Antonio Maffei da Volterra

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Antonio Maffei da Volterra (Volterra, 1450Firenze, 3 maggio 1478) è stato un presbitero italiano, famoso per aver preso parte alla Congiura dei Pazzi.

Esponente di una antica e nobile famiglia di Volterra, Antonio Maffei fu un chierico e notaio papale.[1]

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

I motivi che spinsero il Maffei a prendere parte alla congiura sono da ritrovarsi nell'odio che egli nutriva, come molti suoi concittadini, nei confronti di Lorenzo il Magnifico, considerato il responsabile della devastazione della sua città natale messa a sacco nel 1472 dalle truppe fiorentine poste sotto il comando di Federico da Montefeltro, in seguito alla guerra scaturita tra Firenze e la città etrusca per il controllo e sfruttamento delle miniere di allume scoperte in territorio volterrano.

Tale episodio, di fatto, determina la fine di ogni autonomia politica per Volterra, entrando stabilmente nell'orbita dello Stato fiorentino.

La congiura[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Congiura dei Pazzi.

Il 26 aprile del 1478, per via del rifiuto di Giovan Battista Montesecco di uccidere in un luogo sacro, gli venne affidato il compito di uccidere Lorenzo de' Medici durante la Santa messa in Santa Maria del Fiore. Durante l'elevazione solenne, mentre Bernardo Bandini e Francesco de' Pazzi uccidevano Giuliano de' Medici, Antonio Maffei e Stefano da Bagnone ferirono di striscio Lorenzo, che però riuscì a barricarsi in sacrestia.

Con queste parole Niccolò Machiavelli ci tramanda l'episodio, nel momento in cui scatta l'aggressione ai due Medici: "Bernardo Bandini con un'arme corta, a quell'effetto apparecchiata, passò il petto a Giuliano [...] sopra il quale Francesco de' Pazzi gittatosi, lo empiè di ferite [...]. Messer Antonio [Maffei] e Stefano [Bagnoni] dall'altra parte, assalirono Lorenzo e, menatogli più colpi, d'una leggiera ferita nella gola lo percossono perché o la loro negligenza, o lo animo di Lorenzo che, vedutosi assalire, con l'arme sua si difese, o lo aiuto di chi era seco, fece vano ogni sforzo di costoro"[2]

Il Maffei fu catturato il 3 maggio, e, dopo esser stato linciato dalla folla, ormai senza orecchie, venne impiccato assieme a Stefano da Bagnone in Piazza della Signoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Cipriani, Volterra e Firenze. Dalla guerra alla pace, Ospedaletto (Pi), Pacini editore, p. 24
  2. ^ N. Machiavelli, Istorie Fiorentine, a cura di F. Gaeta, Milano, Feltrinelli, 1962, Libro VIII, cap. II, p. 509. Cfr. G. Cipriani, cit. p. 24

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Cipriani, Volterra e Firenze. Dalla guerra alla pace, Ospedaletto (Pi), Pacini editore, 2010
  • N. Machiavelli, Istorie Fiorentine, a cura di F. Gaeta, Milano, Feltrinelli, 1962

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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