Ferdinando Adornato

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Ferdinando Adornato
Ferdinando Adornato.jpg

Segretario della Camera dei deputati
In carica
Inizio mandato 21 marzo 2013
Presidente Laura Boldrini

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature - XII

- XIV

- XV

- XVI

- XVII

Gruppo
parlamentare
XII:

- Progressisti - Federativo (Dal 14 giugno 1994 a fine legislatura)

In precedenza:

- GRUPPO MISTO (Da inizio legislatura al 14 giugno 1994)

XIV:

- Forza Italia

XV:

- UDC (Unione dei Democratici Cristiani e di Centro) (Dal 4 febbraio 2008 a fine legislatura)

In precedenza:

- Forza Italia (Da inizio legislatura al 4 febbraio 2008)

XVI:

- Unione di Centro per il Terzo Polo

XVII:

- Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD (Dal 16 dicembre 2014 - attualmente)

In precedenza:

- Scelta Civica per l'Italia (Da inizio legislatura al 10 dicembre 2013)

- Per l'Italia - Centro Democratico (Dal 10 al 16 dicembre 2013)

Coalizione XII:

Alleanza dei Progressisti

XIV e XV:

Casa delle Libertà

XVI:

Nessuna

XVII:

Con Monti per l'Italia

Circoscrizione XII:

Umbria

XIV e XV:

Veneto 2

XVI:

Abruzzo

XVII:

Sicilia 1

Collegio XII:

2 (Perugia-Todi)

XIV:

7 (Portogruaro)

Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Centristi per l'Europa (Dal 2017)
In precedenza:
Partito Comunista Italiano (Fino al 1991)
Partito Democratico della Sinistra (1991-1992)
Alleanza Democratica (1992-1994)
Indipendente (1994-2001)
Forza Italia (2001-2008)
Unione di Centro (2008-2016)
Indipendente (2016-2017)
Titolo di studio Laurea in Filosofia
Professione Giornalista

Ferdinando Adornato (Polistena, 11 maggio 1954) è un politico e giornalista italiano.

Laureato in filosofia, giornalista, dopo una militanza giovanile nel Partito Comunista Italiano è stato esponente della sinistra riformista con Alleanza Democratica: in seguito aderì a Forza Italia e nel 2008 passò all'UDC.

È stato inoltre il direttore editoriale del mensile Cronache di Liberal, divenuto in seguito l'organo ufficiale del partito, per tutta la sua uscita (dal 1995 al 2013).

Vive a Roma.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ferdinando Adornato con Pier Paolo Pasolini e Walter Veltroni nel 1975 a Piazza di Spagna.

Già iscritto al Partito Comunista Italiano, era direttore della rivista La Città Futura, periodico della FGCI, ed è stato anche giornalista de l'Unità. Nel 1980 pubblicò con la filosofa ungherese Ágnes Heller il libro intervista Per cambiare la vita[1].

Successivamente collaborò con la Repubblica e L'Espresso[1]. Inizialmente fu contrario allo scioglimento del PCI (osteggiò la mozione di Achille Occhetto aderendo a quella di Antonio Bassolino e di Alberto Asor Rosa), ma poi aderì al PDS[1], e nel 1992 fu tra i fondatori e leader di Alleanza Democratica, che lo portò all'elezione alla Camera dei deputati alle elezioni politiche del 1994[1].

Tra il 1992 e il 1993 fu un fervente supporter dell'inchiesta Mani pulite, sostenendo che l'intero sistema dei partiti non garantiva più democrazia e sognando «una nuova etica pubblica» contro «le mafie che hanno saccheggiato l'Italia fino a far scomparire ogni fisionomia di diritti e di doveri»[1], fino a paragonare Bettino Craxi ai brigatisti rossi, sostenendo che «dal punto di vista morale, terroristi e tangentisti hanno dimostrato una straordinaria contiguità»[2].

L'8 giugno 1994 fonda e guida il gruppo Area, «Un'area di confronto programmatico [...] di ispirazione liberaldemocratica, cristiana e ambientalista [...] elemento di ponte tra l'opposizione di sinistra e l'opposizione di centro»[3].

Nel marzo 1995 fonda e dirige il mensile Liberal, con fondi confindustriali e appoggi vaticani[1], al quale nel maggio 1996 verrà affiancata un'omonima fondazione[4][5].

Tra il 1996 e il 2001 Adornato non fa politica in parlamento, limitandosi a ricoprire il ruolo di giornalista e direttore di Liberal. All'inizio schierato su posizioni terziste, dal 2001 Adornato decide di farlo diventare un think tank molto vicino a Forza Italia[1].

Nel 2008 però, in contemporanea con la trasformazione in giornale quotidiano, avviene il passaggio di Adornato all'UdC. Di conseguenza il giornale assume una posizione fortemente critica nei confronti di PdL e PD, e diventa un organo di area UdC.

Dal 1999 Adornato iniziò a scrivere anche per Avvenire e dal 2000 per il Giornale, spostandosi progressivamente nell'area di centro-destra.

Alle elezioni politiche del 2001 viene rieletto deputato nel collegio uninominale di Portogruaro (circoscrizione Veneto 2) sostenuto dalla Casa delle Libertà (in quota Forza Italia).

Adornato è stato uno dei principali promotori del partito unico di centrodestra (la «Casa dei Moderati»), un soggetto politico di ispirazione popolare europea che potesse aggregare i principali partiti democratici e conservatori, oltre ai movimenti politici territoriali.

Alle elezioni politiche del 2006 è rieletto per la terza volta deputato, nella circoscrizione Veneto 2, nelle liste di Forza Italia.

Durante la militanza in Forza Italia, Adornato stilò la Carta dei valori (un libretto di 41 pagine pieno di citazioni tratte da Giorgio Amendola, Alcide De Gasperi, Alexis de Tocqueville, Giacomo Matteotti, Laozi, Gaetano Salvemini, Luigi Sturzo, i fratelli Rosselli e Filippo Turati), con pensieri originali come «continuità nella discontinuità», «umanesimo cristiano e laico» e «civiltà dell'amore»[1].

Nonostante le proprie posizioni precedenti, quando nel 2008 Silvio Berlusconi annunciò la nascita del Popolo della Libertà come partito unico del centrodestra, Adornato decide di non parteciparvi[6], spiegando:

« Questo è non il progetto unitario a cui lavoravamo e di cui avrebbero dovuto far parte anche An e Udc, ma un partito personalistico, la seconda edizione di Forza Italia. L'Italia ha bisogno di serietà non di improvvisazioni, non si può liquidare un partito e un progetto politico in tre minuti dal predellino di un'auto[7]. »

Nel febbraio del 2008 Adornato lascia quindi Forza Italia per aderire all'UdC. Il 4 febbraio 2008 si iscrive al gruppo parlamentare e inizia a fare campagna elettorale per il partito di Casini.

Alle elezioni politiche del 2008 viene nuovamente eletto deputato, nella circoscrizione Abruzzo, come capolista dell'Unione di Centro.

Alle elezioni politiche del 2013 è eletto per la quinta volta deputato, nella circoscrizione Sicilia 1, nelle liste dell'Unione di Centro, per via della rinuncia di Gianpiero D'Alia (che opta per un'altra circoscrizione).

Alla Camera dei deputati assieme agli altri eletti dell'UdC si iscrive al gruppo parlamentare di Scelta Civica per l'Italia e, il 21 marzo 2013, viene eletto segretario della Camera dei deputati in rappresentanza del medesimo gruppo.

Il 10 dicembre 2013 aderisce al gruppo parlamentare Per l'Italia nato da una scissione di Scelta Civica per l'Italia.

Il 16 dicembre 2014, infine, abbandona Per l'Italia per aderire ad Area Popolare, gruppo che comprende i parlamentari del Nuovo Centrodestra e dell'Unione di Centro a sostegno del caduto governo Renzi[8][9].

A maggio 2016 assieme a Pier Ferdinando Casini non rinnova la tessera dell'UDC, criticando l'atteggiamento critico nei confronti del Partito Democratico ed il progressivo riavvicinamento al centro-destra; cessa quindi di far parte del partito.

L'11 febbraio 2017 assieme al deputato Gianpiero D'Alia (che nel frattempo era stato espulso dall'UDC) ed allo stesso Casini fonda il movimento Centristi per l'Europa che, a differenza dell'Unione di Centro, vuole collocarsi nel centro-sinistra e con il PD di Matteo Renzi.[10]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Eroi del nostro tempo (a cura di A.), Roma-Bari, Laterza, 1986.
  • Oltre la sinistra. Come liberarsi dal complesso della sconfitta, Milano, Rizzoli, 1989.
  • Verso il Duemila (a cura di A. e Enrico Pedemonte), L'Espresso, 1990.
  • La rivoluzione delle coscienze. Come può rinascere un paese tradito dalle classi dirigenti, Milano, Rizzoli 1997.
  • La nuova strada. Occidente e libertà dopo il Novecento, Milano, Mondadori 2003.
  • Terrorismo e bugie, Fondazione Liberal, 2004.
  • Fede e libertà, (scritto con Rino Fisichella), Fondazione Liberal, 2007.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Peter Gomez e Marco Travaglio, Se li conosci li eviti, Milano, Chiarelettere, 2008.
  2. ^ Ferdinando Adornato, Da Curcio all'Enimont, in la Repubblica, 5 agosto 1993. URL consultato il 27 giugno 2017.
  3. ^ nasce l'Area di Adornato, in Corriere della Sera, 9 giugno 1994. URL consultato il 26 settembre 2009.
  4. ^ Arriva "Liberal", con Martinazzoli critico tv, in Corriere della Sera, 20 marzo 1995. URL consultato il 26 settembre 2009.
  5. ^ Dario Fertilio, Si sdoppia "Liberal". Nasce la Fondazione, in Corriere della Sera, 10 maggio 1996. URL consultato il 26 settembre 2009.
  6. ^ Adornato: non entro nel Pdl, in Corriere.it, 22 novembre 2007. URL consultato il 25 novembre 2007.
  7. ^ Barbara Fiammeri, Adornato: «A Berlusconi questa volta dico no», in Il Sole 24 ORE, 22 novembre 2007. URL consultato il 25 novembre 2007.
  8. ^ Fabrizia Argano, Perché il centrodestra ora deve tifare Renzi. La versione di Adornato, formiche.net, 13 giugno 2014. URL consultato il 12 gennaio 2016.
  9. ^ Arturo Diaconale, Berlusconi e il futuro del centrodestra, in L'Opinione, 10 aprile 2014. URL consultato il 12 gennaio 2016.
  10. ^ Casini tiene a battesimo i Centristi per l’Europa per riunire i moderati italiani, su LaStampa.it. URL consultato il 07 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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