La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa!

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La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa!
Sandocan.PNG
Kabir Bedi, nei panni di Sandokan, in una scena del film
Paese di produzione Italia
Anno 1977
Durata 130 min
Colore Colore
Audio sonoro
Genere avventura, drammatico
Regia Sergio Sollima
Soggetto Alberto Silvestri e Sergio Sollima dall'opera di Emilio Salgari
Sceneggiatura Alberto Silvestri e Sergio Sollima
Produttore Elio Scardamaglia
Casa di produzione Leone Film e Rizzoli Film
Fotografia Marcello Masciocchi
Montaggio Alberto Gallitti
Musiche Guido De Angelis e Maurizio De Angelis
Scenografia Francesco Bronzi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
« Sandokan è un uomo in grado di trascinare, è nato capo. Con lui dieci uomini sono un esercito. Dove si arriva dopo giorni di ragionamento lui arriva in un attimo. Lo uccidete e lo rivedete vivo. Riuscite a prenderlo, ma è già scappato. Non combattete solo un uomo, ma una leggenda. »
(James Brooke in una scena del film.)

La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! è un film del 1977 diretto dal regista Sergio Sollima e interpretato dall'attore indiano Kabir Bedi.[1] Il film è il seguito dello sceneggiato televisivo Sandokan, sempre diretto da Sollima ed interpretato da Bedi.

Nonostante il titolo richiami un omonimo romanzo di Emilio Salgari, il film è liberamente tratto dalle vicende narrate nell'ottavo romanzo del ciclo indo-malese di Emilio Salgari, La riconquista di Mompracem (1908), anche se non mancano spunti dal precedente I pirati della Malesia (in particolare, i personaggi di Ajer-Duk e James Brooke sono personaggi di quest'ultimo romanzo, e non compaiono successivamente). Inoltre, il personaggio di Teotokris è stato tratteggiato su quello che compare nel romanzo Alla conquista di un impero e anche in Sandokan alla riscossa.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La tigre è ancora viva[modifica | modifica sorgente]

Mompracem. Gli abitanti del villaggio sono impauriti e ridotti alla fame dal feroce sultano Abdullah, un sovrano pavido, crudele e grossolano al soldo degli inglesi. La giovane Jamilah torna a Mompracem per scuotere i vecchi "tigrotti" superstiti, ma viene braccata dalle guardie del sultano e sta per esser uccisa, quando a salvarla interviene l'avventuriero greco Teotokris, che decide di aiutarla nel suo intento: affrontare un lungo viaggio verso l'India, alla ricerca di Sandokan, che lì s'è rifugiato, per convincerlo a riprendere la sua battaglia contro gli inglesi.

In India, Jamilah e Teotokris si dirigono in un primo momento da Yanez de Gomera - che intanto ha sposato Surama, maharani indiana dell'Assam - per aver notizie della "Tigre della Malesia". Yanez però sconsiglia a Jamilah di perseverare nel suo intento, perché Sandokan, dopo le ultime pugne, ha perso fiducia nella lotta senza quartiere che ha sempre condotto contro gli invasori inglesi; la ragazza, però, non si dà per vinta e convince Yanez ad affidargli lo scaltro Kammamuri e due guardie di scorta per esser guidata nella foresta del Bengala, dove Sandokan ora vive. Qui, la giovane riesce effettivamente ad incontrare la Tigre e a parlargli, ma questi non vuole saperne del passato e torna alla sua vita solitaria.

James Brooke è però venuto a conoscenza della missione della ragazza, e recatosi in Assam, assolda i Thugs, una temutissima setta religiosa di strangolatori che sacrifica le sue vittime alla sanguinaria dea Kali, ordinandogli di prepararsi all'imminente scontro con la "Tigre della Malesia". La notte stessa, infatti, i Thugs uccidono le guardie di scorta e rapiscono Jamilah per offrirla alla dea Kalì. Sandokan, ritornato sul luogo dell'accampamento di Jamilah, e aiutato dal fedele Tremal-Naik, organizza la controffensiva: non cade nella trappola tesagli dai soldati di Brooke, camuffati da Tughs, e attacca da solo gli strangolatori, liberando Jamilah e fuggendo insieme ai compagni Kammamuri e Teotokris, che ha ritrovato per strada. Nella fuga, però, decide di fermare anche i soldati inglesi, lanciati all'inseguimento del suo drappello. Con lui rimane l'avventuriero greco che, approfittando della situazione, lo colpisce alle spalle da distanza ravvicinata, senza però riuscire a dargli il colpo di grazia. È così catturato da Brooke, ma ancora una volta riesce a fuggire grazie ad uno degli stratagemmi (con annessa farsa in francese) del fedele Yanez de Gomera. Assieme a tutti i suoi compagni, prepara perciò il ritorno in Malesia.

L'arrivo a Sarawak[modifica | modifica sorgente]

Ma Teotokris è più veloce dei pirati malesi e dapprima raggiunge il suo padrone Abdullah, sultano di Mompracem e alleato degli inglesi, sicuro di aver ucciso Sandokan. Poi, scoperto che Sandokan è vivo e si prepara ad attaccare, dà a Brooke tutte le informazioni che Jamilah gli aveva ingenuamente confidato: in particolare, che a Sarawak molti tigrotti superstiti si stanno radunando per attendere il loro comandante e riconquistare il loro scoglio.

Quando arriva a Sarawak, la "Tigre" trova sulla sua strada più insidie del previsto: dapprima i guerrieri Dayaki, che ingaggiano con i tigrotti una battaglia sul fiume, quindi i Ranger di Brooke appostati presso il villaggio di Kambunbaro che costringono il gruppo a dividersi; infine, pur con una brutta ferita alla testa, riesce con l'aiuto dell'eremita Ebu a raggiungere la Città di Pietra, dove i tigrotti sono asserragliati. Ma in realtà, alla Città di Pietra c'è solo Brooke, che, dopo aver sterminato i fedeli di Sandokan, è lì ad aspettarlo. Catturato il pirata e memore di una precedente volta in cui s'è l'è fatto sfuggire, stavolta l'inglese è risoluto a processarlo da morto. Il plotone di esecuzione è schierato, Brooke sta per comandare il fuoco, quando in soccorso di Sandokan giungono i giovani di Kambunbaro, guidati dal prode figlio di Giro-Batol, che mettono in fuga i ranger. La "Tigre" può riprendere la strada verso Mompracem, con forze nuove e un nuovo importante alleato: i Dayaki, che Tremal-Naik ha convinto a combattere per Sandokan.

« Mompracem è più vicina, adesso. »
(Sandokan ai giovani di Kambonbaro)

La riconquista di Mompracem[modifica | modifica sorgente]

Nel frattempo, Yanez de Gomera s'è introdotto sotto le mentite spoglie di un generale prussiano a corte dal sultano Abdullah ed è riuscito a prendere le redini della guarnigione di stanza a Mompracem, con l'obiettivo di smilitarizzare la fascia costiera dove è più facile l'attracco delle navi. Kammamuri l'ha seguito come suo schiavo per liberare Jamilah, catturata da Brooke alla Città di Pietra. Ma Teotokris, tornato a corte, smaschera entrambi. Yanez viene fatto prigioniero e consegnato a Brooke, mentre Kammamuri è abile a scappare e ad attendere sulla spiaggia di Mompracem lo sbarco notturno dei pirati. Siamo alla resa dei conti: Sandokan, dopo aver liberato Jamilah, fa per attaccare il palazzo di Abdullah, ma Brooke minaccia, tramite un messo, di uccidere Yanez se i tigrotti attaccheranno. Intanto, il tempo stringe e, da Sarawak, stanno arrivando i reparti di rinforzo dei ranger di Brooke.

Sandokan stavolta deve usare l'astuzia per sconfiggere i nemici e, al contempo, salvare Yanez: riesce nell'impresa facendo guidare l'attacco da un suo guerriero che gli somiglia, in modo da confondere gli inglesi, così lui può introdursi nel palazzo e salvare l'amico. Il pavido Abdullah viene ucciso, ma Teotokris e Brooke riescono a fuggire. Il primo verrà comunque ucciso da Sandokan al termine di un duello all'ultimo sangue scimitarra contro frusta. Il secondo guadagnerà la via del mare, perché, ancora una volta, anziché occuparsi del suo vero nemico, Sandokan si è attardato nel difendere la popolazione del villaggio, attaccata via mare dai reparti leggeri dei mercenari inglesi. La riconquista, in ogni caso, è compiuta, la bandiera della tigre della Malesia sventola di nuovo sull'isola, e ascoltando Sandokan che da lontano gli intima di osservare la bandiera di Mompracem, Brooke capisce che quell'isola è il regno del pirata e che la loro lotta non dovrà mai più avvenire in quel luogo.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il successo ottenuto con Sandokan convinse la Rizzoli ad avviare le fasi di pre-produzione. Sollima decise, però, di dedicarsi al suo nuovo progetto Il corsaro nero con un budget rilevante. A fine riprese, Sollima tornò nuovamente a dedicarsi al progetto Sandokan e avviò alla fine del 1976 la produzione della pellicola.

Il film è stato girato in Sri Lanka, Malesia e India, come nel precedente episodio e distribuito nel 1977 come prodotto televisivo (uscito anche in sala) confezionato per sfruttare la fortuna di pubblico dello sceneggiato.

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

La sceneggiatura è stata affidata a Alberto Silvestri, già sceneggiatore dello sceneggiato omonimo, e a Sergio Sollima. Oltre alle differenze già accennate in apertura rispetto alla vicenda originale del libro, nel film trovano posto nuovi personaggi, tra i quali la bellicolosa Jamilah. Altri, invece, sono molto trasfigurati: Tremal-Naik, fatta eccezione per I misteri della jungla nera non è più il cacciatore della foresta, ma un vero e proprio capo della pirateria (infatti anche la bandiera della tigre è stata sostituita da una bandiera a sfondo rosso, sì, ma con tre teste di tigri - che rappresentano Sandokan, Yanez e, appunto, Tremal-Naik). Anche Kammamuri risulta molto diverso dal personaggio del film: non si tratta, infatti, di un soldato al servizio di Yanez de Gomera, bensì di un maharatto servo di Tremal-Naik.

Cast[modifica | modifica sorgente]

Il regista richiamò tutto il cast del primo film (con l'eccezione di Carole André), a partire da Kabir Bedi, sfruttando la sua breve popolarità, Adolfo Celi, nel ruolo del cattivo Raja inglese James Brooke, e Philippe Leroy, nel ruolo del portoghese Yanez de Gomera, amico fraterno di Sandokan.

  • Kabir Bedi è Sandokan, un principe malese che aveva perso la famiglia anni prima, sterminata dagli inglesi. Cresciuto è diventato un pirata, il cui obiettivo è rovesciare il Rajah bianco e allontanare dalla sua terra natale l’Inghilterra. Dopo aver perso l'isola di Mompracem e visto la morte della sua sposa, si è ritirato in India. Tornerà a combattere per l'isola e riconquistarla in un ultimo gesto di coraggio.
  • Philippe Leroy è Yanez De Gomera, amico fraterno di Sandokan. Dopo essere scampato dall'attacco di Brooke a Mompracem si è sposato con la regina indiana dell'Assam, Surama; crede che per il suo amico le lotte siano finite e perde ogni speranza di un suo possibile ritorno a Mompracem. Tornerà a combattere a fianco del fratello nella battaglia finale contro Brooke.
  • Teresa Ann Savoy è Jamilah, una ragazza vissuta a Mompracem. Sull'isola viene salvata da Teotokris e giunge in India con l'intento di trovare Sandokan e convincerlo a riprendere la battaglia contro gli inglesi.
  • Massimo Foschi è Teotokris, un greco che salva Jamilah dai soldati del sultano Abdullah. Si scopre, in seguito, che è una spia dello stesso sultano.
  • Salvatore Borgese è il fido Kammamuri, amico di Yanez. Abile guerriero, sarà di grande aiuto nella riconquista di Mompracem.
  • Adolfo Celi è James Brooke, il "Rajah bianco di Sarawak".
  • Mirella D'Angelo è Surama.
  • Néstor Garay è il sultano Abdullah, alleato degli inglesi: un vigliacco che comanda un gruppo di soldati malesi. Brooke gli ha donato Mompracem per prevenire un nuovo attacco di Sandokan all'isola.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora del film è composta da Guido e Maurizio De Angelis. Nel 1978 è stato pubblicato solamente il singolo Mompracem/Ritorno a Mompracem. Dal 2007 l'intera colonna sonora è disponibile su CD, i master stereo sono stati infatti ritrovati negli archivi storici della RCA, e sono stati restaurati.[senza fonte]

Dopo un'introduzione lenta e solenne per archi del Tema di Sandokan, viene presentato il motivo principale, per orchestra intitolato Ritorno a Mompracem:

Singolo[modifica | modifica sorgente]

Il singolo Mompracem/Ritorno a Mompracem degli Oliver Onions, è stato pubblicato in formato 7" su etichetta RCA, con numero di catalogo BB 6135, nel 1978.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. Mompracem - 4:22 - (S. Sollima - C. De Natale - G. & M. De Angelis)
  2. Ritorno a Mompracem - 3:22 - (C. De Natale - G. De Angelis - G & M De Angelis)

Album[modifica | modifica sorgente]

L'album La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! è stato pubblicato in formato CD nel 2007.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. Ritorno a Mompracem (Titoli) - 3:09
  2. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 3:36
  3. Ritorno a Mormpracem - 1:21
  4. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 2:05
  5. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 2:04
  6. Ritorno a Mompracem - 1:41
  7. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 1:18
  8. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 1:25
  9. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 3:11
  10. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 2:04
  11. Ritorno a Mompracem - 2:26
  12. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 1:09
  13. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 2:32
  14. Ritorno a Mompracem - 1:54
  15. La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa - 2:55
  16. Ritorno a Mompracem - 2:08
  17. Sweet Lady Blue - 1:53
  18. Ritorno a Mompracem - 2:47
  19. Ritorno a Mompracem - 0:50
  20. Ritorno a Mompracem (Finale) - 5:35
  21. Mompracem (Vocal) - 4:23
  22. Sandokan - 4:21
  23. Mompracem (off vocal version) - 4:22

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato trasmesso per la prima volta il 22 dicembre 1977 e distribuito dalla Cineriz. In seguito è stato trasmesso su Rete 4 e sul canale Fantasy. Il film tuttavia non è mai uscito in DVD in un cofanetto tutto suo, ma in un dvd comprendente anche i 6 episodi dello sceneggiato.

Produzioni successive[modifica | modifica sorgente]

Quasi vent'anni dopo il film, Enzo G. Castellari decise di riprendere la saga del pirata malese ne Il ritorno di Sandokan, miniserie ambientata in India con Kabir Bedi sempre nel ruolo del protagonista.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! (TV 1977) - IMDb in IMDb. URL consultato il 1º settembre 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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