Thug
Thugs (grafia inglese per il termine bengali "Thog", che significa truffatore) è il nome di un'antica setta religiosa indiana, i cui appartenenti venivano chiamati Thogi (in inglese "Thugs"). Fino a metà dell'Ottocento erano molto noti e temuti in India per la loro fama di ladri, rapinatori e soprattutto assassini particolarmente abili. Il loro culto prevedeva l'adorazione della dea Kalì (a volta chiamata anche Bhavani) e veniva espresso tramite sacrifici umani. Da sottolineare il fatto che non tutti i thug adorassero la dea Kalì, vi erano infatti Thug di altre religioni che si univano agli altri per poter condurre la loro vita di rapine e omicidi. Gli storici odierni tuttavia ritengono il mito dei Thug,una demonizzazione inglese che mescola fatti reali di gruppi dediti a culti religiosi e banditismo a stereotipi tipicamente occidentali.
La storia dei Thug viene definita come uno dei casi più eloquenti,eclatanti e celebrati di costruzione di un mito in senso orientalista.
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[modifica] La setta
L'attività principale dei thug era la depredazione di carovane di pellegrini o di mercanti. La loro tecnica consisteva nell'unirsi al gruppo e prestare servizio per conto di essi, vincere la loro diffidenza e conquistarsi la loro fiducia per poi ucciderli nel sonno e derubarli di tutti i loro beni. Gli appartenenti alla setta uccidevano le loro vittime per strangolamento (si dice tramite un laccio, ma pare si trattasse invece di una sorta di sciarpino a fazzoletto, chiamato infatti "rumal", che in bengali moderno significa "fazzoletto") e poi nascondevano i loro corpi. A volte le vittime venivano catturate e tenute prigioniere, trasportate in un tempio dedicato alla dea e sacrificate. I riti avvenivano in un clima di festa caratterizzato da musica e danze e da uso di sostanze stupefacenti, secondo la loro cultura ogni morte dedicata alla dea avvicinava la venuta di quest'ultima sulla terra.
A causa del loro grande talento di assassini strangolatori, spesso prestavano servizio come sicari per conto dei potenti: i consistenti compensi per gli omicidi consentivano ai membri della confederazione di finanziare il loro culto, inoltre potevano avvalersi di amicizie e conoscenze altolocate che significavano protezione e garanzia. La situazione peggiorò quando anche alcune importanti personalità indiane cominciarono ad abbracciare il culto della dea sanguinaria Kalì.
Dopo l'invasione degli inglesi e la proclamazione dell'India come colonia dell'Impero britannico, i thug furono subito visti nell'ottica dei criminali e combattuti come tali, ma l'appartenenza alla congrega di nobili signori indiani era largamente diffusa e questo ostacolava le indagini delle milizie inglesi, in quanto i nobili fornivano protezione e i vari gruppi si concentravano nei territori di questi ultimi, in cui sapevano di essere al sicuro.
In realtà gli appartenenti alla setta si chiamavano Phansigar che in un dialetto indù significa "strangolatori". Quando gli Inglesi giunsero in India esistevano già da secoli. Secondo un'ipotesi formulata dal generale William Sleeman essi erano i lontani discendenti del misterioso esercito dei Sagartii, citati negli scritti di Erodoto, che si battevano armati di un laccio di cuoio e di un pugnale. In inglese thug significa "delinquente". Le vittime strangolate venivano fatte a pezzi per l'offerta alla dea Kalì che, essendo protettrice dei più deboli, richiedeva però di risparmiare donne, ciechi, storpi e paria. Al termine delle razzie, i settari si riunivano per celebrare il Tuponee, una sorta di banchetto rituale a base di gur, lo zucchero di canna grezzo che, dopo la preghiera pronunciata dal capobanda, veniva in parte sotterrato in onore della dea Kalì ed in parte distribuito ai partecipanti all'assassinio. I thug erano anche superstiziosi e consideravano presagi di sventura un serpente che attraversava la strada, un ululato di un lupo o il raglio di un asino. Possedevano un codice segreto chiamato ramasi con cui comunicavano. Per esempio il poggiare una mano sulla bocca significava che non vi erano pericoli, mentre avvicinarla alla gola significava che qualcuno si stava avvicinando. Il codice era tramandato da padre a figlio solo quando questi a dieci - dodici anni era iniziato alla setta.[1].
[modifica] La distruzione della setta
William Sleeman, assistente del governatore, lanciò nel 1830 una intensa campagna che comprese una specie di caccia agli appartenenti al culto e pesanti interrogatori ai prigionieri (a cui veniva promessa anche la libertà in cambio di informazioni). Nel giro di 7 anni il culto si ridusse notevolmente e si estinse completamente nel giro di pochi anni. È impossibile sapere quando la setta smise di esistere, tuttavia è dato per certo che nel 1890 il culto era già completamente estinto. In realtà la maggior parte delle storie sulla distruzione della fantomatica setta provengono da racconti riportati da ufficiali inglesi al servizio dello stesso Sleeman e che non trovano fondamenti certi.
Nel 1904 gli ufficiali britannici scoprirono un complotto organizzato da un gruppo di persone fedeli agli ideali thug, il che causò grande preoccupazione e fece dubitare che il gruppo fosse realmente estinto. Fu solo un caso isolato, ma la mancanza di un ente unico incaricato delle indagini, assieme al fatto che i thug potevano tranquillamente uscire dall'Impero britannico per non essere ricercati, ha portato alcuni a credere che in realtà il culto si fosse solo ridotto per dimensione senza essere stato sconfitto completamente.
Realmente tuttavia gli storici ritengono le storie sui Thug più vicine all'ideale che portò all'inquisizione,ovvero la necessità degli ufficiali inglesi di poter assoggettare e distruggere legalmente agli occhi dell'opinione pubblica,qualsiasi possibile forma di resistenza alla colonizzazione.
[modifica] Guinnes dei primati
Il libro Guinness dei primati ha conferito ai thug il dubbio onore di essere i più grandi assassini della storia, avendo provocato la morte di circa 2 milioni di persone; ovviamente questo dato è alquanto discutibile in quanto non si sa con esattezza quando la setta mosse i suoi primi passi. Un altro dato è quello dello studioso Mike Dash che identifica la fondazione della setta nel 1680 circa, vale a dire 150 anni prima dell'inizio della distruzione, e in base a questo stima il calcolo dei morti in circa 50mila.
Un altro record macabro è quello di un thug di nome Behram, che nel corso della sua esistenza uccise 931 persone (questo dato non è univocamente accertato).[2]
[modifica] Controversie
Alcuni storici indiani anti-colonialisti hanno avanzato l'ipotesi che la setta dei thug non sia mai esistita e che in realtà si trattasse di una invenzione dell'Impero britannico, basata sullo stereotipo dell'indiano disonesto e violento, per poter eliminare gli oppositori politici. Gli storici attuali sono concordi nell'affermare che il mito dei Thug fu piuttosto un'estremizzazione di alcuni gruppi realmente esistenti con presenti alcune caratteristiche come il banditismo e il brigantaggio,volutamente demonizzati dagli inglesi. Sono accertate le presenze di gruppi religiosi tuttavia le maggiori fonti sui Thug realmente provengono da racconti palesemente romanzati e con ben poche fonti accertabili.
[modifica] Thug nei media
Diversi autori letterari hanno preso spunto dalla storia dei thug per creare dei personaggi di fantasia (quasi sempre i thug hanno ricoperto la funzione di antagonista). Un breve e non esaustivo elenco è riportato qui di seguito.
[modifica] Narrativa
- Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne (1873)
- I misteri della jungla nera (1895) e Le due tigri (1904), romanzi di Emilio Salgari[3]
- L'uomo difforme (The Crooked Man) di Arthur Conan Doyle, romanzo della serie di Sherlock Holmes
- Nella nota collana di Tex, si ipotizza di un gruppo di thugs scappati in America (vedere "La caverna dei thugs" e "Gli strangolatori").
[modifica] Filmografia
- Gunga Din (1939)
- Il giro del mondo in 80 giorni (1956), nel quale i compagni di viaggio del protagonista David Niven vengono rapiti dai Thug
- I misteri della giungla nera di Luigi Capuano (1965)
- Indiana Jones e il tempio maledetto di Steven Spielberg (1984), si vedono alcuni sacrifici umani da parte dei Thug in onore alla dea Kalì.
- Sul filo dell'inganno (titolo originale The Deceivers) (1988), film ambientato in India nel 1825 con Pierce Brosnan nella parte di un capitano inglese che si infiltra nella setta per trovare le prove e distruggerla.
- Sangharsh (1999), film indiano che riguarda la setta.
[modifica] Musica
- Thugz Mansion, canzone di Tupac Amaru Shakur tratta dall'album Better Dayz (2002)
[modifica] Televisione
- Sandokan, serie televisiva del 2000, basata sui primi romanzi del "ciclo della Malesia" di Emilio Salgari, non sui due romanzi sopra citati che hanno i Thugs come protagonisti, che si situano ad un'epoca posteriore del ciclo. I Thugs riappaiono anche nei due seguiti Sandokan - la tigre ruggisce ancora e Sandokan - Le due tigri. In tutte queste serie nemico ricorrente è il sacerdote di Kalì Suiodhana, dotato di poteri magici.
[modifica] Note
- ^ Società segrete, Atlanti del sapere, ed. Giunti, pagg. 60-65
- ^ James Paton, Collections on Thuggee and Dacoitee, British Library Add. Mss. 41300
- ^ Armando Bisanti. Scene di fanatismo in alcuni romanzi salgariani
[modifica] Bibliografia
- Mike Dash Thug: the true story of India's murderous cult ISBN 1-86207-604-9, 2005
- Dutta, Krishna (2005) The sacred slaughterers. Book review of Thug: the true story of India's murderous cult by Mike Dash. In the Independent (Published: 8 July 2005)
- Paton, James 'Collections on Thuggee and Dacoitee', British Library Add. Mss. 41300
- Woerkens, Martine van The Strangled Traveler: Colonial Imaginings and the Thugs of India (2002).
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