Il grande silenzio (film 1968)

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Il grande silenzio
Il grande silenzio (film 1968).JPG
Una scena del film
Titolo originale Il grande silenzio
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1968
Durata 105 min
Genere drammatico, western
Regia Sergio Corbucci
Soggetto Sergio Corbucci
Sceneggiatura Mario Amendola, Bruno Corbucci, Sergio Corbucci, Vittoriano Petrilli
Produttore Attilio Riccio, Robert Dorfmann
Casa di produzione Adelphia Compagnia Cinematografica, Les Film Corona
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Fotografia Silvano Ippoliti
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Riccardo Domenici
Costumi Enrico Job
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Il grande silenzio è un film del 1968 diretto da Sergio Corbucci.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

A fine ottocento, in una regione al confine tra Messico e Stati Uniti d'America, un gruppo di banditi si nasconde nei boschi, in attesa di un'imminente amnistia che scagioni molti di loro da reati che non hanno commesso. Il cinico Pollycut, che vuole lucrare sugli interessi che lo Stato gli riconosce nel caso anticipasse i soldi delle taglie ai cacciatori di teste, approfitta del fatto che per ora le taglie siano ancora sulle loro teste per far sì che un esercito di bounty killer si metta sulle loro tracce. Tra gli sfortunati c'è il marito di Pauline Middelton, un nero, costretto al furto e divenuto fuorilegge perché Pollycut gli negò un prestito. Questi viene ucciso da Tigrero, uno dei più feroci bounty killer nella zona, assieme ad altri quattro banditi che, stanchi di aspettare l'amnistia e mossi dalla fame, si recano in paese a loro rischio e pericolo.

Pauline, decisa a vendicarsi, manda a chiamare un pistolero che è il terrore dei cacciatori di taglie: costui è chiamato Silenzio perché "dopo che passa lui c'è solo il silenzio della morte", ma anche perché da bambino gli sono state recise le corde vocali affinché non raccontasse a nessuno di come i genitori furono crudelmente colpiti a tradimento da tre bounty killer. Silenzio, armato di una Mauser a dieci colpi trasformata in una piccola mitragliatrice, chiede mille dollari per uccidere Tigrero. Per recuperare la cifra Pauline si reca da Pollicut proponendogli di ipotecare la casa; questi si mostra estremamente disponibile, ma solo in cambio di favori sessuali da parte di lei che, disgustata, se ne va, proponendo lo stesso "prezzo" a Silenzio. I due diventano così amanti.

Una scena del film

Nel frattempo il governatore decide di mandare in paese un nuovo sceriffo, Gideon Corbett per eliminare una volta per sempre la pratica dei bounty killer. Ma durante il viaggio i banditi gli rubano il cavallo per nutrirsene. Dopo una lunga marcia, Corbett sale sulla diligenza che sta trasportando Tigrero e Silenzio. Corbett è negativamente colpito da Tigrero, sia per il carattere, cinico e sbruffone, sia per le continue soste nelle quali recupera i diversi cadaveri che ha lasciato nella neve in vari punti del tragitto. Una volta giunti in paese Corbett gli nega il pagamento delle taglie e avvia delle indagini affinché tutto avvenga "nella completa legalità".

In seguito ad una rissa con Silenzio, Tigrero viene arrestato dallo sceriffo, ben deciso a portarlo in un penitenziario e dare un esempio a tutti gli altri cacciatori di taglie, non prima di aver ordinato a Pollycut e ad altri cittadini di lasciare fuori dal paese un carico di viveri da lasciare ai banditi, in modo che non diano più fastidio. Durante il tragitto Tigrero con una scusa riesce a fermarsi, recuperando un fucile precedentemente nascosto, e spara contro lo strato di ghiaccio dove si trova lo sceriffo, facendolo cadere nelle sue gelide acque. Successivamente raggiunge gli altri bounty killer, avvisandoli che potranno fare man bassa di taglie perché i banditi stanno per scendere in massa al paese.

Nel frattempo Pollycut e il suo aiutante entrano in casa di Pauline e, dopo aver bruciato una mano di Silenzio, cercano di violentare Pauline, ma Silenzio riesce a liberarsi, a ustionare l'aiutante e a uccidere Pollycut. Tigrero, messo al corrente dei fatti, non uccide i banditi catturati, bensì li rinchiude nel saloon aspettando che Silenzio si faccia vivo. Non appena si incontrano, Silenzio viene ferito da un complice di Tigrero che, vedendo che il suo avversario non può difendersi, gli dà il colpo di grazia. Pauline, che lo aveva seguito scongiurandolo di non cadere nella trappola, si butta disperata su Silenzio e afferra la sua pistola puntandola contro Tigrero, che uccide pure lei. Poi, assieme agli altri bounty killer, uccide freddamente tutti gli ostaggi prima di lasciare il paese.

Finale alternativo[modifica | modifica wikitesto]

Quando i produttori dell'Adelphia appresero che il finale del film prevedeva la morte del protagonista pregarono Sergio Corbucci di predisporne uno alternativo, nel quale Silenzio sopravvive. Il regista finse di cedere alle pressioni e girò una diversa conclusione della storia con l'arrivo inaspettato dello sceriffo Corbett, che insieme a Silenzio uccide Tigrero e tutti i “cattivi”. Corbucci lo fece senza impegno e il risultato fu talmente poco credibile che quelle sequenze non arrivarono neppure in sala di montaggio.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Location[modifica | modifica wikitesto]

Gli esterni vennero girati interamente nelle località dolomitiche di Auronzo di Cadore Misurina, Cortina d'Ampezzo e San Cassiano in Badia.

La pistola di Silenzio[modifica | modifica wikitesto]

Silenzio utilizza una Mauser da 7,63 mm, più conosciuta come "Broomhandle", una pistola semi-automatica fabbricata dal 1896 al 1936 in Germania, che ha tra le sue particolarità il caricatore posto davanti al grilletto e la lunga canna. Il nomignolo di "Broomhandle" deriva dal fatto che ha l'impugnatura (handle) simile a un ramo di ginestra (broom).

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

A causa della forte dose di violenza grafica, Il grande silenzio è stato vietato ai minori di 18 anni in Italia, limitandone quindi gli incassi al botteghino, essendo inoltre uscito nelle sale italiane sotto le feste natalizie. Il film ottiene dei risultati migliori sul mercati francese e sul mercato tedesco-occidentale, in gran parte grazie alla presenza di Trintignant e di Kinski.

Citazioni e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel fumetto Durango viene indicata la fine di Tigrero. Infatti quando il protagonista compra la sua arma, una Mauser, l'armaiolo lo ammonisce che l'arma porta sfortuna poiché i due precedenti proprietari sono morti, il primo era un pistolero muto che fu ucciso da un bounty killer, che si impossessò della sua pistola e fu a sua volta ucciso dai ranger.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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