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Heydər Əliyev

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Heydər Əlirza oğlu Əliyev
Gaydar Aliev
Heydar Aliyev 1997.jpg
Foto di Əliyev durante una sua visita ufficiale al Pentagono nel 1997

Presidente dell'Azerbaigian
Durata mandato 10 ottobre 1993 –
31 ottobre 2003
Capo del governo Surat Huseynov
Fuad Guliyev
Artur Rasizade
İlham Əliyev
Predecessore Ayaz Mutallibov
Successore İlham Əliyev

Deputato del Soviet dell'Unione del Soviet Supremo dell'URSS
Legislature VIII, IX, X, XI
Circoscrizione RSS Azera

Dati generali
Partito politico PCUS
Partito del Nuovo Azerbaigian
Firma Firma di Heydər Əlirza oğlu ƏliyevGaydar Aliev

Heydər Əliyev, o Gaydar Aliev,[1] in azero Heydər Əlirza oğlu Əliyev, spesso traslitterato come Heydar Alirza oglu Aliyev, dal russo Гейдар Алиев Gejdar Aliev (Naxçıvan, 10 maggio 1923Cleveland, 12 dicembre 2003), è stato un politico azero.

È stato Presidente dell'Azerbaigian dal 1993 al 2003, quando suo figlio İlham Əliyev - avuto dalla moglie Zərifə Əliyeva - gli è succeduto nella carica presidenziale fra molte polemiche e moti di protesta.

Heydər Əliyev ha dominato la vita politica azera per oltre un trentennio lasciando il suo paese, ricco di giacimenti petroliferi, in un grave stato di diffusa corruzione politica.

Carriera durante l'era sovietica[modifica | modifica wikitesto]

Heydər Əliyev ha oscurato gran parte delle informazioni riguardanti la sua biografia, che presenta numerose lacune. Secondo quanto egli stesso ha sempre sostenuto, sarebbe nato da una famiglia proletaria originaria della Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Naxçıvan (l'attuale Repubblica Autonoma di Naxçıvan) all'interno della RSS Azera sovietica; ma non si conosce la data esatta della sua nascita, che si suppone essere il 10 maggio 1923. Sempre secondo le sue stesse dichiarazioni, Heydar Aliyev studiò alla Università Statale di Baku dove si laureò in storia.

Nel 1944 entrò al servizio del NKVD azero nel quale fece presto carriera diventando vicepresidente nazionale nel 1964 e Presidente nel 1967. Nel 1969, sotto l'amministrazione di Leonid Brežnev, Aliyev venne eletto Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Azerbaigian, e poi membro candidato del Politburo del partito comunista sovietico nel 1976. Occupò la carica di Primo Segretario fino al 1982, anno in cui il presidente sovietico Jurij Andropov lo promosse alla carica di Vice-Primo Ministro dell'Unione Sovietica, diventando il primo membro del Politburo di origine turca e di religione musulmana.

La sua ascesa politica subì però un disastroso arresto con l'avvento come segretario generale del partito comunista dell'Unione Sovietica di Michail Gorbačëv nel 1985: la politica della perestrojka del nuovo leader sovietico non combaciava con i metodi politici di Aliyev. La sua caduta in disgrazia divenne pubblica quando il giornale di stato Pravda lo accusò pubblicamente di corruzione, etichettandolo come uno dei più grandi dinosauri comunisti. Nell'ottobre del 1987 Gorbaciov sferrò un duro attacco alla vecchia guardia dei seguaci di Brezhnev costringendo Əliyev a rassegnare le dimissioni dal Politburo per motivi di salute.

Il ritorno in patria e il nuovo corso politico[modifica | modifica wikitesto]

Əliyev fece ritorno alla sua nativa Naxçıvan nel 1990 e si reinventò una nuova carriera politica, presentandosi in veste di nazionalista moderato, rassegnando le dimissioni dal Partito Comunista dell'Azerbaigian in aperta protesta per la violenta soppressione delle manifestazioni indipendentiste a Baku nel gennaio del 1990. Eletto deputato nel Parlamento azero, ottenne nel 1991 la carica di presidente del Consiglio Supremo della Repubblica Autonoma di Naxçıvan. Il 30 agosto 1991 l'Azerbaigian dichiarò la propria indipendenza dall'Unione Sovietica, riconosciuta solo dopo il crollo dell'impero sovietico a dicembre.

Il periodo immediatamente successivo fu estremamente difficile per l'Azerbaigian, che dovette affrontare subito un conflitto aperto con l'Armenia per il controllo sull'enclave armena del Nagorno Karabakh. L'allora Presidente azero Abülfaz Elçibay nominò Əliyev Vicepresidente del Consiglio Supremo dell'Azerbaigian nel 1992, dando vita ad un governo debole e incapace di affrontare la terribile questione del Nagorno Karabakh.

Nel 1993 l'Azerbaigian sprofondò nel caos e si trovò sull'orlo della guerra civile a causa delle pesanti sconfitte subite dall'esercito armeno. Il presidente Elçibəy fuggì dalla capitale a seguito di un tentato colpo di Stato, del quale fu complice lo stesso Əliyev, che ricevette come compenso del suo sostegno la carica di presidente del Consiglio Supremo dell'Azerbaigian il 15 giugno 1993. Nove giorni dopo l'Assemblea Nazionale Azera lo elesse presidente dell'Azerbaigian.

La presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del decennio successivo Əliyev governò l'Azerbaigian con mano ferrea, incoraggiando gli investimenti dall'estero e scoraggiando l'opposizione interna. Nel 1993 fondò il Partito del Nuovo Azerbaigian. Si candidò e vinse due volte le elezioni alla carica di Presidente dell'Azerbaigian, nel 1993 e nel 1998, ricevendo però dure accuse di brogli da parte della comunità internazionale.

Tuttavia Əliyev ottenne considerevoli risultati nella sua politica volta ad attirare investitori internazionali soprattutto nell'industria petrolifera azera che deteneva il controllo della maggior parte delle risorse di gas e petrolio del Mar Caspio.

Nel 1997 Əliyev firmò un contratto milionario con il consorzio internazionale petrolifero Azerbaijan International Operating Company (AIOC). Fu anche promotore del controverso progetto di due miliardi di dollari dell'Oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan per il trasporto di petrolio greggio da Baku a Ceyhan in Turchia, attraversando la vicina Georgia e bypassando l'Iran settentrionale e la Russia.

Nonostante i successi in campo economico, sotto la sua presidenza l'Azerbaigian subì un'impressionante crescita della corruzione a tutti i livelli, e divenne la nazione più corrotta del mondo. Il presidente e suo figlio İlham furono oggetto di pesanti accuse di corruzione legate all'industria petrolifera, che consentirono di targare la presidenza Aliyev come una vera e propria cleptocrazia.

Anche il tentativo di risolvere militarmente la questione del Nagorno Karabakh si rivelò un totale fallimento: l'offensiva azera del dicembre 1993 fu una totale disfatta che costò la perdita di circa il 16% del territorio azero che cadde sotto il controllo armeno, circa 30.000 vittime di guerra e 750.000 profughi civili. L'Armenia continuò a detenere il controllo del Nagorno Karabakh e la questione rimase aperta.

Nel 1995 Heydər Əliyev fu oggetto di un tentativo di assassinio da parte di alcuni killer, in segno di rappresaglia per la sua campagna contro le case da gioco turche in territorio azero, nel tentativo di contrastare la cattiva immagine che suo figlio İlham si era creato dilapidando ingenti somme di denaro nei casinò, in vista di una sua candidatura come successore alla Presidenza dell'Azerbaigian. Le autorità azere non riuscirono mai a catturare i mandanti e gli esecutori dell'attentato, fra i quali probabilmente si trovava anche l'ultranazionalista turco Abdullah Çatlı.

Francobollo azero commemorativo dell'incontro tra Vladimir Putin e Heydər Əliyev avvenuto nel 2001

Nel 1999 Əliyev subì un'operazione al cuore nella Cleveland Clinic, negli Stati Uniti d'America. Le sue condizioni di salute peggiorarono ulteriormente in seguito ad una operazione alla prostata e nell'aprile 2003, durante un discorso alla televisione, Aliyev ebbe in diretta un collasso cardiaco. Il 6 agosto 2003 fu costretto a tornare negli Stati Uniti per problemi cardiaci. Passò la presidenza a suo figlio İlham, dichiarandolo candidato unico alle ridicole elezioni presidenziali di quello stesso anno. Il 12 dicembre Əliyev morì a Cleveland, due mesi dopo la vittoria del figlio.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze sovietiche[modifica | modifica wikitesto]

Eroe del lavoro socialista (2) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe del lavoro socialista (2)
— 1979 e 1983
Ordine di Lenin (4) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin (4)
— 1979, 1983
Ordine della Rivoluzione d'ottobre - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Rivoluzione d'ottobre
Ordine della Stella rossa - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Stella rossa

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Ordine di Stato della Repubblica di Turchia (Turchia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Stato della Repubblica di Turchia (Turchia)
— 1997[2]
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea (Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea (Russia)
«Per il suo grande contributo personale per rafforzare l'amicizia e la cooperazione tra la Russia e l'Azerbaigian»
— 10 maggio 2003
Ordine di Jaroslav il Saggio di I Classe (Ucraina) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Jaroslav il Saggio di I Classe (Ucraina)
«Per il contributo di rilievo allo sviluppo della cooperazione tra l'Ucraina e la Repubblica di Azerbaigian e rafforzare l'amicizia tra il popolo ucraino e azero»
— 20 marzo 1997
Ordine del Vello d'oro (Georgia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine del Vello d'oro (Georgia)
— 2001

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Heydar Aliev, su thefamouspeople.com. URL consultato il 2 novembre 2017.
  2. ^ Dostluk İlişkilerine Katkının Altın Sembolü: Devlet ve Cumhuriyet Nişanları (Turkish) - The Gold Symbol Contribution of Friendly Relations : State and Republic Orders, Haberler.com, febbraio 2013. URL consultato il 1º agosto 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente dell'Azerbaigian Successore Flag of Azerbaijan.svg
Abülfaz Elçibay 1993 - 2003 İlham Əliyev
Controllo di autoritàVIAF: (EN59990763 · ISNI: (EN0000 0001 0906 6063 · LCCN: (ENn81047268 · GND: (DE123441242 · BNF: (FRcb16714316k (data)
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