San Dorligo della Valle

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San Dorligo della Valle
comune
(IT) San Dorligo della Valle
(SL) Dolina
San Dorligo della Valle – Stemma
San Dorligo della Valle – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Trieste-Stemma.png Trieste
Amministrazione
Sindaco Sandy Klun (PD) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 45°37′21″N 13°51′28″E / 45.6225°N 13.857778°E45.6225; 13.857778 (San Dorligo della Valle)Coordinate: 45°37′21″N 13°51′28″E / 45.6225°N 13.857778°E45.6225; 13.857778 (San Dorligo della Valle)
Altitudine 106 m s.l.m.
Superficie 24,22 km²
Abitanti 5 779[2] (28-2-2017)
Densità 238,6 ab./km²
Frazioni Aquilinia/Žavlje, Bagnoli della Rosandra/Boljunec, Bagnoli Superiore/Gornji konec, Botazzo/Botač, Caresana/Mačkolje, Crociata di Prebenico/Križpot, Crogole/Kroglje, Dolina (sede comunale), Domio/Domjo, Draga, Francovez/Frankovec, Grozzana/Gročana, Hervati/Hrvati, Lacotisce/Lakotišče, Log, Mattonaia/Krmenka, Moccò/Zabrežec, Monte d'Oro/Mont, Pesek, Prebenico/Prebeneg, Puglie/Pulje, San Giuseppe della Chiusa/Ricmanje, Sant'Antonio in Bosco/Boršt, San Lorenzo/Jezero, Zona Industriale/Industrijska cona[1]
Comuni confinanti Capodistria (SLO), Erpelle-Cosina (SLO), Sesana (SLO), Muggia, Trieste
Altre informazioni
Cod. postale 34018
Prefisso 040
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 032004
Cod. catastale D324
Targa TS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti dorligesi o dolinciani
Patrono sant'Ulderico
Giorno festivo 4 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Dorligo della Valle
San Dorligo della Valle
San Dorligo della Valle – Mappa
Posizione del comune di San Dorligo della Valle nella provincia di Trieste
Sito istituzionale

San Dorligo della Valle[3] (Dolina in sloveno[4][5][6], San Dorligo in dialetto triestino[5]) è un comune italiano di 5 779 abitanti della provincia di Trieste in Friuli-Venezia Giulia. Il territorio è caratterizzato dal fatto che buona parte del comune si trova in Istria (la cosiddetta valle del Breg), mentre una parte minore, a settentrione, si sviluppa sull'altipiano carsico. Il toponimo fin dal 1923 riunisce le denominazioni in italiano e sloveno del capoluogo (che dal 2003 si chiama soltanto Dolina): si tratta dunque di un comune sparso.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

"San Dorligo" scaturisce dall'antica forma del dialetto tergestino (preveneto) "Dorligo" (anche "Durlic"), ampiamente attestata fin dal secolo XIV, con la quale si chiamava la località e il suo santo patrono, sant'Ulderico[7]. "Dolina" invece significa "valle" in lingua slovena e nel 2003 è stato adottato quale nome della frazione capoluogo, mentre il nome dell'intero comune è rimasto immutato[8].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Le tracce delle prime frequentazioni umane nel territorio comunale risalgono alla preistoria, tuttavia i primi insediamenti stabili di una certa dimensione sono riconducibili alla cultura degli Istri, la cui presenza è ben rappresentata, tra le altre tracce, dai due maestosi castellieri di monte San Michele e monte Carso, posti come a guardia dello sbocco della Val Rosandra. Il Comune conserva anche alcune importantissime testimonianze riguardanti la fine dell'antico regno istro; le ricerche degli ultimi anni stanno infatti dimostrando che la battaglia che vide inizialmente sconfitti i romani durante la prima campagna d'Istria, ebbe luogo proprio sul territorio comunale[9]. L'anno successivo alla succitata battaglia, i romani ritornarono in forze conquistando tutta la penisola, così anche il territorio oggi amministrato dal Comune di Dolina passò sotto l'ala di Roma.

Successivamente alla fondazione della colonia romana di Tergeste, cominciò anche per la valle del Breg ed i territori contermini una periodo di pace e prosperità. La fertile valle, nucleo dell'odierno territorio comunale, fu riccamente coltivata a vite ed ulivo, di cui sono testimonianza numerosi rinvenimenti, sul territorio erano presenti diverse ville rustiche ed alcune necropoli. Dal punti di vista infrastrutturale, sicuramente i romani confermarono la natura di nodo di traffico della valle, porta dell'Istria, con strade e percorsi, mentre ben conservato è l'acquedotto romano della Val Rosandra, che assieme ad altri riforniva d'acqua fresca la colonia romana di Tergeste.

Anche il periodo tardoantico ha segnato il particolare territorio comunale. Durante le ondate migratorie gli abitanti degli insediamenti del territorio si rifugiarono in appositi avamposti isolati e difficilmente raggiungibili, posti sulle ripide rocce della Val Rosandra.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La crisi dell'Impero romano colpì duramente anche queste terre, gli antichi abitanti, romani o romanizzati, protessero in città fortificate, mentre il territorio visse un primo rimboschimento. Finito l'Impero d'Occidente, il territorio triestino passò prima agli ostrogoti, che vi governarono per quasi un secolo, seguì poi la riconquista bizantina, che continuò la tradizione romana sino alla metà dell'VIII secolo. Dopo alterni domini, Trieste con tutto il territorio contermine passò all'impero franco, che dominò la città per cinque secoli. Dal sesto-settimo secolo si assiste ad una progressiva colonizzazione del territorio, che risulta essere, con il nuovo millennio, già solidamente strutturato.

Il Medioevo segna anche l'inizio di una documentata indipendenza della valle del Breg, nucleo originario dell'odierno Comune, dalla città di Trieste. La valle era infatti un distretto a sé nell'ambito della diocesi del vescovo, signore feudale di Trieste ed il confine tra le due entità, il comune di Trieste ed il distretto appunto, è rimasto immutato dal medioevo. Il distretto aveva sede nel Castello di Moccò, da cui prendeva anche nome e contava i seguenti abitati (secondo le denominazioni dell'epoca) Riçmegne, Gassi, Borst, Breseç, Bagnoli, Preseriani, Creguiani, Sancti Odorici, Sancti Martini e Brde. Gli abitati di Preseriani e Brde sono andati perduti nel corso dei secoli, Gassi è l'antico nome dell'abitato di Log, mentre Sancti Martini coincide con la frazione di Brce presso Dolina, gli altri abitati hanno conservato quasi immutata la propria denominazione sino ad oggi.

La valle era inoltre sede della pieve matrice della Diocesi triestina, seconda per età solo alla basilica di Muggia vecchia e, ovviamente, alle basiliche paleocristiane urbane di Trieste. Si tratta nello specifico della pieve dedicata a san Ulderico e sita al centro dell'abitato di Dolina, formatosi proprio attorno all'importante centro ecclesiastico, abitato in cui aveva sede la residenza personale del vescovo triestino.

Il tardo medioevo fu segnato dalle guerre tra Trieste ed il Duca d'Austria da una parte e la Repubblica di Venezia dall'altra per il controllo delle strategiche vie commerciali che passavano in primo luogo attraverso il distretto di Moccò e nei suoi pressi. In questo periodo la storia del distretto coincide in sostanza con la storia del castello stesso.

Nuovoevo[modifica | modifica wikitesto]

Ritornata la valle alla casa d'Austria e distrutto il castello di Moccò nel 1511, l'eredità amministrativo-bellica della fortezza medievale passa al neonato castello di San Servolo. Un secolo dopo, nel 1632, venne istituita la Signoria di San Servolo, che continuò sostanzialmente la gestione dell'antico distretto di Moccò. Quasi a sottolineare la continuità storica tra il distretto e la nuova entità, ben presto i signori costruirono il proprio palazzo ai piedi delle rovine del castello di Moccò, palazzo che successivamente sarà conosciuto come Fünfenberg.

Il seicento fu tuttavia segnato anche da un fatto bellico di non poca importanza; da anni avvenivano infatti scaramucce tra vicini sul confine austro-veneto, la goccia che fece traboccare il vaso e diede via alla sanguinosa guerra di Gradisca (o degli Uscocchi) avvenne proprio a Dolina. Era il novembre 1615, la tensione tra Austria e Venezia stava per raggiungere il culmine e cominciarono le prime sortite a danno delle fortezze avversarie. Una notte un gruppo di incursori veneziani si avvicinò silenziosamente alla fortezza di San Servolo, per attaccarla all'improvviso, tuttavia la difesa retta da Benvenuto Petazzi era più resistente del previsto e la soldatesca rivoltò quindi verso valle, incendiando Prebenico, Brce e Dolina, distruggendo così anche l'antica Pieve matrice. Successivamente giunse una nave veneta alla foce della Rosandra con lo scopo di distruggere le saline triestine che lì stavano, tuttavia gli Imperiali non erano impreparati, giunsero rinforzi da Fiume ed esplose una cruenta battaglia, alla fine sul campo rimasero più di duecento morti dalle fila veneziane. Ormai la guerra non poteva più essere arginata.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il settecento è segnato dalla proclamazione di Trieste porto franco e dal sempre maggiore peso del porto sull'economia del territorio contermine. La fine del secolo ed i primi dell'Ottocento vedono il susseguirsi delle occupazioni francesi, che portarono le prime forme di amministrazione moderna nel nostro territorio. Nel successivo ritorno all'Austria e dopo le diverse modifiche amministrative che caratterizzarono quel periodo di riforme nacque finalmente il Capocomune di Dolina (secondo la definizione dell'epoca), che, assieme al Capocomune di Materija ricalcavano esattamente i confini della soppressa Signoria. In sintesi è possibile seguire la continuità della indipendenza amministrativa della valle del Breg dal Medioevo sino all'oggi.

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica

Dopo la prima guerra mondiale il Comune venne incluso nella regione amministrativa della Venezia Giulia, annessa al Regno d'Italia. Nel 1923 vi vennero aggregate la frazione di Grozzana e parte di Draga, staccate dal comune di Occisla-San Pietro, mentre furono distaccate le frazioni di Gabrovizza e Ospo, aggregate al comune di Decani, e San Servolo, aggregata al nuovo comune di Erpelle-Cosina[10].

Nel 1945, il territorio fu occupato dall'armata popolare jugoslava e successivamente dall'esercito americano e inglese. Per effetto del Trattato di Pace di Parigi del 1947, parti delle frazioni Draga, Grozzana e Verpoglie furono cedute alla Jugoslavia e aggregate al comune di Erpelle-Cosina (oggi in Slovenia).

Dal 1947 al 1954 fece parte della zona A del Territorio Libero di Trieste, e venne riaggregato alla Repubblica Italiana il 26 ottobre 1954, subendo tuttavia un'ulteriore perdita di territorio a seguito della modifica confinaria effettuata a favore della Jugoslavia. Le frazioni di Becca, Micheli e San Servolo passarono al comune di Capodistria.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al merito civile
«Comune situato sul confine nord-est della Repubblica italiana, occupato dalle truppe tedesche, a seguito della ferma opposizione della cittadinanza al fascismo subiva rastrellamenti, incendi di varie frazioni e spaventosi bombardamenti che causavano numerose vittime civili e la totale distruzione del patrimonio edilizio. La popolazione si mobilitò massicciamente confluendo nelle file partigiane e si prodigò in tutti i modi per resistere all'oppressore[11]
— San Dorligo della Valle/Dolina, 1920-1944

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo statuto comunale, nell'attività del Comune è garantita pari dignità sociale alla lingua slovena ed alla lingua italiana, potendo utlizzare la lingua minoritaria anche in ambito istituzionale.[1]

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Istat 1971:
29,50% madrelingua italiana
70,50% madrelingua slovena

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Panorama dal castello di San Servolo/Socerb (Slovenia)

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

I dati sulla popolazione delle seguenti 25 frazioni e località sono inclusi nel censimento ISTAT 2011:

Nelle valli del Rosandra e dell'Ospo[modifica | modifica wikitesto]

  • Aquilinia/Žavlje: 310 ab. - 28 m s.l.m.
  • Bagnoli della Rosandra/Boljunec: 1.305 ab. - 64 m s.l.m.
  • Bagnoli Superiore/Gornji Konec: 57 ab. - 81 m s.l.m.
  • Caresana/Mačkolje: 255 ab. - 105 m s.l.m.
  • Crociata di Prebenico/Križpot: 68 ab. - 17 m s.l.m.
  • Crogole/Kroglje
  • Domio/Domjo: 1.880 ab. - 12 m s.l.m.
  • Francovez/Frankovec
  • Hervati/Hrvati: 21 ab. - 260 m s.l.m.
  • Lacotisce/Lakotišče
  • Log
  • Mattonaia/Krmenka
  • Moccò/Zabrežec
  • Monte d'Oro/Mont: 20 ab. - 45 m s.l.m.
  • Prebenico/Prebeneg: 147 ab. - 235 m s.l.m.
  • Puglie di Domio/Pulje
  • Dolina: 1.892 ab. - 106 m s.l.m.
  • San Giuseppe della Chiusa/Ricmanje: 390 ab. - 164 m s.l.m.
  • Sant'Antonio in Bosco/Boršt: 453 ab. - 187 m s.l.m.
  • Zona industriale/Industrijska cona

Sull'altipiano carsico[modifica | modifica wikitesto]

  • Botazzo o Bottazzo/Botač
  • Draga o Draga Sant'Elia: 53 ab. - 354 m s.l.m.
  • Grozzana/Gročana: 106 ab. - 500 m s.l.m.
  • Pese o Pesse o anche Pese o Pesse di Grozzana/Pesek: 92 ab. - 474 m s.l.m.
  • San Lorenzo/Jezero: 18 ab. - 377 m s.l.m.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stabilimento della Wärtsilä Italia di Bagnoli della Rosandra

Nel comune hanno sede l'azienda produttrice di carte da gioco Modiano e, nella frazione di Bagnoli della Rosandra, la Wärtsilä Italia. Quest'ultima fa parte della corporation finlandese Wärtsilä, la quale nel 1999 ha rilevato da Fincantieri gli stabilimenti della società Grandi Motori Trieste.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di San Dorligo della Valle esistono varie associazioni sportive. Una di queste e la Società sportiva dilettantistica Breg, nata nel 1965.

La prima squadra di pallacanestro milita in C2, mentre di calcio milita nella seconda categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Comune di San Dorligo della Valle - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  3. ^ La denominazione ufficiale del comune è bilingue italiano-sloveno: Comune di San Dorligo della Valle – Občina Dolina.
  4. ^ Ministero dell'interno, servizi legislazioni minoranze etniche; DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia Giulia, Ministero dell'Interno. URL consultato l'8 novembre 2011.
  5. ^ a b AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 573.
  6. ^ denominazione ufficiale anche in italiano fino al 1923
  7. ^ Jacopo Cavalli, Reliquie ladine, raccolte in Muggia d'Istria, con appendice sul dialetto tergestino, Trieste 1893, p. 38
  8. ^ San Dorligo della Valle - Provincia di Trieste
  9. ^ Bernardini, F., Sgambati, A., Montagnari Kokelj, M., Zaccaria, C., Micheli, R., Fragiacomo, A., Tiussi, C., Dreossi, D., Tuniz, C., De Min, A., Airborne LiDAR application to karstic areas: the example of Trieste province (north-eastern Italy) from prehistoric sites to Roman forts, in Journal of Archaeological Science (2013), doi: 10.1016/j.jas.2012.12.029.
  10. ^ Regio Decreto 18 gennaio 1923, n. 53, art. 3
  11. ^ Comune di San Dorligo della Valle/Dolina - Medaglia di bronzo al merito civile, Quirinale. URL consultato il 26 agosto 2011.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dario Gasparo, La Val Rosandra e l'ambiente circostante, Lint Editoriale, Trieste (2008), ISBN 978-88-8190-240-8.
  • Dario Alberi, Istria, storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trieste, ISBN 978-88-8190-232-3.
  • Daniela Durissini e Carlo Nicotra, I sentieri del Carso Triestino, Lint Editoriale, Trieste, ISBN 88-8190-176-5.
  • Enrico Halupca, Le meraviglie del Carso, Lint Editoriale, Trieste, ISBN 88-8190-209-5.
  • Daniela Durissini e Carlo Nicotra, Itinerari del Carso sloveno, Lint Editoriale, Trieste, ISBN 88-8190-075-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN154857819