Scontro tra titani

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Scontro tra titani
ScontrotraTitani.jpg
Sam Worthington nei panni di Perseo mentre affronta la Gorgone Medusa
Titolo originaleClash of the Titans
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2010
Durata106 min.
Rapporto2,35:1
Genereepico, fantastico, avventura
RegiaLouis Leterrier
SoggettoBeverley Cross (sceneggiatura del 1981)
SceneggiaturaTravis Beacham, Phil Hay e Matt Manfredi
ProduttoreBasil Iwanyk, Kevin De La Noy
Produttore esecutivoRichard D. Zanuck, Thomas Tull, Jon Jashni, William Fay
Casa di produzioneLegendary Pictures, Thunder Road Pictures, Warner Bros.
FotografiaPeter Menzies Jr.
MontaggioMartin Walsh, Vincent Tabaillon
MusicheRamin Djawadi
ScenografiaMartin Laing
CostumiLindy Hemming
TruccoConor O'Sullivan
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

« Libera il Kraken! »

(Zeus)

Scontro tra titani (Clash of the Titans) è un film del 2010 diretto da Louis Leterrier.

Il film, uscito negli Stati Uniti d'America il 2 aprile 2010 e in Italia a partire dal 16 aprile, è il remake di Scontro di titani del 1981, ispirato al mito greco dell'eroe Perseo. Un po' distante dalla realtà mitologica, per esigenze di copione (come già avvenne per Troy il cui regista pubblicamente affermò essere solo "liberamente tratto" dai testi antichi), vengono modificati alcuni avvenimenti e inseriti personaggi che poco hanno a che fare con il film originale (come il personaggio di Io, i Djinn e Ade come nemico).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film inizia con un'introduzione nella quale viene raccontato che nella notte dei tempi, i potenti Titani si scontrarono contro i loro stessi figli, gli Déi dell'Olimpo. Il più crudele fra di loro, Ade, creò un gigantesco mostro marino per aiutare gli déi nella battaglia: il Kraken. Dopo aver sconfitto i Titani, Zeus diventò il capo degli déi, Poseidone il re dei mari mentre ad Ade toccarono, per inganno da parte del fratello Zeus, gli Inferi. Mentre l'Olimpo governava, Ade tramava vendetta contro tutti gli déi, e specialmente contro Zeus e Poseidone.

Un pescatore trova una cassa e, aprendola, trova all'interno la morta Danae con il suo figlio neonato ancora vivo: Perseo. Anni dopo, il pescatore e la sua famiglia hanno ormai cresciuto Perseo, finché un giorno arrivando nelle scogliere di Argo assistono a uno spettacolo incredibile: i soldati di Argo hanno appena demolito la statua raffigurante Zeus. Ade, furioso, inizia a fare strage dei soldati facendo però affondare la famiglia adottiva di Perseo mentre questo, rimasto senza sensi nel tentativo di salvarli, viene recuperato dai soldati sopravvissuti.

Questi lo portano alla reggia di Argo, dove dimorano il re Cefeo e la regina Cassiopea, insieme alla bellissima principessa Andromeda (preoccupata per le continue ribellioni dei genitori contro gli olimpici). Cassiopea si vanta della bellezza di Andromeda offendendo gli déi, ma la sua superbia viene presto punita con l'ennesima apparizione di Ade, che uccide tutti i soldati e la regina. Il dio ordina che Andromeda venga sacrificata in pasto al Kraken entro dieci giorni o Argo verrà distrutta dal mostro marino. Perseo, riconosciuto come semidio, viene imprigionato alla reggia e torturato da Draco, il generale dell'esercito di Argo, finché non si deciderà circa il fare qualcosa per salvarli.

Nella cella l'eroe viene visitato dall'immortale Io, che gli racconta del passato di Perseo: anni fa, quando il re Acrisio venne a sapere che Danae era stata ingravidata da Zeus, decise di gettarla in mare chiusa in una cassa con il neonato Perseo. Per questo atto di estrema crudeltà, Zeus fulminò Acrisio deformandolo in un'orribile creatura assetata di vendetta contro il dio: Calibos. Consapevole che è stato generato per fermare i piani di Ade e volendo affrontare il dio per vendicare la sua amata famiglia adottiva, Perseo decide di passare all'azione. Intanto però, in una palude deserta, Ade si allea con Calibos, affinché questo uccida Perseo.

Nel frattempo, Perseo parte con dei valorosi soldati guidati da Draco, accompagnato sempre da Io. Nella foresta, Perseo riceve doni dall'Olimpo: una potentissima spada forgiata da Efesto e il meraviglioso Pegaso, uno dei cavalli alati di Zeus. Draco dice a due soldati di seguire Perseo ma questi vengono improvvisamente attaccati da Calibos, e vengono brutalmente assassinati. Arrivano altri soldati, e alcuni di questi rimangono uccisi, Draco riesce però a mozzargli una mano e Calibos fugge. Perseo e i soldati sopravvissuti decidono di seguirlo arrivando in un deserto, qui, il sangue di Calibos viene assorbito dalla sabbia e crescono dei giganteschi scorpioni; Perseo e i suoi vengono messi alle strette e un paio di loro vengono colpiti dal micidiale pungiglione degli scorpioni, riescono comunque ad ucciderne alcuni ma, all'arrivo di altri scorpioni ancora più colossali, si trovano in difficoltà. Vengono però aiutati dai Djinn, stregoni del deserto fatti di legno carbonizzato, che domano gli scorpioni giganti. Quando però Perseo si avvicina ai Djinn, la pelle sul braccio si inizia a bruciare: Ade ha avvelenato il ragazzo. Draco gli racconta che deve pregare gli déi se vuole guarire; Perseo però, dopo aver subito la morte della sua famiglia, causata appunto, dagli déi, rifiuta: Draco, per avvertirlo, lo sgrida e lo minaccia. La sera stessa, il capo degli Djinn si introduce nella tenda di Perseo e lo cura; i soldati aggrediscono la creatura che, dopo aver preso in ostaggio uno dei soldati, spiega di essere loro amico, infatti, anche gli Djinn si vogliono liberare degli déi e il capo dice di poter accompagnare Perseo e i soldati dalle Streghe dello Stige: queste, sottomesse da Perseo, affermano che l'unico modo di uccidere il Kraken è usare lo sguardo pietrificante della Gorgone Medusa che vive al di là del fiume infernale Stige.

Perseo e i suoi compagni attraversano lo Stige grazie a Caronte. Arrivati nell'antro di Medusa, Io, invece, dovrà rimanere fuori. All'interno, mentre stanno girovagando, delle frecce feriscono Draco e uccidono due dei soldati, il gruppo, quindi, si divide. Due soldati incontrano Medusa e rimangono pietrificati. Perseo e il Djinn, invece, vengono inseguiti dalla Gorgone: Perseo assiste alla cattura del suo compagno che si fa saltare in aria, distraendo Medusa. Questa, si scontra con Perseo, raggiunto da Draco, che rimane pietrificato. Alla fine però, l'eroe la decapita con la spada prendendo la sua testa, con la quale può uccidere il Kraken. La vittoria si tramuta però in dolore quando Io viene assassinata da Calibos. Perseo duella con Calibos, uccidendolo, per poi salire in groppa a Pegaso e andare a salvare Argo.

Intanto sull'Olimpo Ade, potenziato con la paura degli uomini, riesce a spodestare Zeus, per iniziare a portare l'inferno sulla terra e invocare il Kraken, che inizia a distruggere Argo ma si ferma allorché Andromeda viene legata per essere offerta in sacrificio al mostro. Perseo, dopo un rocambolesco scontro aereo contro le Arpie di Ade, riesce a pietrificare il Kraken con lo sguardo di Medusa: il mostro marino si tramuta in pietra per poi frantumarsi in mille pezzi, e nel caos generale Perseo si sbarazza della testa della Medusa. Ade infuriato attacca Perseo, ma questo gli trafigge il cuore con la spada ferendolo mortalmente. Indebolito, Ade sprofonda negli Inferi. L'Olimpo e gli déi sono così salvi.

Zeus si reca dal figlio per offrigli un posto sull'Olimpo, ma l'eroe rifiuta preferendo rimanere sulla terra e vivere come un uomo, ma adorato come un dio. Infine Zeus gli dona un ultimo regalo: il ritorno alla vita della sua amata Io, così che possano vivere insieme.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo del remake è iniziato nel 2002 per mano del produttore Adam Schroeder, e degli sceneggiatori John Glenn e Travis Wright.[1] Alcuni ritardi di produzione provocano un blocco sino al 2006, quando Basil Iwanyk ha rimesso in piedi il progetto assumendo Travis Beacham, fan del film originale, con il compito di rivedere e riscrivere il copione.[2]

Nel 2007 si associano al film Lawrence Kasdan e Stephen Norrington, quest'ultimo inizialmente avrebbe dovuto occuparsi della regia[3], ma è stato successivamente sostituito da Louis Leterrier nel giugno 2008 tramite un accordo con il suo agente.[4][5] L'esperienza di Leterrier in L'incredibile Hulk, ha fatto notare al regista come sussistano poche differenze tra gli eroi della mitologia greca e quelli dell'era moderna.[6][7]

La sceneggiatura è nuovamente oggetto di revisione per mano di Phil Hay e Matt Manfredi, incaricati di riscrivere il film perché sia visionabile dai 13 anni in su, e non come aveva in mente Kasdan, uno di sicura censura R (ristretto).[8][9] È stato annunciato che il film sarà molto diverso dall'originale per vari aspetti, tra cui una versione più romanzata che mitologica, focalizzazione della storia sulla missione di Perseo, e sul rapporto padre-figlio (Perseo-Zeus) e come questo abbia effetto sul protagonista.[10] Il ruolo di Io è stato immesso per creare una situazione amorosa con Perseo, grazie alla quale poi l'eroe potrà possedere il leggendario cavallo alato Pegaso.[11]

Per la produzione degli effetti speciali, Leterrier ha contattato il celebre animatore Ray Harryhausen[4] (produttore del film originale), riuscendo però a coinvolgere nel progetto l'artista concettuale Aaron Sims (collaboratore in L'incredibile Hulk) per sviluppare i personaggi, che al riguardo ha espresso la sua difficoltà nel rappresentare Medusa[12].

Le riprese iniziano il 27 aprile a Londra, e proseguono nel Regno Unito in Galles. Altre location vengono fissate nelle isole Canarie, principalmente a Tenerife, con riprese di fotografia aerea in Islanda ed Etiopia.[13] Contemporaneamente all'inizio lavorazione, la produzione rilascia un annuncio alla stampa confermando tutto il cast tecnico: Martin Laing scenografo, Peter Menzies Jr. direttore della fotografia, Lindy Hemming costumista, Nick Davis supervisore agli effetti speciali, Conor O'Sullivan supervisore ai trucchi prostetici e Jenny Shircore rettore del make up.[14]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni poster promozionali per l'edizione giapponese del film[15] sono stati affidati alla matita del famoso mangaka giapponese Masami Kurumada, autore del manga Saint Seiya: I cavalieri dello zodiaco. L'idea del film, infatti, sarebbe nata al regista proprio dalla lettura del famoso fumetto, di cui si è dichiarato fan.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha debuttato al primo posto nel weekend di apertura con 61 milioni di dollari in 3,777 cinema negli Stati Uniti e Canada, incassando complessivamente in tutto il mondo 493 milioni di dollari.[16]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il buon successo internazionale al botteghino, il film ha ricevuto critiche sfavorevoli. Il film è stato candidato ai Razzie Awards 2010 nella sezione Peggior uso del 3D e Peggior prequel, remake, rip-off o sequel, senza però vincerlo.[17][18]

Differenze con la mitologia greca[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film, Ade è stato trasformato in completo antagonista, opposto agli altri déi per la sua natura oscura tanto da essere disprezzato dagli olimpici che non lo vedono come uno di loro e perfino dal fratello Zeus che lo ha confinato negli Inferi, nonostante gli venga attribuito il merito principale alla sconfitta dei Titani. Nella mitologia, Ade non è mai stato descritto come cattivo ma solo come freddo e distaccato, solitario e che per questo sceglie di passare poco tempo sull'Olimpo con gli altri déi.
  • L'amore di Zeus per gli uomini è un'invenzione del film, probabilmente per avvicinare Zeus al concetto cristiano della divinità. Nei miti greci, Zeus si dimostra, invece, avverso agli uomini tanto che quando Prometeo li creò, il Re dell'Olimpo voleva distruggerli.
  • Acrisio non guidò alcun assedio all'Olimpo, poiché gli umani, nonostante subissero effettivamente ripetuti maltrattamenti dagli déi, non si ribellarono mai apertamente agli olimpici, sebbene ci fossero dei mortali (come Aracne) che sfidavano gli déi, per poi venire subito puniti.
  • Nel film, Acrisio condanna a morte Danae e suo figlio per vergogna e rabbia verso Zeus, nella mitologia lo fece perché gli fu predetto dall'oracolo che Perseo da adulto lo avrebbe ucciso.
  • Nel mito originale, Danae è figlia di Acrisio, non sua moglie, e mentre nel film viene ingravidata da Zeus mentre questi ha assunto le sembianze di suo marito, nella mitologia essa è consapevole di essersi unita al Re degli Déi.
  • Perseo, nel film, è avverso agli déi e accetta malvolentieri ogni loro aiuto, nella mitologia fu protetto fin da giovane dalla dea Atena che lo guiderà nelle sue avventure e gli consegnerà le armi che gli permetteranno di sconfiggere Medusa e Cetus. Nel film, a guidare Perseo in maniera simile è Io mentre a donargli la spada è Zeus.
  • Io, nel film, racconta di essere stata condannata all'eterna giovinezza da un dio che aveva respinto. Nella mitologia, Io era una delle molte amanti di Zeus che fu da lui trasformata in mucca per nascondere il tradimento alla moglie Era.
  • Zeus non aiutò in alcun modo Perseo nel mito, anzi non comparve mai più nelle vicende del giovane dopo averlo generato. Il sovrano dell'Olimpo, infatti, non si curava dei moltissimi figli avuti con donne mortali (eccezione fatta per Ercole).
  • Nel film, Perseo possiede come arma magica soltanto la spada mentre secondo le leggende possedeva anche uno scudo magico, un elmo che rende invisibile chi lo porta e sandali alati che gli consentivano di volare (questi ultimi erano assenti anche nel primo film).
  • I Djinn sono creature del folclore arabo e non hanno nulla a che fare con la mitologia greca.
  • Come era già accaduto nella prima pellicola, la storia del cavallo alato Pegaso viene modificata nel film, poiché secondo la leggenda Pegaso uscì dal collo di Medusa come figlio della stessa e di Poseidone. Pegaso fu, inoltre, compagno di battaglia di Bellerofonte e non di Perseo.
  • Il Kraken è un mostro leggendario appartenente alla mitologia norrena, non ha nulla a che fare con quella greca. Questo nome per il mostro era già stato usato nel primo film, mentre nel mito era chiamato Cetus.

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: La furia dei titani.

Il sequel del film è: La furia dei titani (Wrath of the Titans) diretto da Jonathan Liebesman e distribuito nel 2012.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michael Fleming, Col sends J. Lo to 'Shrink', Variety, 3 giugno 2002.
  2. ^ Pamela McClintock, Scribe goes to head of 'Clash' at Warners, Variety, 30 aprile 2006.
  3. ^ Michael Fleming, Norrington to direct 'Titans', Variety, 13 dicembre 2007.
  4. ^ a b Leterrier parle de son Choc des Titans, in EcranLarge.com, 12 luglio 2008.
  5. ^ Michael Fleming, 'Gods' goes to war with 'Titans', Variety, 26 giugno 2008.
  6. ^ Louis Leterrier e Tim Roth, commento audio per L'incredibile Hulk. DVD 2008 di Universal Studios Home Entertainment
  7. ^ News Etc., aprile 2008, pp. 15-16.
  8. ^ Mike Richardson on Dark Horse's Upcoming Goodies, UGO Networks, 12 novembre 2008. (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2013).
  9. ^ Robert Sanchez, Exclusive Script Review: Clash of the Titans Remake!, IESB, 4 agosto 2007.
  10. ^ Gemma Arterton nello Scontro di Titani, Bad Taste, 30 marzo 2009. URL consultato il 28 aprile 2009.
  11. ^ Mikkelsen e Davalos nello Scontro di Titani, Bad Taste, 1º aprile 2009. URL consultato il 28 aprile 2009.
  12. ^ Jennifer Vineyard, ‘Clash Of The Titans’ Designer Gives Medusa A Bad Hair Day For Remake, MTV, 27 ottobre 2008. (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2009).
  13. ^ Clash of the Titans” Commences Production for Warner Bros. Pictures and Legendary Pictures, Business Wire, 25 aprile 2009.
  14. ^ Dal Cavaliere Oscuro allo Scontro di Titani, Bad Taste, 28 aprile 2009. URL consultato il 28 aprile 2009.
  15. ^ Scontro tra titani: omaggio di Masami Kurumada | Anime, Film e games News
  16. ^ Clash of the Titans (2010) (2010) - Box Office Mojo, su www.boxofficemojo.com. URL consultato il 21 marzo 2016.
  17. ^ (EN) Nomination Razzie Awards, su razzies.com. (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2011).
  18. ^ Razzie Awards 2011, su badtaste.it.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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