Bagnoli della Rosandra

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Bagnoli della Rosandra
frazione
(IT) Bagnoli della Rosandra
(SL) Boljunec
Bagnoli della Rosandra – Veduta
Panoramica del paese di Bagnoli della Rosandra
visto dalla vedetta di Moccò
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaProvincia di Trieste-Stemma.png Trieste
ComuneSan Dorligo della Valle-Stemma.png San Dorligo della Valle
Territorio
Coordinate45°36′48″N 13°51′29″E / 45.613333°N 13.858056°E45.613333; 13.858056 (Bagnoli della Rosandra)Coordinate: 45°36′48″N 13°51′29″E / 45.613333°N 13.858056°E45.613333; 13.858056 (Bagnoli della Rosandra)
Altitudine64 m s.l.m.
Abitanti1 305[1]
Altre informazioni
Cod. postale34018
Prefisso040
Fuso orarioUTC+1
Patronosan Giovanni Battista
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bagnoli della Rosandra
Bagnoli della Rosandra

Bagnoli della Rosandra[2] (Boljunec in sloveno[3], B'lunc in dialetto sloveno locale, Bolunz in triestino, Bolliunz[4] in tedesco) è una frazione del comune di San Dorligo della Valle/Dolina (TS), in Friuli, Venezia Giulia, nei pressi del confine con la Slovenia.

Durante il Regno d'Illiria fu comune autonomo[4], avente come frazioni[4] Bagnoli Superiore, Lacotisce e Mattonaia.
Nel 1849 passò sotto il profilo amministrativo al Margraviato d'Istria (parte del Litorale austriaco) come frazione del comune di Dolina[5].

Dopo la prima guerra mondiale fu annessa al Regno d’Italia.
Nel 1923, passò alla Provincia di Trieste[6] sempre come frazione del medesimo comune ora ridenominato San Dorligo della Valle.

La maggior parte degli abitanti appartiene alla minoranza slovena.

Ai margini del paese scorre il Rosandra (Klinšca in dialetto locale e Glinščica in sloveno). Il paese di Bagnoli è infatti la principale via d'accesso ai sentieri di fondovalle della Val Rosandra. Presso il fiume, poco più a monte del paese, si può notare l'acquedotto romano, che nonostante l'età persiste tuttora ben conservato.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile di Bagnoli

Una delle tradizioni locali tipiche è l'innalzamento dell'albero del 1º maggio: durante la notte di Beltane, cioè la notte tra il 30 aprile ed il 1º maggio, i ragazzi del paese che hanno passato l'iniziazione pagando il "lik'f", cioè al raggiungimento del 16º compleanno, si organizzano e innalzano nel mezzo della piazza del paese un pino attaccato ad un lungo palo di abete. Sul pino vengono attaccate arance e limoni. L'albero così addobbato, alto più di venti metri, è simbolo della fertilità, della primavera, della rinascita del paese. L'albero viene poi abbattuto tre giorni dopo e i bambini raccolgono i frutti.

La tradizione inizia il 28 aprile sera alle 21.00 dove i ragazzi e gli uomini del paese si radunano nella parte bassa del paese (n' Jami) dove c'è la sorgente e in fila per quattro marciano verso la piazza (n' G'rico). In testa c'è un ragazzo che porta un cosiddetto ramo (veja) di pioppo che sarà il trofeo conteso dai bambini che abitano nelle due parti del paese chiamate Ul'ca e Z'Blunc. Questo viene ripetuto per altre due volte la sera del 30 aprile e alle 13.30 del 1º maggio. Durante la marcia i ragazzi e gli uomini cantano la canzone paesana Barč'ca e In poglej. La giornata più festosa è il 1º maggio dove tutti i ragazzi e uomini indossano il vestito di festa con nel taschino alto della giacca il fiore e la foglia del castagno che è il simbolo della primavera. Così vestiti cantano la Barč'ca marciando verso il mlaj o maj (l'albero della cuccagna issato durante la notte). Tutte le tre giornate sono seguite dalle Fantovske ure (ore dei ragazzi) durante le quali viene eletto il ž'pn[7] che sarà il responsabile della manifestazione per un anno.

Un'altra tradizione locale è il giorno di Santo Stefano. Durante il pomeriggio le ragazze del paese si ritrovano in piazza e si lanciano le mele in segno di lapidazione. La tradizione vuole che quando la mela colpisce un ragazzo, egli diventerà lo sposo della ragazza che l'ha lanciata.

La sera di San Giovanni viene acceso un falò nella zona di Jama.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Bagnoli della Rosandra è la sede della Wärtsilä Italia, facente parte della Corporation finlandese Wärtsilä che nel 1999 ha rilevato da Fincantieri gli stabilimenti della società Grandi Motori Trieste erede a sua volta della Fabbrica Macchine Sant’Andrea.

Lo stabilimento della Wärtsilä Italia


Persone legate a Bagnoli della Rosandra[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 2011
  2. ^ denominazione introdotta a seguito del RD 800/1923, in precedenza la denominazione italiana (e tedesca) era "Bolliunz"
  3. ^ Parola formata da bolji unec che vuol dire sorgente migliore
  4. ^ a b c Bolliunz, Rosandra Bach, Lacodiszhia (attuale Lacotisce), Hor na Kontz (attuale Bagnoli Superiore) e Na kermenka (attuale Mattonaia) in: Mappe der GEMEINDE BOLLIUNZ, Im Istrianer Kreis Bezirk Fünfenberg, im Jahre 1819, fogli 2, 3, 4, 5, 6 – Archivio di Stato di Trieste
  5. ^ Boljunc nel comune di Dolina in: Gemeindelexikon, der im Reichsrate Vertretenen Königreiche und Länder. Bearbeit auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung vom 31. Dezember 1900. Herausgegeben von der K.K. Statistischen Zentralkommission. VII. Österreichisch-Illyrisches Küstenland (Triest, Görz und Gradiska, Istrien). Wien 1906
  6. ^ Regio Decreto 29 marzo 1923, G.U. 27 aprile 1923, n.99
  7. ^ Con il significato di "sindaco", più propriamente "capovillaggio", nella documentazione storica si ritrova spesso la denominazione "zuppano" o gastaldo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dario Gasparo, La Val Rosandra e l'ambiente circostante, Lint Editoriale, Trieste (2008), ISBN 978-88-8190-240-8
  • Dario alberi, Istria, storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trieste ISBN 978-88-8190-232-3
  • Daniela Durissini - Carlo Nicotra, I sentieri del Carso Triestino, Lint Editoriale, Trieste ISBN 88-8190-176-5
  • Enrico Halupca, Le meraviglie del Carso, Lint Editoriale, Trieste ISBN 88-8190-209-5
  • Daniela Durissini - Carlo Nicotra, Itinerari del Carso sloveno, Lint Editoriale, Trieste ISBN 88-8190-075-0

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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