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Jeffrey Epstein

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Jeffrey Epstein in una foto segnaletica del 2006

Jeffrey Edward Epstein (New York, 20 gennaio 1953New York, 10 agosto 2019) è stato un imprenditore e criminale statunitense, condannato per abusi sessuali e traffico di minorenni.

Nato a Brooklyn, a New York, da una famiglia ebraica[1][2], Epstein frequentò le scuole pubbliche locali e si diplomò a sedici anni alla Lafayette High School. Dopo un breve periodo alla Cooper Union, nel settembre 1971 si iscrisse al Courant Institute of Mathematical Sciences della New York University, che lasciò tre anni più tardi senza conseguire la laurea. Nello stesso anno iniziò a insegnare fisica e matematica alla Dalton School, nell'Upper East Side di Manhattan[3][4], nonostante non possedesse i requisiti normalmente richiesti per l'insegnamento.[5] In quel periodo entrò in contatto con Alan Greenberg, amministratore delegato della Bear Stearns, al quale venne segnalato per un possibile impiego nella società.[6][7]

Nel 1976 Epstein lasciò la Dalton School e iniziò a lavorare per Bear Stearns.[4][8][9] Nel 1981 lasciò anche la società, dopo un'indagine interna relativa, tra l'altro, a un prestito personale che avrebbe potuto violare le regole aziendali.[6][9] Nello stesso anno fondò la società di consulenza Intercontinental Assets Group Inc.[10], attraverso la quale si occupò, secondo quanto da lui stesso dichiarato, del recupero di fondi sottratti a governi e uomini d'affari; affermò inoltre di avere lavorato anche per persone responsabili di appropriazioni di denaro altrui.[11] Epstein sostenne in alcune occasioni di avere svolto attività di intelligence,[12][13] circostanza mai accertata. È invece documentato che negli anni Ottanta possedesse un passaporto austriaco recante la sua fotografia ma intestato a un nome falso, nel quale l'Arabia Saudita figurava come paese di residenza.[14][15]

Nel 1987 Epstein iniziò a collaborare con la Tower Financial Corporation[16][17], ricevendo un compenso mensile di 25 000 dollari. La società fu successivamente coinvolta in uno dei maggiori schemi Ponzi della storia statunitense, che provocò perdite per oltre 450 milioni di dollari agli investitori.[18][19] Epstein lasciò la Tower Financial prima del suo collasso e non fu incriminato nell'ambito del procedimento relativo alla frode. Nel 1988 fondò inoltre la J. Epstein & Company.[20]

Tra i clienti pubblicamente noti della società figurava il miliardario Leslie Wexner, presidente e amministratore delegato di L Brands (precedentemente The Limited, Inc.) e legato a Victoria's Secret.[18] Dopo aver conosciuto Wexner a Palm Beach, in Florida, Epstein ne divenne consulente finanziario e successivamente uno dei collaboratori più fidati. Wexner gli conferì un'ampia procura, che gli consentiva, tra l'altro, di assumere personale, firmare assegni, acquistare e vendere immobili e contrarre prestiti per suo conto.[21] La gestione degli affari di Wexner fruttò a Epstein milioni di dollari in commissioni.[21]

Nel 1996 Epstein trasferì la propria attività nelle Isole Vergini Americane, dove operò con il nome di Financial Trust Company.[22] Il trasferimento a Saint Thomas gli consentì di beneficiare di rilevanti agevolazioni fiscali, pur continuando a operare nell'ambito del sistema bancario statunitense.[23] Nel 2003 tentò senza successo di acquistare il periodico New York.[24]

Nel 2005 la polizia di Palm Beach avviò un'indagine nei suoi confronti dopo la denuncia della madre di una ragazza quattordicenne, che riferì che la figlia era stata pagata da Epstein per un massaggio durante il quale si sarebbero verificati comportamenti sessuali illeciti. L'indagine portò successivamente all'individuazione di numerose altre presunte vittime.

Nel 2008 Epstein si recò in Israele, dove incontrò alcuni ricercatori e visitò diverse installazioni militari.[25] Secondo quanto riportato all'epoca, avrebbe valutato la possibilità di rimanere nel paese per sottrarsi al procedimento penale negli Stati Uniti, decidendo infine di rientrare.[26]

A seguito di un controverso accordo con la procura federale, nel 2008 Epstein si dichiarò colpevole davanti a un tribunale della Florida di due reati statali connessi alla prostituzione, uno dei quali riguardava una minorenne. Fu condannato a diciotto mesi di reclusione, dei quali ne scontò circa tredici, e fu registrato come autore di reati sessuali. L'indagine federale aveva nel frattempo individuato decine di ragazze minorenni coinvolte nel sistema di reclutamento organizzato attorno a Epstein.

Nel 2015 il quotidiano israeliano Haaretz riferì che Epstein aveva investito nella startup Reporty Homeland Security, successivamente rinominata Carbyne,[27][28] società legata al settore della sicurezza israeliano nella quale investì anche Ehud Barak, già primo ministro israeliano, ministro della difesa e capo di stato maggiore delle forze di difesa israeliane.

Il 6 luglio 2019 Epstein fu nuovamente arrestato all'aeroporto di Teterboro, nel New Jersey, nell'ambito di un procedimento federale per traffico sessuale di minorenni.[29] Fu detenuto al Metropolitan Correctional Center di New York.[30] In seguito all'arresto, agenti dell'FBI perquisirono su mandato la sua residenza di Manhattan, la Herbert N. Straus House. Gli investigatori rinvennero, tra l'altro, numerose fotografie sessualmente esplicite o allusive raffiguranti ragazze minorenni, diversi compact disc con etichette manoscritte,[31] 70 000 dollari in contanti, una pistola, 48 diamanti e il passaporto austriaco intestato a un nome falso.[32] Epstein rimase detenuto fino alla morte.

Il 10 agosto 2019 fu trovato morto nella propria cella.[33] Il medico legale capo di New York, Barbara Sampson, stabilì che la causa della morte era il suicidio per impiccamento.[34] Il patologo forense Michael Baden, incaricato dal fratello di Epstein di assistere all'autopsia, contestò successivamente tale conclusione. Le circostanze della morte suscitarono un ampio dibattito pubblico e alimentarono numerose teorie del complotto.[35] In seguito alla morte dell'imputato, il procedimento penale federale nei suoi confronti fu formalmente archiviato il 29 agosto 2019.[36][37]

Epstein nel 1980

Jeffrey Edward Epstein nacque il 20 gennaio 1953 a Brooklyn, New York. I genitori, Pauline "Paula" Stolofsky[38] e Seymour George Epstein, erano rispettivamente di origine ebraica lituana e polacca.[1][2] Si erano sposati nel 1952, poco prima della sua nascita. Pauline lavorava come assistente scolastica e si occupava della casa, mentre Seymour era giardiniere presso il Dipartimento dei Parchi e delle Attività Ricreative di New York.[39]

Epstein era il maggiore di due fratelli. Lui e il fratello Mark crebbero a Sea Gate, comunità residenziale recintata di Coney Island all'epoca abitata prevalentemente da famiglie della classe operaia.[40] Frequentò dapprima la Public School 188 e successivamente la Mark Twain Junior High School.[40] Durante gli anni scolastici impartiva occasionalmente ripetizioni ai compagni di classe.

Nel 1967 partecipò al National Music Camp dell'Interlochen Center for the Arts. Aveva iniziato a suonare il pianoforte all'età di cinque anni ed era considerato dai conoscenti un musicista di talento.[6] Nel 1969 si diplomò alla Lafayette High School, a sedici anni e con due anni di anticipo rispetto al normale percorso scolastico.[3]

Nello stesso anno frequentò corsi avanzati di matematica alla Cooper Union. Nel settembre 1971 si trasferì al Courant Institute of Mathematical Sciences della New York University, dove studiò fisiologia matematica. Lasciò l'università nel giugno 1974 senza conseguire la laurea.

Insegnante (1974-1976)

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Nel settembre 1974, all'età di ventuno anni, Epstein iniziò a insegnare fisica e matematica alla Dalton School, nell'Upper East Side di Manhattan.[3][4] La sua assunzione fu annunciata dal giornale dell'istituto.[3][4]

Fino al giugno dello stesso anno la Dalton School era stata diretta da Donald Barr,[41] noto per alcune assunzioni considerate non convenzionali. Non è tuttavia accertato che Barr abbia avuto un ruolo nell'assunzione di Epstein, avvenuta tre mesi dopo la sua uscita dall'istituto. Epstein, inoltre, non possedeva una laurea né i requisiti normalmente richiesti per l'insegnamento.[5][4]

Nel 2019 alcuni ex studenti riferirono che, durante il periodo trascorso alla Dalton, Epstein aveva manifestato comportamenti ritenuti inappropriati nei confronti di alcune studentesse e che, in un'occasione, aveva partecipato a una festa organizzata da studenti. Le testimonianze citate non riferivano tuttavia episodi di contatto fisico.[4]

Durante il periodo alla Dalton, Epstein entrò indirettamente in contatto con Alan Greenberg, amministratore delegato della Bear Stearns. Secondo una ricostruzione pubblicata da Vanity Fair, il padre di una studentessa, attivo a Wall Street, rimase colpito dalle capacità di Epstein e contattò Greenberg per suggerirgli di assumerlo.[6][7] Nel 1976 Epstein lasciò la Dalton School.[4][8][9]

Bear Stearns (1976-1981)

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Nel 1976 Epstein sostenne un colloquio presso la Bear Stearns. Secondo Michael Tennenbaum, all'epoca dirigente della società, Epstein fece una buona impressione su Greenberg e venne assunto in un ruolo di livello iniziale, come assistente di un operatore di borsa.[9][42]

Verso la fine dello stesso anno, Bear Stearns scoprì che Epstein aveva falsamente indicato nel proprio curriculum di possedere due lauree universitarie. Secondo il racconto di Tennenbaum, Epstein ammise di aver mentito, sostenendo che senza un titolo universitario non avrebbe avuto alcuna possibilità di essere assunto. Tennenbaum decise comunque di consentirgli di mantenere il posto.[9]

Negli anni successivi Epstein avanzò rapidamente all'interno della società. Divenne trader di opzioni nella divisione dedicata ai prodotti speciali e, nel 1980, all'età di ventisette anni, fu nominato socio accomandatario. Il suo compenso annuo raggiunse i 200.000 dollari.[9]

Epstein si occupò in particolare di clienti facoltosi, ai quali proponeva strategie finanziarie e fiscali.[43]Jimmy Cayne, socio anziano della società e in seguito amministratore delegato, lo presentò a diversi clienti di alto profilo. Secondo Tennenbaum, la rete di rapporti costruita in quel periodo contribuì in modo significativo alla successiva carriera di Epstein. Greenberg arrivò a considerarlo un proprio protetto.[9]

Nel 1981 Bear Stearns avviò un'indagine interna su un prestito personale di 15.000 dollari concesso da Epstein a un ex compagno di scuola, operazione che avrebbe potuto violare le norme applicabili agli intermediari finanziari. La società esaminò inoltre alcune azioni provenienti da un'offerta pubblica iniziale e detenute dalla compagna di Epstein.[6]

Al termine dell'indagine interna, Bear Stearns gli impose una sanzione di 2.500 dollari e una sospensione di due mesi. Epstein negò di aver commesso illeciti e si dimise, concludendo dopo circa cinque anni la propria esperienza nella società. I contatti e l'esperienza maturati a Bear Stearns contribuirono successivamente alla sua attività di consulente finanziario indipendente a Wall Street.[9] Rimase in rapporti con Cayne e Greenberg e continuò a essere cliente di Bear Stearns fino al fallimento della società nel 2008.

Consulente finanziario (1981-1987)

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Nell'agosto 1981 Epstein fondò la società di consulenza Intercontinental Assets Group Inc. (IAG), specializzata nel recupero di denaro sottratto ai propri clienti da intermediari e avvocati fraudolenti.[6][10]

Durante il periodo trascorso alla Bear Stearns, Epstein aveva intrapreso una relazione con Paula Heil, un'agente di vendita con numerose conoscenze e già vincitrice del concorso Miss Indianapolis. All'inizio degli anni Ottanta, Epstein e Heil si recarono più volte nel Regno Unito. Heil lo presentò a Douglas Leese, un facoltoso imprenditore del settore della difesa che intratteneva rapporti con esponenti del governo britannico e dell'industria degli armamenti. Epstein iniziò così a frequentare la cerchia sociale della famiglia Leese, impartendo lezioni private al figlio minore di Douglas, Julian, e accompagnando Leese ad alcuni incontri con personalità di rilievo nell'ambito della propria attività di consulente.[9] In quegli anni Epstein viaggiò frequentemente tra Stati Uniti, Europa e Medio Oriente.[44] Leese lo avrebbe inoltre presentato al finanziere Steven Hoffenberg.[6]

Dopo alcuni anni i rapporti tra Epstein e Leese si deteriorarono. Quest'ultimo accusò Epstein di aver utilizzato impropriamente il proprio conto spese per sostenere costi personali, tra cui voli sul Concorde e soggiorni in alberghi di lusso.[9]

Epstein tornò quindi a concentrarsi sulle proprie attività a New York, dove collaborò con l'avvocato John Stanley Pottinger, che negli anni successivi avrebbe rappresentato alcune delle donne che accusarono Epstein di abusi sessuali. Affittò alcuni uffici a Central Park South e iniziò a proporre a clienti facoltosi strategie volte a ridurne il carico fiscale. Otteneva nuovi clienti soprattutto attraverso la rete di conoscenze e di ex colleghi maturata durante gli anni alla Bear Stearns, tra cui l'imprenditore Michael Stroll.

Nel 1982 Stroll investì 450.000 dollari con Epstein in un'operazione riguardante il petrolio greggio. Ne seguì una controversia giudiziaria: Stroll sostenne che Epstein gli avesse promesso la restituzione del denaro senza poi provvedervi. La vicenda si concluse nel 1993, quando un tribunale stabilì, per ragioni di natura tecnica, che Epstein non era personalmente responsabile.[9]

All'inizio degli anni Ottanta Epstein descriveva la propria attività agli amici paragonandola a quella di un «cacciatore di taglie di alto livello».[6] Secondo quanto da lui stesso affermato, in alcuni casi lavorava per governi e importanti uomini d'affari allo scopo di recuperare fondi sottratti, mentre in altri prestava consulenza a persone che si erano a loro volta appropriate di denaro altrui.[11]

Nel 1982 conobbe, tramite un amico comune, l'attrice ed ereditiera spagnola Ana Obregón, con la quale intraprese una relazione. La famiglia Obregón e altre facoltose famiglie spagnole si rivolsero successivamente a Epstein dopo aver perso milioni di dollari in seguito al collasso della Drysdale Government Securities, dovuto a pratiche contabili fraudolente.[9]

Epstein coinvolse nelle ricerche il procuratore federale Bob Gold. I due trascorsero circa un anno cercando di rintracciare il denaro trasferito dalla Drysdale su conti bancari offshore. Nel 1984 Epstein individuò i fondi dei propri clienti presso la filiale di una banca canadese nelle Isole Cayman. Si recò sul posto con un aereo privato e ottenne dalla filiale i titoli necessari al recupero delle somme. Restituì quindi il denaro ai clienti spagnoli, ricevendo in cambio un compenso considerevole che, secondo la fonte citata, contribuì a renderlo milionario.[9]

Secondo quanto riportato, tra i clienti per i quali Epstein contribuì al recupero di fondi sottratti figurò anche Adnan Khashoggi, uomo d'affari saudita conosciuto attraverso Douglas Leese.[45] Khashoggi fu uno degli intermediari coinvolti nel trasferimento di armi statunitensi all'Iran attraverso Israele, operazione al centro dello scandalo politico noto come Irangate.[46]

A metà degli anni Ottanta Epstein continuava a essere un importante cliente del suo ex datore di lavoro, Bear Stearns. Era in contatto con il suo precedente responsabile Clark Schubach, attraverso il quale effettuava operazioni su azioni, obbligazioni e opzioni. In quel periodo intraprese inoltre una relazione con Patricia Schmidt, ventitreenne assistente di Schubach, alla quale affidò ricerche su potenziali clienti da svolgere nella biblioteca della Bear Stearns.[9]

Epstein affermò inoltre in diverse occasioni di aver lavorato come agente dei servizi segreti.[12][13] Non è stato accertato se tali affermazioni corrispondessero al vero. È invece documentato che, durante gli anni Ottanta, fosse in possesso di un passaporto austriaco recante la sua fotografia ma intestato a un nome falso e nel quale l'Arabia Saudita figurava come luogo di residenza.[14][15]

Secondo i suoi avvocati, Epstein avrebbe ottenuto il documento per ragioni di sicurezza, allo scopo di nascondere la propria identità ebraica durante i viaggi in alcuni paesi arabi; la difesa sostenne inoltre che non ne avesse mai avuto necessità di fare uso.[47]

Nel 2017 un ex alto funzionario della Casa Bianca riferì che Alexander Acosta, procuratore degli Stati Uniti per il distretto meridionale della Florida responsabile del procedimento federale riguardante Epstein durante l'amministrazione di George W. Bush, avrebbe affermato di essere stato informato che Epstein «apparteneva ai servizi di intelligence» e che gli era stato detto di «lasciar perdere», poiché il caso sarebbe stato «al di sopra del suo livello di competenza».[48]

Tower Financial Corporation

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Nel 1987 Steven Hoffenberg assunse Epstein come consulente finanziario della Tower Financial Corporation,[16][17] società attiva nel recupero crediti per conto di ospedali, banche e società di telecomunicazioni.[20] Per la propria attività di consulenza, svolta negli uffici della Villard House, Epstein riceveva un compenso mensile di 25 000 dollari.[18]

Hoffenberg ed Epstein collaborarono ad alcune operazioni di acquisizione societaria. Nel 1987 tentarono senza successo di acquisire la Pan American World Airways; l'anno successivo fallì anche un tentativo di acquisizione della Emery Air Freight Corp.. In quel periodo i due lavoravano a stretto contatto e viaggiavano frequentemente sul jet privato di Hoffenberg.[18]

Nel 1993 la Tower Financial Corporation crollò in seguito alla scoperta di uno dei maggiori schemi Ponzi della storia statunitense, che aveva provocato perdite per oltre 450 milioni di dollari agli investitori.[18] Alcuni atti relativi al procedimento contro Hoffenberg indicarono un possibile coinvolgimento di Epstein nelle attività della società.[18][19] Epstein aveva tuttavia lasciato la Tower Financial verso la fine del 1988, diversi anni prima del collasso, e non fu mai incriminato in relazione alla frode.

Società di gestione finanziaria

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Nel 1988, mentre collaborava ancora con Hoffenberg, Epstein fondò una propria società di gestione patrimoniale, la J. Epstein & Company.[20] Epstein dichiarò che la società accettava esclusivamente clienti con un patrimonio netto superiore a un miliardo di dollari; l'effettiva applicazione di tale requisito è stata tuttavia messa in dubbio da alcune fonti.[22]

L'unico cliente miliardario di Epstein pubblicamente noto fu Leslie Wexner, presidente e amministratore delegato di L Brands (precedentemente The Limited, Inc.) e legato a Victoria's Secret.[18] Epstein conobbe Wexner nel 1986 a Palm Beach, in Florida, tramite conoscenze comuni, tra cui il dirigente assicurativo Robert Meister e sua moglie. L'anno successivo divenne consulente finanziario di Wexner e, in breve tempo, uno dei suoi collaboratori più fidati.

Nel luglio 1991 Wexner conferì a Epstein un'ampia procura, autorizzandolo, tra l'altro, ad assumere personale, firmare assegni, acquistare e vendere immobili, contrarre prestiti e compiere per suo conto numerosi atti giuridicamente vincolanti.[21]

Nel 1995 Epstein divenne direttore della Wexner Foundation e della Wexner Heritage Foundation. Ricoprì inoltre la carica di presidente della Wexner's Property, società immobiliare impegnata nello sviluppo di New Albany, nei pressi di Columbus, in Ohio, dove risiedeva Wexner. La gestione degli affari di quest'ultimo fruttò a Epstein milioni di dollari in commissioni.[21]

Pur non essendo mai stato dipendente di L Brands, Epstein intratteneva frequenti rapporti con i dirigenti della società. Partecipava inoltre alle sfilate di Victoria's Secret, ospitava modelle e modelli nella propria residenza di New York e si offriva di mettere in contatto aspiranti modelle con l'azienda.

Nel 1996 Epstein trasferì la propria attività nelle Isole Vergini Americane e ne cambiò il nome in Financial Trust Company.[22] La società aveva sede sull'isola di Saint Thomas. Il trasferimento consentì a Epstein di beneficiare di rilevanti agevolazioni fiscali, riducendo considerevolmente l'imposta federale sul reddito, pur continuando a operare all'interno del sistema finanziario statunitense.[23]

Attività nel settore dei media

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Nel 2003 Epstein presentò un'offerta per acquistare il periodico New York.[24] Tra gli altri potenziali acquirenti figuravano il pubblicitario Donny Deutsch, l'investitore Nelson Peltz, il magnate dei media ed editore del New York Daily News Mortimer Zuckerman e il produttore cinematografico Harvey Weinstein. La rivista fu infine acquistata per 55 milioni di dollari dal banchiere di Wall Street Bruce Wasserstein.[24]

Nel 2004 Epstein e Zuckerman investirono complessivamente 25 milioni di dollari in Radar, rivista dedicata a celebrità e cultura pop fondata da Maer Roshan. Epstein e Zuckerman detenevano partecipazioni paritarie nell'impresa, mentre Roshan, che ne era caporedattore, conservò una quota minoritaria.[49]

Investimento in Carbyne

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Epstein assieme alla Maxwell nel 1993

Nel 2015 il quotidiano israeliano Haaretz riferì dell'investimento di Epstein nella startup Reporty Homeland Security, successivamente rinominata Carbyne.[27][28]

La società operava nel settore della sicurezza e aveva tra i propri investitori Ehud Barak, già primo ministro israeliano, ministro della difesa e capo di stato maggiore delle forze di difesa israeliane. Tra i suoi dirigenti figuravano Amir Elichai, già ufficiale delle forze speciali israeliane, e Pinchas Buchris, già direttore generale del Ministero della difesa e comandante dell'Unità 8200.[50]

Epstein e Barak intrattennero rapporti personali e d'affari. Secondo alcune fonti, Barak soggiornò in diverse occasioni in un appartamento situato al 301 East 66th Street di Manhattan, edificio nel quale Epstein possedeva diverse unità immobiliari.[51][52]

Epstein aveva già avuto contatti con ambienti scientifici e militari israeliani. Nell'aprile 2008 si recò in Israele, dove incontrò diversi ricercatori e visitò alcune installazioni militari.[25] Secondo quanto riportato all'epoca, durante il viaggio avrebbe valutato la possibilità di rimanere nel paese per sottrarsi al procedimento penale e a un'eventuale detenzione negli Stati Uniti, decidendo infine di rientrare.[26]

Liquid Funding Ltd.

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Tra il 2000 e il 2007 Epstein fu presidente della Liquid Funding Ltd.[53][54], società attiva nel settore della finanza strutturata e delle operazioni di pronti contro termine garantite da titoli legati a mutui immobiliari.

Nei tradizionali contratti di pronti contro termine, una parte cede temporaneamente determinati titoli impegnandosi a riacquistarli successivamente a un prezzo prestabilito. Liquid Funding e altre società del settore contribuirono allo sviluppo di operazioni analoghe nelle quali, anziché azioni e obbligazioni tradizionali, venivano utilizzati come garanzia titoli garantiti da mutui residenziali e commerciali.[53]

Inizialmente il 40% di Liquid Funding era detenuto da Bear Stearns. I titoli utilizzati nelle operazioni della società ricevettero valutazioni elevate da agenzie di rating quali Standard & Poor's, Fitch Ratings e Moody's Investors Service, comprese valutazioni di livello AAA.

Il successivo deterioramento del mercato dei titoli garantiti da mutui e la sottovalutazione del rischio associato a numerosi strumenti finanziari strutturati contribuirono alla crisi finanziaria del 2007-2008. Nel marzo 2008 Bear Stearns entrò in una grave crisi di liquidità e fu acquisita da JPMorgan Chase con il sostegno della Federal Reserve. Qualora Liquid Funding avesse continuato a detenere quantità rilevanti di tali strumenti come garanzia, la società avrebbe potuto subire perdite considerevoli.[53][55]

Primo procedimento penale

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Il primo procedimento penale contro Jeffrey Epstein, svoltosi negli Stati Uniti tra il 2005 e il 2008, si concluse con un accordo di non perseguimento (non-prosecution agreement) siglato con la procura federale della Florida. Tale accordo permise a Epstein di evitare i capi d'accusa federali, prevedendo il riconoscimento di reati minori a livello statale e una condanna a 13 mesi di detenzione con permessi di lavoro; i termini del patteggiamento furono oggetto di ampie critiche da parte dei media e dei legali delle vittime per l'indulgenza della pena.

Origine dell’indagine (2005)

Nel marzo 2005 una donna denunciò alla polizia di Palm Beach, in Florida, che la figlia quattordicenne era stata pagata da Epstein per effettuare un massaggio nella sua residenza. Secondo la denuncia, durante l'incontro Epstein avrebbe tenuto comportamenti di natura sessuale nei confronti della ragazza.

L'indagine della polizia portò all'individuazione di numerose altre ragazze minorenni che riferirono esperienze analoghe. Secondo gli investigatori, Epstein aveva organizzato un sistema nel quale alcune adolescenti venivano pagate per reclutare e presentargli altre ragazze.

Raccomandazione di incriminazione

Nel 2006 la polizia di Palm Beach raccomandò l'incriminazione di Epstein per diversi reati sessuali. Successivamente intervenne anche l'FBI, che avviò un'indagine federale ipotizzando reati più gravi, tra cui il traffico sessuale di minorenni.

Il Non-Prosecution Agreement (2007)

Nel 2007 i difensori di Epstein negoziarono con l'ufficio del procuratore federale per il distretto meridionale della Florida un non-prosecution agreement (NPA), ossia un accordo con il quale la procura federale rinunciava a esercitare l'azione penale nei suoi confronti per i reati oggetto dell'indagine.

In base all'accordo, il governo federale rinunciò a presentare accuse federali contro Epstein e concesse l'immunità da eventuali procedimenti federali anche ad alcuni suoi potenziali complici. In cambio, Epstein accettò di dichiararsi colpevole davanti alla giustizia statale della Florida di due reati connessi alla prostituzione.

Dichiarazione di colpevolezza e condanna (2008)

Nel giugno 2008 Epstein si dichiarò colpevole davanti a un tribunale della Florida di due reati statali connessi alla prostituzione, uno dei quali riguardava una minorenne. Fu condannato a diciotto mesi di reclusione, all'iscrizione nel registro degli autori di reati sessuali e a un successivo periodo di libertà vigilata.

Epstein scontò circa tredici mesi nella Palm Beach County Jail. Durante gran parte della detenzione beneficiò di un regime di semilibertà lavorativa che gli consentiva di lasciare il carcere per recarsi nel proprio ufficio e di rientrare nella struttura detentiva al termine della giornata.

Secondo procedimento penale

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Documenti federali riguardanti Jeffrey Epstein dopo che gli è stata negata la cauzione

Il 6 luglio 2019 Epstein fu arrestato all'aeroporto di Teterboro, nel New Jersey, con l'accusa di traffico sessuale di minorenni.[29] Fu quindi detenuto al Metropolitan Correctional Center di New York.[30]

Il giorno dell'arresto, circa una dozzina di agenti dell'FBI perquisì, in esecuzione di un mandato, la sua residenza di Manhattan, la Herbert N. Straus House. Durante la perquisizione furono rinvenute «centinaia di fotografie sessualmente allusive di minori completamente o parzialmente nude».[31]

In una cassaforte furono inoltre trovati alcuni compact disc recanti etichette manoscritte con descrizioni del contenuto,[31] 70.000 dollari in contanti, una pistola, 48 diamanti e un passaporto austriaco intestato a un nome falso.[32]

Sul passaporto figuravano diversi timbri di ingresso e di uscita, che indicavano che il documento era stato utilizzato negli anni Ottanta per viaggiare, tra gli altri paesi, in Francia, Spagna, Regno Unito e Arabia Saudita.[56][57] L'Arabia Saudita era indicata anche come luogo di residenza del titolare. Secondo i suoi avvocati, Epstein avrebbe ottenuto il documento per ragioni di sicurezza, allo scopo di celare la propria identità ebraica durante i viaggi in alcuni paesi arabi.[58]

L'8 luglio 2019 i pubblici ministeri federali del distretto meridionale di New York incriminarono Epstein per traffico sessuale di minorenni e associazione a delinquere finalizzata al traffico sessuale.[59] Secondo l'atto d'accusa, decine di ragazze minorenni sarebbero state condotte nelle proprietà di Epstein per essere sottoposte ad attività sessuali.[60]

I suoi avvocati chiesero che Epstein fosse rilasciato su cauzione e sottoposto agli arresti domiciliari nella propria residenza di New York, proponendo un consistente pacchetto di garanzie finanziarie. Il giudice distrettuale Richard M. Berman respinse la richiesta il 18 luglio 2019, ritenendo che Epstein costituisse un pericolo per la collettività e presentasse un concreto rischio di fuga.[61]

Indagine in Francia

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Il 23 agosto 2019, due settimane dopo la morte di Epstein, la procura di Parigi avviò un'indagine riguardante possibili reati commessi in Francia. L'inchiesta riguardava ipotesi di stupro e aggressione sessuale ai danni di minorenni di età pari o inferiore a quindici anni e altri reati connessi. I pubblici ministeri dichiararono che l'obiettivo dell'indagine era accertare eventuali reati commessi sul territorio francese e individuare possibili complici.[62]

Il “tempio” presente sull’isola.

L'accordo raggiunto con la procura federale e il trattamento giudiziario riservato a Epstein furono oggetto di numerose controversie. Il capo della polizia di Palm Beach accusò le autorità di avergli riservato un trattamento di favore,[63] mentre il Miami Herald definì l'accordo negoziato dal procuratore Alexander Acosta «l'affare di una vita».[64]

In seguito al nuovo arresto di Epstein nel luglio 2019, Acosta, che nel frattempo era divenuto segretario del lavoro degli Stati Uniti, annunciò le proprie dimissioni, divenute effettive il 19 luglio 2019.[65]

Dopo che le accuse nei confronti di Epstein divennero pubbliche, diverse persone e istituzioni restituirono le donazioni da lui effettuate, tra cui Eliot Spitzer, Bill Richardson[66] e il dipartimento di polizia di Palm Beach.[67] L'Università Harvard annunciò invece che non avrebbe restituito il denaro ricevuto.[66] Furono inoltre sottoposte a scrutinio alcune delle donazioni effettuate da Epstein a iniziative educative rivolte ai minori.[68]

Il 18 giugno 2010 Alfredo Rodriguez, già responsabile della residenza di Epstein, fu condannato per essersi rifiutato di testimoniare e per avere successivamente tentato di vendere un diario nel quale aveva annotato informazioni sulle attività di Epstein. L'agente speciale dell'FBI Christina Pryor, dopo aver esaminato il materiale, dichiarò che conteneva informazioni che sarebbero state particolarmente utili per l'indagine, tra cui nomi e recapiti di potenziali testimoni e ulteriori vittime.[69][70]

Inchieste giudiziarie

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Lo stesso argomento in dettaglio: Epstein files.
Foto segnaletica di Epstein nel 2013

Epstein è noto soprattutto per i procedimenti relativi al traffico di minori e agli abusi sessuali commessi ai danni di ragazze minorenni. Non è possibile stabilire con precisione quando ebbero inizio le condotte illecite a lui attribuite, sebbene alcune risultino documentate almeno dalla metà degli anni Novanta.[71]

Nel 2005 la polizia di Palm Beach, in Florida, avviò un'indagine dopo che la madre di una ragazza quattordicenne denunciò che la figlia aveva subito comportamenti sessuali illeciti da parte di Epstein. L'indagine portò all'individuazione di numerose altre ragazze minorenni.

Nel 2008 Epstein si dichiarò colpevole davanti a un tribunale statale della Florida di due reati connessi alla prostituzione, uno dei quali riguardava una minorenne, e scontò circa tredici mesi di detenzione. Gli investigatori federali avevano identificato decine di ragazze minorenni, alcune delle quali di appena quattordici anni, che sarebbero state reclutate con la promessa di ricevere denaro in cambio di massaggi e successivamente coinvolte in attività sessuali.[71]

Il 6 luglio 2019 Epstein fu nuovamente arrestato con accuse federali di traffico sessuale di minorenni in Florida e New York. Nell'ambito delle vicende relative a Epstein furono inoltre oggetto di indagini e controversie giudiziarie i rapporti intrattenuti con diverse personalità pubbliche.

Registrazioni video

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Little Saint James, isola privata di Epstein, nelle Isole Vergini Americane.

Secondo diverse testimonianze, Epstein aveva installato sistemi di videosorveglianza in numerosi ambienti delle proprie residenze. È stato ipotizzato che alcune telecamere fossero utilizzate per registrare attività sessuali e che il materiale potesse essere impiegato a fini di ricatto.[72]

Ghislaine Maxwell avrebbe riferito a un conoscente che la residenza di Epstein a Little Saint James era dotata di un esteso sistema di registrazione.[73] Anche la residenza di Epstein a New York disponeva di un ampio sistema di videosorveglianza.[74]

Alcune fonti hanno sostenuto che Epstein potesse utilizzare i rapporti sessuali organizzati con persone influenti per ottenere materiale compromettente; tale ipotesi non è stata tuttavia accertata giudizialmente.[75]

Durante la perquisizione della residenza di Manhattan nel luglio 2019 furono rinvenuti nella cassaforte di Epstein diversi compact disc con etichette manoscritte che sembravano descriverne il contenuto.[76]

Il rapporto tra Epstein e Trump - Il caso Jane Doe (2016)

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Il presidente Trump afferma "Lo conoscevo come lo conoscevano tutti a Palm Beach". Video di luglio 2019 alla Casa Bianca.

Nell'aprile 2016 una donna presentò presso un tribunale federale della California una causa contro Epstein e Donald Trump, sostenendo di essere stata aggredita sessualmente dai due uomini nel corso di alcune feste tenutesi nella residenza di Epstein a Manhattan nel 1994, quando aveva dodici anni.[77]

Nel maggio 2016 un giudice federale respinse la causa, ritenendo che non contenesse elementi sufficienti per procedere sulla base delle disposizioni federali invocate.[78] La donna presentò una nuova causa federale a New York nel giugno dello stesso anno, ritirandola tre mesi più tardi, e ne depositò una terza nel settembre 2016.

Le ultime due azioni giudiziarie comprendevano dichiarazioni giurate di un testimone anonimo a sostegno delle accuse. Il testimone sosteneva inoltre che Epstein l'avesse incaricata di procurargli ragazze minorenni e che la querelante le avesse raccontato gli abusi all'epoca dei fatti.[79]

La querelante, identificata con lo pseudonimo di Jane Doe, avrebbe dovuto partecipare a una conferenza stampa a Los Angeles sei giorni prima delle elezioni presidenziali del 2016, ma annullò l'evento. La sua legale, Lisa Bloom, dichiarò che la donna aveva ricevuto numerose minacce.[80] La causa fu ritirata il 4 novembre 2016. Alan Garten, avvocato di Trump, respinse categoricamente le accuse, mentre Epstein non rilasciò dichiarazioni in merito.[81]

Sarah Ransome contro Epstein e Maxwell (2017)

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Epstein è stato accusato di traffico di minori nella sua dimora "Herbert N. Straus House" al 9 di East 71st Street, Upper East Side, New York.

Nel 2017 Sarah Ransome intentò una causa contro Epstein e Ghislaine Maxwell, sostenendo di essere stata reclutata per effettuare massaggi a Epstein e di essere stata successivamente sottoposta ad abusi sessuali. Ransome dichiarò inoltre che Epstein l'aveva minacciata di danneggiarne la carriera o di farle del male qualora non avesse soddisfatto le sue richieste sessuali nelle proprietà di New York e dei Caraibi.[82] La controversia si concluse nel 2018 con un accordo i cui termini non furono resi pubblici.[83]

Bradley Edwards contro Epstein (2018)

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Nel dicembre 2018 ebbe inizio in Florida una causa civile promossa dall'avvocato Bradley Edwards contro Epstein. Il processo avrebbe potuto offrire ad alcune delle accusatrici di Epstein la possibilità di rendere pubblicamente testimonianza.[84] La controversia fu tuttavia risolta il primo giorno del processo con un accordo; Epstein presentò inoltre pubblicamente le proprie scuse a Edwards.[85]

Maria Farmer contro Epstein e Maxwell (2019)

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Il 16 aprile 2019 Maria Farmer presentò una dichiarazione giurata presso un tribunale federale di New York, sostenendo che nel 1996 lei e la sorella quindicenne Annie erano state aggredite sessualmente da Epstein e Maxwell in luoghi distinti.

Secondo la dichiarazione, Farmer aveva conosciuto Epstein e Maxwell nel 1995 durante un ricevimento in una galleria d'arte di New York. Nell'estate dell'anno successivo Epstein e Maxwell la invitarono in Ohio per lavorare a un progetto artistico; Farmer sostenne di essere stata aggredita sessualmente durante il soggiorno.[86] Farmer dichiarò di avere denunciato quanto accaduto sia al dipartimento di polizia di New York sia all'FBI.[87]

Nella stessa dichiarazione Farmer sostenne che, sempre nell'estate del 1996, Epstein aveva portato sua sorella Annie, allora quindicenne, nella propria proprietà nel Nuovo Messico, dove Epstein e Maxwell avrebbero abusato sessualmente di lei su un lettino da massaggio.[88]

Jennifer Araoz contro Epstein (2019)

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Il 22 luglio 2019, mentre si trovava in carcere in attesa del processo federale, Epstein ricevette la notifica di una causa civile presentata da Jennifer Araoz, la quale sosteneva di essere stata violentata da Epstein nella sua residenza di New York quando aveva quindici anni.

La causa si inseriva nel contesto del Child Victims Act dello Stato di New York, che a partire dal 14 agosto 2019 aprì temporaneamente una finestra temporale per consentire alle persone che avevano subito abusi sessuali durante la minore età di promuovere azioni civili anche per fatti altrimenti prescritti.[89]

Katlyn Doe, Lisa Doe e Priscilla Doe contro Epstein (2019)

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Il 20 agosto 2019 tre donne, identificate negli atti giudiziari come Katlyn Doe, Lisa Doe e Priscilla Doe, intentarono cause contro il patrimonio di Epstein. Due di loro avevano rispettivamente diciassette e vent'anni quando conobbero Epstein.[90] Le donne sostennero di essere state reclutate, sottoposte ad atti sessuali non consensuali e controllate da Epstein e da una più ampia rete di collaboratori.[91]

Teresa Helm e altre contro Epstein (2019)

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Nel novembre 2019 cinque donne (Teresa Helm, Annie Farmer, Maria Farmer, Juliette Bryant e una quinta donna non identificata, rappresentata dall'avvocato David Boies) promossero azioni giudiziarie presso il tribunale distrettuale federale di Manhattan, formulando accuse di violenza sessuale, aggressione e sequestro di persona.[92]

Teala Davies contro il patrimonio di Epstein (2019)

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Il 21 novembre 2019 Teala Davies, assistita dall'avvocata Gloria Allred, annunciò di avere intentato una causa presso il tribunale federale di Manhattan contro il patrimonio di Epstein. Davies sostenne che, dopo aver conosciuto Epstein nel 2002, questi l'avesse aggredita e sfruttata sessualmente a New York, nel Nuovo Messico, in Florida, nelle Isole Vergini Americane e in Francia.[93]

J.J. Doe contro il patrimonio di Epstein (2019)

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Alla fine di dicembre 2019 l'avvocato Bradley Edwards presentò una causa per conto di una donna identificata con lo pseudonimo J.J. Doe. Secondo la denuncia, la donna aveva quattordici anni quando, nel 2004, subì abusi sessuali da parte di Epstein nella contea di Palm Beach.[94]

Isole Vergini Americane contro il patrimonio di Epstein (2020)

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Nel gennaio 2020 il governo delle Isole Vergini Americane intentò una causa presso la Corte superiore del territorio contro il patrimonio di Epstein. Secondo l'accusa, Epstein aveva gestito per quasi due decenni una rete finalizzata al traffico sessuale di ragazze e giovani donne, utilizzando anche le proprie proprietà nelle Isole Vergini.

Il procuratore generale Denise George sostenne che le attività attribuite a Epstein erano state occultate attraverso una complessa rete di società e altre entità giuridiche.[95]

Jane Doe contro Maxwell e il patrimonio di Epstein (2020)

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Nel gennaio 2020 una donna identificata con lo pseudonimo Jane Doe intentò una causa contro Maxwell e il patrimonio di Epstein. Secondo la denuncia, nel 1994, quando aveva tredici anni ed era studentessa di musica presso l'Interlochen Center for the Arts, sarebbe stata reclutata dai due.

La querelante sostenne di essere stata ripetutamente aggredita sessualmente da Epstein per un periodo di quattro anni e attribuì a Maxwell un ruolo nel proprio reclutamento e in alcuni degli abusi.[96]

Jeffrey Epstein nel 2018

Il 23 luglio 2019, circa due settimane prima della morte, Epstein fu trovato privo di sensi nella propria cella e con lesioni al collo.[97] Epstein sostenne di essere stato aggredito dal proprio compagno di cella, che si trovava in attesa di processo per quattro omicidi, mentre il personale penitenziario prese in considerazione l'ipotesi di un tentativo di suicidio.[98] In seguito all'episodio fu posto sotto sorveglianza antisuicidio.[99]

Il 29 luglio Epstein fu rimosso dal regime di sorveglianza antisuicidio e trasferito in un'unità abitativa speciale insieme a un altro detenuto.[97] Alcune persone a lui vicine riferirono che in quel periodo appariva di buon umore.[100]

Le procedure previste stabilivano che Epstein condividesse la cella con un altro detenuto e che il personale effettuasse controlli ogni trenta minuti.[101][102] Tali procedure non furono rispettate nella notte della sua morte. Il 9 agosto il compagno di cella di Epstein fu trasferito e non venne sostituito.[102]

Nel corso della notte le due guardie incaricate della sorveglianza non effettuarono i controlli previsti per circa tre ore e successivamente falsificarono i registri per far risultare che fossero stati eseguiti.[103] Due telecamere situate nei pressi della cella presentarono inoltre problemi tecnici.[104]

La mattina del 10 agosto 2019 Epstein fu trovato privo di sensi nella propria cella al Metropolitan Correctional Center di New York.[105][106] Il Bureau of Prisons dichiarò che il personale avviò immediatamente le procedure di rianimazione e chiamò i soccorritori. Epstein fu trasportato in ospedale, dove ne fu dichiarata la morte.

Nello stesso giorno il Bureau of Prisons e il procuratore generale degli Stati Uniti William Pelham Barr descrissero inizialmente l'accaduto come un apparente suicidio.[100] Le circostanze della morte furono successivamente oggetto di indagini da parte del Dipartimento di giustizia.[107]

L'11 agosto 2019 fu eseguita l'autopsia.[108] L'esame rilevò diverse fratture alle ossa del collo, compresa una frattura dell'osso ioide. Tali lesioni possono verificarsi sia nei casi di impiccamento sia in quelli di strangolamento.[109]

Il 16 agosto 2019 Barbara Sampson, medico legale capo di New York, stabilì che Epstein era morto per suicidio mediante impiccamento.[110]

Michael Baden, patologo incaricato dal fratello di Epstein e presente durante l'autopsia, espresse successivamente dubbi sulla conclusione del medico legale. Gli avvocati di Epstein sostennero inoltre che alcuni elementi fossero, a loro giudizio, maggiormente compatibili con un omicidio che con un suicidio.[111]

Testamento e telecamere

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Il corpo di Epstein fu trasferito dall'ospedale di New York all'ufficio del medico legale

Il 18 agosto 2019 fu reso noto che Epstein aveva firmato il proprio testamento l'8 agosto, due giorni prima della morte.[112] Nel documento nominò due collaboratori di lunga data come esecutori testamentari e trasferì i propri beni a un trust.[112]

Nei giorni successivi emerse che una delle telecamere nel corridoio vicino alla cella aveva prodotto registrazioni inutilizzabili, mentre altre telecamere presenti nella zona avevano registrato immagini utilizzabili.[113] Due telecamere che avevano presentato problemi furono inviate a un laboratorio dell'FBI per essere esaminate.[114]

Nell'ambito dell'indagine sulla morte, i procuratori federali emisero mandati di comparizione nei confronti di venti dipendenti del carcere.[115]

Dopo l'autopsia, il corpo di Epstein fu preso in consegna dal fratello Mark.[116]

Il 5 settembre 2019 Epstein fu sepolto accanto ai genitori nel cimitero I.J. Morris at Star of David di Palm Beach, in Florida. Il suo nome e quelli dei genitori furono rimossi dalle lapidi per evitare che le tombe diventassero meta di curiosi o fossero oggetto di atti vandalici.[117]

Nella cultura di massa

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Diverse produzioni cinematografiche e televisive hanno trattato la figura di Epstein e i procedimenti giudiziari a lui collegati. Nel 2019 HBO annunciò lo sviluppo di una miniserie sulla sua vita e sulla sua morte; nello stesso periodo furono annunciati progetti analoghi da Sony Pictures Television e Lifetime.[118]

L'episodio The Gang Discovers Who Killed Jeffrey Epstein, trasmesso il 28 maggio 2020 e appartenente alla quarta stagione della serie televisiva The Good Fight, è incentrato sulle circostanze della morte di Epstein.[119]

Nel maggio 2020 Netflix distribuì la miniserie documentaria Jeffrey Epstein: Filthy Rich, dedicata alle testimonianze di alcune delle donne che accusarono Epstein di abusi sessuali.[120]

Il 1º luglio 2020 una statua raffigurante Epstein apparve ad Albuquerque, nel Nuovo Messico.[121]

Un filmato del 1992 nel quale Donald Trump ed Epstein conversano durante una festa a Mar-a-Lago compare nel film del 2020 Borat - Seguito di film cinema. Nella trama, il filmato contribuisce alla decisione del protagonista Borat Sagdiyev di tentare di offrire la propria figlia adolescente a una persona appartenente alla cerchia di Trump.[122] Nel corso del film uno dei figli di Borat assume inoltre il nome di Jeffrey Epstein.[123]

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    «[Epstein] has a licence to carry a concealed weapon, once claimed to have worked for the CIA although he now denies it – and owns properties all over America. Once he arrived at the London home of a British arms dealer bringing a gift – a New York police-issue pump-action riot gun. 'God knows how he got it into the country,' a friend said.»
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    «One outrageous story links him to the CIA and Mossad. Another that Epstein was a concert pianist. Yet another that he was a maths teacher at an exclusive girls school...'He told me he was a spy hired by corporations to find major amounts of money which had been embezzled,' she says. 'He made it sound very exciting and glamorous...'»
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