LK II

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Leichter Kampfwagen II
LK II
LK II
Descrizione
Tipo carro armato leggero
Equipaggio 3
Dimensioni e peso
Lunghezza 5,08 m
Larghezza 1,95 m
Altezza 2,49 m
Peso 8,75 t
Propulsione e tecnica
Motore Daimler-Benz Otto modello 1910 da 4 cilindri
Potenza 60 hp
Prestazioni
Velocità 8-14
Autonomia 60-70
Pendenza max 41 %
Armamento e corazzatura
Armamento primario 1cannone da 57 mm, oppure due mitragliatrici
Corazzatura tra 8 e 14 mm

[senza fonte]

voci di carri armati presenti su Wikipedia

Il Leichte Kampfwagen II (auto leggera da combattimento), o LK II, era un carro armato leggero tedesco costruito durante la prima guerra mondiale. Sviluppato a partire dall’LK I, fu realizzato in pochissimi esemplari. Dopo la guerra, fu utilizzato anche in Svezia.

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

L’LK II fu sviluppato a partire dall’LK I. Infatti il Ministero della Guerra, dopo aver visto in azione il precedente modello, emise un requisito per un nuovo carro leggero. Le caratteristiche richieste erano le seguenti:

  • peso massimo 8 tonnellate;
  • 3 uomini di equipaggio;
  • velocità di 14 km/h;
  • armamento di cannoni;
  • possibilità di trasporto ferroviario;
  • possibilità di superare brevi tratti con una pendenza di 45°;
  • capacità di superamento di trincee di due metri;
  • protezione dal tiro di fucileria a brevi distanze;
  • feritoie per l’osservazione a 360° con possibilità di chiusura (parziale o totale);
  • cingoli anteriori più alti;
  • possibilità di facile accesso alle guide dei cingoli per le riparazioni;
  • compartimento equipaggio spazioso e ben ventilato.

Il risultato fu un carro piuttosto simile al modello precedente. I requisiti furono rispettati, con l’eccezione del peso, che superava di poco le 8 tonnellate.

Complessivamente, ne furono realizzati due esemplari nel giugno 1918, che furono valutati dalle autorità. Una variante ulteriormente perfezionata, chiamata LK III, non raggiunse neanche lo stato di prototipo.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

L’LK II era estremamente simile all’LK I. Anche in questo caso, si fece ampio ricorso a componenti automobilistici, in modo da facilitarne il più possibile la costruzione. Il telaio era lo stesso utilizzato per l’LK I, ovvero un modello automobilistico Daimler. La propulsione, come nel caso precedente, era assicurata da un motore a carburazione Daimler-Benz Otto modello 1910 da 4 cilindri raffreddato a liquido, capace di sviluppare una potenza di 60 hp a 1.800 giri. Il motore era posizionato posteriormente allo scafo. I 140 litri di carburante che poteva contenere il serbatoio permettevano un’autonomia di 60-70 km.

Al contrario dell'LK I, si decise di rinunciare ad una torretta per l’armamento principale, che era sistemato in una barbetta sul retro dello scafo. In particolare, poteva consistere in un cannone (un Sokol di fabbricazione russa da 57 mm, anche se era stata ipotizzata in alternativa l’installazione di un Krupp da 37 mm) con 100 proiettili, oppure in due mitragliatrici (questa seconda versione rimase esclusivamente sulla carta).

L’equipaggio si componeva di tre elementi.

Le prestazioni rispettavano quanto previsto dalla specifica. Infatti, la velocità massima era compresa tra gli 8 ed i 14 km/h, ed il carro armato era in grado di superare un gradino di 45 centimetri oppure una trincea di due metri. Inoltre, era in grado di affrontare, per brevi tratti, delle pendenze del 41% (ad esempio, le scarpate ferroviarie). Tuttavia, non fu considerato adatto a percorrere terreni sconvolti per il tiro delle artiglierie di grosso calibro (problema che avevano tutti i carri dell'epoca).

Utilizzo in Germania[modifica | modifica sorgente]

Le autorità militari giudicarono positivamente il nuovo carro, tanto che il 23 giugno 1918 ne fu emesso un ordine per 580 esemplari. Tuttavia, nessuno di questi fu mai consegnato all’esercito tedesco. Si trattò dell’ultimo carro armato prodotto in Germania durante la guerra.

Svezia: Strv m/21[modifica | modifica sorgente]

Dopo la conclusione delle ostilità, la Daimler, che curava la produzione dell’LK II, nascose alla commissione interalleata per il disarmo alcune parti del carro armato. In seguito la Svezia acquistò in segreto questi carri, per un totale di 100.000 corone dell’epoca. Il trasporto dei componenti, spacciati per macchinari agricoli e caldaie, avvenne via mare. Una volta giunti in territorio svedese, i carri armati furono assemblati sul posto come Stridsvagn m/21 (abbreviato: Strv m/21), che in pratica costituivano una versione migliorata degli LK II “di serie”. In dettaglio, erano armati con una singola mitragliatrice da 6,5 mm.

Nel 1929, fu effettuata una ricostruzione degli m/21. Il risultato fu la variante Strv m/21-29, che erano armati con un cannone da 37 mm (o, in alternativa, da due mitragliatrici) ed erano spinti da un motore di tipo Scania-Vabis. Uno di questi carri fu guidato da Heinz Guderian in occasione di una sua visita in Svezia, nel 1929. In seguito a questo, i tedeschi acquistarono la maggioranza azionaria dell’azienda AB Landsverk, e ne e nominarono ingegnere capo Joseph Vollmer. Nel 1931, l’azienda costruì lo Strv m/31 (L-10), il primo carro di fabbricazione interamente svedese.

La Svezia tenne in servizio gli Strv m/21 fino al 1938, anno in cui furono radiati.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gli eserciti del Ventesimo Secolo, vol. 2 – Mezzi Corazzati e Blindati 1900-1918, Curcio Periodici
  • Bruno Benvenuti, I corazzati, (1976) Arnoldo Mondadori Editore

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]