Ponte Cestio

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Ponte Cestio
2012-05-15 Roma ponte Cestio da ponte Garibaldi 2.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàRoma
AttraversaTevere
Coordinate41°53′23.96″N 12°28′38.1″E / 41.88999°N 12.47725°E41.88999; 12.47725Coordinate: 41°53′23.96″N 12°28′38.1″E / 41.88999°N 12.47725°E41.88999; 12.47725
Dati tecnici
TipoPonte ad arco
Materialemateriale di recupero
Lunghezza80,4 m
Realizzazione
Costruzione46 a.C.-44 a.C.
Mappa di localizzazione
L'isola e le sue mole nella Nvova pianta del Falda, del 1676
Piranesi, 1758.

Ponte Cestio, noto anche come pons Aurelius, pons Gratiani, ponte di San Bartolomeo o ponte Ferrato, è un ponte di Roma sul fiume Tevere.

Si tratta di uno dei due ponti della Capitale che non collega direttamente le sponde opposte del fiume: come il suo limitrofo ponte Fabricio, infatti, mette in comunicazione l'Isola Tiberina con una delle due sponde, nella fattispecie quella destra, all'altezza di lungotevere degli Anguillara, in prossimità di piazza in Piscinula.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte fu fatto costruire da Lucio Sestio nel 46 o 44 a.C, simmetricamente al ponte Fabricio. Subì un primo restauro nel 152, ma fu completamente ricostruito nel 370 con materiali di reimpiego, provenienti anche dal vicino Teatro di Marcello, dagli imperatori Valentiniano I, Valente e Graziano; quest'ultimo diede al ponte il nuovo nome di Pons Gratiani.

Un altro restauro, documentato da un'epigrafe, si ebbe nel 1191-93 da parte di Benedetto Carushomo, senatore unico di Roma nel 1191[1].

Altri interventi si ebbero nel XV secolo sotto Eugenio IV e nel XVII sotto Innocenzo XI. Dal XV secolo prese il nome di «ponte di San Bartolomeo» dalla Basilica di San Bartolomeo all'Isola.

Nei secoli XVIII e XIX ebbe anche il nome di ponte Ferrato, per le numerose catene che fissavano i mulini sul fiume.

A causa dell'ampliamento del lato destro del Tevere, il ponte venne semidemolito nel 1888 preservando la sola arcata centrale e ricostruito nel 1892 con parte del materiale lapideo originale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte è costituito da tre arcate, con una lunghezza complessiva di ottanta metri e quaranta. Il ponte romano misurava quarantotto metri e mezzo, con una sola grande arcata affiancata da due fornici minori.

Sul lato di Trastevere sbocca su piazza in Piscinula, di fronte alle case dei Mattei e alla piccola chiesa di san Benedetto.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma C.svg Sarà raggiungibile, al termine dei lavori, dalla stazione Venezia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per Benedetto Carushomo si veda la voce in Dizionario biografico Treccani, a cura di Sofia Boesch Gajano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Romolo A. Staccioli, Guida Insolita ai Luoghi, ai Monumenti e alle Curiosità di Roma Antica, Newton & Compton, Roma 2000, pp. 290
  • Willy Pocino, Le Curiosità di Roma, Newton & Compton, Roma 2004, pp. 309-311
  • Carmelo Calci, Roma Archeologica, AdnKronos Libri, Roma 2005, pp. 298
  • Roma. Guida Rossa, Touring Club Italiano, Milano 2004, p. 713
  • Piranesi. Le antichità Romane. Paris, 1835. T. 4. Tav. XXI.

Immagini d'epoca[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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