Muggia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Castello di Muggia)
Muggia
comune
Comune di Muggia
Muggia – Stemma Muggia – Bandiera
Muggia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Trieste-Stemma.png Trieste
Amministrazione
Sindaco Laura Marzi (Sinistra Ecologia Libertà) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate 45°36′N 13°46′E / 45.6°N 13.766667°E45.6; 13.766667 (Muggia)Coordinate: 45°36′N 13°46′E / 45.6°N 13.766667°E45.6; 13.766667 (Muggia)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 13,85 km²
Abitanti 13 122[1] (28-2-2017)
Densità 947,44 ab./km²
Frazioni Aquilinia (Žavlje), Belpoggio (Beloglav), Chiampore (Čampore), Farnei, Lazzaretto-San Bartolomeo (Lazaret-Sveti Jernej), Rabuiese (Rabujez), Santa Barbara (Korošci), Vignano (Vinjan), Zindis
Comuni confinanti Ancarano (Ankaran) (SLO), Capodistria (Koper) (SLO), San Dorligo della Valle (Dolina), Trieste
Altre informazioni
Lingue italiano
Cod. postale 34015
Prefisso 040
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 032003
Cod. catastale F795
Targa TS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona D, 1 929 GG[2]
Nome abitanti muggesani (mujesani in dialetto)
Patrono santi Giovanni e Paolo
Giorno festivo 26 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Muggia
Muggia
Muggia – Mappa
Posizione del comune di Muggia nella provincia di Trieste
Sito istituzionale

Muggia (Milje in sloveno[3], Muja in dialetto triestino, dialetto muggesano e in veneto) è un comune italiano di 13 122 abitanti della provincia di Trieste in Friuli-Venezia Giulia. È il comune più a sud della regione Friuli-Venezia Giulia, all'estremità settentrionale della penisola istriana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Muggia giace, esposta a nord-est, su un promontorio con tipico paesaggio collinare digradante verso il golfo di Trieste: dalle propaggini occidentali si può godere dello spettacolo (cosa che avviene in pochi altri luoghi dell'Italia) del tramonto sul mare Adriatico. Il territorio comunale muggesano si allunga sul versante settentrionale dell'omonimo promontorio, tra i Monti di Muggia e le acque del Vallone di Muggia che lo separano dalla città di Trieste. È l'ultimo lembo d'Istria – insieme ad una sezione del comune di San Dorligo della Valle/Dolina – rimasto alla Repubblica italiana dopo la seconda guerra mondiale ed in seguito al Memorandum di Londra (1954) ratificato dal Trattato di Osimo (1975).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Muggia sorse probabilmente come castelliere (villaggio fortificato) protostorico (età del ferro, VIII-VI secolo a.C.).

Dopo l'inizio della penetrazione romana nel Friuli e la fondazione di Aquileia nel 181 a.C., il territorio muggesano venne conquistato insieme al resto dell'Istria con le campagne condotte nel 178-177 a.C. I Romani vi posero un accampamento in posizione elevata, Castrum Muglae, per difendere le vie di comunicazione con la colonia dalle incursioni degli istri.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, a Muggia si avvicendarono le dominazioni del goto Teodorico, dei Longobardi, dei Bizantini e dei Franchi. Nel 931 fu donata dai re d'Italia Ugo e Lotario al Patriarcato di Aquileia. Nel 1354 subì un attacco da parte dei Genovesi e scelse di passare nel 1420 con la Repubblica di Venezia.

Alla fine del XV secolo l'abitato sul colle, l'odierna Muggia Vecchia, perse progressivamente importanza, col trasferimento di buona parte degli abitanti sulla riva del mare, presso il "Borgolauro", dove tuttora si trova il centro cittadino.

Dopo la fine della Repubblica di Venezia (1797) e la breve parentesi del Regno italico napoleonico (1805-1814), passò sotto il dominio asburgico, sotto il quale sviluppò una fiorente industria cantieristica navale, continuata fino alla crisi solo nella seconda metà del XX secolo, in seguito alla mutata politica italiana del dopoguerra in merito alle strategie produttive. Dopo la chiusura del Cantiere S.Rocco dove fu varata la prima corazzata in ferro della marina Asburgica (con trasferimento di molte maestranze al Cantiere "San Marco" di Trieste), e di quello chiamato Felszegy, sopravvisse solo il piccolo Cantiere Matassi che ha cessato un'attività piena solo nel 1990.

Alla fine dell'Ottocento il dialetto muglisano, una parlata ladina simile al friulano, si estinse. Le testimonianze delle ultime persone che parlavano il Muglisano sono state raccolte dall'abate Jacopo Cavalli nel 1889[4]. L'ultimo dei "Muglisani" fu Niccolò Bortoloni che fu una delle fonti, la più attendibile, a cui attinse il Cavalli e che morì all'inizio del 1898[5]. Va rilevato che per lungo tempo prima d'estinguersi il muglisano aveva convissuto con l'attuale muggesano, dialetto di tipo istro-veneto.

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la prima guerra mondiale il territorio di Muggia passò come l'intera Venezia Giulia al Regno d'Italia.

Nel 1923 il comune di Muggia cedette la frazione di Albaro Vescovà e parte della frazione di Valle Oltra al comune di Capodistria[6].

Dopo l'8 settembre 1943 il territorio subì l'occupazione militare tedesca diventando parte dell'Adriatisches Küstenland. Infatti, anche se quest'area divenne formalmente parte della nuova Repubblica Sociale Italiana, e rimase de iure sempre entro la sovranità del Regno d'Italia, fu di fatto sottoposta all'amministrazione militare diretta del 3º Reich. Il sentimento antinazista fu subito fortemente sentito, al punto che numerosi cittadini entrarono nella resistenza o la sostennero, aiutando però di fatto un'altra occupazione, quella jugoslava, salutata festosamente da certa parte della cittadinanza inneggiante all'istituzione della settima repubblica federativa. Fu grazie anche a concittadini fra i quali Vittorio Vidali se la linea del Partito Comunista jugoslavo non trovò applicazione e Muggia rimase italiana.

È negli anni dal 1943 al 1945 che si svolgono le vicende che hanno portato Muggia a ricevere la Medaglia d'Argento al Valor Militare (la massima onorificenza non fu concessa a causa dei movimenti filo-jugoslavi) per la Guerra di Liberazione, per i sacrifici delle sue genti e per l'attività nella lotta partigiana contro l'occupatore nazista "dopo l'8 settembre 1943" e fino alla fine della seconda guerra mondiale. Il suo comune subì le prime amputazioni territoriali a seguito del trattato di pace del 1947.
Le ulteriori rettifiche territoriali previste dal Memorandum di Londra (1954), con la definitiva assegnazione della Zona B del Territorio Libero di Trieste all'amministrazione jugoslava, furono effettuate a spese di Muggia (più di 10 k circa con 3 500 abitanti) perdendo gli abitati di Albaro Vescovà, dei Monti di Muggia e la zona di Punta Grossa che sino ad allora si trovavano nella Zona A del Territorio Libero di Trieste.
Le principali frazioni e località perdute, sono:

Molte delle località sopra elencate facevano parte dei Comuni Censuari Italiani (e prima ancora del Catasto Probatorio Austriaco detto Tavolare) di Plavia, Val d'Oltra e dei Monti di Muggia. Tenendo conto che oggi l'area comunale è di circa 13 k , il comune muggesano perse nelle due fasi la metà del suo territorio, in cui risiedeva un terzo della popolazione comunale che in larga maggioranza partì esule dopo il 1954. Il 10 novembre 1975 fu firmato il trattato di Osimo da delegati italiani e jugoslavi per accordarsi definitivamente riguardo al confine. Oggi la cittadina di Muggia punta sul turismo e sul commercio, grazie all'apertura delle frontiere ed ai progetti di collaborazione transfrontaliera.

Frazioni e località[modifica | modifica wikitesto]

  • Aquilinia (Žavlje): 1.576 ab.
  • Belpoggio (Beloglav): 50 ab.
  • Boa: 53 ab.
  • Chiampore (Čampore)
  • Farnei: 57 ab.
  • Lazzaretto-San Bartolomeo (Lazaret-Sveti Jernej): 61 ab.
  • Muggia, capoluogo comunale: 11.000 ab
  • Noghera o Noghere (Oreh): 44 ab.
  • Rabuiese (Rabujez): 75 ab.
  • San Rocco
  • Santa Barbara (Korošci)
  • Stramare (Stramar): 30 ab.
  • Valico Rabuiese: 59 ab.
  • Vignano (Vinjan): 125 ab.
  • Villaggio Castelletto: 66 ab.
  • Zindis

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesetta di Muggia vecchia
Il castello di Muggia visto dal porto

Sul colle Muggia Vecchia è stato realizzato il Parco archeologico di Muggia Vecchia (Castrum Muglae), che ospita la chiesa dedicata a Maria Assunta, unico edificio rimasto in piedi, ed i resti archeologici dell'abitato medioevale. Si narra che l'abitato di Muggia Vecchia cessò di essere luogo abitato, dopo la sua distruzione avvenuta da parte dei genovesi e di Paganino Doria nel 1353. Si disse pure che fu distrutta, lasciando in piedi la basilichetta dai triestini in perenne lotta contro i muggesani, causa le saline. Prima dell'attuale chiesa doveva esserci una precedente del VIII o IX secolo, della quale esistono alcuni elementi: l'ambone, il leggio e due grandi e larghi pilastri, a destra ed a sinistra dell'ingresso, dopo il rifacimento avvenuto nelsecolo XIII. I resti del borgo medioevale sono stati rimessi in luce dalle indagini archeologiche: un tratto di strada su cui si aprivano diverse distinte case, su un lato della strada appoggiate alle mura di cinta, un'abitazione che conserva resti del piano superiore, accessibile da una scala esterna in muratura e presumibilmente sede dell'officina di un fabbro al piano terra.

Gli scavi hanno rimesso in luce anche tracce di frequentazione nell'VIII secolo, ovvero una cava da cui furono scavate lastre di Arenaria, successivamente sistemata con murature di contenimento. I rinvenimenti testimoniano la presenza di un centro abitato del periodo risalente l'età del ferro, collocabile tra l'VIII e VI-V secolo a.C.

  • Castello di Muggia: si affaccia in posizione elevata sul porto, è di proprietà dello scultore Villi Bossi e di sua moglie Gabriella, e viene aperto al pubblico in particolari occasioni, specie per iniziative culturali e musicali.

Il primo nucleo del castello fu una torre fatta erigere dal patriarca di Aquileia Marquardo di Randeck nel 1374, nella zona chiamata Borgolauro. Successivamente venne aggiunto un quadrilatero di mura e delle torri di guardia per ospitare una guarnigione di soldati, la cui costruzione si protrasse sino al 1399. I merli della torre sono piani, ovvero di tipo guelfo. Nel 1701 fu avviato un primo progetto di restauro, curato dal conte Giovanni Polcenigo, che però fu effettuato solo nel 1735, su spinta del governo della Serenissima, nella cui orbita Muggia gravitava. Nell'Ottocento, il castello ricadde in uno stato di abbandono, nel quale rimase sostanzialmente sin quasi alla fine del secondo millennio, quando gli attuali proprietari lo riportarono all'originale splendore.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione è quasi per la sua totalità di madrelingua italiana. È altresì molto diffuso il dialetto muggesano (mujesan), una varietà locale di transizione tra il dialetto triestino, ormai dominante, e l'istroveneto.

La minoranza slovena storica è concentrata soprattutto nella zona di Rabuiese/Rabujez, Vignano/Vinjan, Belpoggio/Beloglav e nelle frazioni di Santa Barbara/Korošci ed Aquilinia/Žavlje.

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Istat 1971
95,30% madrelingua italiana
4,70% madrelingua slovena

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Fonti storiche[senza fonte] lo fanno risalire addirittura al XV secolo. Il sapore di un multicolore spettacolo popolare è però rimasto la caratteristica principale di questa festa. Nella sua formula attuale il Carnevale è organizzato come un concorso a premi per carri e gruppi in costume che, bandito dall'apposito comitato organizzatore, sfila per le strade di Muggia la domenica di carnevale; le compagnie carnevalesche sono (in ordine alfabetico) : Bellezze Naturali, Bora, Brivido, Bulli & Pupe, Lampo, Mandrioi, Ongia, Trottola.

La Brivido e l'Ongia sono le compagnie che sfilano da più anni; infatti sono le due più in competizione l'una con l'altra. La Brivido ha 1 punto in più rispetto all'Ongia vincendo anche l'edizione del 2014.

Persone legate a Muggia[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica
novembre 1989-17 dicembre 1990 Jacopo Rossini Partito Socialista Italiano Sindaco
17 dicembre 1990-1993 Fernando Ulcigrai Partito Socialista Italiano Sindaco
21 novembre 1993- 26 marzo 1996 Sergio Milo Indipendente di centro-sinistra Sindaco
27 marzo 1996-1º dicembre 1996 Pasquale Vergone - Commissario straordinario
1º dicembre 1996- 24 giugno 2001 Roberto Dipiazza Forza Italia Sindaco
24 giugno 2001-10 aprile 2006 Lorenzo Gasperini Lega Nord Sindaco
10 aprile 2006- 5 giugno 2016 Nerio Nesladek Partito Democratico Sindaco
5 giugno 2016-in carica Laura Marzi Sinistra Ecologia Libertà Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Le principali società della cittadina sono:

- Interclub Muggia, basket;

- A.S.D Muggia, calcio;

- Pullino, società di canottaggio;

- Società Velica di Muggia;

- Tennis Borgolauro

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Muggia 1945 che milita nella Eccellenza Friuli-Venezia Giulia. È nata nel 1945. Gioca le partite interne presso lo stadio comunale Paolo Zaccaria in via dei mulini; le altre società dilettantistiche del comune muggesano sono l'A.S.D. Muglia Fortitudo, nata nel 2004, che milita in prima categoria. Oltre a queste due società è presente anche l'A.S.D. Zaule Rabuiese, che rappresenta la zona di Aquilinia, frazione del comune muggesano, anch'essa militante nella Promozione del Friuli Venezia-Giulia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ La denominazione in sloveno non è ufficiale ma la minoranza linguistica è soggetta a tutela, cfr. Comune di Muggia – Statuto.
  4. ^ Jacopo Cavalli, Reliquie ladine raccolte a Muggia d’Istria con un’appendice sul dialetto tergestino, in Archivio Glottologico Italiano, XII, 1893, p. 202.
  5. ^ Matteo Bartoli, Due parole sul neolatino indigeno di Dalmazia, in Rivista Dalmatica, III, II, 1900, p. 209. Nella nota a pie' pagina si legge: L'ultimo che sapesse ancora il "tergestino" fu un G. de Jurco. morto nel 1889, l'ultimo dei "Muglizains" un Niccolò Bortoloni, morto nell'inverno 1898, pochi mesi dunque prima dell'ultimo "Dalmatico".
  6. ^ Regio Decreto 18 gennaio 1923, n. 53, art. 3
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dario Alberi, Istria, storia, arte, cultura, Lint Editoriale Trieste
  • Fabio Amodeo, Tutto Istria, Lint Editoriale Trieste
  • AA. VV., Istria, Cherso, Lussino, guida storico artistica, Bruno Fachin Editore
  • Gaetano Longo, Terra d'Istria, Lint Editoriale Trieste

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN145453249