Bianca Bianchi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Bianca Bianchi

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Italiano, Partito Socialista dei Lavoratori Italiani
Collegio Firenze
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature I
Gruppo
parlamentare
Unità Socialista, Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, SIIS, Partito Socialista Democratico Italiano
Collegio Catania
Incarichi parlamentari
  • Componente e Segretario della VI Commissione (Istruzione e belle arti)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria
Titolo di studio laurea in pedagogia e filosofia
Professione insegnante

Bianca Bianchi (Vicchio, 31 luglio 1914Firenze, 9 luglio 2000) è stata un'insegnante, politica e scrittrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Bianca Bianchi nasce a Vicchio, in provincia di Firenze, dove trascorre la sua prima infanzia[1]. Alla morte del padre[2], fabbro del paese e attivo socialista, si trasferisce a Rufina, presso la famiglia materna[3][4], in seguito a Firenze per proseguire gli studi. Consegue il diploma magistrale e si iscrive alla Facoltà di magistero. Nel 1939 si laurea con una tesi dal titolo Il pensiero religioso in Giovanni Gentile, poi pubblicata, con relatore Ernesto Codignola.

Insegnante a Genova, a Bolzaneto, poi a Cremona, incontra difficoltà e ostacoli, fino a perdere il lavoro, a causa delle divergenze con i superiori sul modo indipendente di condurre le lezioni, per la volontà ad esempio di non tralasciare la cultura e la civiltà ebraica, escluse invece dal programma didattico di stato[5]. Accetta dunque la proposta di un incarico di insegnante di lingua italiana in Bulgaria, dal dicembre 1941[6]. Nel giugno 1942 torna in Italia e, dopo breve un periodo nel quale si stabilisce nuovamente a Rufina[7], rientra a Firenze alla caduta di Mussolini.

Prende parte alle riunioni del Partito d'Azione, a volantinaggi antifascisti e ad un trasporto di armi per i partigiani[8]. Nel 1945 si iscrive al PSIUP di Giuseppe Saragat e di Pietro Nenni[9]. Collabora a diversi giornali politici[10].

Alle elezioni del 2 giugno 1946 viene eletta all'Assemblea Costituente[11], una delle 21 donne su 556 membri, raccogliendo più del doppio dei consensi del capolista Sandro Pertini[12]. Vive tra Firenze e Roma[13][14][15]. Durante la sua partecipazione alla Costituente interviene sui problemi della scuola, delle pensioni e dell'occupazione[16]. Nel gennaio del 1947 segue il gruppo di Saragat nella scissione di Palazzo Barberini che dà vita al nuovo partito PSLI, poi PSDI.

Nel 1948, candidata in Sicilia è eletta nella I Legislatura per la Lista di unità socialista. Nel 1949 presenta la prima di una serie di proposte di legge sul tema della tutela giuridica dei figli naturali[17], tra l'altro al fine di rendere maggiormente attuabile il riconoscimento della paternità, moltiplicando le eccezioni al divieto di ricerca. Il progetto legislativo incontra notevoli resistenze[18] e sarà approvato solo nel 1953.

Interrotta l'esperienza politica, dagli anni cinquanta si dedica allo studio dei temi dell'educazione[19] e alla creazione della Scuola d'Europa[20] di Montesenario, un istituto modello per ragazzi della elementare e media. Le idee che muovono questa esperienza, per molti aspetti sperimentale e all'avanguardia, sono espresse nei saggi: Amicizia per i nostri figli[21] e L'esperienza di un'educazione nuova alla Scuola d'Europa[22]. Negli stessi anni collabora al quotidiano "La Nazione" di Firenze, curando la rubrica "Occhio ai ragazzi", rivolta ai problemi educativi.

Dal 1970 al 1975 è eletta consigliere comunale di Firenze nelle liste del PSDI, ricoprendo la carica di vicesindaco.

A partire da questi anni si dedica anche all'attività di scrittrice, con opere di carattere autobiografico. Torna ad abitare a Vicchio, "... eterno, unico, paese dell'anima, casa mia." [23] Si spegne a Firenze il 9 luglio del 2000[24].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "I giorni che mi crearono l'infanzia sono soltanto miei. " (Il tempo del ritorno, p. 3)
  2. ^ "[...] E così crebbi cercandolo ovunque. Per anni ho creduto di poterlo incontrare improvvisamente in una qualunque strada. [...] Ogni sera fissavo dentro di me la sua immagine perché avevo paura di non riconoscerlo fra tanta gente se fosse passato del tempo e io avessi dimenticato come era fatto. [...] In una breve stagione mio padre mi aveva regalato secoli d'amore" (Il tempo del ritorno, p. 30-31)
  3. ^ "[...] tutto ha radici profonde nel buio e nella solitudine che ho vissuto fino a quando la mano di nonno Angiolo non cercò la mia accogliendomi nel suo grande cuore", (Io torno a Vicchio, p. 13)
  4. ^ "[...] crebbi in campagna, insieme al nonno. Il suo regno era fatto di campi, di alberi, di boschi", (Vivrò ancora, p. 65)
  5. ^ "Firenze, un amore incondizionato", in Ottanta voglia di raccontare, 1999, p. 32
  6. ^ Il racconto di questa esperienza in Bulgaria è descritto in Milínkata, prima opera narrativa di Bianca Bianchi.
  7. ^ "Mi ospitò mio nonno alla Rufina, ma io posi come condizione che almeno una volta a settimana sarei andata a Firenze", ("Firenze, un amore incondizionato", p. 32)
  8. ^ "Bianca Bianchi" in: I deputati toscani all'Assemblea Costituente, profili biografici. Firenze, Edizioni dell'Assemblea, 2008, p. 146-147
  9. ^ "Le donne iscritte erano pochissime, ma Bianca continuò a partecipare con passione profonda distinguendosi nella preparazione di iniziative culturali e intervenendo sovente a comizi pubblici, sia in città che in provincia" (Zeffiro Ciuffoletti e Antonio Di Ruggiero: "Bianca Bianchi" in: I deputati toscani all'Assemblea Costituente, profili biografici. Firenze, Edizioni dell'Assemblea, 2008, p. 147)
  10. ^ Tra i quali:La difesa (dal 1945 al 1947), Iniziativa socialista (dal 1946 al 1947), Il socialismo toscano, del quale fu direttore, (nel 1947) (cfr. P. De Salvo, Madri costituenti, p. 100)
  11. ^ "Le donne e l'Assemblea costituente Archiviato il 17 maggio 2013 in Internet Archive.", di Giulia Pezzella, Treccani.it (29.05.2006)
  12. ^ "Se poi la competizione politica si svolge favorevolmente per la donna, la sorpresa della sua elezione può determinare atteggiamenti diversi. A me, per esempio, fu chiesto, fino dalla prima volta, di firmare una lettera di dimissioni preparata in antecedenza [...]" ("La politica e la donna", in Le donne e la Costituzione, 1989, p. 230)
  13. ^ "[...] Roma mi presenta una bellezza disarmante. Uscita dalla misura d'uomo di Firenze mi trovo immersa nella misura dei giganti. Mi è impossibile pensare. Persino il colore dei palazzi mi confonde" ("Testimonianza", in: Donne e costituente, Roma, 1996, p. 13;
  14. ^ cfr. anche Giulia Galeotti, Bianchi Bianca, su La Scuola per i 150 anni dell'Unità d'Italia, a cura del Ministero dell'Università e della Ricerca.
  15. ^ Cfr. anche F.A.: "Violette per Bianca Bianchi", L'Europeo, VII, n. 275, 28 gennaio 1951, p. 5
  16. ^ P. De Salvo: "Il contributo dell'onorevole Bianca Bianchi", in Madri costituenti, p. 110-115 e la scheda "Bianca Bianchi" curata dalla Camera dei Deputati
  17. ^ Nel 1949 Bianca Bianchi pubblica le proprie riflessioni sul tema dei figli naturali nel libro Figli di nessuno
  18. ^ Tra le critiche più forti, quella di Giovanni Spadolini nell'articolo:"Gli illegittimi, fra morale e diritto", Il Messaggero, 23 maggio 1950, p. 3
  19. ^ "Quali sono i bisogni psicologici del bambino? Quali le leggi del suo sviluppo fisiopsichico? Come debbono essere i programmi ed i metodi scolastici, per ispirarsi a questi principi? Sarebbe un gran male non tener conto di queste esigenze, non rispondere a queste domande." (Lineamenti di metodologia, p. 2)
  20. ^ "La scuola sorge sulle pendici del preappennino toscano, a sedici chilometri da Firenze, a 720 metri sul livello del mare, sulla strada che porta al Monastero di Montesenario. Poco lontano è il paese di Bivigliano, frazione del comune di Vaglia e luogo di villeggiatura estiva" (L'esperienza di un'educazione nuova, p. 13)
  21. ^ "Cinque anni fa nacque la mia bambina ed io cominciai a raccogliere impressioni e osservazioni sul suo meraviglioso e incantato aprirsi alla vita. [...] Forse, in fondo a tutto questo, c'è la volontà di fermare, nei mesi e negli anni che si rincorrono, l'immagine della mia piccina nella sua primissima età, di celare, sotto la forma di una narrazione impersonale, i dolcissimi ricordi delle sue fresche impressioni, per conservare il privilegio di un tempo così felice." (Amicizia per i nostri figli, dalla 'Premessa', p. 10-11)
  22. ^ "Questo libro è il resoconto di un'esperienza, più che l'esposizione di una teoria" (L'esperienza di un'educazione nuova alla Scuola d'Europa, dalla 'Premessa', p. 7)
  23. ^ Io torno a Vicchio, p. 16
  24. ^ http://archiviostorico.corriere.it/2000/luglio/11/Scomparsa_Bianca_Bianchi_donna_che_co_0_0007114397.shtml

Opere di Bianca Bianchi[modifica | modifica wikitesto]

  • (1940) Il problema religioso in Giovanni Gentile, Firenze, La nuova Italia (Problemi filosofici, 5)
  • (1946) Parole alle donne, la vita nel socialismo, Firenze, Libreria Editrice Socialista
  • (1946) Il Partito socialista e la scuola. Discorso pronunciato all'Assemblea costituente nella seduta del 22 luglio 1946, Roma, Tip. della Camera dei deputati
  • (1951) Figli di nessuno, Milano, Ed. di comunità
  • (1951) Non più figli di N.N., a cura dell'Ufficio stampa e propaganda del Partito socialista democratico italiano (Quaderni di propaganda. Partito socialista democratico italiano, 5)
  • (1951) "Le donne e l'art.37 [intervista]", Noi donne, 45, 18 novembre 1951, p.5
  • (1952) Il sistema educativo di Maria Montessori, Firenze, Le Monnier
  • (1954) Lineamenti di metodologia, Torino, Paravia (Il maestro)
  • (1955) "Il fanciullo e il suo mondo di fantasia", in: Problemi della letteratura per l'infanzia in Europa. Atti delle Giornate Europee tenute in Firenze dal 27 al 30 maggio 1954, Firenze, Centro didattico nazionale di studi e documentazione, p. 44-54
  • (1957) "Una nobile figura di studioso e di democratico. Gaetano Pieraccini si è spento a Firenze", Il Resto del carlino, 14 aprile 1957, p. 3
  • (1960) "Sembra che tutti vedano... Vedono infatti, ma con le mani", La Giustizia, 1 novembre 1960, p. 3
  • (1962) Amicizia per i nostri figli, Roma, Opere nuove (Esperienze didattiche e pedagogiche, 1)
  • (1962) L'esperienza di un'educazione nuova alla Scuola d'Europa, Roma, Opere nuove (Esperienze didattiche e pedagogiche, 2)
  • (1973) Milinkata, Firenze, Il fauno
  • (1974) Il sole nero, Firenze, Il fauno
  • (1976) Il tempo del ritorno, Selci Umbro, Stabilimento tipografico Pliniana
  • (1981) Al di là del muro, cronaca di un viaggio in Ungheria, Poggibonsi, Lalli (Scrittori italiani contemporanei)
  • (1989) "La politica e la donna", in Le donne e la Costituzione, atti del convegno promosso dall'Associazione degli ex-parlamentari, Roma, 22-23 marzo 1988, Roma, Camera dei deputati, p. 229-231
  • (1993) Il colore delle nuvole, Firenze, Firenze libri
  • (1994) Principessa, Firenze, Firenze libri
  • (1995) Io torno a Vicchio, Firenze, Giorgi & Gambi
  • (1997) Vivrò ancora, Firenze, Morgana
  • (1998) La storia è memoria, ti racconto la mia vita, Firenze, Giorgi & Gambi (I fiorentinissimi, 1)
  • (1999) Il seme della terra, Firenze, Giorgi & Gambi (I fiorentinissimi, 2)
  • (1999) "Firenze, un amore incondizionato", in Ottanta voglia di raccontare, Firenze, Giunti, p. 30-34

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (1946) "Le 21 donne alla Costituente", La Domenica del Corriere, 48, 19 (21 giugno 1946), p. 3
  • (1950) P. Cerdonio, "Per i senza nome la legge è crudele", La Stampa, 1950
  • (1951) F.A., "Violette per Bianca Bianchi", L'Europeo, VII, n. 275, 28 gennaio 1951
  • (1956) Anna Garofalo, L'italiana in Italia, Bari, Laterza 1956, p. 99-100
  • (1996) Marina Addis Saba, Mimma De Leo, Fiorenza Taricone (a cura di): Donne e Costituente, alle origini della Repubblica. Roma, Dipartimento per l'informazione e l'editoria (Quaderni di Vita italiana)
  • (1998) Silvia Salvatici, Anna Scattigno: "Una ragazza dai capelli color del rame", in In una stagione diversa, le donne in Palazzo Vecchio, 1946-1970. Firenze, Ed. Comune aperto, p. 89-112
  • (2005) Maria Casalini: Le donne della sinistra, 1944-1948. Roma, Carocci (Studi storici Carocci, 73)
  • (2006) Paola Capitani: "L'incontro con Bianca Bianchi", "La Scuola d'Europa di Montesenario", in Scuola domani, Milano, Angeli, 2006, p. 12-16, p. 25-27
  • (2006) Giulia Pezzella: "Le donne e l'Assemblea costituente" in: Treccani.it <10/05/2013>
  • (2007) Maria Teresa Antonia Morelli (a cura di): Le donne della Costituente. Roma-Bari, GLF editori Laterza (Collana Fondazione della Camera dei deputati. Voci dal Parlamento)
  • (2008) Zeffiro Ciuffoletti, Antonio di Ruggiero: "Bianca Bianchi" in: I deputati toscani all'Assemblea Costituente, profili biografici, a cura di Pier Luigi Ballini. Firenze, Edizioni dell'Assemblea, p. 143-154
  • (2008) Patrizia De Salvo: "Madri costituenti: Bianca Bianchi e Lina Merlin, le donne socialiste in Assemblea Costituente", in Atti della Accademia Peloritana dei Pericolanti. Classe di Scienze Giuridiche, Economiche e Politiche, LXXVII, p. 97-116
  • (2014) Francesca Gori: "Bianca Bianchi: dall'antifascismo esistenziale al virus della politica", ToscanaNovecento, 2014
  • (2015) Ferdinando Leonzio: "Bianca Bianchi, in Donne del socialismo, [Bratislava], Vydavatel'stvo Divis-Slovakia, 2015, p. 75-85
  • (2016) Patrizia Gabrielli: "Bianca Bianchi: la biondissima" in Il primo voto. Elettrici ed elette, Roma, Castelvecchi, 2016, p. 148-151

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN93378592 · ISNI (EN0000 0000 6684 9630 · LCCN (ENn98018631 · GND (DE121515427