Willer Bordon

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Willer Bordon
Willer bordon X legislatura.jpg

Ministro dei lavori pubblici
Durata mandato 22 dicembre 1999 –
25 aprile 2000
Presidente Massimo D'Alema
Predecessore Enrico Luigi Micheli
Successore Nerio Nesi

Ministro dell'ambiente
Durata mandato 25 aprile 2000 –
11 giugno 2001
Presidente Giuliano Amato
Predecessore Edoardo Ronchi
Successore Altero Matteoli

Sottosegretario di Stato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
Durata mandato 10 maggio 1998 –
22 dicembre 1999
Presidente Massimo D'Alema
Predecessore Alberto Ronchey (da Ministro)

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature X, XI, XII, XIII
Gruppo
parlamentare
PR, PCI, PDS, AD, UD e IDV
Coalizione AdP (1994), L'Ulivo (1996)
Circoscrizione Lazio 1
Collegio Trieste (X e XI Leg.); Suzzara (XII) e Roma-Ciampino (XIII Leg.)
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XIV, XV
Gruppo
parlamentare
DL e UD
Coalizione L'Ulivo (2001), L'Unione (2006)
Circoscrizione Friuli-Venezia Giulia
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PR (1987-1989)
PCI (1989-1991)
PDS (1991-1993)
AD (1993-1996)
UD (1996-1998)
IdV (1998-1999)
I Dem. (1999-2002)
DL (2002-2007)
Nuova UD (2007-2008)
UDpC (2008-2015)
Titolo di studio diploma di istituto tecnico industriale
Professione dirigente, giornalista
Willer Bordon.jpeg

Willer Bordon (Muggia, 16 gennaio 1949Roma, 14 luglio 2015) è stato un politico italiano, divenuto anche Ministro dei lavori pubblici e Ministro dell'ambiente della Repubblica Italiana.

Bordon è stato sposato con l'attrice Rosa Ferraiolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Già sindaco di Muggia (Friuli Venezia Giulia), è stato eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 1987 per il Partito Comunista Italiano, poi iscritto contemporaneamente al Partito Radicale.

È anche stato un esponente del Partito Democratico della Sinistra, nato dalla trasformazione del PCI.

Nel 1993, con Ferdinando Adornato, uscì dal PDS per aderire al nuovo partito politico di centro-sinistra Alleanza Democratica, fondato da Mario Segni.

Dopo che nel corso del tempo AD si disfece, Bordon ne rimase a capo, per poi farla confluire nel 1996 in Unione Democratica. Nel frattempo fu sottosegretario ai Beni Culturali durante il governo Prodi I, Ministro dei lavori pubblici durante il governo D'Alema II e Ministro dell'ambiente durante il Governo Amato II.

Bordon nel 1998 partecipò anche alla fondazione dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, e nel 1999 de I Democratici. Confluì insieme a I Democratici ne La Margherita: nel 2001 venne eletto al Senato ed è stato capogruppo del suo partito per la XIV legislatura.

Alle elezioni politiche del 2006 è stato rieletto al Senato.

Nel settembre del 2007 lascia La Margherita e con il senatore Roberto Manzione fonda una nuova Unione Democratica, in protesta contro il Partito Democratico da loro considerato sommatoria di partiti. Due mesi dopo il suo partito avvia una collaborazione stretta con i Liberal Democratici di Lamberto Dini e altri fuoriusciti della Margherita.

Il 25 novembre 2007, firmando un contratto con gli Italiani a Crozza Italia su LA7, ha promesso che il 16 gennaio 2008, giorno del suo compleanno, si sarebbe dimesso da senatore. In tale data, infatti, Bordon ha presentato le sue dimissioni al Presidente del Senato in carica, Franco Marini.

« Il mio non è un atto di rassegnazione, né tantomeno un gesto aventiniano, ma un atto forte di testimonianza di chi sente il dovere di difendere le istituzioni dalla deriva di sfiducia che investe la politica. Così non si può più andare avanti: siamo giunti al punto di rottura [...] un sistema di rendite, spesso difese da prassi consolidate, connotate dal privilegio quando non dall'illegalità. C'è un vuoto di credibilità di un intero gruppo dirigente. I privilegi vengono considerati insopportabili perché incardinati in un ceto politico che si giudica inefficiente.[1] »
(Willer Bordon)

Alle successive elezioni politiche del 2008, presenta il suo movimento, unito ai Consumatori Uniti di Bruno De Vita, ottenendo lo 0,25% dei voti.

Carriera imprenditoriale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2009 è stato socio fondatore, presidente e amministratore delegato della Enalg. La società detiene l'esclusiva per l'Italia della produzione di biocombustibile da biomasse algali conferita dalla società spagnola BFS Biofuel System S.L., della quale è stato anche azionista[2].

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Muore a Roma il 14 luglio 2015 dopo una lunga malattia.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Senato: Bordon scrive a Marini, esco da casta mi dimetto
  2. ^ Chi siamo
  3. ^ Addio a Willer Bordon, fu il liberal che inventò «Alleanza Democratica», in Corriere della sera, 14 luglio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Deputato del Collegio Uninominale Roma Ciampino Successore
Maurizio Gasparri 1996 - 2001 Antonio Rugghia
Predecessore Ministro dei lavori pubblici della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Enrico Luigi Micheli 22 dicembre 1999 - 25 aprile 2000 Nerio Nesi
Predecessore Ministro dell'ambiente della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Edo Ronchi 25 aprile 2000 - 11 giugno 2001 Altero Matteoli
Predecessore Sottosegretario di Stato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali Successore Emblem of Italy.svg
Alberto Ronchey (da Ministro) 10 maggio 1998 - 22 dicembre 1999 Giampaolo D'Andrea
Controllo di autorità VIAF: (EN9205309 · SBN: IT\ICCU\UBOV\064657