Linguaggio dei fiori
Il cosiddetto linguaggio dei fiori, è conosciuto anche come florigrafia, fu un modo di comunicazione piuttosto sviluppato nell'Ottocento, per cui i fiori e gli allestimenti floreali venivano utilizzati per esprimere sensazioni che non sempre potevano essere pronunciate. Il linguaggio dei fiori giapponese è chiamato Hanakotoba.[1]
Le sfumature del linguaggio sono oggi quasi del tutto dimenticate, ma le rose rosse implicano ancora la passione, l'amore romantico; le rose rosa un affetto minore; le rose bianche indicano ancora virtù e castità; e le rose gialle significano ancora amicizia o devozione. Mentre queste possono non essere le esatte traduzioni dei sentimenti Vittoriani, i fiori mantengono ancora il significato.
Anche comunemente conosciuti sono i girasoli, i quali possono significare o sussiego o rispetto. La margherita significa innocenza o purezza. L'iris rappresenta un messaggio inviato. Una viola significa pensieri, un tulipano riguardo, e un filo di edere significa fedeltà.
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[modifica] Significato simbolico di alcuni fiori comuni
L'attribuzione di un significato simbolico ai fiori e alle piante risale fin all'antichità e nel Medioevo e nel Rinascimento ai fiori si attriburono spesso significati morali. Tuttavia è con l'Ottocento che l'interesse per il linguaggio dei fiori assume il massimo sviluppo, legato alla comunicazione dei sentimenti, tanto che si diffuse un'editoria specializzata nella stampa dei flower books, elegantemente illustrati con incisioni e litografie.
Tale linguaggio fu introdotto da Mary Wortley Montagu, moglie dell'ambasciatore inglese a Costantinopoli, dopo il suo soggiorno nella capitale turca negli anni 1716-1718. Nelle sue lettere, pubblicate nel 1763, ella riferiva dell'usanza - chiamata selam - di attribuire significati simbolici a ogni sorta di oggetti, e in particolare ai fiori, ai frutti e alle piante.
In Europa seguirono diversi libri e dizionari dedicati all'argomento, come l'Abécédaire de flore, ou language des fleurs, pubblicato a Parigi nel 1811, il Flowers: their Use and Beauty, in Language and Sentiment, edito a Londra nel 1818 o il Le Language des Fleurs, pubblicato a Parigi nel 1819 sotto il nome di Charlotte de Latour, pseudonimo, sembra, di Louise Cortambert, moglie del geografo e bibliotecario parigino François Eugène. Fu un libro particolarmente fortunato, che ebbe parecchie edizioni, arricchite da litografie tratte dai disegni floreali di Pancrace Bessa.
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[modifica] Note
- ^ Kawaii Culture: Il linguaggio dei fiori
- ^ Molti dei significati sono presi dal libro: The Complete Guide to Calligraphy: the Essential Reference for all Calligraphers, Oceana, Quantum Publishing [2006]. ISBN 0681288647
[modifica] Collegamenti esterni
- flowers ebook: The Flowers Personified, 1847
- Chapter Excerpts: History of the Language of Flowers
- Flower Language Bibliography (archive link, was dead)