António de Oliveira Salazar

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Antonio Salazar)
António de Oliveira Salazar
Antonio Salazar-1.jpg
António de Oliveira Salazar nel 1940

Presidente del Portogallo
Durata mandato 18 aprile 1951 –
21 luglio 1951
Predecessore António Óscar Carmona
Successore Francisco Craveiro Lopes

Primo ministro del Portogallo
Durata mandato 5 luglio 1932 –
25 settembre 1968
Predecessore Domingos Oliveira
Successore Marcelo Caetano

Ministro della Difesa Nazionale
Durata mandato 13 aprile 1961 –
4 dicembre 1962
Predecessore Júlio Botelho Moniz
Successore Gomes de Araújo

Ministro della Guerra del Portogallo
Durata mandato 11 maggio 1936 –
6 settembre 1944
Predecessore Abílio Passos e Sousa
Successore Fernando dos Santos Costa

Durata mandato 5 luglio 1932 –
6 luglio 1932
Predecessore António Lopes Mateus
Successore Daniel Rodrigues de Sousa

Ministro degli Affari Esteri
Durata mandato 6 novembre 1936 –
4 febbraio 1944
Predecessore Armindo Monteiro
Successore José Caeiro da Mata

Ministro delle finanze
Durata mandato 28 aprile 1928 –
28 agosto 1940
Predecessore José Vicente de Freitas
Successore João Lumbrales

Durata mandato 3 giugno 1926 –
19 giugno 1926
Predecessore José Mendes Cabeçadas
Successore Câmara de Melo Cabral

Ministro della Marina
Durata mandato 30 gennaio 1939 –
2 febbraio 1939
Predecessore Manuel Ortins de Bettencourt
Successore Manuel Ortins de Bettencourt

Durata mandato 25 gennaio 1936 –
5 febbraio 1936
Predecessore Manuel Ortins de Bettencourt
Successore Manuel Ortins de Bettencourt

Ministro delle Colonie
Durata mandato 3 novembre 1930 –
6 novembre 1930
Predecessore Eduardo Marques
Successore Eduardo Marques

Durata mandato 21 gennaio 1930 –
20 luglio 1930
Predecessore Eduardo Marques
Successore Eduardo Marques

Dati generali
Prefisso onorifico Sua Eccellenza
Suffisso onorifico GCTE, GCSE, GColIH, GCIC
Partito politico Centro Accademico della Democrazia Cristiana (prima del 1930)
Unione Nazionale (1930-1970)
Università Università di Coimbra
Professione Professore
Firma Firma di António de Oliveira Salazar

Sua Eccellenza António de Oliveira Salazar (Vimieiro (Santa Comba Dão), 28 aprile 1889Lisbona, 27 luglio 1970) è stato un politico ed economista portoghese.

Fu primo ministro del Portogallo dal 1932 al 1968. Salazar fondò e guidò l'Estado Novo ("Nuovo Stato"), il governo autoritario corporatista che governò il Portogallo fino al 1974.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Intellettuale conservatore[modifica | modifica wikitesto]

Nato da una famiglia di agricoltori, dopo gli studi nel seminario di Viseu, nel 1914 conseguì la laurea in giurisprudenza presso l'Università di Coimbra. Specializzatosi in economia politica nel 1918, lo stesso anno iniziò la propria carriera accademica come professore di economia nella stessa Università.

Combatté l'anticlericalismo della prima Repubblica scrivendo sui giornali cattolici e, forte dei suoi legami con la Gioventù Cattolica Portoghese, si presentò alle elezioni del 1921, fu eletto, ma rinunciò al mandato dopo soltanto due giorni.

Ministro delle Finanze (1928 - 1932)[modifica | modifica wikitesto]

Dall'instaurazione della Repubblica (il 5 ottobre 1910), il Portogallo fu in preda ad un'instabilità politica violenta: tra conflitti sindacali, lotte tra clericali ed anticlericali, riforme promesse e non realizzate, colpi di stato più o meno sanguinosi (ben due capi di governo vengono assassinati, nel 1918 e nel 1921), dal 1910 al 1926 si succedettero ben 45 governi, quasi tutti sotto il controllo dei militari.

Nel 1926 una nuova dittatura militare, presieduta dal generale Carmona (che resterà capo dello Stato fino al 1951), mise fine al primo periodo repubblicano, trovandosi a fronteggiare una seria crisi economica.

Il portafoglio delle Finanze fu offerto a Salazar, che però lo lasciò dopo 13 giorni, non ritenendo di avere le condizioni politiche per lavorare. Lo riprese nel 1928, questa volta con pieni poteri, e in un anno, applicando una politica di rigido contenimento della spesa, riuscì a riportare il bilancio non solo in pareggio, ma addirittura in attivo, risultato che tutti avevano fallito per un secolo.

Presidente del Consiglio dell'Estado Novo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Estado Novo (Portogallo).

Sull'onda di questo successo Salazar nel 1932 fu nominato Presidente del Consiglio. Nel 1931 aveva fondato União Nacional (Unione Nazionale), che diverrà partito unico e che il successore Caetano convertirá in Acción Nacional Popular (Azione Nazionale Popolare).

In questa veste, introdusse una nuova Costituzione che gli diede i pieni poteri ed il controllo totale dello stato: fu il fascismo portoghese, teorizzato come Estado Novo (Stato Nuovo), analogo, nella natura e nei princìpi corporativi, al fascismo di Benito Mussolini in Italia, al quale del resto esplicitamente si ispirava. Il suo modello ufficialmente dichiarato era invece la dottrina sociale della Chiesa cattolica. Le idee politiche di Salazar furono marcatamente conservatrici e autoritarie, volte contro quello che egli chiamava "il potere della folla" o "l'autorità della piazza". Per lui infatti "la vera libertà non può esistere se non nel profondo dell'animo umano", "può esserci un potere assoluto ma mai una libertà assoluta" mentre "l'ordine ha sempre rappresentato la condizione indispensabile della bellezza".[1]

Da allora, Salazar mantenne il potere per oltre 35 anni, grazie al sostegno della Chiesa e degli agrari, sopprimendo i sindacati, la libertà di stampa ed ogni altro tipo di opposizione politica o di dissidenza che possa danneggiare l'egemonia del regime. Il supporto politico del salazarismo fu il partito unico, l'Unione Nazionale, creato nel 1933. Il supporto repressivo fu la polizia politica segreta creata nel 1933, la PIDE (Polícia Internacional e de Defesa do Estado), che sopravviverà alla morte dello stesso Salazar con il nome di DGS (Direcção General de Segurança).

Durante la Guerra civile spagnola (1936 - 1939), esibì una neutralità di facciata, ma sostenne attivamente le forze nazionaliste permettendo il passaggio di materiale bellico in gran copia attraverso il territorio portoghese e promuovendo l'invio di un certo numero di volontari (i cosiddetti "viriatos") a sostegno di Francisco Franco contro i Repubblicani. Il numero di 2000 militi volontari pare sia stato gonfiato dalla propaganda non ufficiale salazarista; la storiografia non ha fino a oggi fornito cifre certe della partecipazione di "volontari" portoghesi al fianco delle forze nazionaliste. Per contro molti altri portoghesi presero parte alle Brigate Internazionali accorse da tutto il mondo a sostegno della Repubblica.

All'inizio della guerra di Spagna Salazar assunse anche il portafogli del ministero degli esteri, che mantenne durante il corso di tutta la seconda guerra mondiale, improntando l'incarico all'imperativo della neutralità. Prossimo ideologicamente al fascismo italiano, il regime portoghese non fu ostile alle Potenze dell'Asse, ma se ne distanziò rendendo illegali sul territorio portoghese il movimento fascista e nazista e arrestando quei cittadini portoghesi che ne erano i maggiori punti di riferimento interno. Il Portogallo attenuò la sua affinità col fascismo anche con l'alleanza con il Regno Unito, necessaria a garantire una politica di neutralità. Questa alleanza non era basata su alcuno sforzo bellico, ma proprio sul mantenimento della più stretta neutralità, che, comunque, non impedì al Portogallo di commerciare con i paesi dell'Asse tramite la Svizzera.

Come ministro degli esteri inoltre sviluppò un'intensa attività diplomatica per cercare di impedire l'entrata in guerra della Spagna, con la quale firmò un patto di neutralità a conflitto in corso, perché avrebbe allargato il teatro di guerra alla penisola iberica e avrebbe potuto spingere le potenze dell'Asse ad occupare il Portogallo, decisivo per il controllo dell'Atlantico e dell'ingresso occidentale del Mediterraneo.

Mantenne relazioni commerciali con entrambi i contendenti, a tutto beneficio dell'industria portoghese. Fornì tungsteno al regime nazista, e contemporaneamente consentì agli anglo-statunitensi di installare basi militari nelle Azzorre per sorvegliare l'Atlantico.

Salazar diede istruzioni esplicite ai propri ambasciatori di limitare la concessione dei visti a persone che volevano fuggire dalla Francia invasa dalla Germania. Eppure durante l'estate del 1940 Aristides de Sousa Mendes, console portoghese a Bordeaux, concesse visti ad un gran numero di ebrei (in tutto circa 100.000 ebrei si rifugiarono in Portogallo, durante la guerra), salvandoli dalla Shoah. Salazar lo rimosse dalle sue funzioni, e benché, finita la guerra, si compiaciesse pubblicamente che il Portogallo avesse salvato tanti ebrei, non lo riabiliterà mai. Dopo la morte di Mussolini, mandò un sentito messaggio di condoglianze in Italia. Quando fu annunciata la morte di Adolf Hitler, nel 1945, Salazar fece esporre le bandiere a lutto.

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1949 il forte anticomunismo di Salazar lo spinse a far entrare il Portogallo nella NATO, pur praticando in generale una politica isolazionista all'insegna dello slogan "fieramente soli", il cui risultato fu una lunga stagnazione economica e culturale nel paese.[senza fonte] Convinto colonialista, Salazar continuò a considerare territorio portoghese anche i territori d'oltremare (Guinea-Bissau, Mozambico, Angola, Capo Verde, São Tomé e Príncipe, nel 1951 ribattezzati "province") al punto di iniziare una lunga guerra contro i movimenti indipendentisti locali (in particolare quelli angolani, dopo la violenta insurrezione del 1961), benché tutto il resto dell'Europa stesse progressivamente lasciando l'Africa e i costi crescenti e la richiesta di soldati impoverissero ulteriormente il paese.

Da notare che, come Mussolini nel Regno d'Italia, Salazar non ricoprì la carica di capo dello Stato, ma fu sempre un altro personaggio politico ad essere presidente della Repubblica: António Óscar Carmona, fino al 1951, poi Francisco Craveiro Lopes e quindi Américo Thomaz. Solamente per tre mesi e tre giorni, dall'aprile al luglio del 1951, Salazar fu capo dello Stato ad interim, in attesa del successore di Carmona. Per venire incontro alle pressioni internazionali cercò di riavvicinarsi alla democrazia, mutuando dalla Spagna franchista la democrazia organica, un sistema rigorosamente gerarchico ma su base elettorale, fondato sul corporativismo.

Nel 1968 fu colpito da un infarto invalidante (conseguenza postuma di un banale incidente domestico) e dovette abbandonare il potere: rimase nella leggenda la storia secondo cui per alcuni mesi nessuno osò annunciargli che non era più il Presidente del Consiglio[2]. Nel 1968 gli successe Marcelo Caetano, che resterà in carica fino al ritorno della democrazia in Portogallo, avvenuto con la Rivoluzione dei garofani, il 25 aprile 1974. Salazar morì il 27 luglio 1970.


Il salazarismo come "fascismo portoghese'


Il dibattito storiografico sulla natura filosofica politica dell'Estado Novo salazarista è assai ampio. Stanley G. Payne, nel suo saggio Il fascismo (Universale storica Newton) ha ben riassunto le tesi di quella corrente storiografica che vede nel Salazarismo un esperimento di conservatorismo classico non fascista; medesima tesi è affermata da Antonio Costa Pinto, autore di un notevole saggio su "Fascismo e Nazionalsindacalismo in Portogallo 1914-1945" pubblicato in lingua italiana da Rubbettino editore. Ma attualmente la storiografia portoghese, grazie al fondamentale contributo del grande Luis Reis Torgal (che sembra dunque convalidare la tesi già espresso da H.Martins) pare arrivata al punto conclusivo, secondo cui la "ControRivoluzione" portoghese di Antonio de Oliveira Salazar fu, assieme al fascismo italiano, l'unico modello corporativistico integrale del secolo precedente coerentemente tentato, seppur con inevitabili incertezze data la difficoltà di applicare la Corporazione in un contesto di radicale modernizzazione. Fu dunque quello di Salazar, un "fascismo portoghese" ed una "via portoghese al Corporativismo"; accanto a ciò, per quanto moderata, la mobilitazione di massa era ben presente nella vita politica dell'Unione Nazionale, arrivando del resto a punte di fascistizzazione integrale della vita politica soprattutto durante la difesa dell'Oltremare Portoghese(Goa, Angola, Mozambico); la Legione Portoghese e la Gioventù Portoghese, tenute in vita sino alla fine del regime, erano modellate completamente sui simili esempi presenti nel Regime fascista italiano; il Colonialismo classico di Salazar fu una spina nel fianco del sistema bipolare russo americano di Yalta come lo fu il Colonialismo classico mussoliniano prima della Seconda guerra mondiale (e non a caso sia il presidente americano Kennedy, sia Johnson autorizzarono la vendita di armi ai ribelli marxisti e nazionalisti angolani e del Mozambico e già su Goa l'amministrazione Usa aveva sostenuto l'India contro il Portogallo fascista) ; la relazione Stato Chiesa dell' Estado Novo ricalcò il Concordato fascista del Febbraio '29 e allontanò lo Stato fascista portoghese dal confessionalismo dello Stato falangista spagnolo del Generalissimo Franco. Sebbene il Portogallo fosse tradizionalmente legato, da secoli, da un forte accordo geopolitico con l'Inghilterra, la mitizzazione di Mussolini e dell'Italia fascista rientrava nella logica dottrinaria dell' "Estado Novo" di Salazar. Salazar teneva addirittura una foto autografata del duce italiano sulla propria scrivania. Tale immagine fu inviata da Mussolini a Salazar il 9 Aprile del 1934. Grazie a una nota contenuta nelle carte della segr.particolare del duce è possibile conoscere anche la dedica che campeggiava sopra l'immagine: "A sua eccellenza il dottor Oliveira Salazar, Presidente del Consiglio dei ministri del Portogallo, con cordialità". Ciò che risulta interessante è che la foto fu inviata proprio su richiesta del primo ministro lusitano, circostanza che palesa una vera e propria ammirazione da "fan" da parte del leader lusitano. Lo stesso Saalazr, successivamente, inviò una propria foto al duce, nel Settembre 1936 e nel Maggio 1940 una lettera del Salazar fu recapitata a Mussolini con ringraziamenti per le parole della prefazione del libro Il Portogallo d'oggi negli scritti e nei discorsi di Oliveira Saalazr. Il premier lusitano concludeva la missiva in tal modo: "Permettemi di vedere in ciò la corrispondenza del sentimento di profonda amicizia che ci lega alla bella nazione italiana, per la cui prosperità formulo i migliori auguri"[3].


Influenze nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze portoghesi[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Giacomo della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Giacomo della Spada
— 15 aprile 1929
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Impero Coloniale - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Impero Coloniale
— 21 aprile 1932
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada
— 28 maggio 1932
Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique
— 4 ottobre 1968

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 1939
Collare della Ordine Civile di Alfonso X il Saggio (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare della Ordine Civile di Alfonso X il Saggio (Spagna)
— 1949
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca)
— 1953

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Salazar Says. Secretariado de Propaganda Nacional, Lisboa s.d., p.31
  2. ^ Meneses, Filipe de. Salazar: A Political Biography. pp. 608-609. ISBN 978-1-929631-90-2
  3. ^ D. Serapiglia, La via portoghese al Corporativismo, Carocci 2011, p. 222.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Primo ministro del Portogallo Successore Flag of Portugal.svg
Domingos da Costa Oliveira 1932 - 1968 Marcelo Caetano
Predecessore Presidente del Portogallo Successore Presidential Standard of Portugal.svg
António Óscar Carmona 1951 (interim) Francisco Craveiro Lopes
Controllo di autorità VIAF: (EN36913367 · LCCN: (ENn79114136 · ISNI: (EN0000 0001 2278 342X · GND: (DE118750860 · BNF: (FRcb11887455d (data)