Capo Guardafui

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Capo Guardafui
Capo Guardafui
Il faro "Francesco Crispi", dalla forma a fascio littorio, inaugurato nel 1924.
Stato Somalia Somalia
Località Alula (Somalia)
Coordinate 11°49′38.59″N 51°16′12.92″E / 11.827387°N 51.270256°E11.827387; 51.270256Coordinate: 11°49′38.59″N 51°16′12.92″E / 11.827387°N 51.270256°E11.827387; 51.270256
Mappa di localizzazione: Somalia
Capo Guardafui
Portata 25 miglia nautiche
Visitabile no
Automatizzato dal 1997
Segnale
3 lampi rossi, periodo 15 s

Il capo Guardafui (Ras Asir in somalo) è un promontorio calcareo di 244 metri di altezza della Somalia.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Immagine satellitare del braccio di mare che separa il capo Guardafui, a ovest, dall'isola di Socotra a est.
Targa commemorativa del Faro "Francesco Crispi", scritta in italiano nel 1924.

Essendo situato a 11°49'N 51°15'E il capo Guardafui rappresenta il vertice nord-orientale del Corno d'Africa.
A nord del capo si stende il golfo di Aden a sud l'oceano Indiano.

Sul capo esiste un faro, inaugurato nel 1924 e chiamato "faro Francesco Crispi" al tempo dell'occupazione italiana.

Vi esisteva una stazione marconigrafica ed una stazione radio, funzionanti ai tempi della Somalia italiana.

Il faro ha un caratteristico "fascio" protuberante, che incredibilmente è sopravvissuto fino ai nostri giorni e che viene considerato come un possibile monumento storico della Somalia.

A sud del capo è posto un altro capo denominato Falso Capo Guardafui o capo Sennàref, che per le nebbia veniva spesso scambiato dai naviganti per il capo Guardafui. Tale errore causava frequenti naufragi, fino alla creazione del faro Francesco Crispi.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Noto nell'antichità come Aromatum Promontorium ("promontorio delle spezie"), venne in seguito ribattezzato "Guardafui", con riferimento alla sua pericolosità per la navigazione. Nella lingua franca levantina usata dai navigatori dell'epoca, che in buona parte era basata sull'italiano, il significato era quello di "guarda e fuggi" o "guàrdatene".

Riferimenti letterari[modifica | modifica wikitesto]

Del capo Guardafui è fatta menzione nell'epico poema Os Lusíadas di Luís de Camões, l'opera più monumentale della letteratura portoghese:

canto X, 97:

(Cabo Guardafui. O mar Vermelho.)

«O Cabo vê já Arómata chamado,
E agora Guardafú, dos moradores,
Onde começa a boca do afamado
Mar Roxo, que do fundo toma as cores;
Este como limite está lançado
Que divide Asia de Africa; e as milhores
Povoações que a parte Africa tem
Maçuá são, Arquico e Suaquém.»

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Alpozzi, Il faro di Mussolini, 001 Edizioni, 2015
  • Guida d'Italia del Touring Club Italiano, "Possedimenti e Colonie". Milano, (1929).
  • Dizionario Enciclopedico Moderno. Ed. Labor. Milano, (1936).
  • Guida dell'Africa Orientale Italiana. Consociazione Turistica Italiana. Milano, (1938).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN246985461 · GND: (DE4822421-2
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