Sostiene Pereira

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Sostiene Pereira
AutoreAntonio Tabucchi
1ª ed. originale1994
Genereromanzo
Sottogenerestorico/psicologico
Lingua originaleitaliano
AmbientazioneLisbona, 1938
Protagonistidott. Pereira
CoprotagonistiFrancesco Monteiro Rossi

Sostiene Pereira è un romanzo di Antonio Tabucchi, edito da Feltrinelli nel 1994.

Nello stesso anno il romanzo vince il premio Campiello[1] e il Premio Viareggio[2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo è ambientato a Lisbona nel 1938, nel pieno del regime dittatoriale salazarista. Il dottor Pereira è un giornalista che ha abbandonato le rubriche di cronaca nera per dirigere la rubrica culturale di un quotidiano del pomeriggio della città, il Lisboa. Personaggio del tutto mediocre, è un uomo solitario e quieto, senza idee o posizioni politiche, dedito solo alla letteratura, quella francese in particolare, e al ricordo di sua moglie, morta da qualche anno di tisi, al cui ritratto continua a parlare ogni giorno. Pereira è anche cardiopatico, obeso e molto abitudinario (pranza tutti i giorni al Café Orquidea ordinando sempre le stesse cose, omelette e limonata).

Un giorno Pereira, leggendo un articolo di una rivista, ne resta piacevolmente colpito e decide di contattarne l'autore per offrirgli un posto come collaboratore esterno della rubrica da lui curata. L'autore, un giovane di origini italiane di nome Francesco Monteiro Rossi, accetta senza titubanze; Pereira lo prende così in prova, proponendogli di scrivere dei necrologi anticipati di personaggi celebri ancora in vita (chiamati "coccodrilli" nel gergo giornalistico), in modo che siano pronti per pubblicarli in caso di morte improvvisa del soggetto. Il giovane, tuttavia, invece di scrivere i necrologi dei personaggi indicati, ne scrive altri, come quello di Gabriele D'Annunzio, di cui attacca con ferocia l'adesione al fascismo, che vengono giudicati non pubblicabili da Pereira, in quanto, a causa del contenuto fortemente politico e avverso al regime, sarebbero scomodi e facilmente censurabili, se non addirittura pericolosi.

Pereira, vedendo le difficoltà del giovane - influenzato anche dallo spirito rivoluzionario della fidanzata Marta - è combattuto tra il desiderio di aiutarlo e quello di non essere coinvolto in questioni politiche che potrebbero metterlo nei guai. Poco tempo dopo Pereira conosce il dottor Cardoso, medico direttore della clinica talassoterapica di Parede (dove il giornalista si reca per curare la sua cardiopatia), che gli confida il proposito di abbandonare il Portogallo per andare in Francia, paese ideale di libertà. Pereira parla con Cardoso del senso di inquietudine che prova da un po' di tempo e Cardoso gli espone una teoria, ipotizzata da psicologi francesi: la teoria della confederazione delle anime. Secondo tale teoria, ogni persona non ha una sola anima ma una confederazione di anime su cui ne domina una, un io egemone, e talvolta può accadere che una di queste anime si rafforzi al punto da spodestare l'io egemone e prendere il sopravvento, determinando così una vera e propria metamorfosi; l'inquietudine di Pereira potrebbe essere quindi il preludio di un grande cambiamento.

Pian piano, Pereira inizia a prendere consapevolezza della realtà del regime in cui vive: le violenze, il clima di intimidazione, la pesante censura a cui è sottoposta la stampa. Tutte cose cui non aveva fino ad allora fatto caso, isolato com'era dalla vita reale, concentrato solo sul pensiero della moglie, sulla letteratura e sulla paura della morte. Monteiro Rossi, infatti, dopo aver cercato rifugio nella casa di Pereira (sentendosi ricercato per aver creato, insieme al cugino, dei passaporti falsi), verrà interrogato, picchiato e ucciso da due loschi individui che si dichiarano uomini della polizia politica, in casa dello stesso. Da questo delitto Pereira trarrà la forza per agire: dopo che, per la prima volta, ha consumato un pasto non a base di omelette e limonata (prende un Porto secco), con un trucco azzardato (chiede al dottor Cardoso di fingersi un funzionario della censura che dà il consenso alla pubblicazione dell'articolo nel momento in cui Pereira gli telefonerà dalla redazione), riesce a far pubblicare sul giornale quello che è insieme il necrologio di Monteiro Rossi e un articolo di denuncia verso il regime, costruito con sottile e sapiente ironia. Subito dopo prepara la valigia e fugge dal Portogallo. Da intellettuale abitudinario e pigro, Pereira diventa, quindi, un impegnato oppositore della dittatura. Da antieroe, dunque, egli arriva a compiere un gesto di "eroismo" e di ribellione al regime, che diventa un importante momento di riscatto.

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

Pereira è un uomo intelligente, religioso e lavoratore nato. All’inizio della storia il personaggio principale ci viene descritto come una persona seria, timida e riflessiva. Nel corso del racconto tanti personaggi contribuiscono al cambiamento di Pereira: Il Signor Rossi e Marta gli ridanno la voglia di vivere e gli mostrano che qualora avvenissero ingiustizie bisogna intervenire e fare qualcosa. Il dottor Cardoso gli consiglia di lasciare il suo passato e di vivere nel presente affinché il suo nuovo io egemone possa prendere il controllo. Anche altre persone come per esempio: padre Antonio oppure la donna che Pereira incontra nel treno contribuiscono a questa sua evoluzione. Spesso il narratore usa metafore e simboli per le sue descrizioni: la natura, il tempo e il vento causato dal ventilatore mostrano il progresso e le emozioni di Pereira. Il fatto che il narratore non sappia tutto crea tensioni e ci fa vivere le emozioni provate da Pereira. Tirando le somme, il libro ci insegna ad avere coraggio, a lasciarsi andare, a non essere passivo e a vivere la vita in un modo allegro e felice.

Per lo scrittore Pereira non è un eroe, ma un uomo che prende progressivamente coscienza della necessità di una resistenza intellettuale alle ingiustizie: "È l'eroismo dell'uomo della strada. Pereira è grasso, timido, sfortunato, e forse anche un po' vigliacco [...]. Fa un gesto che noi consideriamo eroico, ma che in fondo rappresenta solamente il suo dovere".

Trasposizioni[modifica | modifica wikitesto]

Da Sostiene Pereira è stato tratto un film omonimo diretto da Roberto Faenza, con Marcello Mastroianni nel ruolo del protagonista.

Nel 2010 uno sceneggiato teatrale di Gianni Guardigli e Teresa Pedroni[3].

Nel 2014 è apparsa una prima riduzione come graphic novel realizzata da Marino Magliani illustrata da Marco D'Aponte, edito da Tunué.

Nel 2016 in Francia è stata realizzata una riduzione a fumetti da parte di Pierre-Henry Gomont per l'editore Sarbacane, edita in Italia nel 2019 per Feltrinelli Comics come "Sostiene Pereira Una testimonianza".

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Premio Campiello, opere premiate nelle precedenti edizioni, su premiocampiello.org. URL consultato il 24 febbraio 2019.
  2. ^ Premio letterario Viareggio-Rèpaci, su premioletterarioviareggiorepaci.it. URL consultato il 9 agosto 2019.
  3. ^ Elisabetta Dente, Sostiene Pereira al Teatro Carcano, in ilsole24ore.com, 02 maggio 2008. URL consultato il 3 agosto 2010.

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