Arthur Wellesley, I duca di Wellington

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«È picchiar sodo, questo, signori. Staremo a vedere chi picchierà più a lungo.»

(il Duca di Wellington durante la Battaglia di Waterloo)
Arthur Wellesley
Arthur Wellesley, 1st Duke of Wellington by Alfred, Count D'Orsay.jpg
Ritratto del Duca Arthur Wellesley, (Opera di Alfred d'Orsay e conservata presso il Castello di Windsor)

Primo ministro del Regno Unito
Durata mandato 17 novembre 1834 –
9 dicembre 1834
Monarca Guglielmo IV
Predecessore William Lamb, II visconte Melbourne
Successore Robert Peel

Durata mandato 22 gennaio 1828 –
16 novembre 1830
Monarca Giorgio IV
Predecessore Frederick John Robinson
Successore Charles Grey

Dati generali
Prefisso onorifico Feldmaresciallo Sua Grazia
Suffisso onorifico Duca di Wellington
KG, KP, GCB, GCH, PC, FRS
Partito politico Partito Tory
Università Eton College
Firma Firma di Arthur Wellesley
Arthur Wellesley
Arthur Wellesley - Lawrence 1814-15.jpg
Ritratto in Uniforme del Duca = Arthur Wellesley, (Opera di Thomas Lawrence e conservata nella Camera di Waterloo del Castello di Windsor)
Soprannome
  • Il Duca di Ferro
  • Il Vecchio Nasone
NascitaDublino, 1 maggio 1769
MorteWalmer, 14 settembre 1852
Luogo di sepolturaCattedrale di San Paolo
Dati militari
Paese servitoFlag of the United Kingdom.svg Regno Unito
Forza armataEsercito Reale Inglese
ArmaFanteria, Cavalleria
Grado
Guerre
Campagne
Battaglie
Comandante di
Decorazionicavaliere dell'Ordine della Giarrettiera, del Bagno ecc.
Studi militariAccademia Militare di Equitazione di Angers
Frase celebreNulla tranne una battaglia perduta può essere malinconica la metà di una battaglia vinta
Altre caricheDiplomatico
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Arthur Wellesley, I duca di Wellington
Duca di Wellington
In carica 1814 –
1852
Investitura 1814
Predecessore Titolo creato
Successore Arthur Wellesley, II duca di Wellington
Nome completo Arthur Wellesley
Altri titoli Conte di Mornington
Principe di Waterloo
Duca di Ciudad Rodrigo
Duca della Vittoria
Conte di Vimeiro
Marchese di Torres Vedras
Nascita Dublino, 1 maggio 1769
Morte Walmer, 14 settembre 1852
Sepoltura Cattedrale di San Paolo
Dinastia Wellesley
Padre Garret Wesley, I conte di Mornington
Madre Anne Wellesley nata Hill-Trevor
Consorte Catherine Pakenham
Religione anglicana

Sir Arthur Wellesley, I duca di Wellington (RP: ['ɑː.θəʳ 'welz.li][1]; Dublino, 1º maggio 1769Walmer, 14 settembre 1852), è stato un generale e politico britannico di origine irlandese.

Dopo aver iniziato la carriera militare combattendo in India, comandò le forze anglo-portoghesi durante la guerra d'indipendenza spagnola espellendo, dopo una serie estenuante di campagne dal 1809 al 1813, l'esercito francese dalla Spagna e raggiungendo la Francia meridionale.

Vittorioso e salutato come un eroe in patria, prese parte come rappresentante del suo paese al Congresso di Vienna. Dopo il ritorno di Napoleone Bonaparte dall'isola d'Elba, assunse il comando delle forze anglo-alleate schierate in Belgio e vinse, insieme all'esercito prussiano del feldmaresciallo Gebhard Leberecht von Blücher, la battaglia di Waterloo, che determinò la sconfitta definitiva dell'imperatore francese.

Wellington fu anche per due volte primo ministro del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda.

Generale avveduto, metodico e riflessivo, alieno da slanci offensivi ma prudente e sagace nella manovra, il duca di Wellington adottò abili tattiche di battaglia sfruttando le capacità difensive delle sue truppe e nella penisola iberica ottenne una serie di brillanti vittorie contro i luogotenenti di Napoleone, nonostante le grandi difficoltà organizzative e la limitatezza dei suoi mezzi.[2] Nella campagna del 1815 in Belgio fu sorpreso dalla rapidità delle manovre iniziali di Napoleone e dovette combattere una drammatica battaglia difensiva a Waterloo; la sua solidità di spirito e il coraggio dei suoi soldati gli permisero di resistere fino all'intervento decisivo dell'esercito prussiano.

Il suo nome è stato associato a un tipo di stivale (lo stivale Wellington), a un bombardiere inglese della seconda guerra mondiale (il Vickers Wellington) e ad un secondo piatto (il filetto alla Wellington).

Il nome inglese della capitale della Nuova Zelanda (prima fu "Port Nicholson") è "Wellington", in onore del duca di Wellington, vincitore della battaglia di Waterloo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Wellington nacque con il nome di Arthur Wesley a Dublino, presso la tenuta di Mornington House, o nella residenza familiare di Dungan Castle, vicino a Trim, contea di Meath, da una famiglia protestante della piccola nobiltà, di lontane radici inglesi. Era il terzo dei cinque figli di Garret Wesley, I conte di Mornington. L'esatta data di nascita è avvolta da un alone di incertezza; egli stesso celebrava il suo compleanno il 1º maggio, ma il registro parrocchiale di St. Peter, a Dublino, riporta il battesimo al 30 aprile. La famiglia cambiò più tardi la forma del cognome in "Wellesley", che il fratello maggiore Richard considerava l'antica e propria grafia, nel 1798.

Il giovane Arthur fu educato ad Eton dal 1781 al 1785, ma la sua poco brillante condotta negli studi e alcune traversie economiche lo costrinsero a proseguire la sua istruzione a Bruxelles, in Belgio.

Prima dei vent'anni Wellington non mostrò segni di distinzione. Sua madre lo avviò alla carriera militare. Divenne un accanito giocatore d'azzardo, dedito al bere, e un gran donnaiolo. S'innamorò della figlia di un altro nobile anglo-irlandese, Miss Catherine Pakenham, chiedendone la mano, ma la famiglia di lei rigettò la proposta, asserendo che egli era un giovane senza prospettive. Lo shock di questo rifiuto destò in lui la volontà di cambiare le smodate abitudini: diminuì notevolmente il bere, smise di giocare d'azzardo e, episodio rimasto assai famoso, bruciò il suo amato violino che era abituato a suonare durante le baldorie giovanili. Incominciò anche da autodidatta un rigido studio dell'arte della guerra, cosa che non era insegnata nelle accademie britanniche.

Partì volontario per le campagne militari nei Paesi Bassi e nelle Indie Orientali, ottenendo spettacolari successi e salendo in un decennio sino al rango di maggior generale, vincendo tutte le battaglie e ricavando una fortuna dalle considerevoli ricompense in denaro da parte dei vari raja, alleati della Corona.

L'inizio della carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Wellington nel 1795

Nel 1787 sua madre e suo fratello Richard acquistarono per il giovane Arthur il grado di alfiere nel 73º Reggimento di fanteria. Dopo aver ricevuto l'addestramento in Inghilterra, frequentò l'Accademia militare di equitazione di Angers, in Francia. Il suo primo incarico fu quello di aiutante di campo di due viceré d'Irlanda, tra il 1787 ed il 1793, ma i suoi uffici erano più politici che militari. Fu promosso tenente nel 1788. Due anni più tardi venne eletto come membro indipendente per la sede familiare di Trim nella Camera dei Comuni irlandese, posizione che ricoprì per sette anni. Salì rapidamente di grado (in buona misura attraverso il sistema dell'acquisto, a quei tempi permesso e perfino richiesto per quel che riguardava gli ufficiali dell'esercito britannico), diventando tenente colonnello nel 33º Reggimento di fanteria nel 1793. Partecipò alla sfortunata campagna anti-francese guidata dal Duca di York nei Paesi Bassi tra il 1794 ed il 1795 e fu presente alla battaglia di Boxtel. Ricordò in seguito: «Appresi ciò che non dovevo fare, e questa è una notevole lezione».

Nel 1796, dopo la promozione a colonnello, seguì il suo reggimento nelle Indie Orientali. L'anno seguente suo fratello maggiore Richard fu nominato governatore generale dell'India e, allo scoppio della guerra (1798) contro il sultano di Mysore, Arthur Wellesley divenne comandante di divisione. Al contempo, fu nominato governatore di Shrirangapattana e di Mysore, incarichi conservati fino al 1805. Combatté a Shrirangapattana, Assaye, Argaum ed assalì la fortezza di Gawilghur.

A seguito di tale vittoriosa campagna, gli fu affidato il comando supremo, politico e militare, del Deccan; occupando tale posizione, sconfisse il capo predone Dhundia Wagh (che per ironia della sorte evase da Seringapatam durante l'ultima battaglia della guerra contro Mysore) e sbaragliò i principi Marathi (popolazione del Maharashtra che parla una lingua indo-aria) nella sanguinosa battaglia di Assaye (1803).

Nel 1804, ricevette l'onorificenza di cavaliere, la prima di numerose altre che avrebbero costellato la sua vita. Al termine dell'incarico di governatore delle Indie del fratello, 1805, entrambi fecero ritorno in patria, e furono costretti a difendere il loro imperialistico (e dispendioso) impiego delle forze inglesi in India (il primo discorso di Wellington in Parlamento fu proprio in difesa del fratello).

Wellington fu eletto membro del parlamento per Rye (Sussex) nella Camera dei Comuni per sei mesi nel 1806; l'anno successivo ebbe la stessa nomina per Newport, zona che rappresentò per due anni. Era un esponente del Partito Tory per il quale rivestì anche molti altri importanti incarichi nel medesimo periodo.

Tuttavia, la sua carriera politica era destinata ad interrompersi bruscamente, poiché dovette prendere parte alle guerre napoleoniche, nell'ambito di una spedizione in Europa continentale.

Le guerre napoleoniche[modifica | modifica wikitesto]

Lawrence, Il Duca di Wellington a cavallo di Copenaghen. Olio su tela, 1818.

Negli anni successivi Wellington affrontò gli eventi che ne determinarono il grande rilievo storico. Dal 1789 in Francia aveva avuto luogo la Rivoluzione e, dopo aver assunto il governo nel 1799, Napoleone Bonaparte aveva ben presto raggiunto un potere tale da minacciare con i suoi eserciti gran parte dell'Europa. Il governo inglese si affannava alla ricerca di una via per far cessare la minaccia Napoleone e Wellington contribuì a fornire una risposta definitiva a questa esigenza.

Dapprima fu nominato vice-comandante della spedizione in Danimarca (1807), che presto lo condusse alla promozione a tenente generale ed a un trasferimento nella campagna della guerra d'indipendenza spagnola. Sebbene tale campagna non stesse andando particolarmente bene, era l'unico luogo in cui inglesi e portoghesi fossero riusciti ad impegnare in combattimento sulla terraferma la Francia e i suoi alleati. Wellington aveva sottoposto a lord Castlereagh un memorandum sulla difesa del Portogallo ed egli lo mise a capo di una forza di spedizione.

Subito Wellesley sconfisse i francesi del generale Junot a Roliça ed a Vimeiro nel 1808. La conseguente convenzione di Sintra stabilì che l'esercito inglese avrebbe trasportato i francesi fuori da Lisbona con tutto il bottino; le conseguenti polemiche in patria fecero sì che Wellesley fu per breve tempo richiamato in Inghilterra.

Nel frattempo Napoleone stesso aveva guidato la riconquista della Spagna con i suoi veterani e quando sir John Moore, comandante in capo dell'esercito anglo-portoghese in Spagna, morì durante la battaglia di La Coruña, Wellington gli succedette nella guida di tutte le forze britanniche in Portogallo.

Tornato in Spagna nell'aprile del 1809, sconfisse gli eserciti di Giuseppe Bonaparte (fratello maggiore di Napoleone) nella battaglia de Talavera. Per tale vittoria, fu insignito del titolo nobiliare di "Visconte Wellington" di Talavera e di Wellington (città dell'Inghilterra sud-occidentale nella Contea di Somerset).

Quando i francesi al comando del maresciallo Massena invasero di nuovo il Portogallo (1810), Wellington ne rallentò l'avanzata nella battaglia del Buçaco, per poi impedire loro la conquista della penisola di Lisbona grazie all'efficacia delle linee difensive di Torres Vedras appena terminate, unitamente alla protezione navale fornita dalla Marina di Sua Maestà (l'incruenta battaglia di Lisbona). Le forze d'invasione francesi, demoralizzate ed affamate, furono costrette a ripiegare dopo sei mesi. Lord Wellington continuò la sua marcia fino ad espellere completamente i francesi dal Portogallo nel 1811, con le battaglie di Fuentes de Oñoro e Albuera.

Nel maggio 1811 divenne "Conte di Wellington" per i servigi resi alla Corona in Portogallo. Compì delle rapide spedizioni in Spagna, appoggiato dai ribelli, e penetrò in Castiglia dove fece letteralmente a pezzi l'armata del maresciallo Marmont nella battaglia di Salamanca (ove tra l'altro morì il grande generale di cavalleria inglese John Gaspard Le Marchant). Per tale grande vittoria fu nominato "Marchese di Wellington" il 3 ottobre. Entrò così trionfalmente a Madrid, tra le ovazioni della popolazione, e qui ottenne la resa della città da parte di Giuseppe Bonaparte (1812).

Ritornato in Portogallo, un contrattacco francese mise gli inglesi in momentanea difficoltà, ma lord Wellington riprese subito il comando delle forze alleate in Spagna. Approfittando del ritiro di molte truppe francesi impegnate nella campagna di Russia, Wellington condusse una nuova offensiva su larga scala nel 1813, che culminò nella battaglia di Vitoria (celebrata da Beethoven ne La vittoria di Wellington op. 91), dove con un'abile manovra strinse in una tenaglia tre intere armate francesi poste sotto il comando nominale di Giuseppe Bonaparte; respinti così i francesi dalla Spagna, venne promosso maresciallo di campo e valicò con l'intero esercito i Pirenei, dove si scontrò nuovamente con le armate francesi. Annientata ogni resistenza, invase la Francia ed alla fine sconfisse i francesi nella battaglia di Tolosa (1814), mentre intanto Napoleone, battuto a Lipsia il 14 ottobre, firmava la propria abdicazione a Fontainebleau e veniva esiliato sull'isola d'Elba.

Salutato come un eroe conquistatore, Wellington divenne duca, un titolo tuttora vantato dai suoi successori. Fu presto nominato ambasciatore in Francia, poi prese il posto di lord Castlereagh quale primo plenipotenziario al Congresso di Vienna ed appoggiò la richiesta di Talleyrand affinché fosse concesso alla Francia di mantenere il proprio posto nell'equilibrio delle potenze europee.

Il 26 febbraio 1815 Napoleone fuggì dell'Elba eludendo la sorveglianza della flotta britannica e fece ritorno in Francia, acclamato dalla popolazione. Ripreso il controllo del paese, dovette affrontare una risorta alleanza contro di lui.

Wellington a Waterloo

Wellington lasciò Vienna per assumere il comando dell'Armata dei Paesi Bassi (formata da contingenti britannici, olandesi e di vari principati tedeschi) durante la campagna di Waterloo. Arrivò in Belgio ai primi di aprile, con le forze prussiane guidate dal feldmaresciallo Gebhard Leberecht von Blücher.

Wellington venne sorpreso dalla improvvisa e massiccia offensiva di Napoleone a nord di Charleroi e, avendo interpretato male i piani dell'imperatore, inizialmente diramò ordini totalmente errati alle sue truppe che prevedevano di effettuare una concentrazione a ovest di Bruxelles, a copertura di Mons e delle coste della Manica. Manovrando in questo modo egli si sarebbe allontanato dall'esercito prussiano, favorendo i piani di Napoleone di avanzata al centro per sconfiggere separatamente i due eserciti avversari. Egli inoltre trascurò di far presidiare l'importante incrocio stradale di Quatre-Bras, che fu occupato dai britannici solo grazie a un'azione personale non autorizzata di un ufficiale subordinato. Nelle prime ore del 16 giugno, dopo aver partecipato al ballo della duchessa di Richmond a Bruxelles, il duca, raggiunto da nuove informazioni, comprese finalmente l'errore commesso e diramò nuovi ordini per raggruppare le sue forze sul lato orientale, cercando di collegarsi con i prussiani[3].

Respinti i francesi del maresciallo Ney nella sanguinosa battaglia di Quatre-Bras (16 giugno), ove perì anche il duca Federico Guglielmo di Brunswick, Wellington fu costretto a ritirarsi verso Bruxelles (da dove nel frattempo la corte reale se ne era andata alla volta di Anversa) a causa della sconfitta subita dai prussiani a Ligny ad opera di Napoleone stesso. Due giorni dopo, il 18 giugno, Wellington affrontò Napoleone presso Mont-Saint-Jean, non lungi da Waterloo, dove, con il determinante aiuto dei corpi prussiani dei generali Friedrich Wilhelm von Bülow e Hans von Ziethen sconfisse infine l'imperatore. Napoleone abdicò di nuovo il 22 giugno e si arrese agli inglesi che, per evitare altre sue fughe, lo deportarono nella remota isola di Sant'Elena nell'Oceano Atlantico.

In seguito Wellington salvò Bonaparte dalla vendetta prussiana e si schierò contro il Congresso di Vienna, opponendosi risolutamente a qualsiasi decisione di condanna a morte per l'imperatore francese.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Arthur Wellesley
Henry Perronet Briggs (1791-1793-1844) - Arthur Wellesley (1769–1852), 1st Duke of Wellington, Soldier and Statesman - PG 991 - National Galleries of Scotland.jpg
Ritratto del Duca Arthur Wellesley, (Opera di Henry Perronet Briggs e conservata presso la National Galleries of Scotland)
Duca di Wellington Marchese di Duero
Stemma
In carica 11 maggio 1814 –
14 settembre 1852
Successore Arthur Richard Wellesley
Trattamento Sua Grazia
Onorificenze Grande di Spagna
Altri titoli
Nascita Dublino, 1 maggio 1769
Morte Walmer, 14 settembre 1852
Sepoltura Londra
Luogo di sepoltura Cattedrale di San Paolo
Dinastia Wellesley
Padre Garret Colley Wesley
Madre Anne Hill-Trevor
Consorte Catherine Pakenham
Figli
Firma Arthur Wellesley, 1st Duke of Wellington Signature.svg

Wellington fu per due volte primo ministro del Regno Unito (dal 22 gennaio 1828 al 22 novembre 1830 e dal 17 novembre al 9 dicembre 1834) ed un importante esponente della fazione dei Tories. In tale veste, Wellington fece approvare dal Parlamento una nuova legge sul grano che autorizzava le importazioni in qualunque momento e introduceva un sistema di dazi governativi variabili, avvantaggiando così i consumatori, ma suscitando forte malcontento tra i grandi proprietari fondiari. Un provvedimento importante del suo gabinetto fu però il decreto, varato nel 1829 su proposta del Ministro dell'Interno Robert Peel, di emancipazione dei cattolici, che riconosceva loro il diritto di sedere alla Camera dei Comuni. Questa decisione era stata presa per meglio sedare le varie agitazioni politiche interne dell'Irlanda cattolica, insofferente al dominio di Londra, ma la situazione sull'isola, benché migliorasse, rimase estremamente tesa e confusa.

In politica estera Wellington cercò di porre il Regno Unito come ago della bilancia nel delicato scacchiere europeo, scosso dalla Rivoluzione di Luglio del 1830 che aveva spodestato dal trono francese Carlo X e che aveva acceso le rivendicazioni nazionalistiche in Belgio, allora unito ai Paesi Bassi nel Regno Unito dei Paesi Bassi. Per questo, il 4 novembre 1830 convocò a Londra una conferenza di grandi potenze europee per decidere una soluzione accettabile: all'inizio del 1831 la conferenza infine decise di riconoscere le richieste indipendentistiche belghe e di trasformare il Paese in un regno indipendente, separato dai Paesi Bassi e sotto la corona di Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Gotha. Wellington però non poté assistere alla conclusione, perché si dimise il 17 novembre dello stesso anno, dopo le elezioni parlamentari che riportarono al potere il partito dei Whig dopo oltre cinquanta anni; si formò dunque un governo di coalizione tra whig e torie liberali presieduto da lord Charles Grey. Wellington tornò brevemente alla ribalta politica nel biennio 1834 - 1835, quando fu ministro degli Esteri del gabinetto Peel e poi, dal 1841 al 1846, ministro senza portafoglio nello stesso governo. Ritiratosi infine dalla vita pubblica, il militare inglese nel 1842 fu nominato comandante supremo a vita dell'esercito britannico, in riconoscimento dei suoi meriti di guerra.

Morì nel 1852 e ricevette sepoltura nella cattedrale di San Paolo a Londra.

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Al suo ritorno in Irlanda dalle Indie orientali nel 1804, rinnovò subito la proposta di matrimonio a Catherine Pakenham prima di rivederla e probabilmente senza aver avuto alcuna corrispondenza con lei per quasi dieci anni.

La famiglia di lei accettò ma, vedendo come ormai la bellezza di miss Pakenham era in parte svanita, Wellington sembrò essersi piuttosto pentito della sua decisione, ma una promessa era una promessa[senza fonte]. Il matrimonio durò sino alla morte di lei, avvenuta nel 1831, dando alla coppia due figli. Il primogenito Arthur ereditò il titolo di duca, mentre il più giovane Charles divenne un uomo politico.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze britanniche[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
— 4 marzo 1813
Cavaliere dell'Ordine di San Patrizio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Patrizio
Compagno dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Compagno dell'Ordine del Bagno
— 1804
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno
— 1815
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Ordine Reale Guelfo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Ordine Reale Guelfo
— 1816
Army Gold Medal - nastrino per uniforme ordinaria Army Gold Medal
Waterloo Medal - nastrino per uniforme ordinaria Waterloo Medal

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Regno di Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Regno di Danimarca)
— 1815
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone di Zähringen (Granducato di Baden) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone di Zähringen (Granducato di Baden)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Maria Teresa (Impero Austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Maria Teresa (Impero Austriaco)
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea (Impero di Russia)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio (Impero di Russia)
— 28 aprile 1814
Cavaliere dell'Ordine Imperiale di Sant'Alexander Nevsky (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Imperiale di Sant'Alexander Nevsky (Impero di Russia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone d'Oro (Langraviato d'Assia-Kassel) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone d'Oro (Langraviato d'Assia-Kassel)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Guglielmo (Regno dei Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Guglielmo (Regno dei Paesi Bassi)
— 18 luglio 1815
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera (Regno di Prussia)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Regno di Prussia)
Cavaliere dell'Insigne e Reale Ordine di San Gennaro (Regno delle Due Sicilie) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Insigne e Reale Ordine di San Gennaro (Regno delle Due Sicilie)
Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine di San Ferdinando e del Merito (Regno delle Due Sicilie) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine di San Ferdinando e del Merito (Regno delle Due Sicilie)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada (Regno del Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada (Regno del Portogallo)
— 18 ottobre 1811
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Massimiliano Giuseppe (Regno di Baviera) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Massimiliano Giuseppe (Regno di Baviera)
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno di Sardegna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno di Sardegna)
— 1815
Cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo (Regno di Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo (Regno di Francia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno di Sardegna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno di Sardegna)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Fiorata (Regno di Sassonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Fiorata (Regno di Sassonia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito Militare del Württemberg (Regno di Württemberg) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito Militare del Württemberg (Regno di Württemberg)
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Regno di Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Regno di Spagna)
— 1812
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Ferdinando (Regno di Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Ferdinando (Regno di Spagna)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Ermenegildo (Regno di Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Ermenegildo (Regno di Spagna)
Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Spada (Regno di Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Spada (Regno di Svezia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Daniel Jones. English Pronouncing Dictionary. Cambridge University Press, 17th edition, 2006. ISBN 0-521-68087-5.
  2. ^ G. Lefebvre, Napoleone, pp. 376-378.
  3. ^ D. Chandler, Le campagne di Napoleone, vol. II, pp. 1218-1225.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Capo segretario per l'Irlanda Successore Saint Patrick's Saltire.svg
William Elliot 1807-1809 Robert Dundas
Predecessore Primo ministro del Regno Unito Successore Flag of the United Kingdom.svg
Frederick John Robinson 1828 - 1830 Charles Grey I
William Lamb 17 novembre10 dicembre 1834
pro tempore
Robert Peel II
Predecessore Leader della Camera dei lord Successore Flag of the United Kingdom.svg
Frederick John Robinson 1828 - 1830 Charles Grey I
William Lamb 1834 - 1835 William Lamb II
William Lamb 1841 - 1846 Henry Petty-Fitzmaurice III
Predecessore Segretario di Stato per gli Affari Interni Successore Flag of the United Kingdom.svg
John Ponsonby 1834
pro tempore
Henry Goulburn
Predecessore Segretario di Stato per la Guerra e le Colonie Successore Flag of the United Kingdom.svg
Thomas Spring Rice, I barone Monteagle di Brandon 1834
pro tempore
George Hamilton-Gordon
Predecessore Ministro degli Affari Esteri del Regno Unito Successore Flag of the United Kingdom.svg
Henry John Temple 1834-1835 Henry John Temple
Predecessore Master-General of the Ordnance Successore Flag of the United Kingdom.svg
Henry Phipps, I conte di Mulgrave 1819-1827 Henry William Paget, I marchese di Anglesey
Predecessore Deputato del Parlamento irlandese per Trim Successore Saint Patrick's Saltire.svg
William Wellesley-Pole, III conte di Mornington
John Pomeroy
17901797
con John Pomeroy 1790–1791
Clotworthy Taylor, I barone Langford 1791–1795
Henry Wellesley 1795
William Arthur Crosbie 1795–1797
Chichester Fortescue
William Arthur Crosbie
Predecessore Deputato del Parlamento del Regno Unito per Rye Successore Flag of the United Kingdom.svg
Thomas Davis Lamb
Charles Talbot, II baronetto
1806
con Charles Talbot, II baronetto
Patrick Crauford Bruce
Michael Angelo Taylor
Predecessore Deputato del Parlamento del Regno Unito per Tralee Successore Flag of the United Kingdom.svg
Samuel Boddington maggio - luglio 1807 Evan Foulkes
Predecessore Deputato del Parlamento del Regno Unito per Mitchell Successore Flag of the United Kingdom.svg
Christopher Hawkins, I baronetto
Frederick William Trench
1807
con Henry Conyngham Montgomery, I baronetto
Edward Leveson-Gower
George Galway Mills
Predecessore Deputato del Parlamento del Regno Unito per Newport, Isola di Wight Successore Flag of the United Kingdom.svg
Isaac Corry
John Doyle, I baronetto
1807-1809
con Henry John Temple, III visconte Palmerston
Henry John Temple, III visconte Palmerston
Leonard Thomas Worsley-Holmes, IX baronetto
Predecessore Leader del Partito Conservatore Successore
Titolo inesistente 1828-1834 Robert Peel
Predecessore Leader del Partito Conservatore presso la Camera dei lord Successore
Titolo inesistente 1828-1846 Edward Smith-Stanley
Predecessore Ambasciatore inglese in Francia Successore Flag of the United Kingdom.svg
Charles Whitworth, I conte Whitworth 1814-1815 Charles Stuart
Predecessore Cancelliere dell'Università di Oxford Successore Oxfordcrest.png
William Grenville, I barone Grenville 18341852 Edward Smith-Stanley, XIV conte di Derby
Predecessore Comandante in Capo all'esercito inglese Successore Flag of the United Kingdom.svg
Federico Augusto di Hannover 1827 - 1828 Rowland Hill I
Rowland Hill 1842 - 1852 Henry Hardinge II
Predecessore Feldmaresciallo dell'Esercito Reale Inglese Successore Flag of the United Kingdom.svg
Edoardo Augusto di Hannover 1813 Ernesto Augusto I di Hannover
Predecessore Governatore della Fortezza di Plymouth Successore Flag of the United Kingdom.svg
Charles Lennox 1819 - 1827 William Harcourt
Predecessore Maestro Generale d'Ordinanza Successore Flag of the United Kingdom.svg
Henry Phipps 1819 - 1827 Henry William Paget
Predecessore Colonnello delle Guardie Reali a Cavallo Successore Flag of the United Kingdom.svg
Hugh Percy 1813 - 1827 Ernesto Augusto I di Hannover
Predecessore Colonnello dei Granatieri Reali Inglesi Successore Flag of the United Kingdom.svg
Federico Augusto di Hannover 1827 - 1852 Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha
Predecessore Lord luogotenente dell'Hampshire Successore Flag of Hampshire.svg
James Harris, I conte di Malmesbury 18201852 John Paulet, XIV marchese di Winchester
Predecessore Conestabile della Torre di Londra e Lord Luogotenente di Tower Hamlets Successore Tower of London White Tower.jpg
Francis Rawdon-Hastings, I marchese di Hastings 18271852 Stapleton Cotton, I visconte Combermere
Predecessore Lord guardiano dei cinque porti Successore Lord Warden Cinque Ports (Lord Boyce)..png
Robert Jenkinson, II conte di Liverpool 18291852 James Broun-Ramsay, I marchese di Dalhousie
Predecessore Principe di Waterloo Successore Flag of the Netherlands.svg
Titolo inesistente 18151852 Arthur Wellesley, II Principe di Waterloo
Predecessore Duca di Wellington Successore Flag of the United Kingdom.svg
Titolo inesistente 11 maggio 1814 - 14 settembre 1852 Arthur Wellesley, II duca di Wellington
Predecessore Duca di Vitória Successore Flag of Portugal (1830).svg
Titolo inesistente 1812- 14 settembre 1852 Arthur Wellesley, II Duca di Vitória
Predecessore Duca di Ciudad Rodrigo Successore Flag of Spain.svg
Titolo inesistente 1812- 14 settembre 1852 Arthur Wellesley, II Duca di Ciudad Rodrigo
Predecessore Marchese di Duero Successore Flag of the United Kingdom.svg
Titolo inesistente 11 maggio 1814 - 14 settembre 1852 Arthur Wellesley, II Marchese Douro
Predecessore Marchese di Torres Vedras Successore Flag of Portugal (1830).svg
Titolo inesistente 1812- 14 settembre 1852 Arthur Wellesley, II duca di Wellington
Predecessore Conte di Vimeiro Successore Flag of Portugal (1830).svg
Titolo inesistente 1811 - 14 settembre 1852 Arthur Wellesley, II Conte di Vimeiro
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