Ypres

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Ypres
comune
(NL) Ieper
(FR) Ypres
Ypres – Stemma Ypres – Bandiera
Ypres – Veduta
Localizzazione
Stato Belgio Belgio
Regione Flag of Flanders.svg Fiandre
Provincia Flag of West Flanders.svg Fiandre Occidentali
Arrondissement Ypres
Amministrazione
Sindaco Jan Durnez (CD&V)
Territorio
Coordinate 50°51′N 2°53′E / 50.85°N 2.883333°E50.85; 2.883333 (Ypres)Coordinate: 50°51′N 2°53′E / 50.85°N 2.883333°E50.85; 2.883333 (Ypres)
Superficie 130,61 km²
Abitanti 35 087 (01-01-2012)
Densità 268,64 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 8900-8902-8904-8906-8908
Prefisso 057
Fuso orario UTC+1
Codice INS 33011
Cartografia
Mappa di localizzazione: Belgio
Ypres
Ypres – Mappa
Sito istituzionale

Ypres (Ieper in olandese, Ypres in francese) in italiano anche Ipro,[1] sebbene ormai in disuso, è una città belga di 34.812 abitanti, situata nelle Fiandre (provincia delle Fiandre Occidentali).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Mappa di Ypres nel 1581-88
Mappa dei Castelli di Ypres del 1641
Ypres durante l'assedio del Re Sole del 1678
Ypres durante l'assedio del 1678

Origini[modifica | modifica sorgente]

La città prese forma verso il X secolo attorno a un Dominio carolingio e un mercato, lontani l'un dall'altro circa 600 metri. Questi due centri, nell'XI secolo, si fusero fino a formare un borgo[2] dotato di facoltà amministrativa poiché un burgravio vi governava in nome del conte di Fiandra. Antiche fonti lo citano come "Iprensis" e "Ipera", nome derivato, sembra, dal fiume Ieperlee, che scorre in direzione nord, verso il mare.

Vi nacque verso il 1090 o 1104 Willem van Ieper, burgravio divenuto capitano mercenario che combatté con successo a fianco di Stefano d'Inghilterra contro l'imperatrice Matilde nella lotta di successione inglese.

L'Apogeo medievale[modifica | modifica sorgente]

Ypres in posizione strategica sulla strada che collega Bruges a Lilla, comincia a prosperare nel XII secolo quando divenne uno dei principali centri per la produzione e il commercio dei tessuti. I conti di Fiandra vi fondarono un nuovo castello a sud-ovest della città, lo Zaalhof, e intorno al 1170 Filippo d'Alsazia la cinse di mura.

Città più popolosa delle Fiandre dopo Gand e Bruges, venne chiamata a svolgere un ruolo cruciale nella storia della Contea. Il suo mercato annuale aveva un raggio d'interesse europeo tanto che diviene, dopo Bruges, la seconda città più importante della Lega anseatica di Londra[3]. Dall'inizio del XII secolo, Ypres commerciava con Novgorod, l'Inghilterra, le città della Champagne, l'Italia e l'Oriente[4].

Era, inoltre, con Arras uno dei più grandi centri tessili d'Europa e la capitale del tessuto nelle Fiandre[5], è in questo periodo che verrà costruito il suo famoso Lakenhalle, Mercato del Tessuto, che ancor oggi ne è il suo simbolo. L'artigianato della tela (di lana) tocca il suo apogeo verso il 1250, Ypres all'epoca poteva essere approvvigionata di lana d'alta qualità attraverso battelli che risalivano i fiumi Yser e Ieperlee (oggi non più navigabili) apportando la lana dalla costa dove venivano allevate le pecore[6]. Ypres entrerà a far parte della Scabini Flandriæ, una lega delle città del nord, che dopo l'invasione francese, si ridusse a soli quattro membri: Gand, Bruges, Ypres e le Terre Franche di Bruges. La città ne conserverà il diritto al voto fino al 1678.

La città era amministrata da un balivo; dal Collegio degli Scabini, composto essenzialmente da aristocratici, signori e cavalieri; e da un Grand Conseil composto da 27 consiglieri dei quali 4 erano rappresentanti dei quartieri, 15 rappresentanti della borghesia e 5 rappresentanti degli artigiani[7]. Gli scabini avevano un mandato di due anni e potevano ricandidarsi solo un anno dopo dalla fine del primo ciclo, tuttavia potevano mantenere una certa attività politica[8]. Praticamente la città era governata da un'oligarchia di qualche famiglia. Diversamente ad altre città fiamminghe l'ufficio di scabino poteva essere mantenuto per più anni consecutivi dalla stessa persona, tanto che per il conte di Fiandra era perenne, come testimonianza di fedeltà.

Il declino[modifica | modifica sorgente]

Ypres fu coinvolta in molti conflitti che agitarono il Medioevo, dalla Battaglia degli speroni d'oro a quella di Mons-en-Pévèle, dalla Battaglia di Bouvines a quella del 1328 di Cassel. Queste guerre segnarono poco a poco il declino dell'artigianato tessile nelle Fiandre, e con esso la sorte della città, che pur ospitando centri amministrativi e ospedalieri "maggiori" entra nella fase di lenta decadenza.

La concorrenza con le lane inglesi e olandesi, la guerra con la Francia, le Jacquerie, le carestie, la grande peste nera del 1347 e l'assedio e bombardamento inglesi del 1383, misero in ginocchio la città.[9], che vide abbassarsi la produzione manifatturiera del 50%[10] e non riuscì a preservare i suoi sbocchi commerciali come fece invece Bruges. Così man mano la popolazione lasciò la città, ancora più volte presa dalle devastazioni della peste nel corso del XIV e del XVII secolo. Il declino economico prosegue nei secoli XV e XVI e la popolazione passa dai 28.000 abitanti dell'inizio del XIV secolo a circa 11.000 residenti all'inizio del XV secolo.

Riforma e Controriforma[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del XV secolo la città ricominciò lievemente a ripopolarsi. Alcuni tessitori, proprietari dei loro propri telai, si stabilirono in città. Portarono con sé una nuova mentalità, fatta di curiosità e fede interiorizzata, quella Devotio moderna che accrescerà il Protestantesimo. Nel 1525 gli Scabini della città applicarono il programma di Juan Luis Vives che voleva tassare le congregazioni per risolvere il problema dei mendicanti. Questa iniziativa venne fortemente contrastata dai Francescani, che ottennero consensi dalla Sorbona e da Carlo V. Fu proprio a Ypres che nel 1566, nacquero i primi movimenti dell'iconoclastia nei Paesi Bassi[11]. Questi episodi di violenza coinvolsero presto le province del nord, e Ypres come Bruges cade sotto i Calvinisti di Gand nel 1577. Quest'ultimi deterranno il potere fino al 1583, quando i Paesi Bassi furono invasi da Alessandro Farnese.

Dal 1559, in seguito al Concilio di Trento, Ypres diviene sede vescovile attirando diverse congregazioni religiose. Nel 1636 ne diviene vescovo Giansenio, il padre del giansenismo.

Era moderna[modifica | modifica sorgente]

Gli Spagnoli abbatterono le vecchie mura medievali per costruire una cinta bastionata. Tuttavia non riuscirono a impedire ai Francesi di impadronirsi della città, prima nel 1658[12] e poi in seguito all'assedio tenuto dal maresciallo Vauban durante la battaglia di Noordpeene, quando il 25 marzo 1678[13] Ypres passò alla Francia con il Trattato di Nimega.

Con il Trattato di Utrecht del 1713 Ypres, insieme ad altre sette città delle Fiandre, tornò a far parte al Sacro Romano Impero. Nel 1782, l'imperatore Giuseppe II ordinò l'abbattimento delle fortificazioni. Questa decisione facilitò la presa della città da parte dei Repubblicani francesi nel 1794 durante la Prima coalizione. Ypres divenne allora il capoluogo di un distretto nel Dipartimento della Lys. La Diocesi di Ypres fu soppressa nel 1801.

La prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Foto del 1917 in seguito alla terza battaglia di Ypres
Immagine di Ypres nel 1919, con le rovine provocate dalla quarta battaglia di Ypres
Immagine di Ypres nel 1919

Durante la battaglia dell'Yser, Karel Cogge aprì per due volte le chiuse alle bocche del fiume Yser, a Nieuwpoort, per allagare l'entroterra, fermando così l'avanzata dell'esercito tedesco. Dopo le inondazioni, nell'ottobre 1914, i tedeschi rivolsero i loro attacchi nella regione di Ypres e la città divenne luogo di quattro storiche e sanguinose battaglie, essendo situata al centro della zona detta Rilievi d'Ypres, di forma semicircolare sulla linea del fronte ovest.

  • La prima battaglia di Ypres iniziò il 21 ottobre 1914 con l'offensiva alleata. I tedeschi si opposero con la 26ª Divisione fanteria, ma ben presto persero la battaglia. I soldati tedeschi cercarono rivalsa ancora due volte, ma senza successo. Il 22 novembre 1914 il comando tedesco decise di abbandonare l'offensiva.
  • La seconda battaglia di Ypres ebbe inizio il 14 aprile 1915. I tedeschi erano di nuovo contro gli eserciti alleati. Questa battaglia è nota dal fatto che, per la prima volta, furono utilizzati nei combattimenti i gas asfissianti a base di cloro. Furono i tedeschi a deciderne l'impiego nei pressi di Ypres il 22 aprile 1915 contro le truppe canadesi. Il Gas mostarda, da allora venne chiamato iprite dal nome della località.
  • La terza battaglia di Ypres, meglio nota come battaglia di Passchendaele, ebbe inizio il 31 luglio 1917. Secondo le aspettative di Douglas Haig, il comandante generale delle forze britanniche, avrebbe permesso agli alleati di penetrare e riconquistare il Belgio. Il 29 luglio, dopo una devastante serie di cannoneggiamenti, le forze inglesi uscirono dalle trincee e attaccarono frontalmente quelle tedesche che però, contrariamente alle previsioni alleate, erano integre. Le forze inglesi vennero bloccate da un micidiale fuoco incrociato tedesco, ordinato dal generale Paul von Hindenburg. Alla fine di agosto le forze inglesi erano avanzate di pochi metri; a ciò si aggiunse un periodo di continue piogge che allagarono completamente il campo di battaglia rendendolo un pantano già di per sé impenetrabile. La battaglia prende nome dal villaggio di Passchendaele, vicino al villaggio di Zonnebeke, che venne completamente distrutto.
  • La quarta battaglia di Ypres è anche, finalmente, l'ultima combattuta nella regione. Il 18 marzo 1918 ebbe inizio, in aprile un'offensiva tedesca viene fermata a Merkem, a nord, dai Belgi, e a sud da Inglesi e Francesi. A partire da settembre il contro-attacco degli alleati, comandato dal maresciallo Ferdinand Foch, permetté di liberare il Belgio. Ma Ypres ne uscì completamente distrutta.

Più di sei settimane dopo, l'11 novembre 1918 alle 11:00 del mattino, la guerra era ufficialmente finita. Più di 300.000 alleati, di cui 250.000 del Commonwealth, trovarono la morte. Sotto ai bombardamenti dell'artiglieria tedesca, la città medievale di Ypres ne uscì quasi completamente distrutta, e le campagne intorno furono ridotte a una gigantesca necropoli con circa 170 cimiteri militari.

Ricostruzione[modifica | modifica sorgente]

Dopo la guerra si pensò lasciare la città di Ypres, quasi completamente distrutta come mostrano spettrali foto dell'epoca, come un macabro memoriale. Fortunatamente, invece, la città venne ricostruita scrupolosamente e mirabilmente riportandola allo stato pre-guerra. A questo scopo furono utilizzati i fondi tedeschi della forzata Wiedergutmachung (risarcimento). La ricostruzione è durata oltre quaranta anni.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Il 6 settembre 1944, Ypres fu liberata dal 10º reggimento di cacciatori a cavallo, reggimento corazzato dalla Prima divisione corazzata polacca guidata dal generale Stanisław Maczek.

Antica denominazione[modifica | modifica sorgente]

Era chiamata talvolta Ipro in italiano desueto, sebbene sia maggiormente utilizzato il toponimo francese.[14]

Monumenti e Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

il Grote Markt con i principali monumenti cittadini
  • Grote Markt. La Piazza del Mercato Grande è il centro della città, vi si affacciano i monumenti più importanti a testimonianza del glorioso passato medievale della città. Tutti gli edifici vennero ricostruiti scrupolosamente e fedelmente dopo la Prima guerra mondiale, da cui Ypres uscì quasi totalmente rasa al suolo.
  • Lakenhalle. Il Mercato dei Tessuti sorge al centro del Grote Markt e rappresenta il simbolo della città e della sua potenza economica raggiunta nel suo Secolo d'oro. Venne eretto a partire dal 1260 e completato nel 1304. Durante il XIV secolo fu il più grande edificio del mondo occidentale, la facciata principale misura ben 125 metri di lunghezza, al centro si alza il Beffroi di 70 metri d'altezza. Nella prima guerra mondiale uscì quasi interamente distrutto e in seguito fedelmente ricostruito. Venne inserito dall'UNESCO nella lista dei Patrimoni dell'umanità.
  • Stadhuis. Il Municipio che sorge sul fianco destro del Mercato dei Tessuti, è un grazioso edificio rinascimentale costruito nel 1619 e interamente rifatto nel 1966 a seguito della Guerra.
  • Sint-Pieterskerk. La chiesa di San Pietro conserva la facciata originale romanica di stile mosano del XII secolo. Il piedicroce del XIV secolo fu ricostruito.

Personalità illustri[modifica | modifica sorgente]

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Della decima e delle altre gravezze
  2. ^ Octaaf Mus, De stedelijke ontwikkeling van de Middeleeuwen tot 1914, in Omtrent de vestingstad Ieper (1992, éd. par H. Stynen & J.M. Duvosquel), Bruxelles, Gemeentekrediet van België & Koning Boudewijnstichting, p. 6.
  3. ^ Cf. art. « Ieper », dans « Grote Winkler Prins. Encyclopedie in 26 delen » (1990), ed. Elsevier, Amsterdam, vol. XII, p. 47.
  4. ^ Octaaf Mus, op. cit., p. 8.
  5. ^ Ibid., p. 8.
  6. ^ Cf. art. « Ieper », dans « Grote Winkler Prins. Encyclopedie », p. 47.
  7. ^ P. Trio, ibid. », p. 344.
  8. ^ P. Trio, « Bestuursinstellingen van de stad Ieper (12e eeuw - 1500) », in « De gewestelijke en lokale overheidsinstellingen in Vlaanderen tot 1795 » (1997), sotto la dir. di W. Prevenier e B. Augustyn, Bruxelles, Algemeen Rijksarchief, p. 335.
  9. ^ Octaaf Mus, op. cit., pp. 8-12.
  10. ^ Octaaf Mus, op. cit., p. 13.
  11. ^ Octaaf Mus, op. cit., p. 14.
  12. ^ Épiméthée/Vauban-Intelligence, p 166
  13. ^ Barros et alii, p 167
  14. ^ Arrigo Ettore Castellani, Saggi di linguistica e filologia italiana e romanza (1946-1976), Salerno, 1980, pp. 247, 409.

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