Scontro di titani

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Scontro di titani
SDT.jpg
Perseo usa la testa di Medusa per eliminare il Kraken
Titolo originaleClash of the Titans
Paese di produzioneStati Uniti d'America, Gran Bretagna
Anno1981
Durata118 min
Genereepico, fantastico, avventura
RegiaDesmond Davis
SoggettoBeverley Cross
SceneggiaturaBeverley Cross
ProduttoreRay Harryhausen e Charles H. Schneer
Casa di produzioneMetro-Goldwyn-Mayer
FotografiaTed Moore
MontaggioTimothy Gee
Effetti specialiRay Harryhausen, Frank Van der Veer, Roy Field, Cliff Culley, Brian Smithies
MusicheLaurence Rosenthal
ScenografiaFrank White, Peter Howitt, Giorgio Desideri, Fernando Gonzalez, Don Picton
CostumiEmma Porteous
TruccoBasil Newall, Connie Davis
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Scontro di titani (Clash of the Titans) è un film del 1981 diretto da Desmond Davis. È caratterizzato dagli effetti speciali di Ray Harryhausen, candidato al Saturn Award, e dalla presenza di un cast di tutto rispetto: Laurence Olivier (Zeus), Maggie Smith (la vendicativa Teti), Ursula Andress (Afrodite).

La piana archeologica di Paestum, in Campania, con i suoi templi, fu tra le ambientazioni scelte dalla produzione per girare alcune esterne del film.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La scena iniziale del film presenta Acrisio, re di Argo, nell'atto di gettare una bara in mare dove ha rinchiuso la figlia Danae insieme al figlio neonato Perseo. Dal Monte Olimpo, il re degli dèi Zeus assiste irritato (essendo il padre di Perseo) alla scena e, tramite un sortilegio, uccide Acrisio mentre Poseidone rade al suolo Argo con il potentissimo mostro marino Kraken, dopodiché fa in modo che la bara con Danae e Perseo arrivi sana e salva all'isola di Serifo. Qui il piccolo Perseo cresce diventando forte e meraviglioso. Sull'Olimpo, nel frattempo, Zeus è turbato per colpa di Calibos, il crudele figlio mortale della dea Teti. Questi ha infatti fatto razzia dei cavalli alati di Zeus e questo lo castiga tramutandolo in un orribile mostro simile a un Satiro.

Teti, per vendicarsi di Zeus, trasporta nel sonno Perseo nell'Anfiteatro della città di Giaffa, ma viene cordialmente accolto da Ammon, un vecchio drammaturgo e attore. Il giorno dopo, Perseo riceve doni dal Monte Olimpo da parte di Zeus: una spada indistruttibile, uno scudo che riflette dall'interno e un elmo capace di rendere invisibile. Il giovane eroe viene a sapere del problema della città di Giaffa: La principessa Andromeda, figlia della regina Cassiopea, rivolge a chi le chiede la mano dei difficili enigmi e chi non sa rispondere viene punito con la morte. Di notte, grazie all'elmo dell'invisibilità, Perseo scopre che ogni sera lo spirito di Andromeda viene portato via da un avvoltoio gigante. Per risolvere il mistero, Perseo riesce a domare Pegaso, l'ultimo cavallo alato, e insegue l'avvoltoio la notte successiva.

Scopre che Andromeda è portata in una lontana palude per venire messa al cospetto del mostruoso Calibos, che le assegna un nuovo enigma per notte e avrebbe smesso solo se Andromeda si fosse decisa di sposarlo. Dopo il ritorno della principessa, Perseo sfida in duello Calibos che fa cadere l'elmo invisibile nella palude, ma l'eroe riesce a sconfiggerlo mozzandogli una mano. Il mattino seguente Perseo visita Andromeda, riesce a risovere il suo enigma (siccome era venuto a conoscenza della soluzione quando era invisibile da Calibos) e le rivela di aver sconfitto il malvagio rendendo così Andromeda libera. La principessa riconoscente decide di sposarsi con lui.

Durante la cerimonia però, Cassiopea si vanta della bellezza di Andromeda offendendo Teti e la rabbiosa dea, attraverso la testa di una sua statua, comanda che al termine di trenta giorni Andromenda venga data in pasto al Kraken, o la città di Giaffa ne pagherà le conseguenze. Perseo, volendo salvare l'amata, parte alla ricerca di un rimedio, ma il vendicativo Calibos aggrava la situazione catturando Pegaso. Zeus allora ordina ad Atena di donare a Perseo la sua civetta Bubo per aiutarlo. La dea, non volendo separarsi dall'amata civetta, si fa costruire da Efesto un clone meccanico di Bubo, che invia a Perseo per indicargli la retta via. Perseo e i suoi uomini raggiungono l'antro delle Sorelle Forcidi: qui Perseo costringe le megere a rivelare l'unico modo per uccidere il Kraken, e cioè il potere pietrificante della serpentiforme Medusa, che vive nell'Isola dei Morti, nel bel mezzo del fiume infernale Stige.

Perseo e i suoi compagni attraversano il fiume maledetto con un passaggio di Caronte, il traghettatore di Ade. Arrivati nei pressi della tana di Medusa, Perseo e i suoi vengono attaccati da Dioskilos, un mostruoso cane a due teste, ma l'eroe riesce a uccidere la bestia a fil di spada. La battaglia contro la gorgone sarà dura e moriranno molti uomini, ma alla fine Perseo, aiutato dallo scudo specchiante, riesce a tagliare la testa della Medusa. Di notte però, Calibos attacca Perseo e i soldati rimasti facendo sgorgare il sangue di Medusa dal quale nascono degli Scorpioni giganti che, nonostante vengano sconfitti, provocano la morte dei compagni di Perseo.

L'eroe alla fine uccide Calibos scagliandogli la spada nel petto. Bubo nel frattempo vola nella palude, libera Pegaso e dà fuoco all'antro di Calibos. A Giaffa però, stanno legando Andromeda mentre fa la sua apparizione il gigantesco Kraken, pronto a divorarla. Perseo, al galoppo di Pegaso, arriva appena in tempo e usando lo sguardo di Medusa, pietrifica il Kraken facendolo collassare, per poi gettare la testa della gorgone in mare. Andromeda e Perseo si possono finalmente sposare mentre Ammon pensa di scrivere un poema sull'avventura dell'eroe. Il film termina con Zeus che, per ricordare in eterno le imprese di Perseo, Andromeda, Pegaso e Cassiopea crea in loro onore delle costellazioni.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Discordanze con la mitologia[modifica | modifica wikitesto]

  • Teti, che è una Ninfa e non una Dea come nel film, non dimostra alcun odio o rabbia verso Perseo nella mitologia.
  • Il mito legato al cavallo alato Pegaso viene modificato nel film, poiché secondo la leggenda Pegaso uscì dal collo di Medusa come figlio della stessa e di Poseidone, oppure nacque dal sangue che perse il capo di Medusa quando Perseo uccise la stessa (nel film invece nascono gli scorpioni giganti). Pegaso oltretutto fu compagno di battaglia di Bellerofonte e non di Perseo.
  • I personaggi di Ammon, Calibos e Bubo sono stati appositamente inventati per il film.
  • Dioskilos non esiste. A dire il vero nel mondo della mitologia greca esiste un cane bicefalo chiamato però Ortro ed estraneo dal mito di Perseo.
  • La storia di Acrisio è stata modificata: nel film decide di condannare Danae e Perseo per "disonore" e viene in seguito castigato e ucciso da Zeus. Nel mito invece, Acrisio condanna Danae e Perseo perché aveva udito una profezia secondo la quale sarebbe stato ucciso dal nipote. Anni dopo, Perseo ritorna e prende parte a una competizione sportiva, colpisce mortalmente e per sbaglio il nonno Acrisio con un disco, uccidendolo.
  • Il Kraken è molto diverso da come descritto nel mito: in realtà si chiamava Cètos, nome che nel greco antico significa fondamentalmente "grosso pesce" o "mostro marino" (ed è anche il nome di una divinità marina greca, madre di Cariddi) ed appariva simile a un dragone, che poi Perseo uccise (con un colpo di spada) per salvare Andromeda. Qui il mostro marino somiglia a una sorta di mostro della laguna nera con sei braccia e mezzo corpo da pesce, ucciso con lo sguardo di Medusa.
  • I famosi sandali volanti donati da Ermes non appaiono.
  • Zeus non aiutò in alcun modo Perseo nel mito, anzi non comparve mai più nelle vicende del giovane dopo averlo generato. Il sovrano dell'Olimpo, infatti, non si curava dei moltissimi figli avuti con donne mortali (eccezione fatta per Ercole, cui voleva affidare la sovranità degli dèi). La dea protettrice di Perseo, che gli dona tutte le armi, è Atena.

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Un rifacimento, intitolato Scontro tra titani, diretto da Louis Leterrier (Danny the Dog, L'incredibile Hulk) è uscito il 16 aprile 2010.

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