The Good Fight

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The Good Fight
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Titolo originale The Good Fight
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2017 – in produzione
Formato serie TV
Genere drammatico, giudiziario
Stagioni 1 Modifica su Wikidata
Episodi 10 Modifica su Wikidata
Durata 49-53 min (episodio)
Lingua originale inglese
Rapporto 16:9
Crediti
Ideatore Robert King, Michelle King
Interpreti e personaggi
Casa di produzione CBS Television Studios, Scott Free Productions, King Size Productions
Prima visione
Prima TV originale
Dal 19 febbraio 2017
Al in corso
Rete televisiva CBS All Access
Prima TV in italiano
Dal 14 novembre 2017
Al in corso
Rete televisiva TIMvision
Opere audiovisive correlate
Originaria The Good Wife

The Good Fight è una serie televisiva statunitense, pubblicata sul servizio internet CBS All Access dal 19 febbraio 2017.[1]

Si tratta di uno spin-off della serie televisiva The Good Wife inizialmente programmato per la diffusione a maggio 2017, ma anticipato a causa dei ritardi di produzione di Star Trek: Discovery.[2]

Il cast principale è composto da Christine Baranski, Cush Jumbo e Sarah Steele, che riprendono i loro ruoli dalla serie originale, e Rose Leslie, Delroy Lindo, Justin Bartha e Erica Tazel.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un anno dopo il finale di The Good Wife, un'enorme truffa finanziaria distrugge la reputazione del giovane avvocato Maia e fa scomparire i risparmi della sua mentore, Diane Lockhart. Le due sono costrette ad abbandonare Lockhart, Decker, Gussman, Lee, Lyman, Gilbert-Lurie, Kagan, Tannebaum, & Associati e si uniscono a Lucca Quinn in uno degli eminenti studi legali di Chicago.

Episodi[modifica | modifica wikitesto]

La prima stagione è stata ordinata il 18 maggio 2016, dieci giorni dopo la trasmissione dell'ultimo episodio della serie madre.[3]

Stagione Episodi Pubblicazione USA Pubblicazione Italia
Prima stagione 10 2017 inedita

Personaggi e interpreti[modifica | modifica wikitesto]

  • Diane Lockhart, interpretata da Christine Baranski. Dopo aver perso i suoi risparmi per la pensione, Diane è costretta ad abbandonare il suo studio e unirsi a Lucca Quinn in uno degli eminenti studi di Chicago.
  • Lucca Quinn, interpretata da Cush Jumbo. All'inizio della serie lavora allo studio Reddick, Boseman & Kolstad, uno degli eminenti studi di Chicago e composto per lo più da afroamericani.
  • Maia Rindell, interpretata da Rose Leslie. È la figlioccia di Diane che si unisce a lei dopo lo scandalo. Maia e suoi genitori sono una famiglia importante a Chicago. È fidanzata con Amy, un assistente procuratore.
  • Adrian Boseman, interpretato da Delroy Lindo. È un avvocato, socio titolare e fondatore dello studio Reddick, Boseman & Kolstad: sarà lui a proporre ai suoi soci di assumere Diane e Maia.
  • Marissa Gold, interpretata da Sarah Steele. Inizia a lavorare per Diane come segretaria, ma scopre di avere un istinto come investigatrice.
  • Colin Morello, interpretato da Justin Bartha. È un avvocato di successo nell'ufficio del procuratore di stato. Sarà un avversario e interesse amoroso di Lucca.
  • Barbara Kolstad da Erica Tazel. È uno dei soci fondatori dello studio Reddick, Boseman, & Kolstad, lo studio dove vanno a lavorare Diane, Lucca e Maia.

Personaggi secondari[modifica | modifica wikitesto]

  • Henry Rindell, interpretato da Paul Guilfoyle. È il padre di Maia e consulente finanziario di grande successo, è straordinariamente ricco e universalmente amato. La sua famiglia è una delle famiglie preminenti di Chicago. Nel primo episodio, viene arrestato per aver messo in atto un gigante schema Ponzi, di cui Diane è caduta vittima.
  • Lenore Rindell, interpretata da Bernadette Peters. È la madre di Maia. La sua famiglia è una delle famiglie preminenti di Chicago.
  • Amy Breslin, interpretata da Heléne Yorke. È la fidanzata di Maia che lavora come assistente del procuratore.
  • Kurt McVeigh, interpretato da Gary Cole. È il marito di Diane ed ex perito balistico, già comparso nella serie madre.
  • David Lee, interpretato da Zach Grenier. È uno dei soci di Lockhart, Decker, Gussman, Lee, Lyman, Gilbert-Lurie, Kagan, Tannebaum, & Associati. È stato uno dei personaggi principali della serie madre.
  • Howard Lyman, interpretato da Jerry Adler. È uno dei soci di Lockhart, Decker, Gussman, Lee, Lyman, Gilbert-Lurie, Kagan, Tannebaum, & Associati. È già apparso in diversi episodi della serie madre.
  • Elsbeth Tascioni, interpretata da Carrie Preston. È un'avvocato molto intelligente quanto strambo. È già apparsa in diversi episodi della serie madre.
  • Viola Walsh, interpretata da Rita Wilson.[4] È un avvocato e conoscente di Diane. È già apparsa in diversi episodi della serie madre.
  • Charles Abernathy, interpretato da Denis O'Hare.[4] È un giudice dalle idee liberali. È già apparso in diversi episodi della serie madre.
  • Neil Gross, interpretato da John Benjamin Hickey.[4] È il CEO di ChumHum, una società informatica sulla falsa riga di Google. È già apparso in diversi episodi della serie madre.
  • Suzanne Morris, interpretata da Jane Alexander.[4] È un giudice che è già apparso nella serie madre.
  • Julius Cain, interpretato da Michael Boatman.[4] È un avvocato che lavorava con Diane alla Lockhart & Gardner e che ora è socio dello studio Reddick, Boseman, & Kolstad.
  • Mike Kresteva, interpretato da Matthew Perry.[4] È stato l'avversario politico di Peter Florrick nella campagna per il governatorato dell'Illinois.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Cynthia Littleton, CBS All Access Sets Premiere Date for ‘Good Wife’ Spinoff ‘The Good Fight’, in Variety, 7 dicembre 2016. URL consultato il 19 febbraio 2017.
  2. ^ (EN) Nellie Andreeva, ‘Star Trek: Discovery’ Premiere Pushed, ‘The Good Wife’ Spinoff Debut Moved Up On CBS All Access, in Deadline, 14 settembre 2016. URL consultato il 19 febbraio 2017.
  3. ^ (EN) Nellie Andreeva, ‘The Good Wife’ Spinoff A Go At CBS All Access, in Deadline, 18 maggio 2016. URL consultato il 19 febbraio 2017.
  4. ^ a b c d e f The Good Fight - Matthew Perry, Rita Wilson, Denis O'Hare & More to Return, Alicia Unlikely + Release Details, in SpoilerTV, 9 gennaio 2017. URL consultato il 19 febbraio 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]