Borat - Seguito di film cinema

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Borat - Seguito di film cinema
Borat Subsequent Moviefilm logo.png
Logo originale del film
Titolo originaleBorat Subsequent Moviefilm: Delivery of Prodigious Bribe to American Regime for Make Benefit Once Glorious Nation of Kazakhstan
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America, Regno Unito
Anno2020
Durata96 min
Rapporto16:9
Generecommedia
RegiaJason Woliner
Soggettopersonaggio creato da Sacha Baron Cohen
storia di Sacha Baron Cohen, Anthony Hines, Nina Pedrad, Dan Swimer
SceneggiaturaSacha Baron Cohen, Peter Baynham, Nick Corirossi, Jena Friedman, Anthony Hines, Lee Kern, Dan Mazer, Nina Pedrad, Erica Rivinoja, Dan Swimer
ProduttoreAnthony Hines, Monica Levinson
Produttore esecutivoPeter Baynham, Buddy Enright, Nicholas Hatton, Dan Mazer, Stuart Miller
Casa di produzioneFour by Two Films
Distribuzione in italianoPrime Video
FotografiaLuke Geissbuhler
MontaggioCraig Alpert, Michael Giambra, James Thomas
MusicheErran Baron Cohen
ScenografiaDavid Saenz de Maturana
CostumiErinn Knight
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Borat - Seguito di film cinema (Borat Subsequent Moviefilm: Delivery of Prodigious Bribe to American Regime for Make Benefit Once Glorious Nation of Kazakhstan), conosciuto anche come Borat - Seguito di film cinema. Consegna di portentosa bustarella a regime americano per beneficio di fu gloriosa nazione di Kazakistan,[1] o più semplicemente Borat 2,[2] è un film del 2020 diretto da Jason Woliner.

La pellicola è il sequel del film del 2006 Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dopo quattordici anni ai lavori forzati in un gulag per il disonore arrecato al suo Paese con le precedenti avventure, il giornalista kazako Borat Sagdiyev viene incaricato dal suo presidente Nursultan Nazarbaev di ingraziarsi il presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump regalando al suo vice, Mike Pence, il Ministro della Cultura del Kazakistan, che è anche il più grande pornoattore del paese, Johnny la scimmia.

Cacciato di casa e dal suo villaggio quando si viene a sapere che tornerà in America, Borat ritorna negli Stati Uniti, ma, una volta arrivato il cargo con il quale far arrivare anche il primate, scopre che al suo interno vi è sua figlia Tutar, che ha seguito di nascosto il padre per poter coronare il suo sogno: trovare un ricco uomo che la renda felice come Trump ha fatto con la sua Melania, protagonista del suo cartone animato preferito. Borat decide quindi di regalare Tutar a Pence per compiere la sua missione.

Seguendo i consigli di una influencer, Borat decide di "modificare" Tutar in modo da rispecchiare la moda americana e così, dopo averla fatta debuttare, i due avvicinano Pence ad una convention repubblicana: non avendo successo Borat decide allora di dare Tutar ad un altro strettissimo collaboratore di Trump, Rudolph Giuliani, e per questo convince Tutar a sottoporsi ad un intervento di mastoplastica additiva.

Nel periodo necessario a racimolare i soldi per l'intervento, tuttavia, Borat lascia Tutar con una babysitter che la spinge a pensare con la sua testa e così la ragazza decide di non sottoporsi più all'intervento, avendo scoperto tutte le menzogne del padre sulle donne e sul mondo.

Persa la figlia, Borat decide di suicidarsi cercando la morte in una sinagoga (essendo gli ebrei nemici giurati dei Kazaki), ma - dopo aver parlato con una superstite dell'Olocausto - cambia idea anche su di loro; nel frattempo sono state indette una serie di misure di confinamento a causa dello scoppio della pandemia di COVID-19, e Borat trova ospitalità in casa di Jim e Jerry, due attivisti di QAnon.

Grazie a loro Borat riesce a rimettersi in contatto con Tutar, nel frattempo divenuta giornalista, e la convince a farsi adescare da Giuliani in modo da evitare la pena capitale in Kazakistan. Tutar, per amore del padre, riesce a ottenere un'intervista con Giuliani, ma Borat, dopo aver parlato con la babysitter, si rende conto di volere molto bene alla figlia e di non poterla perdere così: per questo decide di interrompere l'intervista e di tornare a casa con Tutar.

Pronto ad affrontare la morte, Borat viene inaspettatamente graziato dal suo presidente; grazie alla figlia si rende conto di essere stato usato per diffondere la COVID-19 in tutto il mondo per coronare il progetto di vendetta del suo presidente: Borat decide così di incastrarlo e, grazie all'aiuto di Tutar e Brian, un tecnico informatico conosciuto appena ritornato in America, ne registra la confessione. In cambio del loro silenzio, Borat e Tutar ottengono molti cambiamenti nel loro Paese: il Kazakistan abbandona quindi il patriarcato, comincia a trafficare giovani uomini (inviati a Kevin Spacey) e abbandona l'antisemitismo per sposare l'antiamericanismo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2020 viene confermato il sequel, che è stato girato e completato in segreto, durante la pandemia di COVID-19.[3]

Durante le riprese del film, Sacha Baron Cohen si è reso partecipe di pericolose azioni in incognito all'insaputa dei presenti: ha partecipato al congresso repubblicano vestito da membro del Ku Klux Klan;[4] ha fatto irruzione al comizio di Mike Pence travestito da Donald Trump;[4] è stato costretto a vivere alcuni giorni in casa di repubblicani negazionisti del COVID sotto le sembianze di Borat a causa della quarantena;[5] ha cantato una canzone razzista e violenta in una manifestazione di estrema destra ottenendo acclamazioni dal pubblico, per poi essere costretto a fuggire quando l'organizzazione ha scoperto che si trattava di una presa in giro, rischiando il linciaggio.[6]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer del film è stato diffuso il 1º ottobre 2020.[7]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito il 23 ottobre 2020 su Prime Video:[7] la piattaforma ha pagato 80 milioni di dollari per ottenere la pellicola, accontentando così Sacha Baron Cohen che voleva distribuire a tutti i costi il film prima delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2020.[8]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ricevuto recensioni principalmente positive.[9] Sull'aggregatore Rotten Tomatoes il film riceve l'86% delle recensioni professionali positive con un voto medio di 7,2 su 10 basato su 256 critiche,[10] mentre su Metacritic ottiene un punteggio di 68 su 100 basato su 49 critiche.[11]

A. O. Scott, critico del New York Times, ha inserito il film tra i migliori del 2020.[12]

Primati[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ottenuto il record della pellicola col titolo più lungo candidata agli Oscar, grazie ai 110 caratteri che lo compongono,[2] entrando anche nel Guinness dei primati.[13]

Casi legali[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato al centro di una causa legale, intentata dagli eredi di Judith Dim Evans, una sopravvissuta all'Olocausto presente inconsapevolmente nel film, i quali ritenevano che la pellicola prendesse in giro l'Olocausto e la cultura ebraica; il giudice della Georgia ha archiviato subito il caso in quanto nei documenti dell'accusa erano presenti degli errori.[14]

Casi mediatici[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2020 la comunità Kazakh-American Association ed il Council on American-Islamic Relations hanno firmato una lettera che invita l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences a boicottare la pellicola in vista dei premi cinematografici, perché secondo loro il film "si fa beffa della cultura e delle tradizioni kazake per il diletto del pubblico occidentale, rappresentando le persone come misogine, anti semite e barbare".[15][16][17]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Opere derivate[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 aprile 2021 Prime Video ha annunciato l'arrivo di uno speciale sul film, intitolato Borat Supplemental Reportings Retrieved From Floor of Stable Containing Editing Machine; lo speciale sarà diviso in più parti e conterrà materiale inedito, scene tagliate e dietro le quinte sulla realizzazione della pellicola.[43][44][45]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Borat - Seguito di film cinema. Consegna di portentosa bustarella a regime americano per beneficio di fu gloriosa nazione di Kazakistan, su Comingsoon.it. URL consultato il 2 novembre 2020.
  2. ^ a b Laura Silvestri, BORAT 2, È RECORD AGLI OSCAR PER IL FILM CON SACHA BARON COEN: ECCO PERCHÉ, su Movieplayer.it, 28 marzo 2021. URL consultato il 28 marzo 2021.
  3. ^ Domenico Misciagna, Borat 2, il sequel con Sacha Baron Cohen è stato già girato, di nascosto!, su Comingsoon.it, 9 settembre 2020. URL consultato il 30 settembre 2020.
  4. ^ a b (EN) Michelle Stoddart, Trump impersonator interrupts Vice President Mike Pence's CPAC speech, su ABC, 28 febbraio 2020. URL consultato il 30 ottobre 2020.
  5. ^ (EN) Shannon Power, Sacha Baron Cohen reveals hardest Borat moment ever was five days in lockdown with coronavirus conspiracy theorists, su The Sun, 21 ottobre 2020. URL consultato il 30 ottobre 2020.
  6. ^ Massimo Bulgarelli, Baron Cohen ha rischiato la vita per “Borat 2” infiltrandosi in un comizio di estrema destra, su Ciak, 10 ottobre 2020. URL consultato il 30 ottobre 2020.
  7. ^ a b Filmato audio Prime Video, Borat: prossimo film in uscita - Trailer ufficiale - Prime Video, su YouTube, 1º ottobre 2020. URL consultato il 1º ottobre 2020.
  8. ^ Patrizia Monaco, BORAT 2: ECCO QUANTO HA PAGATO AMAZON PER IL FILM CON SACHA BARON COHEN, su Movieplayer.it, 29 ottobre 2020. URL consultato il 29 ottobre 2020.
  9. ^ Andrea Francesco Berni, Borat 2: le prime recensioni promuovono l’irriverente nuovo film di Sacha Baron Cohen, su badtaste.it, 22 ottobre 2020. URL consultato il 22 ottobre 2020.
  10. ^ (EN) Borat - Seguito di film cinema, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC. URL consultato il 9 novembre 2020. Modifica su Wikidata
  11. ^ (EN) Borat - Seguito di film cinema, su Metacritic, CBS Interactive Inc. URL consultato il 9 novembre 2020. Modifica su Wikidata
  12. ^ Beatrice Pagan, MARTIN EDEN TRA I MIGLIORI FILM DEL 2020 PER IL NEW YORK TIMES, su Movieplayer.it, 5 dicembre 2020. URL consultato il 5 dicembre 2020.
  13. ^ Elisa Grando, Oscar 2021: un film è entrato nel Guinness dei primati. Ed è grazie al suo titolo!, su Best Movie, 28 marzo 2021. URL consultato il 28 marzo 2021.
  14. ^ Beatrice Pagan, BORAT 2: GLI EREDI DI DIM EVANS, SOPRAVVISSUTA ALL'OLOCAUSTO, FANNO CAUSA AL FILM, MA IL CASO È ARCHIVIATO, su Movieplayer.it, 27 ottobre 2020. URL consultato il 29 ottobre 2020.
  15. ^ Davide Stanzione, Borat 2 “non deve andare agli Oscar”: ecco perché è esplosa la protesta in America, su Best Movie, 17 novembre 2020. URL consultato il 18 novembre 2020.
  16. ^ Andrea Bedeschi, Borat 2 è di nuovo polemica: la comunità kazaka americana e un’associazione islamica vogliono bandirlo dagli Oscar, su badtaste.it, 17 novembre 2020. URL consultato il 18 novembre 2020.
  17. ^ (EN) Letter (PDF), su cair.com. URL consultato il 18 novembre 2020.
  18. ^ Filmato audio Oscars, 93rd Oscars Nominations, su YouTube, 15 marzo 2021. URL consultato il 15 marzo 2021.
  19. ^ Fabio Fusco, GOLDEN GLOBE 2021: TUTTE LE NOMINATION, su Movieplayer.it, 3 febbraio 2021. URL consultato il 3 febbraio 2021.
  20. ^ (EN) GOLDEN GLOBE WINNERS 2021: FULL LIST OF WINNERS AT THE 78TH GOLDEN GLOBE AWARDS, su Rotten Tomatoes, 28 febbraio 2021. URL consultato il 1º marzo 2021.
  21. ^ (EN) Ryan Adams, Chloe Zhao’s Nomadland Leads Chicago Film Critics Association 2020 Nominations, su awardsdaily.com, 18 dicembre 2020. URL consultato il 18 dicembre 2020.
  22. ^ (EN) Darel Javens, Chicago critics choose ‘Nomadland’ as 2020's best movie, su Chicago Sun-Times, 21 dicembre 2020. URL consultato il 22 dicembre 2020.
  23. ^ (EN) 2020 CIC Awards, su chicagoindiecritics.org, 3 gennaio 2021. URL consultato l'8 febbraio 2021.
  24. ^ Valentina D'Amico, FIRST COW DI KELLY REICHARDT È IL MIGLIOR FILM PER IL FLORIDA FILM CRITICS CIRCLE, su Movieplayer.it, 22 dicembre 2020. URL consultato il 22 dicembre 2020.
  25. ^ (EN) Chris Lindahl e Christian Blauvelt, New York Film Critics Circle Awards Winners (Updating Live), IndieWire, 4 dicembre 2020. URL consultato il 18 dicembre 2020.
  26. ^ (EN) 2021 EE British Academy Film Awards: The Nominations, su British Academy Film Awards, 9 marzo 2021. URL consultato il 9 marzo 2021.
  27. ^ (EN) Film nominees for the 26th annual Critics Choice Awards have been announced, su Critics' Choice Awards, 8 febbraio 2021. URL consultato l'8 febbraio 2021.
  28. ^ Andrea Francesco Berni, Nomadland domina i Critics Choice Awards con quattro premi: tutti i vincitori, su BadTaste.it, 8 marzo 2021. URL consultato l'8 marzo 2021.
  29. ^ Beatrice Pagan, LONDON CRITICS' CIRCLE FILM AWARDS 2021: SAINT MAUD DOMINA CON OTTO NOMINATION, su Movieplayer.it, 13 gennaio 2021. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  30. ^ Valentina D'Amico, NOMADLAND MIGLIOR FILM DEL 2020 PER IL LONDON CRITICS' CIRCLE, su Movieplayer.it, 8 febbraio 2021. URL consultato l'8 febbraio 2021.
  31. ^ Beatrice Pagan, MTV MOVIE & TV AWARDS 2021: BORAT E WANDAVISION DOMINANO LE NOMINATION, su Movieplayer.it, 20 aprile 2021. URL consultato il 20 aprile 2021.
  32. ^ Beatrice Pagan, MTV MOVIE & TV AWARDS 2021: SACHA BARON COHEN PREMIATO CON IL COMEDIC GENIUS AWARD, su Movieplayer.it, 7 maggio 2021. URL consultato il 7 maggio 2021.
  33. ^ (EN) Patrick Hipes, ‘Nomadland’ Takes Best Picture Prize At National Society Of Film Critics Awards – Winners List, su Deadline Hollywood, 9 gennaio 2021. URL consultato il 10 gennaio 2021.
  34. ^ Valentina D'Amico, NEW YORK FILM CRITICS AWARDS: FIRST COW MIGLIOR FILM DEL 2020, su Movieplayer.it, 25 gennaio 2021. URL consultato il 25 gennaio 2021.
  35. ^ Valentina D'Amico, PGA 2021: NOMADLAND E IL PROCESSO AI CHICAGO 7 GUIDANO LE NOMINATION, su Movieplayer.it, 9 marzo 2021. URL consultato il 9 marzo 2021.
  36. ^ (EN) San Diego Film Critics Society 2020 Awards Nominations, San Diego Film Critics Society Awards, 8 gennaio 2021. URL consultato l'8 gennaio 2021.
  37. ^ (EN) Mirjana Van Blaricom, 25th Satellite Awards Nominees for Motion Pictures and Television Announced, International Press Academy, 1º febbraio 2021. URL consultato il 2 febbraio 2021.
  38. ^ (EN) 2020 WINNERS, su pressacademy.com, 15 febbraio 2021. URL consultato il 16 febbraio 2021.
  39. ^ (EN) NOMINATIONS ANNOUNCED FOR THE 27TH ANNUAL SCREEN ACTORS GUILD AWARDS, su Screen Actors Guild Award, 4 febbraio 2021. URL consultato il 4 febbraio 2021.
  40. ^ (EN) 'Nomadland' Finds a Home with WAFCA Critics, su Washington D.C. Area Film Critics Association. URL consultato l'8 febbraio 2021.
  41. ^ (EN) 2021 Writers Guild Awards Nominees, su Writers Guild of America. URL consultato il 17 febbraio 2021.
  42. ^ Andrea Francesco Berni, Writers Guild Awards 2021: vincono Borat – Seguito di film cinema e Una donna promettente!, su BadTaste.it, 22 marzo 2021. URL consultato il 22 marzo 2021.
  43. ^ Andrea Francesco Berni, Borat 2: in arrivo uno speciale in più parti che conterrà materiale inedito, ecco l’esilarante trailer!, su BadTaste.it, 15 aprile 2021. URL consultato il 15 aprile 2021.
  44. ^ Beatrice Pagan, BORAT SUPPLEMENTAL REPORTINGS: IL TRAILER DELLO SPECIALE SUL FILM CON SACHA BARON COHEN, su Movieplayer.it, 15 aprile 2021. URL consultato il 15 aprile 2021.
  45. ^ Filmato audio Prime Video, Borat Supplemental Reportings - Official Trailer, su YouTube, 15 aprile 2021. URL consultato il 15 aprile 2021.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema