Milizia di difesa territoriale

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Milizia di difesa territoriale
Descrizione generale
Attiva 1943- 1945
Nazione Repubblica Sociale Italiana
Servizio Gendarmeria nella Zona d'operazione del litorale adriatico
Ruolo Polizia interna e militare
Guarnigione/QG Comando superiore della Milizia per la difesa territoriale del litorale adriatico a Trieste
Reparti dipendenti
cinque reggimenti, suddivisi in tre battaglioni (1800- 1900 uomini ca. per btg.) formati da nove compagnie ciascuno
Comandanti

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Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Milizia di difesa territoriale (o Landschutz Miliz, come la definivano i tedeschi) fu la denominazione che assunse la Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) nella Zona d'operazioni del litorale adriatico.

Premessa[modifica | modifica wikitesto]

Le legioni della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) presenti sulle terre orientali italiane, che a differenza degli altri organismi militari non si erano sbandati in seguito alla proclamazione dell'armistizio, continuarono a funzionare come corpi d'ordine pubblico e di lotta ai partigiani nei giorni successivi all'8 settembre grazie all'apporto di numerose camicie nere reduci dai vari teatri di guerra e di giovani volontari che si riconobbero nella nuova versione repubblicana del fascismo. Le legioni erano:

La MVSN diventa GNR[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre dello stesso anno, sopraggiunta la direttiva della Repubblica Sociale Italiana di creazione della GNR attraverso la fusione della MVSN, dei carabinieri (solo nelle province di Udine e Gorizia essi risposero in massa all'appello, nelle restanti giurisdizioni la maggior parte finì internata in Germania o andò ad ingrossare le file dei partigiani) e della Polizia dell'Africa italiana, tutte le legioni vi furono inglobate assimilandone il nome, mantenendolo tuttavia solo fino al marzo del 1944, quando, pervenuta la disposizione del governatore Friedrich Rainer di divieto riguardo all'utilizzo della denominazione GNR, direttiva esplicitamente anti- italiana, dovettero mutarlo in Milizia di difesa territoriale (Landschutz- Miliz).

Da GNR a MDT[modifica | modifica wikitesto]

Il comando generale della Guardia Nazionale Repubblicana rispose tardivamente alla questione, inviando la missiva di mutamento della denominazione solo il 20 maggio '44. In essa si evince la costituzione di un Comando superiore della Milizia di difesa territoriale del litorale adriatico, guidato da Angelo Sommavilla, subentrato al maggiore generale Augusto Bastianon, al quale facevano capo tutte le legioni e le milizie, che da quel momento cambiarono appunto il loro titolo in Milizia di difesa territoriale. Si suddivisero le unità in 5 reggimenti:

  • 1º Rgt. MDT (58.^ Legione) a Trieste, retto dal Sommavilla
  • 2º Rgt. MDT “Istria” (60.^ Legione) a Pola
  • 3º Rgt. MDT “Carnaro” (61.^ Legione) a Fiume
  • 4º Rgt. MDT (62.^ Legione) a Gorizia
  • 5º Rgt. MDT “Friuli” (63.^ Legione) a Udine

con un organico teorico per reggimento di nove compagnie, inquadrate in tre battaglioni, formate da 1.800 - 1.900 uomini. Ogni reggimento disponeva naturalmente di un ufficiale tedesco di polizia che fungeva da collegamento con l'Ordnungspolizei a Trieste e da guida operativa, e di un Ufficio Politico Investigativo (UPI) che raccoglieva le informazioni riguardanti le azioni, gli elementi, la dislocazione delle brigate partigiane.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Com'è bella Trieste, Editoriale Stampa Triestina, Trieste marzo 2011, ISBN 978-88-7174-129-1
  • AA. VV., Krajevni leksikon Slovencev v Italiji - Tržaška pokrajina, Založništvo tržaškega tiska, Trst 1990
  • Bollettini del Supremo commissario
  • Silvio Bertoldi, Salò, Milano, BUR, 1997, ISBN 88-17-25885-7.
  • Giorgio Bocca, La repubblica di Mussolini, Milano, Mondadori, 1994, ISBN 88-04-38715-7.
  • De Szombathely Gabrio, Un itinerario di 2000 anni nella storia di Trieste, Edizioni Italo Svevo Trieste 1994
  • Stefano Di Giusto, Operationszone Adriatisches Küstenland, Udine, IFSML,(Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione), 2005, ISBN 88-87388-15-6.
  • Francesca Longo e Matteo Moder, Storia della Venezia Giulia 1918-1998, Baldini Castoldi Dalai Editore, Milano 2004, ISBN 88-8490-629-6
  • Giacomo Scotti, Dossier Foibe, Manni, San Cesario (Le), 2005
  • Dino Virgili, La fossa di Palmanova, Del Bianco, Udine, 1961.
  • Luciano Luciani, Gli avvenimenti alla frontiera nord-orientale:l'Alpenvorland e l'AdriatischesKüstenland (1943-45), in Rivista della Guardia di Finanza, n. 2, 2004, pp. 591-646.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]