Capo Guardafui

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Capo Guardafui
Capo Guardafui
Panoramica di Capo Guardafui nel 1900
Stato Somalia Somalia
Regione Puntland
Distretto Bari
Coordinate 11°49′38.59″N 51°16′12.92″E / 11.827387°N 51.270256°E11.827387; 51.270256Coordinate: 11°49′38.59″N 51°16′12.92″E / 11.827387°N 51.270256°E11.827387; 51.270256
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Somalia
Capo Guardafui
Capo Guardafui

Il capo Guardafui (Ras Asir in somalo) è un promontorio calcareo di 244 metri di altezza della Somalia. Da esso prende il nome lo stretto oceanico al largo del Canale di Guardafui (o Marinka Gardafuul).

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Immagine satellitare del braccio di mare che separa il capo Guardafui, a ovest, dall'isola di Socotra a est.

Essendo situato a 11°49'N 51°15'E il capo Guardafui rappresenta il vertice nord-orientale del Corno d'Africa.
A nord del capo si stende il golfo di Aden a sud l'oceano Indiano.

Faro[modifica | modifica wikitesto]

Sul capo sorge il faro Francesco Crispi, inaugurato nel 1924, al tempo dell'occupazione italiana. Il faro ha un caratteristico "fascio" protuberante, che incredibilmente è sopravvissuto fino ai nostri giorni e che viene considerato come un possibile monumento storico della Somalia. Vi esisteva una stazione marconigrafica ed una stazione radio, funzionanti ai tempi della Somalia italiana.

A sud del capo è posto un altro capo denominato Falso Capo Guardafui o capo Sennàref, che per le nebbia veniva spesso scambiato dai naviganti per il capo Guardafui. Tale errore causava frequenti naufragi, fino alla creazione del faro Francesco Crispi.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Noto nell'antichità come Aromatum Promontorium ("promontorio delle spezie"), venne in seguito ribattezzato "Guardafui", con riferimento alla sua pericolosità per la navigazione. Nella lingua franca levantina usata dai navigatori dell'epoca, che in buona parte era basata sull'italiano, il significato era quello di "guarda e fuggi" o "guàrdatene".

Riferimenti letterari[modifica | modifica wikitesto]

Del capo Guardafui è fatta menzione nell'epico poema Os Lusíadas di Luís de Camões, l'opera più monumentale della letteratura portoghese:

(PT)

«O Cabo vê já Arómata chamado,
E agora Guardafú, dos moradores,
Onde começa a boca do afamado
Mar Roxo, que do fundo toma as cores;
Este como limite está lançado
Que divide Asia de Africa; e as milhores
Povoações que a parte Africa tem
Maçuá são, Arquico e Suaquém.»

(IT)

«Il Capo vede già Arómata chiamato,
E ora Guardafú, dai residenti,
Da dove viene la bocca del famoso
Mar Rosso, che riprende i colori dal fondo;
Questo come limite viene lanciato
Ciò divide l'Asia dall'Africa; e la migliore
Popolazioni che la parte africana ha
Maçuá são, Arquico e Suaquém.[senza fonte]»

(Os Lusíadas, canto X, strofa 97, Cabo Guardafui. O mar Vermelho.)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raffaele Laurenzi, Capo Guardafui. Un secolo di naufragi e di pirateria nelle acque del Corno d'Africa, Ledizioni, Milano, 2020.
  • Alberto Alpozzi, Il faro di Mussolini, 001 Edizioni, 2015
  • Vincenzo Meleca, Italiani in Africa Orientale, TraccePerLaMeta, 2017, pagg. 101-120
  • Guida d'Italia del Touring Club Italiano, "Possedimenti e Colonie". Milano, (1929).
  • Dizionario Enciclopedico Moderno. Ed. Labor. Milano, (1936).
  • Guida dell'Africa Orientale Italiana. Consociazione Turistica Italiana. Milano, (1938).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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