C'eravamo tanto amati (film)

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« Nocera è Inferiore perché ha dato i natali a individui ignoranti e reazionari come voi tre! »
(Nicola Palumbo in una scena del film)
C'eravamo tanto amati
C eravamo tanto amati satta flores bongiorno.png
Mike Bongiorno e Nicola (Stefano Satta Flores) a Lascia o raddoppia?
Titolo originale C'eravamo tanto amati
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1974
Durata 120 min
Colore B/N, colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere commedia
Regia Ettore Scola
Soggetto Age & Scarpelli, Ettore Scola
Sceneggiatura Age & Scarpelli, Ettore Scola
Produttore Pio Angeletti, Adriano De Micheli per Dean Film
Distribuzione (Italia) Delta (1974)
Fotografia Claudio Cirillo
Montaggio Raimondo Crociani
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Luciano Ricceri
Costumi Luciano Ricceri
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Sandrelli, Gassman e Manfredi
Aldo Fabrizi in una scena del film

C'eravamo tanto amati è un film commedia del 1974, diretto da Ettore Scola e interpretato da Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefania Sandrelli, Stefano Satta Flores, Giovanna Ralli e Aldo Fabrizi.

A metà tra commedia all'italiana e cinema d'impegno sociale, il film rende anche omaggio ad altri generi cinematografici, in virtù della trama che percorre circa 30 anni di storia italiana, e soprattutto attraverso una serie di intuizioni filmiche in onore di Vittorio De Sica, Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Roberto Rossellini e Alain Resnais.

La pellicola si aggiudicò il Gran Premio al Festival cinematografico internazionale di Mosca, un premio César per il miglior film straniero e tre nastri d'argento. Il film è stato successivamente inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare, "100 pellicole che hanno cambiato la memoria collettiva del Paese tra il 1942 e il 1978".[1][2][3][4]

Il film è dedicato a Vittorio De Sica, scomparso durante la lavorazione.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Gianni, Antonio e Nicola sono tre partigiani divenuti amici durante la guerra di liberazione. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale si dividono: Nicola ritorna a Nocera Inferiore, dove diventa insegnante nel locale Ginnasio G.B.Vico, Antonio a Roma dove riprende il lavoro di portantino in un ospedale, e Gianni a Pavia per terminare gli studi di giurisprudenza. Qualche tempo dopo, Gianni e Antonio si ritrovano casualmente in una trattoria di Roma. Gianni è ora un avvocato tirocinante, mentre Antonio si è fidanzato con Luciana, aspirante attrice originaria della provincia di Udine ("son di Trasaghis, vicino Peonis") conosciuta mentre era degente all'ospedale.

Luciana e Gianni si piacciono subito. Gianni, ambizioso e meno idealista del suo amico, ne tradisce la fiducia, portandogli via Luciana. Il suo arrivismo lo porta però poi a cogliere l'occasione di lasciare Luciana per Elide, figlia sempliciotta di Romolo Catenacci, ex capomastro rude, disonesto e senza scrupoli, nostalgico fascista divenuto ricco palazzinaro. Diventerà anche il suo avvocato, aggirando la legge al fine di proteggerne i loschi affari, ormai parte dei suoi stessi interessi. Elide, nonostante gli sforzi di diventare una persona colta ed elegante per compiacere il marito, trova la morte in un incidente stradale che potrebbe essere un suicidio.

Intanto Luciana, dopo essere stata abbandonata da Gianni, avuto poi un breve flirt anche con Nicola, tenta quindi il suicidio, soccorsa in extremis da Antonio. Luciana però respinge nuovamente Antonio, rompendo i legami con i tre amici.

Antonio rimane quindi fedele alle sue idee politiche e per queste viene discriminato in ospedale dove combatte le sue battaglie che hanno perso di novità e si devono misurare con gli orizzonti molto più ristretti della vita quotidiana rispetto alle prospettive palingenetiche per le quali aveva rischiato la vita da partigiano. Nicola, professore al liceo classico Giambattista Vico di Nocera Inferiore, ha pretese intellettuali ed è attivo nel cineforum: proprio a causa dei film da lui proposti, tra i quali Ladri di biciclette è la goccia che fa traboccare il vaso, subisce l'ostracismo della classe dirigente locale, filo-democristiana, da sempre avversa ai film del neorealismo.

Escluso dall'insegnamento, lascia Nocera Inferiore abbandonando moglie e figli, per cercare fortuna a Roma in campo culturale. Tenta anche la fortuna a Lascia o raddoppia?, perdendo il massimo della somma messa in palio, andando fuori tempo massimo per aver divagato nella risposta a una semplice domanda su Ladri di biciclette, argomento che conosceva perfettamente, per poi tirare a campare firmando articoli di cinema con lo pseudonimo di "Vice", assumendo sempre più il ruolo caricaturale dell'intellettuale che da "voce critica e coscienza della nazione" resta impegnato in sterili polemiche e battaglie fini a se stesse.

Un giorno Antonio rincontra casualmente Gianni, che scambia per un posteggiatore abusivo, dato che Gianni stava cercando di districare l'ingorgo di un parcheggio ove vi era anche la sua auto, e propone una rimpatriata con Nicola. I tre amici si ritrovano a cena nella stessa trattoria di tanti anni prima ("Dal re della mezza porzione") e tracciano il bilancio della propria vita. Discutendo di politica, Antonio e Nicola finiscono per litigare fino a venire alle mani. Gianni tenta di assumersi la colpa morale di tutto, rivelando chi in realtà sia e in che agiatezza (e bassi principi morali) ormai vive. Ma non viene ascoltato, e nella colluttazione perde la patente, che Antonio per sbaglio consegnerà a Nicola. Ma la pace non tarda a tornare tra i tre vecchi amici e Antonio (che si è riservato per loro una sorpresa) decide di accompagnarli a un presidio notturno davanti a una scuola dove li fa incontrare con Luciana che, nel frattempo ritrovata e diventata sua moglie, sta in coda per iscrivere i loro due figli.

Gianni, sorpreso e nostalgico, ha una breve conversazione con Luciana in cui le dichiara il suo amore per lei, che dice mai scomparso in tutti quegli anni, sentendosi rispondere da Luciana che lei invece non ha mai pensato a lui dopo la loro rottura.

Amareggiato e solo più che mai, Gianni senza dire nulla si allontana dal presidio e sparisce nella notte; Antonio e Nicola si rendono conto della sua assenza solo quando Nicola guarda la patente e scopre che non è la sua ma è di Gianni. I due amici, con Luciana, gliela riporteranno il giorno dopo all'indirizzo scritto sulla patente stessa, vedendo Gianni, non visti, mentre questi sta per tuffarsi nella piscina della sua lussuosa villa: scoprono così la grande agiatezza di Gianni, che lo stesso non aveva avuto il coraggio di rivelare ai due amici.

Uscita e incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito nelle sale italiane il 21 dicembre 1974. Ebbe un grandissimo successo, posizionandosi al 13º posto della classifica nella stagione 1974-1975. L'incasso totale fu di circa 3.584.378.000 di lire dell'epoca.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente nel progetto degli sceneggiatori doveva esserci un solo protagonista, un professore di provincia entusiasta di Ladri di biciclette che abbandonava lavoro e famiglia per andare a Roma con l'obiettivo di conoscere Vittorio De Sica[5]. Il debito del film nei confronti del Neorealismo e in particolare di Vittorio de Sica è consistente. Oltre alla dedica finale al regista, sono presenti al suo indirizzo numerose citazioni e omaggi. Il film amato e recensito da Nicola nel suo cineforum è Ladri di biciclette; e proprio di De Sica Nicola è un appassionato ammiratore. Inoltre, in una delle sequenze finali, si vede sempre Nicola partecipare a un incontro pubblico con Vittorio De Sica nel quale questi rivela il trucco (vero) che ha utilizzato durante le riprese di Ladri di biciclette per far piangere il piccolo protagonista durante la scena dell'arresto del padre, e che era stato l'oggetto della domanda contestata dallo stesso Nicola durante la sua partecipazione a Lascia o raddoppia?.

Il personaggio di Luciana riprende quello di Adriana Astarelli, sempre interpretato da Stefania Sandrelli, nel film Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli. Entrambe sono ragazze di provincia in cerca di successo nell'ambiente cinematografico capitolino, ma che alla fine ripiegheranno in un lavoro da maschera all'interno di un cinema.

Da più riprese, sia interne che esterne, si nota che la villa di Gianni è la stessa dove sono state girate le scene del 4' episodio di Di che segno sei? di Sergio Corbucci del 1975, ovvero quello in cui Alberto Sordi, che impersona il gorilla del commendatore, riprende dopo tanti anni i panni del borgataro "italo-americano" Nando Mericoni.

Sempre la villa di cui sopra è stata altresì utilizzata per alcune scene interne (sala biliardo con le teste di animali imbalsamati appese al muro) di La vergine, il toro e il capricorno di Luciano Martino del 1977.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cento film e un'Italia da non dimenticare, movieplayer.it, 4 marzo 2008. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  2. ^ Ecco i cento film italiani da salvare, corriere.it, 28 febbraio 2008. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  3. ^ CineMagazine Online 100 film: Mereghetti, Brunetta, Peter von Bagh e lo storico De Luna, cinegiornalisti.com. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  4. ^ C'eravamo tanto amati, retedeglispettatori.it. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  5. ^ C'eravamo tanto amati, treccani.it. URL consultato il 6 dicembre 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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