Seconda guerra anglo-maratha

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Seconda guerra anglo-maratha
parte delle guerre anglo-maratha
Battle of Assaye.jpeg
La battaglia di Assaye in un dipinto di J.C. Stadler
Data1803 - 1805
LuogoIndia centrale
EsitoVittoria inglese:
Trattato di Deogaon (1803)
Trattato di Surji-Anjangaon (1803)
Trattato di Rajghat (1805)
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
27.313 uomini (esclusi l'artiglieria e i pionieri madras)Sconosciuti
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La seconda guerra anglo-maratha (1803–1805) fu la seconda delle tre guerre anglo-maratha combattute tra la Compagnia britannica delle Indie orientali e l'Impero maratha, in India.

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Gli inglesi che avevano supportato il fuggitivo Peshwa Raghunathrao nella prima guerra anglo-maratha, continuarono a sostenere suo figlio, Baji Rao II. Per quanto egli non fosse di coraggio pari a suo padre, era noto per la sua capacità di "tendere tranelli ed intrighi". Assieme al suo "atteggiamento crudele", Baji Rao II provocò ben presto inimicizia col Malhar Rao Holkar quando uccise uno dei parenti di quest'ultimo.[1]

Dopo la caduta di Mysore nel 1799–1800, i Maratha furono la principale potenza dell'India al di fuori del controllo britannico. L'impero maratha in quel tempo era composto da una confederazione di cinque capi principali: il Peshwa (Primo ministro) nella capitale di Poona, il Gaekwad capo di Baroda, lo Scindia capo di Gwalior, l'Holkar capo di Indore ed il Bhonsale capo di Nagpur. I capi maratha erano anche in lotta interna tra loro. Wellesley aveva offerto ripetutamente un trattato al Peshwa ed allo Scindia, ma Nana Fadnavis rifiutò fortemente questa opzione.

Nell'ottobre del 1802, le armate combinate di Peshwa Baji Rao II e Scindia vennero sconfitte da Yashwantrao Holkar, regnante di Indore, nella Battaglia di Poona. Baji Rao chiese la protezione inglese e nel dicembre di quello stesso anno venne concluso il Trattato di Bassein con la Compagnia inglese delle Indie orientali, cedendo il territorio sotto la protezione inglese. Il trattato divenne il "nodo scorsoio della Confederazione Maratha."[1]

La guerra[modifica | modifica wikitesto]

La Battaglia di Assaye dove il 1º battaglione dell'8º reggimento di fanteria nativa carica un cannone, guidato dal capitano Hugh Macintosh

Questo atto da parte del Peshwa, loro signore nominale, disgustò i capi maratha; in particolare i governanti di Scindia e Gwalior e quelli di Nagpur e Berar contestarono sentitamente questo accordo.

La strategia inglese includeva l'idea di Wellesley di assicurare agli inglesi il controllo della piana di Deccan, Lake avrebbe conquistato Doab e poi Delhi, Powell sarebbe entrato a Bundelkhand, Murray avrebbe preso Badoch e Harcourt avrebbe neutralizzato Bihar. Gli inglesi avevano a loro disposizione 53.000 uomini per portare a compimento i loro obbiettivi.[1]Template:Rp

Nel settembre del 1803, le forze di Scindia persero contro Lord Gerard Lake nella battaglia di Delhi e contro Arthur Wellesley ad Assaye. Il 18 ottobre, le forze inglesi presero la pettah del Forte Asirgarh con la perdita di due soli uomini e cinque feriti. La guarnigione del forte successivamente si arrese dopo il ventunesimo attacco e di fronte a batterie d'artiglieria nemiche poste contro le antiche mura della città. Nel novembre di quello stesso anno, Lake sconfisse altre forze di Scindia a Laswari, seguite dalla vittoria di Wellesley sulle forze di Bhonsale a Argaon (attuale Adgaon) il 29 novembre 1803.[2] L'Holkar di Indore costrinse quindi gli inglesi a fare pace. Wellesley, inviato a sconfiggere Napoleone a Waterloo dirà in seguito che Assaye come scontro fu addirittura più difficile di Waterloo stessa.[2]

Conclusione[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 dicembre 1803, Raghoji II Bhonsale di Nagpur siglò il Trattato di Deogaon[1] ad Odisha con gli inglesi dopo la battaglia di Argaon e cedette la provincia di Cuttack (che includeva anche la parte costiera di Odisha, lo stato principesco di Odisha, il porto di Balasore e parti dei distretti di Midnapore nel Bengala occidentale) agli inglesi.

Il 30 dicembre 1803, Daulat Scindia siglò il Trattato di Surji-Anjangaon con gli inglesi[1] dopo la Battaglia di Assaye e quella di Laswari e cedette ai britannici Rohtak, Gurgaon, Ganges-Jumna Doab, la regione di Delhi-Agra, parti del Bundelkhand, Broach, ed alcuni distretti del Gujarat oltre al forte di Ahmmadnagar.

Gli inglesi iniziarono le ostilità contro Yashwantrao Holkar il 6 aprile 1804. Il trattato di Rajghat, siglato il 24 dicembre 1805, costrinse Holkar a rinunciare a Tonk, Rampura ed a Bundi.[1]

Media[modifica | modifica wikitesto]

G. A. Henty, At the Point of the Bayonet: A Tale of the Mahratta War, London, 1902. - fiction storica che descrive la guerra

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f M.S. Naravane, Battles of the Honorourable East India Company, A.P.H. Publishing Corporation, 2014, pp. 65–66, ISBN 978-81-313-0034-3.
  2. ^ a b Stanley Wolpert, A New History of India, 8ª ed., New York, NY, Oxford UP, 2009, pp. 410–1, ISBN 978-0-19-533756-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]