Nadia Gallico Spano

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Nadia Gallico Spano
Nadia gallico spano.jpg

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Comunista
Collegio XX (Roma)
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature I, II
Gruppo
parlamentare
Comunista
Collegio Cagliari
Incarichi parlamentari
  • Componente della X Commissione (Industria e Commercio) (II)
  • Componente della XI Commissione (Lavoro e Previdenza Sociale) (II)
  • Componente della X Commissione speciale per l'esame della proposta di legge Fadda ed altri n.1513: "Sistemazione in Sardegna della sovrappopolazione di altre regioni mediante valorizzazione delle risorse agricole ed industriali dell'isola. Iistituzione dell'opera per la valorizzazione della Sardegna" (I)
  • Componente della III Commissione (Giustizia) (I)
  • Componente della VIII Commissione (Trasporti) (I)
  • Componente della IX Commissione (Agricoltura e Alimentazione) (I)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano
Professione funzionaria di partito

Nadia Gallico Spano (Tunisi, 2 giugno 1916Roma, 19 gennaio 2006) è stata una politica italiana, membro dell'Assemblea costituente italiana e deputato del Partito comunista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata in una famiglia d'emigrati in Tunisia, nel 1938, aveva aderito al Partito comunista con i fratelli Loris, Ruggero e Diana. Militante nella Resistenza durante l'occupazione tedesca della Francia, fu condannata per la sua attività politica dal regime collaborazionista di Petain. La situazione degenerò rapidamente in Tunisia allo scoppio della guerra. Nel maggio del 1939, intanto, Nadia Gallico sposa Velio Spano, dirigente centrale del Partito Comunista Italiano. Si sottrasse alla cattura e riuscì a raggiungere fortunosamente l'Italia nel 1944 dopo le quattro giornate di Napoli, dove fu una delle protagoniste del processo di rifondazione dello Stato e della nascita della Repubblica. Fu infatti una delle ventuno donne elette all'Assemblea costituente e, tra il 1948 e il 1958 è stata parlamentare comunista. Ha partecipato alla fondazione dell'Unione Donne Italiane e del settimanale Noi Donne, che ha diretto sino al 1945. Ha presieduto fino al 1958 l'Unione Donne Sarde.

Si è impegnata sui problemi di politica internazionale, del Mezzogiorno e della questione femminile; è stata attiva nella presidenza dell'ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN30853495 · ISNI: (EN0000 0000 8215 0512 · SBN: IT\ICCU\RAVV\447953 · LCCN: (ENn81013635 · GND: (DE131890093