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Roberto Manzione

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Roberto Manzione

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato30 maggio 2001 –
28 aprile 2008
LegislaturaXIV, XV
Gruppo
parlamentare
XIV: DL-L'Ulivo
XV:
- L'Ulivo (fino al 26/11/2007)
- Misto/UD-Consum (dal 27/11/2007)
CoalizioneL'Ulivo (XIV)
L'Unione (XV)
CircoscrizioneCampania
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato9 maggio 1996 –
29 maggio 2001
LegislaturaXIII
Gruppo
parlamentare
CCD, UDR, UDEUR
CoalizionePolo per le Libertà, poi L'Ulivo
CircoscrizioneCampania 2
CollegioSalerno-Mercato San Severino
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoCCD (1996-1998)
UDR (1998-1999)
UDEUR (1999-2002)
DL (2002-2007)
Nuova UD (2007-2008)
UDpC (2008-2017)
Titolo di studioLaurea in giurisprudenza
ProfessioneAvvocato

Roberto Manzione (Salerno, 2 giugno 1953) è un politico italiano.

Carriera politica

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È avvocato penalista, cassazionista, è stato leader dell'Unione Democratica per i Consumatori, assieme a Willer Bordon e Bruno De Vita.

Deputato del CCD e dell'UDEUR

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Alle elezioni politiche del 1996 viene candidato alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di Salerno-Mercato San Severino, sostenuto dalla coalizione di centro-destra Polo per le Libertà in quota CCD-CDU (lista tra il Centro Cristiano Democratico di Pier Ferdinando Casini e i Cristiani Democratici Uniti di Rocco Buttiglione), dove viene eletto deputato con il 49,9% dei voti[1]. Nel corso della XIII legislatura Manzione è stato componente della 2ª Commissione Giustizia, segretario del Comitato per la legislazione nel 1998 e ha rivestito il ruolo di vice-capogruppo del gruppo parlamentare "Centro Cristiano Democratico", che riuniva il CCD e il CDU. Nel 1998 aderisce all'Unione Democratica per la Repubblica e nel 1999, terminata tale esperienza, segue Clemente Mastella che dà vita all'UDEUR, diventandone capogruppo alla Camera.

Senatore de La Margherita

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Nella XIV Legislatura (2001-2006), viene eletto al Senato della Repubblica nella coalizione de L'Ulivo ed è vicepresidente del gruppo parlamentare del partito La Margherita dall'inizio della legislatura nel 2001 fino al 26 marzo 2002. Nella stessa legislatura, riveste inoltre i ruoli di:

  • Membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari;
  • Membro della 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione);
  • Vicepresidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle cause dell'inquinamento del fiume Sarno;
  • Membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa;
  • Membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare.

Nella XV Legislatura (2006-2008), Manzione viene riconfermato nella carica di senatore con La Margherita, ricoprendo i ruoli di:

  • Membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari;
  • Vicepresidente della 2ª Commissione permanente (Giustizia);
  • Membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa;
  • Membro della Delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare dell'Iniziativa Centro Europea;
  • Presidente della Commissione contenziosa, organo che sotto la sua guida annulla la decisione con cui l'ufficio di presidenza del Senato aveva disdettato gli accordi sugli emolumenti del personale senza rispettare l'obbligo di previa consultazione dei sindacati interni.

Dedica particolare attenzione alle problematiche di verifica dei poteri, delicatissime in un organo nel quale la maggioranza di governo riposa su pochissimi voti. In particolare, guida il Comitato inquirente per la regione Piemonte della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, al termine del quale deposita una relazione nella quale si propone di accogliere il ricorso sulla clausola del tre per cento avanzato dalla Rosa nel pugno.

In Assemblea, è intervenuto più volte su tematiche attinenti alla giustizia, caratterizzandosi per una certa conflittualità con le posizioni del giustizialismo più esasperato. Nel luglio 2007, ha mantenuto due suoi emendamenti sulla riforma dell'ordinamento giudiziario, uno dei quali è passato a stretta maggioranza e con il parere contrario del ministro Mastella nonostante fosse stato accolto in comitato ristretto dalla Commissione giustizia.

Dal 2007: l'UD

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Nel settembre del 2007 lascia la Margherita e con il senatore Willer Bordon ha fondato il movimento dell'Unione Democratica, in protesta contro l'adesione della Margherita al Partito Democratico, da loro considerato sommatoria di partiti. Successivamente l'UD di Manzione avvierà un processo costituente con il partito dei Consumatori Uniti di Bruno De Vita, dando vita nel gennaio 2008 all'Unione Democratica per i Consumatori. L'impegno parlamentare dell'Unione Democratica verso la riduzione del costo della politica e la tutela di consumatori e utenti, si concretizza con l'approvazione di tre emendamenti alla legge finanziaria per il 2008, finalizzati a ridurre a 60 il numero di componenti del governo, a tutelare gli utenti dei servizi pubblici locali e a introdurre la class action, grazie alla quale l'ordinamento italiano recepisce uno strumento per collegare ad un unico procedimento giudiziario una molteplicità di domande o pretese individuali, originate da un unico fatto illecito, estendendo gli effetti della decisione a tutti i soggetti coinvolti.[2].

Resta a palazzo Madama fino alla scadenza del mandato nell'aprile 2008.

  1. ^ Archivio storico elezioni: Collegio Salerno - Mercato San Severino, su elezionistorico.interno.gov.it.
  2. ^ Facendo seguito ad un disegno di legge già proposto nella precedente legislatura: "Al Senato, primo firmatario il sen. Manzione, è stato presentato negli stessi giorni (26 febbraio 2004) il disegno di legge n. 2792, recante Modifiche alla legge 30 luglio 1998, n. 281, in materia di azioni collettive a tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti" (Giulio Cataldi, Il problematico inserimento delle class actions nell'ordinamento italiano, Questione giustizia : bimestrale promosso da Magistratura Democratica. Fascicolo 4, 2005).

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