Drizzagno del Tevere

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Coordinate: 41°48′31.04″N 12°25′05.18″E / 41.808621°N 12.418105°E41.808621; 12.418105 Il drizzagno del Tevere è un'opera idraulica, realizzata nel 1940, che consentì di ridurre il corso del Tevere di circa 2 700 metri eliminando un tratto tortuoso a valle della città di Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla leggendaria fondazione ad oggi, Roma ha dovuto fare sempre i conti con le inondazioni del Tevere, che in ogni tempo hanno creato gravi problemi all'Urbe. I vicoli della città antica sono tappezzati di lapidi che ricordano il livello raggiunto dalle acque e le date di tali alluvioni.

Queste inondazioni erano dovute principalmente alla scarsa pendenza dell'alveo (Roma si trova ad appena circa 12 metri sul livello del mare), alla presenza di rovine di edifici e ponti crollati nel fiume, di navi e molini affondati e non ultimi agli stessi ponti del Tevere che contribuivano a fare da dighe al fiume rendendo sempre facile lo straripamento dello stesso. Le soluzioni per ovviare a questo flagello furono diverse; Traiano fece scavare un canale artificiale alla foce del Tevere che aumentasse il deflusso delle acque verso il mare, poi nel medioevo i papi fecero opere di arginatura ma modeste fino ad arrivare alla seconda metà del XIX secolo quando fu decisa la costruzione di alti muraglioni in pietra, costruzione che si protrasse per cinquant'anni fino al 1926. Questi muraglioni, pur distruggendo il pittoresco volto fluviale di Roma, la salvarono dal pericolo di allagamenti.

Ma fu con l'ultima alluvione del 17 dicembre 1937 che si decise di risolvere radicalmente il problema con l'accorciamento del percorso fluviale del Tevere realizzando quello che passerà alla storia del fiume come il drizzagno del Tevere[1] Questa ed altre opere annesse, realizzate contemporaneamente, sembrano aver scongiurato fino ai giorni nostri il ripetersi di quelle alluvioni.

Il 24 marzo del 1937 due ministeri, quelli dell'Aeronautica e dei Lavori Pubblici iniziarono i lavori per un progetto congiunto aereo-portuale in località Spinaceto-Mezzocammino, a valle di Roma, per la realizzazione di due scali, uno terrestre e uno idrico (idroscalo). Il progetto prevedeva anche lo scavo di un nuovo alveo artificiale, o drizzagno, per una nuova incanalazione del Tevere, tagliando fuori la grande ansa del fiume di circa 8 km che lì si trovava. I lavori subirono una brusca fermata per l'eccezionale piena del 17 dicembre 1937, in cui le acque distrussero i cantieri avviati.[2]

Il governo Mussolini riprese, il 28 novembre 1938, il progetto del drizzagno ma operando un ampliamento dello stesso; fu scavato un canale artificiale rettilineo di oltre 1 km di lunghezza accompagnato da colossali lavori di sbancamento delle rive del fiume, portandole a ben 400 metri di larghezza. Si creò un vasto bacino fluviale capace di contenere la più alta portata del fiume storicamente registrata.[3]

I lavori del drizzagno e del nuovo invaso furono inaugurati dall'allora capo del Governo Benito Mussolini il 12 agosto del 1940; furono fatti saltare, per l'occasione, i due ultimi diaframmi che ancora contenevano le acque e il Tevere s'incanalò nel nuovo tratto artificiale, lasciando fuori dal percorso la tortuosa ansa di Mezzocammino e accorciando il suo percorso di circa 8 km. Da allora le alluvioni a Roma non hanno avuto più origine dalle piene tiberine.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il drizzagno del Tevere si trova tra la Via del Mare e l'autostrada Roma-Fiumicino, esattamente dove il Grande Raccordo Anulare scavalca il Tevere. È visibile ancora il fiume morto della ex ansa, ancora con laghetti e gli alberi di contenimento dei vecchi argini; questo sito oggi fa parte della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, istituita nel 1996, con Decreto del Ministro per l'Ambiente, compresa in una vasta zona protetta, di alto valore naturalistico e storico-archeologico.
  2. ^ L'aeronautica italiana: una storia del Novecento. di Paolo Ferrari. P.91
  3. ^ Nella piena del 24 dicembre 1598, la maggiore mai registrata, la portata del fiume raggiunse i 4000 m3/s (la portata media del Nilo è di circa 3000 m3/s)
  4. ^ D'Onofrio, Il Tevere.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cesare D'Onofrio, Il Tevere, l'isola tiberina, le inondazioni, i molini, i porti, le rive, i muraglioni, i ponti di Roma, Roma, Romana Società Editrice, 1980.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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