Schweigt stille, plaudert nicht

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Schweigt stille, plaudert nicht
CompositoreJohann Sebastian Bach
Tipo di composizionecantata
Numero d'operaBWV 211
Epoca di composizionetra il 1732 e il 1734
Prima esecuzionea metà del 1734
AutografoBiblioteca di Stato di Berlino
Durata mediacirca 30 minuti
Organicosoprano solista (Liesgen), tenore solista (Narratore), basso solista (Herr Schlendrian), flauto traverso, archi, Basso continuo
Movimenti
10

Schweigt stille, plaudert nicht (in tedesco «Fate silenzio, non chiacchierate») BWV 211, nota anche come La Cantata del caffè (Kaffeekantate) è una cantata profana di Johann Sebastian Bach. Venne scritta tra il 1732 e il 1734 per essere eseguita al caffè Zimmermann da parte del Collegium Musicum lipsiense. Il libretto è di Picander[1][2][3].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio della cantata, di argomento umoristico, il narratore presenta il signor Schlendrian, che si lamenta della figlia disobbediente Lieschen e le chiede di smettere di bere caffè. Lei nega, afferma che senza una tazza di caffè ogni giorno diventerebbe un "pezzo di montone secco" e nell'aria seguente elogia un caffè che è "più dolce di un migliaio di baci". Suo padre la minaccia che se non smette di bere caffè, le proibirà le passeggiate e non le comperà più abiti alla moda e nastri per cappelli. Lieschen risponde che farà meno di tutto pur di continuare a bere il suo caffè. Alla fine padre giunge a minacciarla di non permetterle di sposarsi. Lieschen allora cambia idea, promette di non toccare più il caffè e chiede a suo padre di andare lo stesso giorno a cercarle un corteggiatore.

A questo punto finisce il libretto di Picandro; ma Bach ha aggiunto altre due parti (del cui testo l'autore è sconosciuto):

Il narratore spiega che mentre il padre è andato in città per cercare un corteggiatore per la figlia, Lieschen fa segretamente pubblicare che accetterà solo chi prometterà, e anche stipulerà nel contratto di matrimonio, che lei potrà fare il caffè ogni volta che vuole. Alla fine, tutti cantano insieme che "proprio come un gatto non smette mai di prendere un topo, le ragazze non smetteranno mai di bere il caffè", proprio come fanno le loro madri e nonne.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

  • 1. Recitativo (Narratore): Schweigt stille, plaudert nicht
  • 2. Aria (Schlendrian): Hat man nicht mit seinen Kindern
  • 3. Recitativo (Schlendrian, Liesgen): Du böses Kind, du loses Mädchen
  • 4. Aria (Liesgen): Ei! wie schmeckt der Coffee süße
  • 5. Recitativo (Schlendrian, Liesgen): Wenn du mir nicht den Coffee lässt
  • 6. Aria (Schlendrian): Mädchen, die von harten Sinnen
  • 7. Recitativo (Schlendrian, Liesgen): Nun folge, was dein Vater spricht!
  • 8. Aria (Liesgen): Heute noch, Lieber Vater, tut es doch!
  • 9. Recitativo (Narratore): Nun geht und sucht der alte Schlendrian
  • 10. Coro (trio): Die Katze lässt das Mausen nicht

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ LE CANTATE DI JOHANN SEBASTIAN BACH - (Quarta e ultima parte), su classicaonline.com. URL consultato il April 5, 2016 (archiviato dall'url originale il marzo 4, 2016).
  2. ^ Ettore Toscani, L'Italia del caffè, Touring Editore, 2004, p. 15, ISBN 88-365-3051-6.
  3. ^ Bennett Alan Weinberg, Bonnie K. Bealer, Tè, caffè, cioccolata. I mondi della caffeina tra storie e culture, Donzelli Editore, 2009, ISBN 978-88-6036-394-7.

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