Ponte di Mezzocammino

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Ponte di Mezzocammino
Ponte Monumentale di Mezzocammino ROMA.jpg
Il ponte nel 2006
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàRoma
AttraversaTevere
Coordinate41°48′30.31″N 12°25′06″E / 41.808421°N 12.418334°E41.808421; 12.418334
Dati tecnici
TipoPonte ad arco
Materialecalcestruzzo armato
laterizio
Lunghezza362,5 m
Larghezza13 m
Carreggiate2
Corsie2
Realizzazione
Costruzione1943-1951
Mappa di localizzazione

Il ponte di Mezzocammino è un ponte stradale che scavalca il drizzagno del fiume Tevere fra le due sponde di Mezzocammino e Tor Carbone, nel territorio di Roma Capitale. Fu realizzato in due tempi tra il 1943 e il 1951. Dal 2003 è diventato monumento nazionale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte misura 362,5 m (385 compresi i muri di accompagno) e si sviluppa su quindici campate di cui cinque interamente in acqua, quattro intermedie in golena e sei a sbalzo sulla terraferma. La campata centrale sul fiume in origine era mobile per il passaggio di navi a grande alberatura ed era manovrata da una cabina di comando ancor oggi visibile sulla sponda sinistra. Completa l'opera un muro di sostegno sulla stessa riva, lungo 545 metri. La distanza fra i piloni è di 34 m; i quattro piloni d’alveo sono impiantati con fondazione pneumatica a 25,7 metri sotto il livello del mare, su cassoni in calcestruzzo armato lunghi 24 m e larghi 7,5. Le murature sono in tufo, mentre i rivestimenti esterni sono in cemento armato e travertino. La carreggiata è larga 9 m, con marciapiedi di 2 m su ciascun lato.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il «drizzagno del Tevere»[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Drizzagno del Tevere.

La realizzazione del ponte e dei progetti ad esso collegati trae origine in parte dalle inondazioni del Tevere che in ogni tempo avevano creato problemi al territorio di Roma, e per prevenire le quali nel corso dei secoli si erano succeduti vari interventi, tra cui i muraglioni che tra i secoli XIX e XX erano sorti sugli argini del fiume dentro la città, lasciando tuttavia aperto Il problema per le campagne a valle.

L'area del ponte: a) drizzagno del Tevere; b) ponte di Mezzocammino; c) meandro abbandonato; d) area di riporto degli scavi del drizzagno.

Ai primi anni del XX secolo risale l'idea di velocizzare il deflusso delle acque verso la foce tramite una rettifica dell'alveo in località Mezzocammino, dove il fiume descriveva un meandro lungo 2.750 metri. Tale idea si concretizzò solo negli anni trenta con il progetto di un canale navigabile largo 75 metri, battezzato «drizzagno del Tevere», che avrebbe accorciato quel tratto di fiume a 1.290 metri in linea retta; ad avviarne la realizzazione fu il più ampio progetto per l'«idroscalo del Littorio», concepito nel 1933 per soppiantare l'Idroscalo di Ostia[2] che, pur inaugurato da soli sette anni, era diventato rapidamente obsoleto sia per l'aumento del peso dei velivoli, sia per la direzione unica di ammaraggio sfavorevole rispetto ai venti.

I lavori confluirono poi nei preparativi per l'esposizione universale di Roma (EUR) prevista nel 1942 nella zona delle Tre Fontane e pertanto come sede del nuovo idroscalo furono individuate le adiacenti campagne della Magliana, sfruttando l'area del meandro abbandonato dopo la realizzazione del canale navigabile.

Cantiere del ponte dell'Aeronautica.

L'insieme di tali opere risvegliò l'interesse di molte imprese private le quali iniziarono a presentare studi e progetti prima ancora della richiesta ufficiale e del sondaggio dei terreni interessati. Il piano iniziò a concretizzarsi nel 1936, assieme a quello per l'EUR, e fu messo a punto dal Ministero dei lavori pubblici e dall'ufficio centrale del demanio aeronautico, in collaborazione con l'ufficio speciale del genio civile. In particolare, al fine di regolare l'afflusso d'acqua nel grande bacino artificiale destinato all'idroscalo, fu progettato il "ponte dell'Aeronautica" costituito da una serie di chiuse a paratie mobili, sormontate da una strada carrabile di servizio.

I suddetti cantieri subirono una battuta d'arresto dopo la rovinosa piena del Tevere che il 18 dicembre 1937 superò stime calcolate su base secolare, inondando l'intera area.[3] Nel 1938 si decise quindi di portare avanti prioritariamente il solo «drizzagno» la cui realizzazione partì nello stesso anno e che fu inaugurato il 12 agosto 1940: nel frattempo al progetto originale del ponte erano già state apportate numerose varianti a causa delle sfavorevoli condizioni del sottosuolo.[4]

Plastico del progetto del ponte di Mezzocammino.

Dopo la caduta del fascismo (1943) un'apposita commissione ministeriale sancì il completo abbandono del progetto dell'idroscalo e con esso del ponte dell'Aeronautica, che fu sostituito da un ponte stradale per collegare direttamente le vie Appia e Aurelia, evitando l'ingresso in città.[5] I lavori – affidati, come i precedenti, alla Impresa Tudini & Talenti – furono avviati nel 1943 ma sospesi l'anno seguente, quindi ripresero nel 1947 e giunsero a compimento nel 1951. Nel frattempo l'ANAS aveva incluso l'opera nel tracciato del Grande Raccordo Anulare del quale il ponte divenne lo scavalco sul Tevere a sud, all'epoca a una sola corsia per senso di marcia. Nel 1979 il ponte fu affiancato da un secondo più a valle, diventando così la sola carreggiata interna della circonvallazione, a due corsie. Nel 2003, infine, la realizzazione di un terzo viadotto ancora più a valle separò il ponte di Mezzocammino dal tracciato del GRA, trasformandolo in corsia di immissione dalla via del Mare e dalla via Ostiense verso la nuova carreggiata interna a tre corsie.[6] Lo stesso anno l'opera, per la sua importanza storica, fu dichiarata monumento nazionale allo scopo di preservarne l'aspetto e le tecniche costruttive.

Il fondo fotografico Enrico Ricci[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Ricci, direttore dei lavori dal 1937 al 1942.

Nei primi anni 2000, il sito internet del comune di Roma, nell'ambito del più ampio progetto Album di Roma, raccolse circa 321 fotografie d'epoca scattate durante varie fasi dei lavori nell'area del ponte; esse testimoniano fra l'altro il sacrificio degli operai e le tecniche di esecuzione degli scavi.

Autore dell'estesa collezione (che comprende in tutto circa 700 fotografie)[7] fu il geometra Enrico Ricci (1889-1956), direttore dei lavori dal dicembre del 1937 al dicembre del 1942 e appunto grande appassionato di fotografia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (IT) Ponte di Mezzocammino, su Arvalia Storia - Archivio Storico Portuense. URL consultato l'8 aprile 2019.
  2. ^ Ogliari-Sapi, Ala Littoria.
  3. ^ Ferrari, Pag. 136.
  4. ^ Ferrari, I sondaggi del sottosuolo individuano uno strato superficiale di torbe povere, soprastanti un accumulo di argille plastiche e sabbiose costantemente sature di umidità. Solo a quota -35 m sotto il livello del mare si trovano le buone argille turchine sufficientemente compatte in grado di sorreggere le pile della chiusa.
  5. ^ Ferrari, pag. 134 e seguenti.
  6. ^ ANAS.
  7. ^ Fondo Enrico Ricci, su pprg.infoteca.it. URL consultato il 6 aprile 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Ogliari, Franco Sapi, Partiamo insieme. I trasporti in Lazio e Abruzzo. Volume III
  • Paolo Ferrari. L'aeronautica italiana. Una storia del Novecento. FrancoAngeli editore.
  • ANAS (a cura di). Libro bianco. 2005
  • Marco Pietrolucci, La città del Grande Raccordo Anulare. Gangemi editore

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]