Strangolamento

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Lo strangolamento (dal latino strangulare: tirare a sé con forza[1]) è una forte pressione esercitata sul collo di un soggetto attraverso un mezzo (mani, lacci, corde, garrote o altro) che ne causa la morte per asfissia.[2]

Lo strangolamento può avvenire per cause dolose, ma anche per incidente, in genere in ambito domestico o sul lavoro.[2]

Tre meccanismi concorrono:[2]

  • Quello asfittico o soffocamento: nel quale la chiusura delle vie aeree risulta non completa e che comporta tempi più lunghi per realizzarsi.
  • Quello circolatorio: nel quale la forza è tale da occludere i vasi del collo, le carotidi comuni e le vene giugulari, impedendo o ostruendo il flusso sanguigno cerebrale.
  • Quello nervoso: nel quale la forza stimola il nervo vago che provoca per riflesso bradicardia e arresto cardiaco.

Nelle arti marziali[modifica | modifica wikitesto]

Molte arti marziali prevedono qualche forma di strangolamento, generalmente eseguito a terra o in una situazione di grappling.

RNC[modifica | modifica wikitesto]

Lo RNC (Rear Naked Choke, laddove "naked" indica la posdibilità di realizzare la tecnica anche se l'avversario non indossa un gi), anche noto come mata leao, è una forma di strangolamento posteriore resa famosa da molti film d'azione, anche se nella sua forma più pura è di difficile esecuzione in un incontro di arti marziali a causa della necessità di recarsi alle spalle dell'avversario. Per eseguirla, l'attaccante circonda col proprio avambraccio la trachea dell'avversario e lo blocca sotto la propria ascella o nella parte interna del gomito, per poi sbilanciare l'avversario all'indietro in modo da impedirgli di liberarsi.

Strangolamento a triangolo[modifica | modifica wikitesto]

Lo strangolamento a triangolo è noto per la sua natura scenografica. Per realizzarlo, l'utilizzatore deve avere la schiena a terra; trovandosi in tale situazione, afferra un braccio dell'avversario e circonda il suo collo con una delle due gambe, bloccandola con la cavità poplitea dell'altra gamba, creando una forma che ricorda vagamente un triangolo. In questo modo, la arteria carotide viene compressa impedendo l'afflusso di sangue al cervello. Se eseguita correttamente, è una tecnica molto efficace, ed è spesso utilizzata nel judo, dove prende il nome di san kaku (三角絞, "tre lati"), nel jiu jitsu brasiliano e nelle arti marziali miste.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario Etimologico Piangiani, Strangolare
  2. ^ a b c Dizionario della Salute, Strangolamento

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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