Castel Lichtenberg
| Castel Lichtenberg Burgruine Lichtenberg | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato attuale | |
| Regione | Trentino-Alto Adige |
| Città | Prato allo Stelvio |
| Coordinate | 46°38′01.23″N 10°33′51.98″E |
| Informazioni generali | |
| Tipo | Castello |
| Termine costruzione | XIII secolo |
| Condizione attuale | rovina |
| voci di architetture militari presenti su Wikipedia | |
Il castel Lichtenberg, o anche italianizzato castel Montechiaro (in tedesco Burgruine Lichtenberg) è un castello che si trova a nord di Prato allo Stelvio, in Alto Adige.
Storia
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Il castello risale molto probabilmente al primo XIII secolo ed è documentato dal 1228. Venne eretto dai conti di Tirolo per contrastare i vescovi di Coira, presenti sul versante opposto della valle.
Il muro di cinta appartiene probabilmente alla fase originaria. Nei documenti vengono citate anche le due torri: quella sud e la torre di Ilprando (in ted. Hiltprandsturm).
Durante il XIV secolo, la struttura venne ampliata con un grande palazzo e di un edificio secondario (denominato "piccolo palazzo") in stile gotico, ricco di affreschi con tematiche cavalleresche e del mitico re Laurino, dal 1908 conservati presso il Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum di Innsbruck.[1]
A seguito di alcune battaglie avvenute nei suoi pressi, come ad esempio la battaglia della Calven (1499), si decise di rafforzarne le strutture difensive elevando una nuova cinta muraria con merli, e una nuova torre, la torre circolare. Allora il castello era infeudato ai signori di Spaur, di cui si conserva a Praga il più antico registro dei beni proprietari del castello, risalente agli anni 1477-1483.[2]
La famiglia Khuen-Belasi entrò in possesso del castello nel 1513 e durante il XVI secolo, con l'aiuto dell'arcivescovo di Salisburgo Johann Jakob Khuen-Belasi, fece diversi lavori strutturali: al palazzo grande venne aggiunto un piano e venne costruita una torre scalare. Inoltre l'arcivescovo fece costruire una cappella.
Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, il castello subì un lento decadimento. Nel 1925 il castello, di proprietà privata, veniva descritto in condizione precarie. Un progetto di restauro e consolidamento fu elaborato nel 1950, ma venne in seguito abbandonato dopo averlo semplicemente sgomberato dalle macerie.
Nel 1961, a causa del pericolo di uno scivolamento a valle delle murature, il sindaco di Prato allo Stelvio richiese l'esecuzione di opere urgenti e tra il 1962 e il 1965 si avviarono le urgenti opere di consolidamento per le mura di cinta. Altri restauri furono eseguiti tra il 1982 e il 1984 da un'associazione locale e dalla locale soprintendenza.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Johanna Thali, «Schrift als Bild. Literatur als Teil adeliger Selbstdarstellung im Wandmalereizyklus der Burg Lichtenberg (um 1400)», in Wolfram-Studien, XIX, Berlino, 2006, pp. 269–300.
- ↑ Hannes Obermair, «Tirolensia im Nationalmuseum Prag», in Tutela dei beni culturali in Alto Adige 1991-1995, Vienna-Bolzano, Folio, 1997, pp. 277-290, qui p. 282s.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (DE) Hans Nothdurfter, Die Ruine Lichtenberg, Lana, Tappeiner, 1995. ISBN 88-7014-957-9
- (DE) Armin Torggler, Lebendiges Mittelalter in Südtirol, Bolzano, Athesia, 2010, pp. 102–105. ISBN 978-88-6011-127-2
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Musicmirror: Burgruine Lichtenberg, su musicmirror.de.
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