Jacopo de' Pazzi

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Jacopo de' Pazzi (1421Firenze, 30 aprile 1478) fu uno dei responsabili della Congiura dei Pazzi.

Stemma dei Pazzi

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Andrea de' Pazzi, era legato alla famiglia Medici dal matrimonio del suo nipote Guglielmo con Bianca de' Medici, sorella di Lorenzo il Magnifico, ebbe a trovarsi contro la stessa famiglia Medici per questioni legate a eredità e per altri malumori derivati dalla supremazia politica ed economica di Lorenzo nella città di Firenze. Jacopo era infatti uno dei cittadini più ricchi di Firenze ed era stato per esempio lui a commissionare a Giuliano da Maiano (o forse a Filippo Brunelleschi stesso) il palazzo familiare.

Tramite suo nipote Francesco de' Pazzi, tesoriere di Papa Sisto IV, fu montata su la congiura, che aveva appoggi interni ed esterni, tra i quali lo stesso papa. Il 26 aprile 1478 si passò all'azione con l'uccisione tramite sicari di Giuliano de' Medici ed il ferimento di Lorenzo il Magnifico che si trovavano nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore per la messa.

La congiura però fallì per il sostegno popolare del quale godevano i Medici a Firenze. Fu la folla stessa inferocita a stanare nel giro di poche ore dopo l'attentato Francesco de' Pazzi e Francesco Salviati, Jacopo quattro giorni dopo, e altri tre giorni dopo Stefano da Bagnone e Antonio Maffei da Volterra, i quali dopo esser stati linciati vennero impiccati ad una finestra di Palazzo della Signoria, mentre Bernardo Bandini Baroncelli fu impiccato il 29 dicembre dell'anno successivo nel Palazzo del Bargello.

Jacopo in particolare, dopo aver tentato di sollevare un'insurrezione popolare al grido di "Libertà!" venne preso a sassate e cercò di fuggire da Firenze. Venne sorpreso da dei montanari mentre cercava di valicare l'Appennino e, nonostante le sue preghiere, venne riconsegnato ai fiorentini che lo giustiziarono alla fine del mese.

Jacopo era sposato con Maddalena Serristori, che dopo la congiura venne rinchiusa nel monastero di Monticelli presso Firenze dove rimase fino alla morte.

Ebbe una figlia naturale, poi legittimizzata, di nome Caterina (1463-1490), che seguì la madre Maddalena nello stesso convento e fu monaca. Venne beatificata da Papa Benedetto XIV. Non va confusa con l'omonima Caterina de' Pazzi, passata alla storia come Santa Maria Maddalena de' Pazzi.

Ma nemmeno dopo la morte il cadavere di Jacopo venne lasciato in pace. Dopo essere stato seppellito in Santa Croce, una serie di piogge scroscianti fecero lamentare i contadini che si trattava di una punizione divina per aver sepolto in terra consacrata un uomo tanto empio. Indicato come bestemmiatore si iniziò a dire che prima di morire aveva venduto la sua anima al diavolo. Venne così disseppellito e sepolto fuori dalle mura. Qui un gruppo di ragazzacci, quando erano già passate tre settimane dalla sua morte, lo disseppellirono e lo portarono davanti a Palazzo Pazzi, in un macabro scherzo verso i suoi familiari. Il cadavere fu allora gettato nell'Arno.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]