorno al 1229-1230.
    • Nonostante il parere negativo formulato due anni prima dalla Commissione di Ornato, la nuova Commissione Braidense unitamente a Pietro Moscati (Direttore generale della Pubblica Istruzione) e a Eugenio di Beauharnais (viceré di Napoleone) accolgono il piano proposto dall'architetto Piero Gilardoni. La volontà comune tende a fornire una più ampia ed agevole sede alle Scuole di Pittura e Scultura dell'Accademia ed a realizzare le sale espositive della sovrastante pinacoteca, aperta al pubblico il 15 agosto 1809. Dopo la demolizione i bassorilievi e le sculture della facciata e frammenti del portale della chiesa di Santa Maria in Brera vengono trasferiti al Museo d'arte antica del Castello Sforzesco di Milano (dove ancora oggi sono visibili). Alcuni frammenti e tre bifore vengono incorporati nella facciata della cascina San Fedele del Parco di Monza. Altri frammenti si trovano nella villa Antona-Traversi di Desio.
    • Le opere pittoriche (tele ed affreschi poi staccati) che ornavano l'interno della chiesa, di Bernardino Luini, Bernardino Zenale, Bartolomeo Suardi detto il Bramantino e Vincenzo Foppa, sono oggi conservati nella Pinacoteca di Brera e nel Museo della scienza e della tecnologia di Milano. Altre parti di affresco attribuite a Giusto dei Menabuoi, frammenti di vele, basamenti di colonne, capitelli e decorazioni murali sono ancora visibili negli spazi (esterni ed interni) adibiti alle aule di scenografia dall'attuale Dipartimento di progettazione e arti applicate dell'Accademia.
  • 1859: dopo la visita a Milano di Napoleone III, viene collocata al centro del cortile di palazzo Brera, su un piedistallo marmoreo disegnato da Luigi Bisi, la statua in bronzo di Napoleone I in veste di Marte pacificatore, commissionata da Eugenio di Beauharnais nel 1807, fusa precedentemente a Roma intorno agli anni 1811/1812 dal modello di Antonio Canova.
  • 1861: dopo l'Unità d'Italia, l'Accademia vive un periodo di crisi a causa dell'avvento della fotografia e del generale rifiuto di copiare le opere del passato.
  • 1863: il Museo archeologico viene distaccato.
  • 1882: la gestione della Pinacoteca di Brera viene resa autonoma dall'Accademia. Con la morte nel 1898 di Giuseppe Bertini, è nominato direttore della Pinacoteca Corrado Ricci, che ne promuove il riallestimento.
  • 1891: le esposizioni diventano triennali, mentre la cultura architettonica rende autonomo il proprio insegnamento fondando la Scuola di Architettura
  • 1897-1914: Camillo Boito è presidente dell'Accademia.
  • 1923: con la riforma della scuola promossa da Giovanni Gentile, viene istituito accanto all'Accademia il liceo artistico. Negli stessi anni la scuola di scultura è tenuta da Adolfo Wildt (cui succederanno Francesco Messina e Marino Marini) che avrà tra i suoi allievi due tra i massimi rinnovatori dell'ambiente artistico milanese negli anni a seguire: Lucio Fontana e Fausto Melotti, mentre per Funi sarà istituita la cattedra di Affresco.
  • 1931: la Scuola di architettura viene trasferita al Politecnico di Milano.
  • 1946: nel Secondo Dopoguerra, l'Accademia riapre con la direzione di Aldo Carpi, con Guido Ballo in qualità di professore di Storia dell'Arte, accanto ai maestri di scultura Alik Cavaliere e Andrea Cascella, di pittura Mauro Reggiani, Domenico Cantatore, Pompeo Borra e Domenico Purificato.
  • 2008: negli ultimi mesi l'Accademia è protagonista di numerosi articoli di quotidiani nazionali per una vicenda riguardante malfunzionamenti organizzativi e un avanzo di cassa di circa 9,7 milioni di euro. Fondi di cui nessuno era a conoscenza e che avrebbero dovuto facilitare il diritto allo studio degli studenti e migliorare la aule, i laboratori e i servizi fatiscenti. Sebbene i servizi organizzativi e strutturali si siano evoluti nel degrado lungo i 20 anni di conduzione del direttore Fernando De Filippi, le rette dell'ateneo si sono quintuplicate dal 2001 al 2008, contando una spesa media annuale a studente tra i 1800 e i 2000 euro.
  • 2014: il 17 marzo la statua del Fauno Barberini, o Satiro ubriaco, realizzato in gesso e terracotta nei primi anni dell'Ottocento, calco dell'originale opera conservata nella Gliptoteca di Monaco, e che è posizionata nei corridoi dell'Accademia, è stata ritrovata danneggiata[1].

Modalità di ammissione[modifica | modifica wikitesto]

Cortile del palazzo di Brera

Test di ammissione

Dal 2002 tutti gli studenti che vogliono accedere alla formazione accademica devono sostenere un test di ammissione. L'esame consiste nel superamento di cultura e tecnico-artistiche, differenziate per indirizzo e un eventuale colloquio attitudinale.

Corsi triennali a numero chiuso

Possono iscriversi ai test di ammissione tutti coloro che sono in possesso di un diploma di maturità di scuola secondaria superiore o equipollenti, compresi i diplomi di maturità artistica (liceo artistico) di prima e seconda sezione e i diplomi di istituto d'arte (5 anni). L'esame consiste nel superamento di prove culturali e di prove tecnico-artistiche.

Biennio specialistico

Per iscriversi al corso di diploma accademico di secondo livello (equivalente alla laurea magistrale in arti visive e discipline dello spettacolo) è richiesto il titolo di diploma accademico di primo livello o diploma accademico quadriennale (vecchio ordinamento) o lauree e diplomi universitari affini.

La presenza dei requisiti all'ammissione al corso di diploma accademico di secondo livello è attuata mediante la verifica del curriculum di studi e attraverso una prova di ammissione. La prova prevede un colloquio e la presentazione di un portfolio che attesti l'attività nel campo delle arti visive del candidato.

Agli allievi dell‘Accademia non è consentita la contemporanea iscrizione ad altri istituti superiori e/o facoltà universitarie.

Cittadini stranieri

I cittadini stranieri che desiderano iscriversi al l'Accademia di belle arti di Brera devono presentare la domanda presso il Consolato Generale d’Italia del Paese di origine, entro il 15 marzo dell'anno solare in cui intendono iniziare gli studi.

Alla domanda di iscrizione deve essere unito un curriculum di studi completo di attestazioni (lauree e diplomi) e l'indicazione del corso di studi scelto. Le autorità consolari verificano l'equivalenza dei titoli di studio e inviano la documentazione alla segreteria dell'Accademia.

Al termine di questa procedura, il candidato viene invitato a partecipare ai test di ammissione, che consistono in una prova pratica (relativa alle abilità artistiche dell'indirizzo scelto) e due prove scritte (di lingua italiana e cultura generale).

Offerta formativa[modifica | modifica wikitesto]

L'Accademia è passata dai 4 indirizzi tradizionali: pittura, scenografia, scultura e decorazione, a 11 corsi triennali di 1º livello, 19 corsi biennali di 2º livello, 1 perfezionamento e 3 master.

Ha inoltre attivato 6 corsi biennali abilitanti all'insegnamento nelle scuole secondarie (COBASLID), nelle 6 classi di concorso che si riferiscono allo specifico delle arti visive.

Il 23 giugno 2003 l'Accademia di belle arti di Brera ha ottenuto dal CSICERT la certificazione UNI EN ISO 9001:2000 per “la progettazione ed erogazione di corsi di specializzazione e master post-laurea in campo artistico e culturale “, con certificato n. SQ031298 settore 37, in quanto “i processi relativi a tale attività rispettano quanto definito dalle Linee guida per la gestione dei processi, di cui all'allegato 3 della delibera della Regione Lombardia 13083 del 23-05-03 “.

Permangono ad oggi (2008) patrimonio dell'Accademia di Brera:

  • Isola Comancina Lago di Como
  • la Collezione di Calchi e Sculture in Gesso
  • l'Archivio Storico
  • il Fondo Storico
  • il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
  • la Quadreria
  • la Fototeca
  • la Biblioteca d'Arte Contemporanea dell'Accademia di Brera

Corsi di diploma accademico di 1º livello (triennali)[modifica | modifica wikitesto]

Dipartimento di arti visive:

  • Pittura
  • Scultura
  • Grafica
  • Decorazione

Dipartimento di progettazione e arti applicate:

  • Scenografia
  • Restauro
  • Progettazione artistica per l'impresa
  • Nuove tecnologie per l'arte

Dipartimento di comunicazione e didattica dell'arte:

  • Discipline della valorizzazione dei beni culturali
  • Comunicazione e didattica dell'arte

Corsi di diploma accademico di 2º livello (biennali)[modifica | modifica wikitesto]

Dipartimento di arti visive:

  • Pittura
  • Scultura
  • Grafica
  • Decorazione
  • Arti e antropologia del sacro

Dipartimento di progettazione e arti applicate:

  • Scenografia teatrale
  • Costume per lo spettacolo
  • Scenografia televisiva e cinematografica
  • Restauro dell'arte contemporanea
  • Product Design
  • Fashion Design
  • Arti multimediali interattive e performative
  • Arti multimediali del cinema e del video
  • Fotografia

Dipartimento di comunicazione e didattica dell'arte:

  • Comunicazione creativa per i beni culturali
  • Comunicazione e organizzazione per l'arte contemporanea

Corso di Perfezionamento[modifica | modifica wikitesto]

  • Corso di perfezionamento in teoria e pratica della terapeutica artistica (biennale), in convenzione con la Facoltà di Psichiatria dell'Università di Pavia

Studenti e professori famosi[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli artisti, studiosi e personalità che hanno contribuito a rendere grande l'Accademia di belle arti di Brera si ricordano (in ordine alfabetico):

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Giovanni di Balduccio Architetto in Brera, in Storia di Milano, Vol. V, Fondazione Treccani degli Alfieri, Milano, 1960.
  • Agosti C., Ceriana M., Le Raccolte Storiche dell'Accademia di Brera, Collana Quaderni di Brera, Ed. Centro Di, Milano, 1997.
  • Maria Teresa Binaghi Olivari, La Pinacoteca di Brera – Dipinti Provenienti dalla Chiesa di Santa Maria di Brera, Ed. Bonechi, Firenze, 1983.
  • Nenci C. a cura di, Le Memorie di Giuseppe Bossi. Diario di un artista nella Milano napoleonica 1807-1815, Jaca Book, Milano, 2004.
  • Angela Ottino Della Chiesa, I Quadri della Pinacoteca di Brera in Deposito Presso le Chiese di Milano, in Brera Dispersa, Ed. Cariplo, Milano, 1984.
  • Diego Sant'Ambrogio, Ricerche Intorno alla Distrutta Chiesa e Facciata di Santa Maria di Brera, in A.S.L., Milano, 1891.
  • Aurora Scotti Tosini, Brera 1776-1815. Nascita e Sviluppo di un'Istituzione Culturale Milanese, Collana Quaderni di Brera, Ed. Centro Di, Firenze, 1979.
  • Rosalba Tardito, Brera. Storia della Pinacoteca e delle Sue Collezioni, Vol. IV, Ed. Cantri, Milano, 1986.
  • Roberto Ferrari (a cura di), "Vado a Brera". Artisti, opere, generi, acquirenti nelle Esposizioni dell'800 dell'Accademia di Brera, Associazione artistica e culturale Emilio Rizzi e Giobatta Ferrari, Brescia 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Danneggiata una statua in Accademia di Brera in ANSA, 18 marzo 2014. URL consultato il 19 marzo 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri Istituti in Brera