Idroscalo di Ostia

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Idroscalo di Ostia
S 66.jpg
Un Savoia-Marchetti S.66 ammara all'Idroscalo di Roma.
Codice IATAnessuno
Codice ICAOnessuno
Nome commercialeIdroscalo Lido di Roma
"Carlo Del Prete"
Descrizione
TipoInternazionale
GestoreLesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svg Regia Aeronautica
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
CittàOstia (Roma)

L'Idroscalo "Carlo Del Prete" (oggi noto come Idroscalo di Ostia) è stato un impianto per l'ammaraggio ed il decollo di idrovolanti ed aerei anfibi situato presso la frazione di Ostia, a pochi chilometri da Roma. Fu realizzato su progetto dell'ingegnere Raffaele Tarantini, pluridecorato eroe della Prima guerra mondiale, successivamente insignito della Medaglia d'oro al valor militare.

I lavori videro un'imponente opera di innalzamento del terreno di circa un metro - per evitare l'insabbiamento che ne aveva già interrotto i lavori nel 1921 - utilizzando materiali dragati dal fiume e la terra proveniente dagli scavi archeologici di Ostia Antica; venne restaurata anche Tor San Michele, che doveva servire come base per il faro dell'idroscalo, con l'inserimento di un faro sulla struttura già presente della torre. Il volo inaugurale fu operato dalla Società aerea mediterranea con destinazione Cagliari (Idroscalo di Elmas) il 21 aprile 1928. La struttura venne dedicata alla memoria di Carlo Del Prete, il giovane aviatore che volò con Arturo Ferrarin fino in Brasile, e morì prematuramente in un incidente aereo nel 1928. Dall'idroscalo romano partivano le linee aree per l'Africa Orientale Italiana, la cosiddetta Linea dell'Impero. Qui fece ritorno Italo Balbo dalla storica crociera aerea del Decennale il 12 agosto del 1933.

L'Idroscalo fu anche il luogo dove trovò la morte Pier Paolo Pasolini il 2 Novembre 1977. Qui è ambientata la scena finale del film di Fellini.

Area protetta e quartiere Idroscalo[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '90 sorge il Centro Habitat Mediterraneo, gestito dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli).

Sin dagli anni '60, inoltre, l'area è stata oggetto dell'insediamento di alcune decine di famiglie romane, che vi hanno trovato una zona balneare in cui soggiornare durante l'estate, riabilitando vecchie costruzioni dell'ex-Idroscalo, o costruendo abitazioni sui terreni demaniali: in alcuni casi ottenendo le concessioni, o notificando al Demanio i lavori svolti. Presto però, con l'aumento dei prezzi del mercato immobiliare, e soprattutto con l'arrivo di numerosi lavoratori migranti provenienti dall'est Europa, a questa prima ondata di abitanti stagionali se ne aggiunsero altre più stanziali, fino a conformare un intero quartiere abusivo sulla Foce del Tevere, in cui risiedono attualmente tra le 350 e le 500 famiglie. Fino alla fine degli anni 90, l'Idroscalo era conosciuto per la festa dell'Assunta: il 15 agosto la statua della Vergine era condotta in processione per le vie del quartiere - quasi tutte non asfaltate - e poi via mare fino al Pontile di Ostia. Una serie di organizzazioni degli abitanti mediavano con le diverse istituzioni (Comune, Demanio, Regione...) per assicurare la regolarizzazione dell'area, cresciuta fuori piano e quindi in gran misura abusiva. Ma la realizzazione del Porto Turistico di Roma nel 2001 ha complicato la situazione, giacché tutte le concessioni sulla zona sono state interrotte e inglobate nel progetto del Porto, per il quale è prevista anche un'estensione (il Progetto di raddoppio del Porto) che implicherebbe la demolizione di tutte le abitazioni del quartiere.

Il 23 febbraio 2010 un'ordinanza di Protezione Civile ha portato allo sgombero e demolizione di 35 abitazioni dell'Idroscalo, e al trasferimento dei loro abitanti in residence di emergenza alloggiativa.

Nel 2015 il Porto Turistico viene sequestrato per l'arresto del suo presidente Mauro Balini con l'accusa di bancarotta fraudolenta, emissione di fatture false, riciclaggio e corruzione.[1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]