Mason & Dixon
| Mason & Dixon | |
|---|---|
| Titolo originale | Mason & Dixon |
| Autore | Thomas Pynchon |
| 1ª ed. originale | 1997 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | storico |
| Lingua originale | inglese |
Mason & Dixon è un romanzo di Thomas Pynchon, pubblicato negli Stati Uniti nel 1997 e in Italia nel 1998.
Il libro al suo uscire è stato un piccolo shock per critici e conoscitori dello scrittore americano. Esso infatti, a differenza di tutti gli altri, non è ambientato nella contemporaneità, bensì negli anni '60 del XVIII secolo, poco dopo la guerra dei Sette anni e poco prima della Rivoluzione americana. A tutti gli effetti è un romanzo storico scritto da uno dei numi tutelari della letteratura postmoderna. Non solo: il romanzo è scritto in una lingua che fa il verso all'inglese del '700, sia nell'ortografia che nello stile che nelle norme tipografiche (spesso i sostantivi hanno la maiuscola, com'era nelle edizioni originali di Jonathan Swift o Henry Fielding). Insomma, per chi era abituato alla particolarissima voce narrativa di Pynchon si è trattato di una grossa sorpresa.
Trama [modifica]
I protagonisti del romanzo sono due personaggi realmente esistiti: Charles Mason e Jeremiah Dixon, rispettivamente astronomo e agrimensore, entrambi inglesi. I due vengono incaricati dalla Royal Society di recarsi a Città del Capo (allora colonia olandese) per fare osservazioni astronomiche del Transito di Venere, cioè del passaggio del pianeta davanti al sole. È l'inizio di una serie di peregrinazioni che porteranno i due all'isola di Sant'Elena, e poi nelle colonie americane, dove dovranno compiere la loro più grande impresa: tracciare la linea di confine tra la colonia della Pennsylvania e quella del Maryland.
Il tracciamento della Linea diviene una vera e propria epopea, in un'America pre-rivoluzionaria dove c'è ancora una convivenza, per quanto precaria, tra indiani e bianchi, e dove la questione della schiavitù è già incandescente. Il confine tracciato dai due scienziati è infatti quello che divide, e dividerà fino al 1865, gli stati schiavisti (a sud della Linea) da quelli abolizionisti (a nord).
Interpretazione [modifica]
Ma il tracciato della Linea è anche una metafora della volontà dei bianchi di misurare, disegnare e spartire la terra, e impadronirsene. L'altro tema del romanzo è infatti il colonialismo, e il sistema socioeconomico che su esso si fonda. Grazie a questa storia surreale e a tratti decisamente comica (come spesso accade in Pynchon), lo scrittore americano, alternando fatti storici ricostruiti con cura ingannevole e geniali invenzioni, ci spiega che la globalizzazione è cominciata molti anni fa, e che oggi ne viviamo non l'alba, ma forse il tramonto.
Il romanzo è anche stata l'occasione per Pynchon di dimostrare quanto fosse infondata l'accusa, spesso rivoltagli, di essere incapace di ritrarre personaggi credibili, umani, profondi, ma di affollare i suoi romanzi di decine di pupazzi di cartapesta, spassosi ma vuoti. Il libro è infatti dominato dalle due figure dei protagonisti, assolutamente diversi (Mason melanconico e represso, Dixon allegrone ed esuberante, il primo perso nell'interminabile rimpianto della moglie morta, il secondo pronto a darsi da fare col gentil sesso a ogni occasione) ma legati da un'amicizia la cui profondità si coglie solo leggendo tutta l'intricata e vasta vicenda.
Inoltre Pynchon, ambientando la sua storia negli anni immediatamente prima della Rivoluzione americana, ha l'opportunità di indagare sulla genesi del proprio paese, gli Stati Uniti d'America, facendoci incontrare figure storiche come George Washington e Benjamin Franklin, ma presentandole in modo irriverente e trasgressivo (per cui Franklin diviene un rapper ante litteram e Washington fuma marijuana col proprio cuoco). Pynchon ha così l'occasione di farci riflettere su questioni spinose come i rapporti tra religione e politica, il razzismo, il colonialismo, la relazione tra scienza e società, e altro ancora.
Pur se ancora non completamente compreso dalla critica, questo romanzo è probabilmente da annoverare tra i capolavori dello scrittore statunitense, allo stesso livello de L'arcobaleno della gravità.
Edizioni [modifica]
- Thomas Pynchon, Mason & Dixon, collana La Scala, traduzione di Massimo Bocchiola, Rizzoli, 1999, pp. 736. ISBN 8817862061