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Ezio Auditore

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Ezio Auditore
Ezio Auditore in AC: Revelations
SagaAssassin's Creed
Lingua orig.Inglese
StudioUbisoft
1ª app. inAC: II
Ultima app. inAC: Revelations
Interpretato daDevon Bostick
Voce orig.Roger Craig Smith
Voci italiane
Caratteristiche immaginarie
SessoMaschio
EtniaItaliano
Luogo di nascitaFirenze
Data di nascita24 giugno 1459
AffiliazioneAssassini

Ezio Auditore da Firenze (Firenze, 24 giugno 1459 - Firenze, 30 novembre 1524) è un personaggio immaginario appartenente alla serie videoludica di Assassin's Creed.

Biografia del personaggio

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Infanzia e gioventù

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«La tu' sorella sembrava contenta del trattamento che le ho riservato poco fa.»

Ezio Auditore nacque a Firenze il 24 giugno 1459, secondogenito di Giovanni Auditore e Maria Mozzi, nato dopo Federico, e dopo di lui nacquero la sorella Claudia e il fratello Petruccio. Ezio visse la sua giovinezza all'interno della nobiltà fiorentina facendo apprendistato presso Giovanni Tornabuoni, presumibilmente per prendere più avanti il comando della banca di famiglia. Nel 1476, Ezio e suo fratello Federico ebbero una disputa con Vieri de' Pazzi e, durante una rissa, rimase ferito al labbro da un sasso scagliatogli da Vieri, che gli procurò la famosa cicatrice. Nello stesso anno, conobbe Cristina Vespucci, cugina di Amerigo Vespucci, con cui ebbe una relazione amorosa.

Un giorno, dopo aver terminato alcune faccende, Ezio trovò a casa messa a soqquadro, il padre e i fratelli erano scomparsi, mentre la madre e la sorella erano nascoste. Dopo aver saputo dalla governante Annetta che Giovanni e i fratelli erano stati arrestati, Ezio si diresse verso Palazzo della Signoria, dove erano detenuti. Scalatolo, riuscì a parlare con il padre: egli gli incaricò di trovare un baule nascosto in una stanza segreta, prenderne il contenuto, e consegnare una lettera a Uberto Alberti, Gonfaloniere di Giustizia. Così facendo, Ezio riuscì a trovare le vesti da assassino del padre, una spada, una lama celata e una polsiera avvolti da una pergamena. Successivamente consegnò la lettera ad Alberti che gli assicurò il rilascio della famiglia. Il giorno seguente, Ezio, recatosi in Piazza della Signoria, vide Uberto impiccare suo padre e i suoi fratelli, facendo finta di non aver mai ricevuto alcun documento. Ezio fuggì ed incontrò Paola, sorella di Annetta e assassina in segreto, che aiutò Ezio nelle sue brame di vendetta, insegnandogli come mescolarsi tra la folla per passare inosservato. Terminato l'addestramento, Leonardo da Vinci, grande amico di Ezio, riparò la lama celata di Giovanni. Ottenuta un’arma letale, Ezio uccise Uberto Alberti alla mostra del Verrocchio, nel chiostro di Santa Croce, proclamando poi che gli Auditore non erano morti.

Caccia ai congiurati

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Ezio, diventato quindi l'uomo più ricercato di Firenze, lasciò la città con la madre e la sorella nella speranza di poter partire per la Spagna, dopo un breve soggiorno nella villa di famiglia situata nel borgo di Monteriggioni. Durante il viaggio, prima di raggiungere il borgo, i tre vennero bloccati da Vieri de' Pazzi e dai suoi uomini. Un tempestivo intervento dello zio di Ezio, Mario Auditore, e dei suoi mercenari, salvò la vita al nipote. Mario informò il nipote dell'appartenenza della loro famiglia all’Ordine degli Assassini, da sempre avversi ai Templari, ordine di cui facevano parte i Pazzi, che tramavano una congiura contro la Repubblica di Firenze, sulla quale suo padre Giovanni stava da tempo investigando.

Ezio capì che per stroncare la minaccia templare doveva dare la caccia ai vari membri della famiglia rivale. Mario ed il nipote quindi si diressero a San Gimignano, dove Vieri de' Pazzi si era stabilito, prendendola d’assalto. Inoltratosi nella città, Ezio osservò un incontro tra Rodrigo Borgia, capo dell’ordine templare Jacopo de' Pazzi, Francesco de' Pazzi e Vieri. Durante l'attacco, Ezio sfidò a duello Vieri sulle mura della città uccidendolo. Tornati a Monteriggioni, lo zio mostrò ad Ezio il Codice redatto dal leggendario assassino siriano Altaïr Ibn-La’Ahad che accennava a qualcosa di molto potente sotto terra. Gli obiettivi di Ezio da questo momento in poi saranno sia trovare tutti i pezzi del Codice sia stroncare la congiura dei Pazzi.

Tornò a Firenze nel 1478 per prevenire la riuscita della congiura dei Pazzi, che prevedeva la morte di Lorenzo e Giuliano de' Medici e la presa di potere dei Pazzi stessi. Il 26 aprile, durante la messa presso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Francesco de' Pazzi e altri congiurati riuscirono ad uccidere Giuliano e a ferire Lorenzo. Ezio salvò Lorenzo e lo scortò presso il suo palazzo, dove apprese da Angelo Poliziano, la posizione di Francesco de' Pazzi, che stava attaccando Palazzo della Signoria, riuscendo infine ad ucciderlo.

Scoperto che i congiurati dei Pazzi si erano rifugiati nelle campagne toscane nella zona di San Gimignano, Ezio riuscì ad eliminare Antonio Maffei, Stefano da Bagnone, Bernardo Baroncelli e Francesco Salviati, ricevendo da loro informazioni sul nascondiglio di Jacopo de' Pazzi. Dopo averlo pedinato, spiò un suo incontro con Rodrigo e un mercante veneziano, Emilio Barbarigo. Jacopo, per il suo fallimento a Firenze, venne pugnalato da Rodrigo con Ezio che gli diede il colpo di grazia. Con la fine della congiura dei Pazzi, Ezio sarebbe dovuto partire verso Venezia con Leonardo. L’Auditore però, non sarebbe potuto partire perché sprovvisto di lasciapassare. Ezio comunque riuscì a partire per la Repubblica salvando Caterina Sforza, contessa di Forlì.

Arrivato alla nuova bottega di Leonardo a Venezia, Ezio uccise Emilio Barbarigo. Prima dell’omicidio, Ezio poté origliare un discorso tra Emilio e un funzionario del governo, Carlo Grimaldi, membro del Consiglio dei Dieci e dei Templari. Ezio scoprì che essi tramavano di avvelenare il doge Giovanni Mocenigo. Grazie all’aiuto della macchina volante di Leonardo da Vinci, Ezio riuscì a volare fino a Palazzo Ducale, dove si sarebbe tenuto il misfatto. Tuttavia, Ezio arrivò troppo tardi per il doge, che era già stato avvelenato. A quel punto, Carlo fuggì, ma fu raggiunto e ucciso da Ezio, che divenne l'uomo più ricercato di Venezia. Nel 1486, divenne doge Marco Barbarigo, altro membro templare. Grazie all’aiuto di Bartolomeo d'Alviano, Ezio uccise l’obiettivo eliminando totalmente la minaccia templare nella città lagunare.

Primi anni da assassino

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Il 24 giugno 1488, giorno del ventinovesimo compleanno di Ezio, Leonardo da Vinci finì di tradurre un frammento del Codice di Altaïr: in esso veniva detto che un “profeta” sarebbe riuscito ad aprire una cripta, non appena una nave con un Frutto dell’Eden sarebbe giunta a Venezia. Dopo aver saputo dell'arrivo di una nave templare da Cipro, Ezio attese e pedinò un corriere dei Templari sceso dalla nave, che aveva con sé un Frutto dell'Eden. Ezio poté prenderne l'identità, portando il Frutto dell'Eden direttamente a Rodrigo Borgia. Finalmente in grado di scontrarsi con il responsabile della morte di suo padre e dei suoi fratelli, Ezio si scontrò con il Gran Maestro dei Templari. Ezio venne poi aiutato dai suoi alleati, riuscendo a far fuggire Rodrigo. Arrivò anche Niccolò Machiavelli, mentore della Confraternita, che trovòin Ezio il "profeta". Quella notte Ezio venne formalmente introdotto nell'Ordine tramite il tipico marchio sull'anulare sinistro.

Dopo le vicissitudini veneziane, gli Assassini esaminarono la Mela al laboratorio di Leonardo. Dopo essersi attivata con il tocco di Ezio, gli Assassini compresero la sua potenza e pericolosità, e Machiavelli decise di custodirla a Forlì, governata dall'alleata Caterina Sforza. Tuttavia, scoprirono che la città era al tempo assediata dai fratelli Ludovico e Checco Orsi. Quando Ezio, Niccolò e Caterina furono alla Rocca di Ravaldino, scoprirono che i figli di Caterina, Ottaviano e Bianca Riario, erano stati presi in ostaggio. Salvati entrambi dalle grinfie di Ludovico, Ezio scoprì che Checco Orsi si era impadronito della Mela dell'Eden, perciò lo raggiunse fuori dalle mura e lo giustiziò, ricevendo però una pugnalata. Prima di svenire per la ferita, Ezio intravede un monaco privo di un dito raccogliere la Mela. Si trattava di Girolamo Savonarola.

Nel 1491 Ezio scoprì che Luis de Santángel aveva bisogno di aiuto. Cristoforo Colombo, amico di Luis, doveva incontrare Rodrigo Borgia, interessato ai suoi piani di navigazione verso Ovest. Luis sospettò un inganno e chiese a Ezio di aiutare Cristoforo: sul luogo, Ezio scoprì effettivamente una trappola. Cristoforo venne salvato con successo. Ezio si recò, quindi, in Spagna, per salvare alcuni alleati dall'Inquisizione spagnola, comandata da Tomás de Torquemada. Tra le città di Barcellona, Granada e Saragozza scoprì un complotto dei Templari per navigare verso il Nuovo Mondo. Ezio non riuscì ad eliminare Torquemada, ma aveva protetto nuovamente la gilda dall'intervento dei nemici. Le vicende trattate sono raccontate in Assassin's creed 2: Discovery.

Dopo la morte di Lorenzo de' Medici nel 1492, Savonarola prese facilmente il controllo di Firenze con la Mela dell'Eden. Privò quindi il popolo fiorentino delle loro proprietà personali e delle opere d'arte, obbligandoli a vivere in povertà. Per fare ciò, bruciò tutto ciò che era correlato al Rinascimento nei Falò delle Vanità. Ezio e Machiavelli cercarono quindi di fermare il governo iniziando ad eliminare i luogotenenti e i seguaci di Savonarola per poi giungere al monaco stesso. Il popolo, arrabbiato con questi, si recò nel 1498 a Palazzo Pitti, residenza di Savonarola, reclamando la fine dei falò. Savonarola fu catturato e condannato al rogo in Piazza della Signoria. Tuttavia, Ezio, pensando che nessuno avrebbe meritato di morire in quel modo, salì sul palco e lo pugnalò. Poi, guardando la folla, sbalordita, tenne un discorso, invitando tutti a seguire la propria strada, dichiarando apertamente i valori cardine del credo degli Assassini.

Guerra contro i Borgia

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Nel dicembre 1499, Ezio, oramai diventato un uomo adulto, e gli Assassini, si rincontrarono a Villa Auditore, con la Mela dell'Eden e con il Codice finalmente completato. Combinando i due oggetti, scoprirono che la Cripta era a Roma, sotto al Vaticano. Sfortunatamente, Rodrigo Borgia era già dal 1492 divenuto papa sotto il nome di Alessandro VI, ottenendo quindi l'accesso ad un altro Frutto dell'Eden, il Bastone. Per nulla scoraggiato, Ezio partì per Roma con l'obiettivo di soddisfare la sua sete di vendetta.

Ezio riuscì a infiltrarsi all'interno della Cappella Sistina, dove Rodrigo stava celebrando la messa e lo attaccò. Rodrigo usò il Bastone avendo la meglio su Ezio. Poi, prese la Mela e lo pugnalò all'addome, facendolo svenire, mentre si recava alla Cripta. Ezio, ripresa conoscenza, irruppe nella Cripta e vide Rodrigo tentare invano di aprire la porta. Ezio lo fronteggiò in uno scontro a mani nude, ma, poiché ucciderlo non gli avrebbe restituito la famiglia, alla fine lo risparmiò. Entrato nella Cripta, Ezio si stupì alla vista di un ologramma di una donna di nome Minerva, un membro di “Coloro che vennero prima”. Ezio rimase ulteriormente confuso quando l'ologramma si rivolse ad un uomo invisibile, chiamato Desmond, prima di sparire. Quanto riportato sinora, ad eccezione, beninteso, della spedizione in Spagna, è raccontato nel videogioco Assassin's Creed II.

Dopo essere uscito dalla Cripta, nel gennaio 1500, Ezio fece ritorno a Monteriggioni con suo zio. Ezio gli consegnò la Mela e raccontò del suo incontro con Minerva agli Assassini. Machiavelli però rimproverò Ezio per aver risparmiato Rodrigo, e partì velocemente per Roma. Quella notte, Ezio riposò nella sua stanza, in compagnia di Caterina.

La mattina seguente, Cesare Borgia, figlio di Rodrigo, capitano generale delle forze e Templare di alto rango, assediò Monteriggioni, prendendo di sorpresa gli Assassini. Le forze di Cesare distrussero gran parte del borgo, prima che Ezio potesse raggiungere i cannoni e rispondere al fuoco. L’assedio andò a buon fine e Cesare portò con sé Mario, che vi troverà la morte, Caterina e la Mela dell’Eden. Ezio combatté strenuamente tra le strade, aiutato dai mercenari dello zio e, raggiunta Villa Auditore, mise in fuga i cittadini sopravvissuti. Dopo esserne usciti, Ezio, incurante delle ferite, prese un cavallo e partì per Roma: durante il viaggio, svenne, cadendo dal cavallo.

Ezio riprese conoscenza a Roma, mentre veniva curato da una donna, Margherita dei Campi, che gli disse che un uomo lo aveva portato da lei, e che gli aveva dato dei nuovi abiti da assassino. Dopo aver lasciato la casa della donna, Ezio incontrò Machiavelli, da cui apprese che, sotto i Borgia, Roma era caduta in rovina e che i suoi cittadini ne erano sopraffatti. I due incontrarono Fabio Orsini, cugino di Bartolomeo d’Alviano, costretto a servire Cesare. Fabio diede agli Assassini un magazzino sull'Isola Tiberina, nella speranza che ne avrebbero fatto buon uso. Da qui, Ezio andò alla Rosa in Fiore, nel tentativo di ottenere informazioni dalle cortigiane. Iniziò anche a cercare nuovi alleati come i ladri di La Volpe, che erano in guerra con i Cento Occhi, ladri al servizio dei Borgia, e i mercenari di Bartolomeo, in guerra con i Francesi e i Borgia. Apprese anche che Caterina era stata imprigionata a Castel Sant'Angelo, Ezio andò quindi a salvarla.

Infiltratosi nel castello, Ezio scalò le mura della fortezza, e apprese che Lucrezia Borgia, sorella di Cesare, aveva la chiave della prigione di Caterina. Prima di liberarla, origliò una conversazione tra Cesare e altri tre suoi alleati, in cui il “Valentino” affidava loro il governo della città in sua assenza, dal momento che di lì a poco sarebbe partito per Urbino. Recuperata la chiave e liberata Caterina, i due fuggirono. Fatto ritorno alla loro base, Ezio decise di approfittare dell'assenza di Cesare, appena partito, per liberare Roma dall'oppressione dei Borgia. Nonostante i dubbi di Machiavelli, i due decisero di iniziare a reclutare i cittadini ribelli di Roma nella Confraternita, dando quindi inizio alla liberazione di Roma.

Ezio incontrò anche il suo vecchio amico Leonardo da Vinci, che gli confidò che era stato obbligato a fabbricare ai Borgia un gran numero di macchine da guerra. Leonardo, avendo memorizzato tutte le invenzioni del Codice, riuscì anche a ricostruire molti delle armi di Ezio perse a Monteriggioni. Dopo l'incontro, Ezio, durante la sua guerra contro i Borgia, si impegnò anche a distruggere tutte le sue macchine.

In assenza di Cesare, Ezio si dedicò alla ricerca e all’assassinio dei tre alleati del nemico. Il primo era Juan Borgia il Maggiore, un cardinale corrotto e cugino di Cesare, che provvedeva al finanziamento delle campagne sue militari. Ezio, con l’aiuto di Egidio Troche, arrivò a una festa lussuriosa organizzata da Juan, uccidendolo sul posto.

Dopo la morte del banchiere, Ezio si recò alla caserma di Bartolomeo d'Alviano, dove scoprì che la moglie, Pantasilea Baglioni, era stata rapita dal secondo alleato di Cesare: il barone Octavian di Valois, comandante degli alleati francesi di Cesare a Roma. Per salvarla, Ezio fece indossare ai mercenari di Bartolomeo le armature nemiche, pretendendo di essere una pattuglia francese che scortava Bartolomeo al Castro Pretorio. Una volta entrati nella fortezza, Ezio uccise il nemico e salvò Pantasilea.

Ad Ezio mancava solo un obiettivo: Micheletto Corella, sicario personale di Cesare. La situazione era abbastanza complicata dal momento che La Volpe sospettava che Machiavelli stesse tradendo gli Assassini. Allora Ezio si mise in contatto con Pietro Rossi, attore e amante di Lucrezia, che possedeva una chiave per entrare a Castel Sant’Angelo, e che Cesare intendeva uccidere per il suo rapporto con la sorella. Questi doveva essere ucciso in una recita, in cui l’assassino di Firenze si intrufolò. Ezio uccise gli archibugieri di Micheletto, ma risparmiò il sicario. Ezio, poco dopo, vide e riconobbe un ladro di Monteriggioni, che era presente all'assedio, che si rivelò essere lui il traditore, e non Machiavelli, che salvò da un tentato omicidio da parte de La Volpe. Per le sue gesta, Ezio venne promosso alla posizione di Mentore da Machiavelli, che abdicò. Anche sua sorella Claudia entrò nella Confraternita.

Senza i sostenitori di Cesare, la Confraternita e i suoi alleati avevano distrutto il potere dei Borgia. Nel 1503 Ezio venne informato che Cesare era tornato a Roma, e che voleva incontrare suo padre per ottenere l’ubicazione della Mela dell’Eden. Dopo essersi nuovamente infiltrato nel Castello, Ezio vide Rodrigo intento ad avvelenare il figlio, che lo uccise per questo. Dopodiché Cesare minacciò la sorella per ottenere il Frutto, per poi correre via alla Basilica di San Pietro, ubicazione della Mela. Ezio entrò nel Castello, chiedendo a Lucrezia dove Rodrigo aveva nascosto la Mela, ed uscì dalla fortezza.

Ezio arrivò alla Basilica, riuscendo a ottenere la Mela prima di Cesare. I due si scontrarono, ma la Mela dava ad Ezio un enorme vantaggio. Cesare venne poi arrestato da Fabio Orsini su ordine del nuovo papa Giulio II. Mentre veniva trascinato via, urlò che le catene non lo avrebbero trattenuto, e che non sarebbe morto per mano d'uomo. Queste parole scossero molto Ezio che, un giorno, mentre parlava con Leonardo, con la Mela, controllò dove fosse andato Cesare. Egli era fuggito in Spagna.

Scomparsa di Da Vinci

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Nel 1505, mentre Cesare si era rifugiato presso il cognato Giovanni III d'Albret, Ezio incontrò Leonardo in cerca di un passaggio per la Spagna. I due discussero su degli scritti dei discepoli di Pitagora, che presentavano simboli simili a quelli della Mela. Dopodiché, Leonardo volle accompagnare Ezio al porto, ma non potendo lasciare lo studio incustodito, Ezio si offrì di riportare indietro l'apprendista di Leonardo, Salaì. Ezio lo trovò e, mentre tornavano al laboratorio di Leonardo, trovarono il laboratorio distrutto e Leonardo scomparso. Guardando verso il pavimento con tristezza, Salai notò una scritta sul pavimento, che suggeriva di cercare i dipinti di Leonardo conservati a Villa Auditore, che contenevano indizi per localizzare il Tempio di Pitagora. In un primo momento Ezio fu rinunciatario, commentando che tutti i dipinti erano stati bruciati durante l'assedio, ma Salai rispose che ne erano stati distrutti solo due, mentre uno, che non era di Leonardo, era stato venduto da Salai se stesso per acquistare un farsetto, mentre i restanti cinque erano nelle mani di Lucrezia Borgia, ora duchessa di Ferrara.

Ezio si recò quindi alla Delizia di Belriguardo, dove parlò con Lucrezia. Di buon grado, lei gli disse che tre dei quadri erano stati venduti a Francesco Colonna, uno nelle sue mani ed il quinto in quelle di un amante, Patrizio. Dopo aver ricevuto da Lucrezia l'Annunciazione, Ezio si diresse al Vaticano, dove seguì Patrizio, che sperava di poter vendere il suo quadro agli Ermetisti. Ezio osservò Ercole Massimo sminuire Patrizio per i suoi pensieri razzisti su Lucrezia Borgia, e lo uccise quando tentò di distruggere il quadro, in preda all'ira. Ezio poi inseguì l'ermetico a cui Ercole aveva assegnato il compito di trasportare il dipinto, recuperandolo.

Ezio si recò poi a casa di Francesco Colonna, per scoprire che la casa gli era stata sequestrata dalle banche e per risanare i debiti, aveva venduto i dipinti a un mercante fiorentino, il vecchio fidanzato della sorella, Duccio de Luca. Dopo averlo battuto, Ezio andò alla barca del commerciante, occupata dagli Ermetisti, per recuperare il terzo dipinto. Ottenne invece gli ultimi due dipinti a Castel Sant'Angelo. Ezio tornò alla bottega di Leonardo, dove con l'ausilio dell'occhio dell'aquila, Ezio ottenne le informazioni circa la posizione del Tempio di Pitagora.

Entrato nelle catacombe, Ezio si recò verso il tempio. Nel mentre, sentì Ercole Massimo picchiare Leonardo, nel tentativo di fargli aprire la porta del tempio. Ezio, arrivato, ordinò agli Ermetisti di fermarsi, e dopo un breve scambio di parole, venne attaccato dai tirapiedi di Ercole. Affrontati e uccisi gli uomini, Ezio salì da Ercole, uccidendolo con la Lama Celata. Liberato Leonardo, gli suggerì di andarsene, ma Leonardo lo contraddisse, dicendo che il "numero" che gli Ermetisti cercavano doveva essere distrutto per evitare che qualcun altro lo avesse scoperto. Ezio accettò, e i due si inoltrarono nel Tempio. In ogni stanza del Tempio si trovarono di fronte a degli enigmi. Una volta completato il percorso, il pavimento al centro si abbassò, rivelando un grande piedistallo circolare. Ezio e Leonardo riconobbero i simboli sul piedistallo come quelli mostrati loro dalla Mela, anche se nell'ordine sbagliato. Ezio guardò Leonardo ruotare i pezzi del pilastro in modo che le immagini combaciassero, aprendo la porta dell'ultima stanza del Tempio.

Entrato nell'ultima stanza, Ezio riconobbe un'architettura che aveva già visto nel Tempio di Giunone. Andò quindi verso il piedistallo centrale, mettendovi la sua mano sopra. Una luce splendente si attivò, e pochi secondi dopo, l'intera stanza si era illuminata. Davanti a loro, si ripetevano sei numeri e due lettere: 43 39 19 N 75 27 42 W. Anche se Leonardo definì i numeri come inutili, Ezio disse che non erano destinati alla sua generazione, così Leonardo gli chiese se gli nascondesse qualcosa, ma Ezio fu abile a sviare il discorso verso i futuri lavori di Leonardo.

Fine dei Borgia

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Arrivati a Napoli il 24 giugno 1505, Ezio, Leonardo e Machiavelli chiesero a molte persone locali se avessero visto Micheletto. Fortunatamente, i tre incontrarono una cortigiana chiamata Camilla, che disse loro di aver trascorso la scorsa notte con un uomo che corrispondeva alla descrizione della loro preda. Lei li indirizzò al porto, da cui partirono per Valencia. I tre viaggiarono per cinque giorni e, una volta arrivati, riuscirono a localizzare rapidamente Micheletto al Lupo Solitario, una locanda frequentata da criminali. Ne scaturì un conflitto tra gli Assassini e Micheletto, che ad un tratto strangolò Ezio, ma Machiavelli, con il suo pugnale, costrinse Micheletto a lasciare la presa e fuggire. La città di Valencia era assediata da Cesare, ma gli Assassini, con l'invenzione di nuove armi, vi si opposero, costringendo Cesare, in preda all'ira, ad uccidere Micheletto, incolpandolo dell'accaduto. Dopo una ferita in battaglia per Machiavelli, Ezio si ritrovò a combattere Cesare da solo, che nel frattempo era nuovamente fuggito.

Nel 1507, Ezio localizzò Cesare Borgia, che stava comandando le forze del suo cognato Giovanni III d'Albret, assediando la città di Viana. Ezio ingaggiò Cesare in battaglia, ma venne quasi sopraffatto dai soldati. Riuscito a sopravvivere a un attacco di artiglieria, Ezio rincorse il Borgia e lo affrontò. Nonostante l'aiuto di alcuni soldati durante il duello, Ezio fu in grado di rompere l'armatura del nemico e sopraffarlo. Quando Cesare, rabbioso, ripeté che nessun uomo avrebbe potuto ucciderlo, Ezio rispose freddamente che lo avrebbe lasciato al fato, prima di gettarlo dai bastioni della città, uccidendolo. Anni dopo, Ezio nascose la Mela sotto il Colosseo e lasciò, al Santuario sotto Villa Auditore, un indizio della parola d'accesso che proteggeva l'ingresso del Tempio di Giunone, come gli aveva suggerito l'amico Leonardo in precedenza. L'indizio era visibile solo a chi possedeva l'Occhio dell'aquila. Quanto riportato da "L'arrivo a Monteriggioni" a qui è raccontato in Assassin's Creed: Brotherhood.

Ricerca di Masyaf

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Con la morte di Cesare Borgia, le ambizioni dello Stato Pontificio per l'Italia erano terminate. Ezio si concentrò dunque sulle questioni interne dell'Ordine. Creò una fitta rete di comunicazioni per gli Assassini che si estendeva da Venezia alla Sicilia, per poi lavorare su nuovi metodi di addestramento degli Assassini. Nel 1510, tornato a Monteriggioni, Ezio trovò tra i documenti dello zio Mario una lettera scritta dal padre Giovanni un anno prima della sua nascita, che menzionava una biblioteca nascosta sotto Masyaf, colma di una saggezza inestimabile. Ezio partì quindi per la Siria.

10 mesi dopo, Ezio, che aveva soggiornato per una settimana ad Acri, partì finalmente per Masyaf, che temeva fosse entrata in possesso dei Templari, per comprendere le motivazioni che spingono gli Assassini e il suo ruolo nella battaglia, come scrive in una lettera alla sorella Claudia. Nella lettera, Ezio le chiedeva, in caso di fallimento e morte, di non cercare vendetta, ma di continuare la ricerca della verità.

Una volta arrivato a Masyaf nel marzo 1511, Ezio scoprì che la città era controllata dai Templari, comandati da Leandros. In netta inferiorità numerica, Ezio venne catturato dai Templari e portato sulla cima di una torre nella fortezza. Mentre Leandros si trovava alle spalle di Ezio per impiccarlo, quest'ultimo lo colpì, e dopo aver messo la corda attorno al Templare, lo utilizzò come base di appoggio per calarsi con la fune, riuscendo quindi a sfuggire ai Templari. Scalato il mastio di Masyaf, Ezio si tuffò in un passaggio subacqueo, che lo condusse al corridoio che portava alla biblioteca di Altaïr, dove scoprì da un lavoratore che Leandros era in possesso del diario di Niccolò Polo, i cui contenuti conducevano alle Chiavi necessarie per aprire la porta. Uscì quindi dalla fortezza, iniziando a pedinare Leandros.

Lanciatosi quindi all'inseguimento di Leandros che stava fuggendo in carrozza in un villaggio vicino a Masyaf, Ezio cadde fuori strada dopo un'esplosione, che distrusse la carovana. Nonostante la caduta, riuscì a sopravvivere, e, ferito, riuscì a farsi strada furtivamente nel villaggio, uccidere Leandros e recuperare il Diario di Niccolò Polo, che parlava di alcune Chiavi per accedere alla biblioteca.

Leggendo il diario di Niccolò, Ezio scoprì che queste chiavi erano nascoste a Costantinopoli, la capitale dell'Impero Ottomano. Arrivato a Costantinopoli, scoprì dal capo della gilda locale, Yusuf Tazim, che i Templari stavano conquistando poco a poco Costantinopoli, e che costituivano quindi una minaccia per gli Assassini. Mentre Ezio cercava le Chiavi nascoste a Costantinopoli grazie all'aiuto di Sofia Sartor, una libraia veneziana, che lo aveva aiutato a trovare le posizioni dei libri sulle Chiavi, tentava anche di respingere l'esercito dei bizantini e di scoprire chi tra di loro avesse l'ultima chiave.

Dopo aver trovato la prima chiave, Ezio incontra Yusuf, che gli dice di aver scoperto che i bizantini intendono attaccare il principe Solimano al Palazzo Topkapı. Ezio, Yusuf, e gli altri Assassini si recano al Palazzo, dove stordiscono dei menestrelli assoldati per la festa che si terrà quella sera. Preso il posto dei menestrelli, gli Assassini riescono a proteggere Solimano dagli agenti bizantini. Solimano chiede poi a Ezio di incontrarlo in seguito.

Gli assegna così il compito di sorvegliare un incontro tra lui, il principe Ahmet, e Tarik Barleti, capo del corpo dei Giannizzeri, che non sono riusciti a proteggere Solimano. Nell'incontro, Solimano evidenzia che i Giannizzeri non sono stati in grado di proteggere il palazzo, e chiede a Ezio di sorvegliare i movimenti di Tarik. Durante la sua investigazione, Ezio scopre che Tarik era implicato in un commercio di armi da fuoco con Manuele Paleologo, erede al trono dell'Impero Bizantino e membro dei Templari, e il suo socio Shahkulu.

Scoperti i traffici di armi, Solimano assegna a Ezio il compito di uccidere Tarik, colpevole di aver tradito il sultano. Ucciso un Giannizzero e rubata la sua divisa, Ezio si infiltrò nell'accampamento dei Giannizzeri, dove riuscì ad assassinare Tarik, per poi scoprire che in realtà non stava aiutando Manuele, ma che aveva inviato i suoi uomini assieme alle armi solo per colpire i bizantini dove si sentivano più sicuri, in Cappadocia. Prima di morire, Tarik chiede a Ezio di sconfiggere i bizantini. Riferita la notizia a Solimano, quest'ultimo gli fa preparare una nave per raggiungere i Templari in Cappadocia.

Mentre indagava, Ezio era entrato in possesso delle quattro Chiavi di Masyaf rimaste nascoste in città, e all'appello mancava l'ultima Chiave, quella in possesso di Manuele Paleologo. Mentre si recava al porto, venne fermato da Yusuf, che gli spiegò che i Giannizzeri avevano teso la Grande Catena per bloccare un'eventuale fuga di Ezio da Costantinopoli, ricercato per l'omicidio di Tarik. Yusuf diede quindi a Ezio una Bomba molto potente per distruggere la torre da cui partiva la catena. Per sfuggire alle macerie, utilizzò una fune tesa, che lo portò a una delle banchine del porto. Una volta bruciate con il fuoco greco le navi dei Giannizzeri, Ezio le utilizzò per raggiungere la nave di Piri Reis, con cui salpò per la Cappadocia.

Arrivato in Cappadocia, Ezio andò alla ricerca delle spie inviate da Tarik, ma scoprì da una di esse, Dilara, che erano stati quasi tutti catturati dai Bizantini. Ezio riuscì a salvare comunque alcune delle spie dall'esecuzione, e a uccidere Shahkulu.

Ezio si diresse al magazzino di polvere da sparo dove, liberatosi delle guardie, fece esplodere la polvere, gettando la città nel panico e costruendosi l'occasione per trovare Manuele. Una volta raggiunto, lo inseguì e lo uccise, recuperando l'ultima Chiave. Subito dopo, venne raggiunto da Ahmet, lo zio di Solimano ed erede al trono ottomano. Rivelatosi essere il capo dei Templari, Ahmet gli chiese le Chiavi, minacciandolo di uccidere Sofia se si fosse rifiutato. Arrabbiato e preoccupato per Sofia, Ezio andò via dalla città, caduta nel panico, e tornò a Costantinopoli sulla nave di Piri Reis.

Arrivato a Costantinopoli, Ezio si diresse velocemente alla bottega di Sofia, che trovò in completo disordine e Yusuf, a cui aveva chiesto di proteggere Sofia mentre era in Cappadocia, era morto. In cerca di vendetta, Ezio chiese agli Assassini di combattere con lui per sconfiggere Ahmet all'Arsenale. Trovatolo, questo disse a Ezio di portare le chiavi alla Torre di Galata in cambio della vita di Sofia. Tornato al Covo e raccolte le Chiavi, Ezio chiese ai suoi compagni Assassini di proteggerlo durante lo scambio. Alla torre, Ezio diede ad Ahmet le Chiavi, che lo lasciò andare a riprendere Sofia, tenuta in cima alla torre. Scalata la torre, Ezio scoprì che la donna non era Sofia, ma che lei era appesa a un cappio in un cortile, e stava per morire strangolata. Paracadutatosi dalla cima della torre verso il cortile, Ezio riuscì a salvarla. Assicuratosi che Sofia stesse bene, i due partirono su un carro all'inseguimento di Ahmet, che stava lasciando Costantinopoli. Dopo un inseguimento in carrozza in cui Ezio dovette uccidere i Bizantini che si frapponevano tra lui e Ahmet, Ezio raggiunse il carro del principe, ma i due caddero in un precipizio. Nel volo, Ezio e Ahmet duellarono, e infine Ezio riuscì ad aprire un paracadute per salvarsi, ma Ahmet si aggrappò alla sua gamba, e i due caddero a terra. Feriti, si rialzarono, ma in quel momento arrivò il fratello di Ahmet e padre di Solimano: Selim. Selim spiegò ad Ahmet che il padre, Bayezid II, aveva infine scelto lui come successore, e immediatamente gli mise le mani alla gola, gettandolo nel mare. Selim si rivolse poi a Ezio, a cui disse di averlo risparmiato solo per le considerazioni su di lui fatte dal figlio. Dopodiché, gli intimò di andarsene da Costantinopoli e non fare più ritorno. Sentendosi colpito dalle parole di Selim, Ezio lo attaccò, ma venne fermato da Sofia prima che potesse colpire.

Molte settimane dopo, in seguito a un lungo viaggio, Ezio e Sofia arrivarono a Masyaf, ormai abbandonata anche dai Bizantini. Entrati nella fortezza, i due si diressero alla porta della Biblioteca. Collocate le Chiavi, Ezio vi entrò, mentre Sofia aspettava fuori. Nella Biblioteca trovò lo scheletro di Altaïr, che aveva in mano un altro Sigillo della memoria. Grazie a questo Sigillo, Ezio scoprì che Altaïr aveva nascosto all'interno della Biblioteca la Mela dell'Eden in suo possesso, mentre aveva fatto portare i libri ad Alessandria.

Ezio si diresse verso la Mela, ma capì di aver visto abbastanza nella sua vita, e decise di lasciarla lì con la salma di Altair lontana da assassini e templari. Subito dopo, la Mela diede un impulso, che gli fece tornare in mente il nome di Desmond, che aveva udito da Minerva nella Cripta. Rivolgendosi a Desmond, mentre si levava i bracciali e la spada di dosso, gli dichiarò la fine della sua vita come Assassino. Incoraggiandolo a porre fine alla sofferenza provocata dalla guerra tra Assassini e Templari, Ezio mise una mano sulla spalla dell'ologramma di Desmond che si era creato davanti a lui, e gli disse di ascoltare, così Desmond capì cosa doveva fare.

«Ho vissuto la mia vita come meglio ho potuto, senza conoscerne lo scopo, ma attratto come una falena da una luna distante. E qui, alfine, scopro una strana verità. Che sono solo un tramite per un messaggio che elude la mia comprensione.»

Il viaggio orientale di Ezio è raccontato in Assassin's Creed: Revelations.

«Quando ero giovane, avevo la libertà, ma non la vedevo, avevo il tempo, ma non lo sapevo. E avevo l'amore, ma non lo provavo. Ci sono voluti molti anni per capire il significato di tutti e tre. E ora, al tramonto della mia vita, questa comprensione si è mutata in appagamento.»

Nel 1512 Ezio tornò a Venezia, assieme a Sofia. I due si sposarono verso la fine dell'anno. Tuttavia Ezio dovette tornare a Roma appena dopo il Capodanno del 1513, a causa della morte del Pontefice Giulio II. Qui incontrò Claudia e Machiavelli. Dopodiché Ezio, ormai 54enne, passò il testimone: la guida dell'Ordine degli Assassini fu data a Ludovico Ariosto. L'Auditore tornò in Toscana, dove andò a vivere in una villa nelle campagne vicino a Firenze. Da Sofia ebbe una figlia, Flavia, e l'anno successivo un figlio, Marcello. Ezio divenne quindi un agricoltore, lasciando in parte l'Ordine a causa dell'età avanzata. Tuttavia ci furono vari problemi e perdite: nel 1518 il raccolto fu molto scarso e l'anno dopo morì il carissimo amico Leonardo da Vinci, nella Francia del giovane sovrano Francesco I. A causa della demenza senile, Machiavelli esortò Ezio a scrivere la sua vita in un diario, anche se il compito gli riuscì molto difficile. Un giorno di fine estate del 1524, ricevette la visita di Shao Jun, assassina del ramo cinese giunta in Italia per chiedere consiglio a Ezio su come rifondare la confraternita in Cina. All'inizio Ezio fu riluttante perché non aveva più intenzione di ricominciare la sua vita da assassino, tuttavia alla fine venne convinto e diede suggerimenti a Jun su come rifondare la confraternita in Cina. Ezio morì a 65 anni il 30 novembre nel 1524, poco dopo la partenza di Shao Jun, su una panchina nella Piazza del Duomo di Firenze per un attacco di cuore. Le ultime persone che vide furono Sofia e Flavia sorridenti.

Gli ultimi anni di Ezio sono raccontati in Assassin's Creed: Embers.

Caratterizzazione

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Ezio essendo vissuto come un nobile fiorentino viveva nel lusso pensando solamente a divertirsi ignaro dell'esistenza degli Assassini. Come ogni nobile era giocoso, arrogante e viziato pensando solo alla vita di lusso. Si preoccupava molto per la sua famiglia e spesso svolgeva compiti per sua madre e suo padre. Aveva molti amici ma in realtà gli erano amici solo perché era ricco. Molto spesso si cacciava nei guai e veniva spesso inseguito dalle guardie.

Quando la sua famiglia venne giustiziata di fronte ai suoi occhi (nel 1476) dovette cambiare completamente il suo carattere pensando prima di tutto a proteggere sua madre e sua sorella, le uniche sopravvissute al massacro della sua famiglia. Durante gli anni infatti la sua prima preoccupazione era quella di tenerle al sicuro anche quando Claudia divenne un'assassina. Durante gli anni porta a sua madre delle piume di Petruccio in ricordo del fratellino.

Quando divenne un assassino per anni è stato guidato dalla vendetta, infatti il suo unico obiettivo era quello di uccidere tutti coloro che erano responsabili della morte di suo padre e dei suoi fratelli. Per raggiungere tale obiettivo faceva di tutto, anche far sprofondare nel caos una città. Molto spesso si alleava con i criminali delle città svolgendo compiti per loro affinché poi lo aiutassero nell'uccidere il suo bersaglio. Ezio infatti chiedeva aiuto molte volte alle cortigiane, ai ladri e ai mercenari. Il suo desidero di vendetta all'inizio era molto alto, infatti quando uccise Vieri de' Pazzi colpisce ripetutamente il suo cadavere con rabbia venendo poi fermato da suo zio che gli dice che a prescindere dalla persona bisognava dare rispetto ai morti. Con gli anni infatti riesce a trattenere il suo impeto di rabbia e vendetta uccidendo i suoi bersagli per poi dargli un addio calmo, tuttavia quando il suo bersaglio era Rodrigo non riuscì a trattenersi e si fece guidare solo dalla rabbia e della vendetta affermando infatti che pensava che ormai il suo desiderio di vendetta fosse sparito. Quando ormai divenne maturo e pensava solamente a far crescere la confraternita, risparmiò molti bersagli che infatti non riteneva necessario di uccidere.

Il suo carattere con gli anni cambia completamente, da giocoso e spensierato divenne serio, responsabile e maturo. Divenne anche freddo di carattere, infatti quando riuscì finalmente a perdere il suo desiderio di vendetta il suo obiettivo fu quello di far crescere la confraternita. Era freddo con tutti e molte volte causava litigi per il suo carattere chiuso. Tuttavia rimaneva molto legato alla sua famiglia e protettivo. Oltre alla sua famiglia c'era un'altra persona con cui Ezio si sentiva tranquillo nel parlare, ovvero, Leonardo da Vinci che infatti divenne il suo migliore amico.

Quando divenne Mentore cominciò a reclutare nuovi assassini a Roma e a Costantinopoli insegnando loro i principi del credo e che gli assassini combattevano per la libertà. Le sue azioni infatti si sparsero in tutta Europa mandando i suoi adepti a svolgere diverse azioni che aiutarono gli Assassini ad aumentare la loro influenza su tali territori. Ezio divenne famoso all'interno della confraternita venendo riconosciuto come uno dei più grandi Mentori della storia dell'ordine. Quel titolo era stato assegnato solo ad Altair ma Ezio riuscì a conquistare tale titolo. Le sue gesta raggiunsero anche l'Oriente, infatti quando Shao Jun si reca in Italia per incontrarlo gli dice che si è recata in Italia per chiedergli aiuto su come possa ricostruire l'ordine in Cina. Inoltre Jun gli dice che il suo Mentore era molto entusiasta di incontrarlo ma venne catturato e ucciso. Quando si reca a Masyaf viene braccato da Leandros e questi vedendo la caparbietà di Ezio dice "possibile che tu sia tanto letale come ti descrivono le leggende?". All'interno della confraternita era lodato e osannato per aver sconfitto la Famiglia Borgia che all'epoca era la famiglia Templare più potente d'Europa.

Ezio divenne grande amico di Leonardo da Vinci fino alla morte di quest'ultimo. I due si conobbero quando Ezio aveva 17 anni e Leonardo sebbene non facesse parte degli assassini, aiutò Ezio molte volte durante gli anni. Ezio si legò molto a Leonardo considerandolo una persona brillante e geniale, infatti rivelò all'artista l'esistenza degli Assassini e Templari. Sebbene Leonardo non volesse entrare nella confraternita, decise molte volte di aiutarli. Ezio durante gli anni gli portava pagine del codice di Altair e con tali progetti Leonardo gli costruiva le armi. Ezio molte volte passava volentieri i suoi pochi momenti liberi con l'amico parlando di qualunque cosa. Quando fu rapito da Ercole Massimo, Ezio si mette alla ricerca dell'amico senza sosta. Negli ultimi momenti di vita di Leonardo, Ezio decise di recarsi a casa sua per passare gli ultimi momenti con l'amico.

Quando ormai diviene vecchio e si è ritirato come assassino, decide di cominciare una nuova vita insieme a Sofia come contadino. Non vuole infatti avere più niente a che fare con l'ordine essendo stanco di quella vita che ha compiuto per oltre 30 anni. Infatti quando Shao Jun si reca a casa sua per chiedergli aiuto Ezio in un primo momento è scontroso rifiutandosi di aiutarla e addirittura le dice di andarsene. Alla fine Ezio decise di aiutarla ugualmente. Spiega infatti a Jun che non vuole più essere un assassino essendo stanco e vecchio, inoltre essendo stato un assassino per troppo tempo è sempre all'erta perché i suoi nemici potrebbero attaccarlo in qualunque momento e ferire la sua famiglia.

Vita sentimentale

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La particolarità di Ezio più rilevante è che è un abile seduttore, fin da giovane ha dimostrato di possedere una grande abilità nel sedurre il gentil sesso, tuttavia nonostante questa sua bravura paga lo stesso delle cortigiane quando vuole divertirsi sessualmente. Essendo di bell'aspetto ha fin da subito sfruttato questo suo dono riuscendo a sedurre molte donne del ceto nobile cacciandosi molte volte in situazioni imbarazzanti al punto di essere inseguito dalle guardie. Quando divenne un assassino il suo tempo libero diminuisce sempre di più e la sua preoccupazione principale è quella di sconfiggere i Borgia, tuttavia grazie al suo grande carisma riesce ugualmente a conoscere molte donne iniziando relazioni. Ezio è stato con molte donne ma solamente pochissime sono state importanti per lui.

  • Cristina Vespucci: è la prima relazione seria di Ezio, nonché la prima nella quale si sia innamorato. Al primo incontro con Cristina si dimostrò un po' impacciato non riuscendo a parlare con lei, infatti ella non lo degnò di attenzioni. Ezio per rimediare decise di seguirla per vedere dove abitava e dopo averla salvata da un tentato stupro da parte di Vieri de' Pazzi i due si avvicinarono sempre più fino a diventare amanti. Molte notti Ezio s'imbucava in camera di Cristina per passarci la notte insieme. Quando la famiglia di Ezio fu giustiziata, egli dovette lasciare la città insieme a sua madre e sua sorella, ma prima di farlo, con l'aiuto di Cristina, volle seppellire i corpi dei suoi fratelli e di suo padre. Lui le chiese di accompagnarlo ma lei per non abbandonare la famiglia rifiutò, così Ezio le regalò una collana come segno del loro amore eterno. Due anni dopo Ezio si ripresentò a casa di Cristina, ma ella ormai era fidanzata ed in procinto di sposarsi, pur ammettendo di non aver mai dimenticato Ezio. Quest'ultimo, per non rovinarle la vita, salva il suo futuro sposo, in debito con gli strozzini, e lo minacciò dicendogli che se l'avesse fatta soffrire, lo avrebbe ucciso. Otto anni dopo, quando Ezio era a Venezia, venne informato da Leonardo che Cristina era in città, così l'assassino decise di incontrarla di nascosto con una maschera, spacciandosi per suo marito. Cristina tuttavia si accorge dell'inganno e s'infuriò con Ezio e lo avvertì di non cercarla mai più. Quando Firenze fu controllata da Savonarola, Ezio tornò in città per ucciderlo e s'imbatté nel marito di Cristina che gli disse che gli uomini di Savonarola la stavano inseguendo. Uccisi gli sgherri di Savonarola, Ezio si rese conto delle ferite gravi della ragazza, e prima di morire, gli mostrò la collana che il ragazzo le diede anni prima, affermando che l'aveva sempre amato e che avrebbe voluto un'altra occasione. La morte di Cristina segnò profondamente Ezio, infatti come accennò a sua sorella in una lettera anni dopo, con la sua morte qualcosa in lui era morto per sempre.
  • Caterina Sforza: Quando Ezio accompagnò Leonardo a Venezia, i due fecero tappa a Forlì e qui Ezio salvò una donna intrappolata in una roccia per colpa dell'alta marea. Tale donna per ringraziarlo gli fece avere un passaggio gratis per Venezia affermando che la prossima volta che si fosse trovato a Forlì lo avrebbe intrattenuto. Poco dopo Leonardo le rivelò che la donna in questione era Caterina Sforza, signora di Forlì. I due s'incontrarono nuovamente quando Ezio tornò a Forlì con Machiavelli per uccidere i Fratelli Orsi che stavano assaltando la città. Quando Ezio tornò a Monteriggioni dopo essere fuggito da Roma con suo zio, passò una notte romantica insieme a Caterina. Ne fu felice e sperò che Caterina non lo stesse manipolando per questioni politiche. Quando la salvò dal Castel Santangelo a Roma, ella le rivelò che infatti era stata insieme a lui solo per migliorare la sua situazione politica. Ezio ne fu dispiaciuto sperando che ella provasse qualcosa per lui, tuttavia non esitò a salvarla. I due rimasero buoni amici negli anni e anche alleati.
  • Amelia: Quando Ezio si recò a Forlì per cercare la nave per Venezia, s'imbatte in due uomini che scommettevano con una donna su chi fosse il più veloce a cavallo. Ezio decise di gareggiare e chiese cosa avrebbe vinto, mentre Amelia con un doppio senso gli fece capire che avrebbero avuto un rapporto sessuale. Ezio vinse ed ebbe il suo premio.
  • Rosa: Quando Ezio arriva a Venezia, salva una giovane ladra di nome Rosa dagli uomini di Emilio Barbarigo. Dopo averla salvata i due diventano fin da subito buoni amici e Rosa mostrò fin da subito interesse per Ezio. La particolarità di Rosa e che lei è un maschiaccio ed era abile a saltare sui tetti come Ezio, infatti fu lei a insegnare a Ezio un nuovo metodo di salto. Molte volte infatti i due saltavano sui tetti di Venezia di sera per divertirsi. I due divennero amanti e per colpa della vita da assassino di Ezio la loro relazione finì ma rimasero buoni amici.
  • Sofia Sartor: Quando Ezio si reca a Costantinopoli per cercare le chiavi di Masyaf, si reca in una biblioteca dove s'imbatte in una donna italiana di nome Sofia Sartor. Quando Ezio trova la prima chiave trova anche un libro di Marco Polo suscitando l'interesse della ragazza. I due strinsero un patto, cioè che se Ezio avesse trovato altri libri del genere li avrebbe portati da lei. Ezio mantiene la promessa e porta i libri di Polo alla ragazza. Col tempo i due si avvicinarono sempre di più ed Ezio per la prima volta dopo anni sentì di nuovo quel sentimento di amore che sentiva con Cristina, infatti in una lettera destinata a sua sorella ammette che con Sofia ha potuto di nuovo sentire qualcosa che da anni non provava più e che pensava fosse morto per sempre insieme a Cristina. Molte volte Ezio pur di stare in compagnia di Sofia si reca alla sua biblioteca per passare del tempo insieme. La ragazza si affascina sempre di più all'assassino chiedendogli chi fosse ma Ezio pur di tenerla lontana dalla guerra tra Assassini e Templari, gli mente sul suo conto. Sofia col tempo s'invaghisce di Ezio e le chiese di accompagnarla ad Adrianopoli ma Ezio per colpa della ricerca delle chiavi dovette rifiutare ma i due trascorsero la giornata insieme facendo un pic-nic. Quando Ezio deve recarsi in Cappadocia, chiede a Yusuf di proteggere Sofia dicendogli che è una donna molto importante per lui. Appena seppe da Ahmet che le avrebbe fatto del male, Ezio torna a Costantinopoli trovando il cadavere di Yusuf e Sofia rapita. Furioso si mette alla ricerca di Ahmet per ucciderlo ma non lo fa perché vuole sapere dove si trova Sofia. Dopo avergli consegnato le chiavi di Masyaf, libera Sofia e i due si mettono all'inseguimento di Ahmet per ucciderlo e recuperare gli oggetti. Dopo esserci riusciti, Ezio rivela finalmente la verità alla ragazza ma ella non si spaventa, anzi, ne è affascinata. I due si recano insieme a Masyaf per aprire la biblioteca. Dopo che Ezio lascia la sua vita da assassino, i due tornano in Italia dove si sposano e vanno a vivere in una fattoria poco fuori Firenze. I due ebbero due figli: Flavia e Marcello. Prima di morire lascia una lettera a Sofia ringraziandola di tutto e per il suo amore, inoltre afferma che è stato l'amore per lei e per Flavia e Marcello a tenerlo in vita fino a quel momento.

Nella versione inglese, Ezio viene doppiato da Roger Craig Smith in tutte le sue apparizioni. Nella versione italiana Ezio è stato invece doppiato da Renato Novara in Assassin's Creed II e Assassin's Creed: Brotherhood. Nel successivo capitolo, a causa dell'invecchiamento, è stato necessario dargli una voce più matura, avendo Novara un timbro troppo chiaro, e per doppiare il personaggio in Assassin's Creed: Revelations e in Assassin's Creed: Embers è stato scelto Diego Baldoin. In Assassin’s Creed: Valhalla, Ezio fa un cameo vocale (da una grotta in cui si sentono frasi provenienti dal futuro, esce una frase di Ezio diretta a Minerva, presa dal finale di Assassin’s Creed II), in cui è doppiato da Marco Balzarotti.

Equipaggiamento

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Ezio è armato di due lame celate che negli anni vengono modificate da Leonardo da Vinci, suo caro amico, e a Costantinopoli come seconda lama celata (quella destra, rotta in combattimento a Masyaf contro i Templari di Leandros) riceve la Lama Uncinata Ottomana da Yusuf Tazim. Dalla polsiera della lama celata sinistra, Ezio può sparare proiettili, avvelenare i nemici o sparare dardi avvelenati, con la Lama Uncinata può muoversi più velocemente o attaccare il nemico. Ezio può equipaggiarsi anche di spade, mazze o armi pesanti che sa usare tutte con estrema agilità. Ezio è disposto anche di coltelli da lancio, di un pugnale da combattimento, di una balestra (usata anche come arma ravvicinata) e di bombe da lui stesso fabbricate, infatti è in grado di crearne di vari tipi, tra cui anche quelle tattiche (oltre a quelle fatte apposta per danneggiare gli avversari).

Ezio fin da giovane si dimostra abile nella corsa sui tetti e nell'arrampicarsi ma con gli anni migliora sempre di più; è inoltre un abile nuotatore in grado di tuffarsi da grandi altezze. Ezio ha sempre dimostrato uno charme irresistibile per le donne: inizialmente è conosciuto a Firenze per il suo fascino, ma con gli anni diventa sempre più maturo e saggio, non ponendo più le donne e il vino al primo posto divenendo uno dei migliori mentori della confraternita insieme ad Altaïr Ibn-La'Ahad. A Roma dimostra di saper parlare il francese (gli fu insegnato da due ragazze a Firenze).

In Revelations, oltre a saper utilizzare la lama uncinata, Ezio impara anche a fabbricare ed utilizzare vari tipi di bombe (tutto grazie agli insegnamenti di Yusuf Tazim).

Il personaggio di Ezio è stato acclamato dalla critica per la sua interpretazione e l'intera storia della sua vita ed è stato accolto molto positivamente dai fan. È considerato il miglior protagonista dell'intera serie videoludica, arrivando sempre primo in ogni classifica dei personaggi della serie. Per questi motivi è l'unico personaggio ad essere protagonista in tre capitoli principali della serie. Nel 2019, a dieci anni esatti dal debutto di Ezio nel 2009, i critici hanno continuato a ribadire il successo della saga raggiunto grazie alla notorietà di Ezio che rimane ancora il protagonista più amato dell'intero franchise.

Ezio ha vinto il premio da GameSpot come "Miglior nuovo personaggio del 2009". Ha ricevuto una nomination come "Miglior personaggio" ai Spike Video Game del 2010. Ai Guinness World Records Gamer's Edition del 2011 si è classificato alla 35ª posizione come personaggio videoludico più famoso. Ai Game Informer si è piazzato al terzo posto come miglior personaggio degli anni 2000 in poi. Nel 2012 GamesRadar+ lo ha posizionato all'ottava posizione come "il personaggio più influente, più cazzuto e più memorabile" nella storia dei videogiochi. GamesRadar lo ha classificato al 4º posto nella lista dei migliori personaggi videoludici di sempre. Nel 2013 la rivista Complex lo ha classificato al 37º posto come miglior personaggio più cazzuto dei videogiochi.

  1. Il futuro della serie: picchiaduro, PS Vita e..., in Play Generation, n. 73, Edizioni Master, dicembre 2011, pp. 10-11, ISSN 1827-6105 (WC · ACNP).
  2. SoulCalibur V, in Play Generation, n. 75, Edizioni Master, gennaio 2012, p. 15, ISSN 1827-6105 (WC · ACNP).
  3. (EN) Blue Mammoth, Introducing New Legend - Ezio: the Master Assassin - Patch 6.09, su Brawlhalla, 27 luglio 2022. URL consultato il 2 agosto 2025.
  4. Brawlhalla, in arrivo il crossover con Assassin's Creed - News Google Android, iPhone Apple, Nintendo Switch, Playstation 4, Xbox One, su Console-Tribe, 26 luglio 2022. URL consultato il 27 luglio 2022.

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