A7V

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Sturmpanzerwagen A7V
A7v-wotan-diorama.jpg
Descrizione
Equipaggio 18
Data impostazione 1917
Data entrata in servizio 1918
Data ritiro dal servizio alcuni esemplari erano in servizio nel 1921 con la Polonia
Utilizzatore principale Impero tedesco
Altri utilizzatori Polonia
Altre varianti A7V Gelandekraftwagen, A7V/U
Dimensioni e peso
Lunghezza 8 m
Larghezza 3,06 m
Altezza 3,3 m
Peso 33.500 kg
Propulsione e tecnica
Motore 2 Daimler a benzina
Potenza 200 hp
Trazione cingolata
Sospensioni Holt
Prestazioni
Velocità max 12,9 km/h
Autonomia 40 km
Pendenza max 32
Armamento e corazzatura
Armamento primario 1 cannone da 57 mm
Armamento secondario 6 mitragliatrici da 7.92 mm
Corazzatura frontale 10-30 mm
Note trincea 2,20, gradino 0,45

Achtungpanzer.com[1]

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Il carro armato A7V è stato il primo tentativo tedesco di eguagliare i carri Alleati, che i tedeschi temevano anche se riuscirono a controbattere spesso sfruttandone i numerosi punti deboli.

Ma le sole contromisure verso tale nuova arma, consistenti nell'impiegare proiettili perforanti di piccolo calibro, fuciloni controcarro e soprattutto, l'artiglieria campale a tiro diretto, non potevano ridare ai tedeschi anche il vantaggio dell'iniziativa. Potevano, cioè, soltanto controbattere i massicci e lenti carri dell'epoca da posizioni fisse, mentre nell'offensiva le loro truppe erano comunque vulnerabili alle mitragliatrici alleate, che erano parimenti efficaci rispetto alla controparte tedesca.

Così, per disporre di un mezzo paragonabile, i tedeschi cominciarono a progettare veicoli corazzati e cingolati, capaci di farsi largo tra le minacce tipiche del campo di battaglia.

Genesi[modifica | modifica sorgente]

La progettazione iniziò ben presto, con richiesta datata al 16 novembre 1916, quando il Ministero della Guerra convocò una commissione tecnica adatta a studiare nuovi veicoli capaci di muoversi fuoristrada, trasportando al tempo stesso un armamento e una efficace protezione. La commissione, guidata dall'ingegnere Joseph Vollmer, venne chiamata Allgemeines Kriegsdepartment, 7 Abt., Verkehrswesen. Tale lunga sigla era alquanto impegnativa da pronunciare, per cui non stupisca che venne più semplicemente nota come A7V. Da qui il nome del nuovo carro, il primo tedesco, il Deutsche Gelandeswagen A7V, anch'esso noto semplicemente come A7V.

Si richiese che tale mezzo trasportasse un carico utile di 4 tonnellate a 12 km/h su strada e 6 fuori, un cannone in caccia, uno in ritirata, mitragliatrici sui lati. Il tutto, mosso da un unico motore da 80-100hp. Tutto questo si rivelò decisamente ottimistico, perché al dunque esso ebbe il doppio dei motori, e la metà dell'armamento. Nondimeno, vide la luce in tempo utile per partecipare ad alcune battaglie campali contro gli alleati, sul fronte occidentale.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Si trattava di un mezzo molto semplice, in termini costruttivi. Lo scafo poggiava sopra la cingolatura, aveva pianta grossomodo rettangolare, ma frontalmente la struttura era costituita da 2 piastre a V, per deflettere meglio i colpi. Tutte le parti erano massicciamente imbullonate tra di loro.

In termini di corazzatura, la parte frontale era di ben 30mm, ma costituita, evidentemente per carenza di leghe speciali, soltanto da acciaio dolce, come anche lo spessore posteriore, 20mm. I lati avevano invece acciaio indurito, con spessore di 16mm, per cui il mezzo era in tutti i lati dotato della stessa resistenza. Gli ultimi mezzi avevano il fianco in un unico pezzo, e non in 5 pannelli, il che migliorò l'affidabilità della protezione. Inizialmente la corazza era stata sistemata in maniera poco accurata, e i proiettili spesso passavano, sotto forma di sottili schegge, oltre il suo schermo protettivo, sfruttando le fessure. Le corazze vennero successivamente migliorate sia come qualità che come montaggio, anche perché il produttore, la Krupp, era certamente uno dei migliori al mondo in termini di prodotti in acciaio.

Un A7V in avvicinamento sul fronte occidentale, nel marzo 1918.

La meccanica prevedeva un paio di motori Daimler-Benz DA 100Hp, sistemati dentro il grosso scafo. Il fatto è che essi non avevano alcuna separazione dal comparto equipaggio, per cui le condizioni in cui questo doveva operare erano assai disagevoli. Anche i carri inglesi coevi avevano lo stesso problema, ma non si trattava di insensibilità da parte dei progettisti: era talmente frequente mettere mano a tali meccanismi, che essi dovevano essere rapidamente raggiungibili, anche stando dentro il veicolo.

Sempre in termini di meccanica, va citata la trasmissione ad albero centrale, il cambio-differenziale Adler, e i 2 gruppi di riduzione finale, sistemati nella parte posteriore dello scafo, come nei veicoli cingolati moderni. I motori, di cui si è parlato, erano al centro, con i radiatori serviti da apposite grigliature laterali.

La sospensione era dotata di 3 carrelli per cingolo, ciascuno con 4 ruote, e tutte dotate di molla elicoidale dentro un manicotto. Essa consentiva una marcia sorprendentemente agevole in terreni difficili.

L'armamento era costituito da un cannone da 57/26,3mm corto, a prua, di preda bellica belga, con la capacità di sparare proiettili da 6 libbre -2,7kg a 487ms per un raggio di 6400 m; due erano i serventi per questo pezzo, mentre per il resto vi erano 6 mitragliatrici da 7,92mm, con una coppia di serventi per ciascuna. Esse sparavano sui lati e in avanti, come anche nel settore posteriore.

Pilota e capocarro erano invece in una sovrastruttura centrale, da cui avevano una buona visuale complessiva. Aggiunti ai 2 meccanici presenti per sorvegliare i motori, portavano il totale dell'equipaggio a ben 18 uomini, cosa mai avvenuta in nessun altro carro armato operativo. La causa era soprattutto data dalla necessità di avere ben 2 serventi per ciascuna delle 6 mtg, altrimenti sarebbe stato possibile cavarsela con 'solo' 12. Nel frattempo, i francesi, con il Renault FT-17, realizzavano un carro per 2 uomini, con tanto di torretta rotante.

Impiego[modifica | modifica sorgente]

Militari tedeschi impegnati nella mimetizzazione di un A7V.

Prima della fine della guerra ne vennero prodotti alcune decine, una piccola quantità, ma che riuscì anche a scontrarsi con i similari veicoli inglesi.

Il primo venne consegnato il 1 ottobre 1917, ed entrò in servizio nell'Abteilung I (un reparto con 5 carri in tutto, costituito con una forza di oltre 170 uomini il 29 settembre)

Solo nel febbraio 1918 i primi carri apparvero in un'esercitazione, senza suscitare tuttavia grande impressione.

Il 21 marzo l'Abteilung I partecipò al suo primo combattimento, presso St. Quentin, ma fu il 24 aprile che i panzer tedeschi passarono davvero alla storia. Infatti, il reparto partecipò allo scontro a Villers-Bretonneux, causando agli alleati lo stesso terrore da carri che ebbero 2 anni prima i tedeschi. Ma in quell'azione memorabile, alcuni dei 13 carri tedeschi si scontrarono con dei Mark IV inglesi. Questa fu la prima battaglia tra carri armati, e vide gli inglesi effettivamente impreparati a battagliare contro i tedeschi. Dei 10 carri britannici presenti, 7 erano Whippet e 2 Mk IV 'femmina', mentre solo un carro aveva anche cannoni da 57mm, il Mk IV del comandante. I carri tedeschi del Gruppo 3 si scontrarono contro i veicoli inglesi; 1 Mk IV 'femmina' (armato solo di mitragliatrici) fu colpito, ma non venne distrutto dalle cannonate del carro germanico comandato da Bilz. L'Mk IV riuscì a rispondere al fuoco, nonostante la nebbia e il fatto che i gas avessero ridotto l'equipaggio a 6 uomini. 3 cannonate colpirono il grosso A7V e uccisero 3 uomini. Nel frattempo, un altro A7V cadeva in una cava e venne perduto. Ma i carri leggeri Whippet, nell'avanzare verso i tedeschi, finirono sotto il fuoco di un altro A7V, contro cui non potevano rispondere. Da 270 metri 3 di essi vennero messi fuori uso o bruciati. Alla fine entrambe le parti si ritirarono con perdite, e con importanti lezioni apprese.

Il carro Mephisto esposto al Queensland Museum a Brisbane, Australia

Altre battaglie sarebbero seguite, come quella contro i francesi, efficacemente controbattuti dalle artiglierie, e soprattutto quella dell'8 ottobre quando 11 A7V (chiamati anche 'anatre sedute') si scontrarono con i carri inglesi nel corso di una grande battaglia tra corazzati.

Nel dopoguerra, alcuni A7V vennero ceduti ai polacchi, che grazie anche ad essi vinsero i sovietici nella Battaglia di Varsavia. Erano in servizio ancora nel 1921.

Un A7V venne catturato dagli australiani, il 4 agosto 1918 a Vaux. Esso era ridotto allo stato di carcassa ma dopo gli anni '70 è stato progressivamente restaurato e si trova, dopo un lungo viaggio in mare, esposto a Brisbane, nel locale War Museum.

Un altro si trova in Germania, a Munster, in un altro museo militare.

Modifiche e varianti[modifica | modifica sorgente]

Un modello sviluppato dai tedeschi dall'A7V era l'A7V/U, un colosso ispirato ai carri 'a losanga' inglesi. Esso aveva cingoli avvolgenti, 2 cannoni in casamatta laterale (ma ancora, non si seppe riconoscere che la torre sopra lo scafo era la migliore soluzione), 4-6 mitragliatrici, ed aveva dimensioni 8,38x4,49x3,14m. Il peso superava le 40 tonnellate. Ordinato in 20 esemplari, venne approntato per il 25 giugno 1918 a Magonza, ma restò allo stato di prototipo.

Dell'A7V ne venne realizzata anche una variante da trasporto, l'A7V Gelandekraftwagen, di cui furono consegnati 79 esemplari.

Pregi e difetti dell'A7V[modifica | modifica sorgente]

Il carro Wotan, Germania

Questo carro era caratterizzato da una struttura in un certo senso moderna, con una netta separazione tra treno di rotolamento e scafo. Il cannone era in posizione razionale, simile a quella dei cannoni d'assalto che sarebbero venuti negli anni successivi. La sua velocità su strada era alta per l'epoca, e nell'insieme aveva una struttura assai razionale. L'armamento, costituito da un misto di mitragliatrici e cannoni, era adeguato e provvisto di un gran numero di munizioni (180 per il 57mm, addirittura 36.000 per le mitragliatrici, corrispondenti ad oltre 10 minuti di fuoco continuativo, peraltro assolutamente teorico: in pratica l'A7V poteva sparare a pieno ritmo per circa un'ora con tutte le armi disponibili).

I difetti erano peraltro assai consistenti. La velocità massima prevista non pare venne mai raggiunta, la sagoma era davvero troppo grande, e la coppia di mitraglieri per ciascuna mitragliatrice dava un equipaggio davvero troppo numeroso. Ma soprattutto, i cingoli erano più corti dello scafo, con scarsa luce tra questo e la terra. L'A7V era molto inferiore ai carri inglesi e solo marginalmente migliore della maggior parte di quelli francesi nel movimento fuoristrada, con una notevole difficoltà di superare grosse trincee e fossati. Per certi versi somigliava al Fiat 2000, di poco successivo, ma non prevedeva la separazione tra motore e comparto equipaggio, soprattutto per motivi di manutenzione. L'autonomia pare fosse assai modesta. L'A7V era quindi un mezzo possente, ma fuoristrada mancava della mobilità dei mezzi inglesi, e rappresentava un grosso e facile bersaglio per i cannoni avversari, nonostante la pesante protezione, peraltro studiata solo contro schegge e fucili. Insomma, un veicolo con pregi e difetti, con i primi che non riuscivano appieno a superare i secondi.

Il carro più usato dai reparti tedeschi era però il Mk IV catturato in una certa quantità negli scontri violentissimi lungo il fronte occidentale, ed inviato in azione in unità miste con i carri tedeschi in diverse situazioni.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • John Foley, A7V Sturmpanzerwagen, Profile Publications, 1967, ISBN.
  • Christopher F. Foss, The Encyclopedia of Tanks and Armoured Fighting Vehicles, Spellmount, 2003, p. 232, ISBN 1-86227-188-7.
  • Eric Bass, German Panzers 1914-18, Osprey Publishing, 2006, p. 232, ISBN 1-84176-945-2.
  • Chamberlain, Peter, Chris Ellis, Tanks of World War I. British and German, London 1967.
  • Ettighoffer, P.C., Deutsche Tanks fahren in die Hölle, Bertelsmann Verlag, Gütersloh 1936
  • Fletcher, David (Hrsg.), Tanks and Trenches, First Hand Accounts of Tank Warfare, London 1996.
  • Macksey, Kenneth, Tank versus Tank, London 1999.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ First Panzers 1917-1918. URL consultato il 13 dicembre 2012.

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