Osa (missile)

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9K33 Osa
codice NATO SA-8 "Gecko"
Sa8 1.jpg
Il veicolo di lancio standard, basso e compatto, con i missili in contenitori rettangolari, il radar di ricerca e letre unità di inseguimento bersaglio e guida missili ad antenna piatta
Descrizione
Tiposemovente antiaereo
Equipaggio3
CostruttoreZIL
Data impostazione1962
Data primo collaudo1963
Data entrata in servizio1971
Dimensioni e peso
Lunghezza9,14 m 17.5 tonnes
Larghezza2,75 m
Altezza4.20 m
Peso17,5 t
Propulsione e tecnica
MotoreD20K300 diesel diesel
Potenza618 hp
Trazioneruote
Prestazioni
Autonomia500
Armamento e corazzatura
Apparati di tiroradar:
  • 1 radar tiro
  • 1 radar di acquisizione

Guida:

  • 1 sistema optronico
Armamento primarioMissili:
  • 9M33
  • 9M33M1
  • 9M33M2
  • 9M33M3
  • 9A33BM3
  • [senza fonte]

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    Il sistema missilistico Osa (codice NATO SA-8 "Gecko") è un compatto sistema per la difesa aerea, il primo sovietico totalmente autocontenuto in tutti i suoi componenti in un unico veicolo. Esso ha un radar di ricerca, 2 di inseguimento, e 4-6 missili SA-8, con peso di 150 kg circa, 10 km di gittata. Esso ha anche una versione navale, con rampa binata a scomparsa. Usato da numerosi Paesi, in genere in reggimenti da 20 veicoli. Questi ultimi hanno propulsione 6x6 e sono anfibi.

    Caratteristiche generali[modifica | modifica wikitesto]

    SA-8 Gecko:

    • Dimensioni: lunghezza 3,14 m, diametro circa 21 cm, apertura alare 64 cm.
    • Peso: 124–170 kg
    • Guida: radiocomandata
    • Velocità: mach 2,5
    • Gittata: 9–13 km

    Veicolo TELAR:

    • Nome: BAZ-5937
    • Peso: 9 t
    • Dimensioni: 9,14 m(lu.) x 4,2(al.) x2,8(la.)
    • Velocità:80 km/h, 8 in acqua.
    • Autonomia: 500 km

    Origini[modifica | modifica wikitesto]

    Il missile SA-8 è stato sviluppato come successore, nel campo della difesa aerea mobile tattica, dei cannoni da 57mm trainati S-60, troppo lenti per entrare in azione cercando di affrontare gli attacchi aerei improvvisi.

    Conosciuto come 'Gecko' dalla NATO, è noto come 'Romb' dagli utenti, mentre la versione navale è l'Osa. Il missile è stato sviluppato negli anni sessanta-inizio settanta per avere per la prima volta un veicolo missilistico sofisticato e mobile, capace di entrare rapidamente in azione quando si ferma per affrontare gli attacchi aerei a bassa e media quota. La sua velocità di reazione è in effetti una risorsa importante, essendo molto migliore di quella del più anziano e potente SA-6 Gainful, arma a medio raggio, che però ha la necessità di almeno 15 minuti dal fermo prima di sparare i propri missili.

    Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

    Veicolo[modifica | modifica wikitesto]

    Il Gecko ha tutti i sensori e le armi sistemate in un unico veicolo, denominato BAZ-5937, derivato dal camion ZIL-167. Esso è anfibio, diesel, 6x6, quindi ad alta mobilità, anche se privo di corazzatura vera e propria, sebbene abbia una struttura più robusta del normale, con caratteristiche nervature longitudinali di rinforzo. Esso è usato anche per altri impieghi, per esempio come lanciatore per missili SS-21 Scarab, ha una bassa e lunga sagoma, con una notevole larghezza.

    Il mezzo ha una cabina di pilotaggio anteriore ampiamente vetrata, dove alloggiano guidatore e capocarro. Dietro vi è il comparto di combattimento, con una sala operativa per il controllo dei radar e altri 1-2 uomini. Infine vi è il motore D20K300, come segnalato dal bocchettone per il rifornimento del carburante a sinistra. Sul retro vi è anche un impianto ad idrogetto per il movimento in acqua a circa 8 km/h, come assai frequente sui veicoli sovietici, concepiti per operazioni terrestri ma anche per il rapido forzamento dei corsi d'acqua, molto frequenti in Europa. Il mezzo è anche aviotrasportabile senza difficoltà. Altre attrezzature standard sono fari IR per guidare di notte in maniera furtiva, e un sistema di protezione NBC con pressurizzazione dell'abitacolo.

    La rampa di lancio, quadrupla nel modello A, si erge in maniera netta e assai imponente sullo scafo, a metà lunghezza, ed è equipaggiata di 2 braccia meccaniche dotate di 4 missili in 2 coppie, mentre 1 radar di scoperta aerea è in posizione sopraelevata (ma abbattibile all'indietro per gli spostamenti) e un grande radar di inseguimento bersaglio è presente in avanti, tra 2 altri, più piccoli, d'inseguimento missili, ciascuno con 1 telecamera ausiliaria. Il tutto è brandeggiabile sui 360 gradi, in quanto sistemato su di una larga base piatta mobile.

    La scoperta del bersaglio si svolge quindi con il radar superiore, che esplora l'intero arco dell'orizzonte, poi il computer di bordo passa le informazioni al radar d'inseguimento, ad antenna piana, presente a prua della torretta, che nel frattempo ruota verso l'attaccante, e alla fine vengono attivati i 2 radar di tiro, ciascuno con una telecamera ausiliaria a basso livello di luce, per ingaggi diurni e anche notturni. Quindi, il veicolo SA-8 Gecko ha complessivamente 6 sensori di 4 tipi diversi (!) oltre all'IFF e alla radio R-124. I radar inoltre hanno una copertura di frequenze elevata, e sono di difficile disturbo rispetto ad apparati di più vecchia generazione e più bassa frequenza.

    La reazione del sistema, dal momento di scoperta a quello di fuoco, è possibile in circa 26 secondi, sufficienti, con un velivolo a 900 km/h, per percorrere 6,5 km, che di per sé non è né abbastanza né troppo poco per assicurarsi la salvezza, mentre risulta fondamentale la presenza di appigli tattici per nascondersi alla vista dei sensori.

    Organizzazione e sensori[modifica | modifica wikitesto]

    I veicoli di lancio, 4 per batteria sono in genere inquadrati nel reggimento antiaereo della divisione, che occupano quando usati al posto degli SA-6.

    Questa grande unità antiaerea ha in genere 5 batterie ed è ampiamente provvista di sistemi di scoperta radar anche per le distanze e le quote maggiori. Il quartier generale del reggimento ha una serie di radar: 2 P-40 'Long Track' da scoperta e inseguimento, con portata di 175 km, banda C, E o H, un P-15 'Flat Face', 380Kw di potenza e 250 km di portata, da scoperta aerea a lungo raggio, banda C, un 'Thin Skin B' per la misurazione di quota con portata di 240 km.

    Il veicolo di lancio ha invece un radar 'Land Roll', Banda H (6–8 GHz), con portata di 30 km per la scoperta di bersagli aerei e 20-25 per l'inseguimento, un radar di inseguimento dedicato (senza nome NATO) in banda J (14–16 GHz) con portata di circa 20 km, 2 radar guidamissili in banda I (10-20 MHz) con raggio di 12 km, 2 apparati televisivi LLTV per l'inseguimento in caso di forti ECM. Le antenne degli ultimi 3 radar sono caratteristiche, piatte, dall'aspetto molto moderno, e danno al mezzo una dotazione completa per ogni evenienza. In pratica, l'SA-8 può agire da solo senza problemi, specie contro minacce a bassa quota, non rilevabili oltre pochi km di distanza da nessun tipo di radar. Ma per la copertura in quota e il coordinamento è necessaria la presenza dei radar di reggimento.

    Il missile[modifica | modifica wikitesto]

    9M33M3
    Пуск ракеты ЗРК Оса на полигоне Доманово (Беларусь).jpg
    Lancio di missile SA-8 Gecko launching a Domanovo durante l'esercitazione "West-2009"
    Descrizione
    Tiposemovente antiaereo missilistico
    Impiegoantiaereo tattico, mobile, corto raggio
    Sistema di guidaa comando
    Impostazione1965-1972
    Utilizzatore principaleURSS URSS
    Russia Russia
    Altri utilizzatoriAlgeria Algeria Angola Angola Bulgaria Bulgaria Cuba Cuba
    Egitto Egitto Ungheria Ungheria India India
    Iraq Iraq
    Libia Libia
    Corea del Nord Corea del Nord Polonia Polonia Romania Romania Siria Siria Jugoslavia Jugoslavia
    Peso e dimensioni
    Peso126 kg
    Lunghezza3,14 m
    Diametro0,21 m
    Prestazioni
    VettoriTELAR
    Gittata9-10 km
    Tangenza5.000-13.000 m
    Velocità massimaMach 2,4
    Motorecombustibile solido
    Esplosivo19-40 kg

    FAS.org[1]

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    I missili SA-8 originali sono gli 9K33 con gittata di 2–9 km e altitudine utile di 50-5000m. La configurazione è assai classica, con un'arma leggermente 'a bottiglia', muso piuttosto piccolo ma non in maniera eccessiva, 4 impennaggi in coda, assai corti, per la stabilizzazione, e 4 timoni a prua, sempre cruciformi, piuttosto piccoli, per il controllo.

    La versione 9M33M3 in colori particolarmente sgargianti

    Il motore, come lecito aspettarsi da un missile di seconda generazione, è a razzo con propellenti solidi, dotato di doppia spinta accelerazione-sostentamento, ma è privo di un booster sganciabile vero e proprio, probabilmente visto come inutile complicazione. Nell'insieme, il missile somiglia molto all'SA-3 Goa senza primo stadio.

    IL modello 9M33M2 ha un leggero incremento di gittata e prestazioni, mentre l'9M33M3 arriva a 25-10.000m. con un grande aumento di prestazioni in quota, e gittata di 15 e oltre km, limitata in pratica solo dalla capacità dei radar di inseguimento. L'ingaggio di bersagli aerei è nominalmente possibile per velocità massime di mach 1,4 -i primi modelli- , mach 1,6 per i tipi successivi.

    La velocità è di circa mach 2,4, con punte di mach 3, mentre i missili 9M33M3 sono capaci sia di ingaggiare meglio i bersagli, indipendentemente dalla quota tenuta, (inclusi gli elicotteri volanti radenti al terreno), sia armati con una più potente testata, passata dai già rispettabili 19 kg a 40. In tutte le versioni essa è azionata da spolette sia di prossimità che di impatto.

    D'altro canto, i missili SA-8 sono più pesanti di qualsiasi altro similare per la difesa mobile a corto raggio, e somigliano dimensionalmente agli Sparrow, per cui la potenza che essi hanno, almeno in termini esplosivi, esula in parte dalla categoria che occupano nominalmente.

    La guida è radiocomandata, e non radar semiattiva o infrarossa, come inizialmente ipotizzato. I sistemi televisivi servono in caso di intense ECM di disturbo, e la prassi è di lanciare 2 missili per ingaggio, sfalsati di pochi secondi. Per questo vi sono 2 unità di inseguimento, non tanto cioè per ingaggiare 2 bersagli diversi (cosa forse possibile) ma per indirizzare 2 missili sullo stesso bersaglio, fatto necessario in quanto le armi radiocomandate non sono minimamente capaci di autoguidarsi. Dal momento che ogni radar di tiro può operare su frequenze diverse, questo rende molto difficile contrastare la salva missilistica con le ECM di modello più semplice. Inoltre, la presenza di 2 unità radar di inseguimento rende possibile il funzionamento di una di queste anche in caso di guasti o danni.

    A tutti gli effetti, a parte le dimensioni leggermente maggiori i 'Gecko' somigliano molto ai Sea Wolf e ai Crotale (specialmente l'ultimo tipo, perché esiste sia in configurazione terrestre che navale). Parte della differenza di peso si spiega con la massa della testata (14–15 kg per le armi occidentali), necessaria forse per una minore precisione di tiro, oppure per una migliore efficacia delle spolette di prossimità.

    La cadenza di colpi a segno è dello 0,35-85 (1=100%) per i tipi originali e 0,35-85 per l'M2/M3. A prescindere dalle esperienze delle guerre reali, il missile Gecko è disegnato per essere assai affidabile, oltre che potente e relativamente economico.

    La ricarica completa è possibile in 5 minuti, grazie ai veicoli di supporto che seguono ciascuna batteria, ovvero 2 autocarri medi ciascuno portante 18 missili e una gru.

    SA-N-4 Gecko[modifica | modifica wikitesto]

    Anche la Marina sovietica è rimasta interessata ad integrare i cannoni antiaerei con un missile relativamente piccolo e preciso, con capacità ognitempo.

    La versione SA-N 4 navale è entrata quindi in servizio nel 1972, con una snella rampa di lancio binata a scomparsa. Essa è in genere presente sotto una caratteristica calotta di forma rotonda e di colore chiaro, con un deposito di 18 missili. Gli apparati radar di scoperta e fuoco sono a loro volta del tutto diversi, riuniti in un complesso 'Pop Group', chiamato così, probabilmente, in quanto ha una serie di antenne sistemate in un unico affusto, con caratteristiche fisiche assai differenti tra di loro.

    Vi è un impianto per le corvette come le Nanucha oppure 2 come arma antiaerea primaria delle fregate Krivak I/II, mentre 2 lanciatori sono presenti come arma per la difesa ravvicinata di incrociatori come i Kara e i Kirov.

    Data la guida radio, il sistema può essere disturbato da apposite ECM, ma questo vale per la maggior parte dei missili antiaerei a corto raggio, come il britannico Sea Wolf, che solitamente sono assai ben riguardati dai commentatori.

    L'SA-N 4 è un sistema duale, per cui non disdegna, se del caso, di essere usato anche contro unità navali entro un raggio di 12 km, caratteristica importante per molte navi che lo portano, troppo piccole o ingombre di altri equipaggiamenti per avere un armamento specifico contro mezzi navali. Questo è maggiormente vero se sono veloci e di piccole dimensioni (come motocannoniere e vedette), che un missile con manovrabilità sufficiente per il ruolo antiaereo non ha problemi ad affrontare, purché fuori dalla gittata minima (per l'attivazione di tutti i sistemi di bordo) di 2 km circa.

    Versioni[modifica | modifica wikitesto]

    • 9K33 "Osa" (SA-8A) sviluppo dal 1960 e introdotto in servizio nel 1971-72, con 4 missili 9M33
    • K33M "Osa-M" (NATO SA-N-4 "Gecko"), del 1972 usato per il lanciatore retrattile (per proteggerlo dal gelo) Zif-122, come lanciamissili più diffuso della flotta sovietica.
    • K33M2 "Osa-AK" (SA-8B), del 1975 con lanciamissili sestuplo e armi migliorate in box protettivi
    • K33M3 "Osa-AKM" SA-8B "Gecko Mod-1" del 1980 con miglioramenti vari e gittata fino a 15 km, altezza di 12 km, IFF incorporato e la possibilità di usare la versione dei missili filoguidata
    • Saman e Saman-M (Саман) versione dell'SA-8 in un insolito ruolo per un'arma tanto piccola, il bersaglio per le difese aeree.

    Gecko vs. Gainful[modifica | modifica wikitesto]

    Sebbene siano di due categorie chiaramente differenti, l'SA-8 ha rappresentato anche una risposta ai limiti del ben più famoso Gainful.

    Anzitutto, la velocità del veicolo di lancio è molto superiore su strada (80 km/h contro 45), idem per l'autonomia (500 km vs 260), ma molto apprezzata dagli operatori è anche la capacità anfibia, che consente dispiegamenti in territori molto difficili su cui operare. Ma la caratteristica fondamentale è il fatto che esso, essendo autocontenuto, è capace di operare in maniera indipendente. I sistemi SA-6, invece, hanno 4 veicoli di lancio con 3 missili l'uno, ma un unico mezzo dotato di radar di illuminazione per ogni batteria. Se questo viene messo fuori uso da missili antiradar o guasti, tutti i veicoli rampa sono inutilizzabili, a meno di accorparli ad altre batterie.

    Anche la difficoltà di avere il mezzo-radar sempre nell'orizzonte di tiro giusto per affrontare gli attacchi va tenuta in considerazione, ma soprattutto le batterie di SA-6 possono ingaggiare un bersaglio alla volta, non 4-8 come un'unità analoga di SA-8.

    Infine, i tempi di messa in batteria sono di appena 4 minuti contro 15. Ignota la differenza di manovrabilità tra le 2 armi, anche se i missili a statoreattore hanno un tempo di volo assistito quasi continuamente dal loro motore, invece di essere sparati ad alta velocità da un propulsore a breve combustione e poi volare come proietti guidati. Questo dà migliori capacità di accelerazione per i secondi, ma al contrario, i primi conservano una migliore capacità di ingaggio al limite della gittata, perché continuano ad avere il motore in funzione e la velocità è ancora ai massimi livelli, invece di decadere rapidamente.

    Un limite di fondo insito nella tipologia delle 2 armi, invece, è che contro bersagli a media e alta quota l'SA-6 ha migliori possibilità di impiego, e così in termini di gittata, per cui in caso la mobilità non sia così importante gli SA-6 dovrebbero far meglio degli SA-8. Sono anche migliori in termini di mobilità fuoristrada e leggermente corazzati, ma si tratta di differenze di poco conto.

    Nell'insieme, in ogni caso, l'SA-8 è stato spesso usato come sostituto degli SA-6 (occupandone lo stesso ruolo nell'organizzazione divisionale), ed appare ben più adatto alla guerra moderna, anche se, per alcuni motivi di cui sopra, non in maniera drammatica (non è possibile se non altro per la differenza di massa tra i 2 tipi di armi, 170 contro 520 kg), tanto che per sostituire pienamente l'SA-6 è stato sviluppato l'SA-11 Gadfly.

    Servizio[modifica | modifica wikitesto]

    IL sistema è entrato in servizio nel 1972 con le navi della Marina, contemporaneamente anche come missile per l'Esercito.

    Nella Marina è diventato il SAM più diffuso, mentre l'esercito lo ha spiegato ben presto in centinaia di lanciatori, facendolo diventare il più numeroso sistema SAM a corto raggio, oltre che il più potente e sofisticato (almeno sulla carta) della sua categoria.

    La versione SA-8B del 1975 ha presentato notevoli miglioramenti, con lanciatori di armi con 6 lanciatori anziché 4, con i missili protetti da contenitori lanciatori, più lunghi e pesanti, e con capacità di ingaggio migliorate. La presenza di 6 missili aiuta molto la tattica di lanciare 2 armi per ingaggio, consentendo una terza possibilità.

    Un SA-8B in colori desertici, fotografato alla base di Nellis, USA

    Gli SA-8 erano guardati, non senza ragione, come uno dei sistemi antiaerei sovietici più pericolosi dai piloti NATO, all'epoca impegnati contro il Patto di Varsavia. Questo era particolarmente vero per gli aeroplani lenti e grossi, come l'A-10 controcarri, che non poteva sperare di sopravvivere a missili tanto potenti (mentre era assai probabile che sopportasse l'impatto di SAM portatili). In ogni caso, fino alla fine anni '80 non si sapeva molto su questo sistema missilistico e le sue capacità operative.

    Usati in azione in varie guerre, i Gecko non hanno, malgrado le loro caratteristiche, ottenuto risultati particolarmente soddisfacenti, più che altro per le tattiche di volo degli aerei d'attacco, progressivamente cambiate verso quote più elevate e l'uso di missili antiradar, che hanno ridotto l'efficacia di tutti i tipi di SAM a corto raggio (missili occidentali inclusi).

    Eppure, pare che i missili SA-8 iracheni siano stati capaci di abbattere persino alcuni missili a volo radente Tomahawk nel 1991 e abbiano contribuito all'abbattimento di un velivolo Tornado italiano che partecipava all'operazioni Desert Storm.

    Sempre in Desert Storm si sa che le forze speciali inglesi catturarono un veicolo SA-8, evidentemente gli Alleati erano interessati a conoscerne meglio le capacità operative, anche se è strano perché avevano già gli esemplari ex-tedesco-orientali.

    Altre vittorie si sono avute in vari teatri operativi, come nel caso di un aereo sudafricano nel 1987 in Angola.

    L'ingegnosità profusa nel rendere l'SA-8 un sistema bellico temibile ed indipendente ha spinto i sovietici persino a produrne una versione filoguidata, cosa resa necessaria dalla indisponibilità di apparati a guida laser o forse solo dal costo di questi. La filoguida ha reso i missili insensibili alle contromisure, ed è davvero un'impresa senza precedenti, perché non esistono altri missili filoguidati e supersonici al tempo stesso.

    Il sostituto dell'SA-8 è l'SA-15 Gauntlet con missili a lancio verticale, apparso negli anni '80 ma entrato in servizio prima nella versione navale. Esso tuttavia non ha ottenuto la stessa diffusione del predecessore, essendo più costoso, oltre che persistendo i dubbi che i missili antiaerei a corto raggio non siano la risposta migliore alle minacce aeree moderne (o almeno, non da soli).

    Gli operatori dell'arma sono, o sono stati, 25. Tra gli altri: Angola, Siria, Germania Est (almeno 48), Cecoslovacchia, URSS (nel 1986, stimati 750 lanciatori), Russia, Iraq, India e alcuni altri Paesi.

    Operatori[modifica | modifica wikitesto]

    Il SA-8 Gecko è molto diffuso tra le forze armate che fecero parte del patto di Varsavia che utilizzarono questo sistema d'arma su larga scala. I veicoli forniti alla Grecia sono apparecchi che in precedenza furono utilizzati dalle forze armate della DDR e che in seguito, dopo il crollo del muro furono rivenduti dal governo federale tedesco alla Grecia.

    Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

    Enciclopedia Armi da guerra N.8

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    1. ^ SA-8 GECKO, su fas.org. URL consultato il 25 febbraio 2013.

    Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]