Navajo Joe

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Navajo Joe
Paese di produzioneItalia, Spagna
Anno1966
Durata93 min (2515 m)
Generewestern
RegiaSergio Corbucci
SoggettoUgo Pirro
SceneggiaturaPiero Regnoli, Fernando Di Leo
ProduttoreErmanno Donati
Casa di produzioneDino De Laurentiis Cinematografica, C.B. Films
Distribuzione (Italia)[[Dino De Laurentiis Cinematografica]]
FotografiaSilvano Ippoliti
MontaggioAlberto Gallitti
MusicheEnnio Morricone (accreditato come Leo Nichols)
ScenografiaAurelio Crugnola
CostumiMarcella De Marchis
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Navajo Joe è un film western del 1966 diretto da Sergio Corbucci.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver compiuto un massacro in un villaggio Navajo, una sanguinaria banda di cacciatori di scalpi capeggiata da Mervyn Vee Duncan viene attaccata da un indiano di nome Joe: quest'ultimo ne uccide due componenti per poi dileguarsi.

In seguito il gruppo di razziatori giunge in un villaggio compiendo un'altra carneficina dopodiché si accorda con un misterioso personaggio per assaltare un treno carico di mezzo milione di dollari destinati alla banca di Esperanza. Al loro colloquio assiste una compagnia di vaudeville costituita da un suonatore di banjo (Chuck) e tre ballerine; i quattro corrono ad avvertire le autorità inseguiti da alcuni membri della gang che feriscono una delle donne, Geraldine, proprio l'unica ad aver visto in faccia il nuovo socio di Duncan. Gli artisti riescono a salvarsi per l'intervento di Joe al quale rivelano il motivo della loro fuga chiedendogli di bloccare il progetto criminoso in atto. Il nativo americano giunge troppo tardi per impedire la rapina e lo sterminio sia dei soldati di scorta quanto dei passeggeri.

Dopo aver eliminato ad uno ad uno i banditi di guardia con il favore della notte, si impadronisce del treno per poi dirigerlo alla volta di Esperanza. Qui lo precedono i quattro artisti in cerca di un dottore per Geraldine e mentre la ragazza viene curata Chuck informa la cittadinanza dell'imminente pericolo venendo rassicurato dal religioso Padre Rattigan che confida ingenuamente nell'efficienza della scorta militare, ignorando la tragedia ormai compiuta. La ballerina moribonda, in un attimo di lucidità, riconosce proprio nel medico che la sta operando: il dottor Lynne, genero del direttore della banca locale. È lui il misterioso complice dei rapinatori, ed egli la uccide con un bisturi fingendo così che non sia riuscita a superare l'intervento a causa delle sue disperate condizioni di vita.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è il primo in cui recita Burt Reynolds, che lo ha giudicato la peggior esperienza della mia vita. Secondo Reynolds il film è così tremendo che doveva essere proiettato unicamente nelle carceri e negli aerei, dove le persone non possono fuggire.[1]

Si tratta del quinto western girato dal regista romano dopo Massacro al Grande Canyon (1964, coregia di Albert Band), Minnesota Clay (1965), Django (girato nel 1965 ma uscito nel 1966[2]) e Johnny Oro (realizzato prima del precedente ma distribuito dopo, esattamente dal 26 agosto 1966[3]). Il film fu proiettato per la prima volta in pubblico il 25 novembre 1966 (v.c. n. 48139 dell'11 novembre 1966). In origine il titolo di lavorazione era Un dollaro a testa.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Marco Giusti lo definisce un capolavoro e l'unico western dalla parte dei Nativi Americani realizzato da Corbucci[4]. Burt Reynolds lo definì il film più brutto in cui abbia mai recitato.

Colonna Sonora[modifica | modifica wikitesto]

Le tracce della colonna sonora Una forma del destino e La fine di Barbara e il ritorno di Joe, composte da Ennio Morricone (con lo pseudonimo di Leo Nichols) sono state utilizzate nel 2004 in Kill Bill: Volume 2: la prima si sente nei titoli di testa e nel combattimento tra la Sposa ed Elle Driver; la seconda, una volta eseguita la tecnica dell'esplosione del cuore con cinque tocchi delle dita su Bill, nel drammatico finale.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Intervista a Burt Reynolds, disponibile qui; ultimo accesso il 30 gennaio 2007.
  2. ^ pag.144 di "Dizionario del Western all'Italiana" di Marco Giusti, pubblicato da Mondadori, Coll. Oscar, 1ª Ediz. Agosto 2007.
  3. ^ pag.248 di "Dizionario del Western all'Italiana", op. cit.
  4. ^ pag.319 di "Dizionario del Western all'Italiana", op. cit.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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