Battaglia di Bouvines

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Battaglia di Bouvines
Il re Filippo II di Francia a Bouvines, di Horace Vernet
Il re Filippo II di Francia a Bouvines, di Horace Vernet
Data 27 luglio 1214
Luogo Bouvines
Esito Vittoria francese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
25.000 uomini[1] 15.000 uomini[1]:
11.000 fanti[1]
4.000 cavalieri[1]
Perdite
Circa 1.000 morti[1]
circa 9.000 prigionieri[1]
Circa 1.000 morti[1]
pochi prigionieri
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La battaglia di Bouvines (27 luglio 1214) fu lo scontro decisivo del primo grande conflitto internazionale tra coalizioni di eserciti nazionali in Europa. Nel gioco delle alleanze, orchestrato dal papa Innocenzo III, Filippo Augusto di Francia inflisse ad Ottone IV di Germania e al conte Ferdinando di Fiandra una sconfitta così decisiva che Ottone venne deposto e sostituito da Federico VII Hohenstaufen, poi Federico II di Svevia. Ferdinando venne catturato e imprigionato. Quanto a Filippo, con il trattato di Chinon riuscì ad avere il controllo completo e indiscusso sui territori di Angiò, Bretagna, Maine, Normandia e Turenna, che aveva da poco strappato al re inglese Giovanni, parente e alleato di Ottone.

La città di Bouvines si trova tra Lilla e Tournai a circa 10 km dal confine belga. Oggi questa regione fa parte della Francia, ma nel XIII secolo apparteneva alla Contea di Fiandra.

Cause[modifica | modifica sorgente]

La guerra tra Francia e Impero, alleato con l'Inghilterra e con la contea di Fiandra scoppiò in seguito ai contrasti avvenuti fra l'imperatore Ottone IV ed il papa Innocenzo III, che portarono alla scomunica dell'imperatore. La scomunica, durante il Medioevo, non era un fatto solamente religioso, ma anche fortemente politico, in quanto i vassalli giuravano fedeltà all'imperatore, ma tale giuramento non era più vincolante verso persone scomunicate. Quindi un imperatore scomunicato perdeva (teoricamente) il proprio potere politico. Il papa si appoggiava politicamente, contro l'imperatore, al re di Francia Filippo II, quindi la prima azione che Ottone doveva effettuare per poter eliminare la propria scomunica era togliere il sostegno francese al papa.

Gli interessi degli alleati dell'imperatore convergevano con lo stesso in quanto il re d'Inghilterra ed il conte di Fiandra erano vassalli del re di Francia (gli interessi inglesi nei confronti dei territori d'oltremanica erano evidenti già dai tempi di Enrico II[2]). Il fatto di poter togliere potere al re avrebbe automaticamente aumentato il potere dei vassalli. Inoltre Ottone IV e il re d'Inghilterra Giovanni Senzaterra erano legati da vincoli di parentela, in quanto la madre di Ottone (Matilde d'Inghilterra) era sorella di Giovanni.

Antefatto[modifica | modifica sorgente]

Sembra che i piani della campagna militare fossero stati predisposti da Giovanni, che era il perno della coalizione; la sua idea generale era quella di attirare il re di Francia lontano da Parigi (il centro di potere - o, per parlare in termini moderni, la base logistica - di Filippo Augusto, il punto dominante delle retrovie francesi, il cui controllo avrebbe messo in crisi l'esercito francese), in direzione sud, tenendolo occupato lui stesso, mentre il grosso dell'esercito, guidato dall'imperatore Ottone IV, con i conti dei paesi bassi, si sarebbe diretto da nord verso Parigi. In un primo tempo questo piano strategico venne applicato per quanto riguarda il ruolo di Giovanni, ma gli alleati a nord si mossero lentamente. Giovanni però, dopo due scontri col suo mortale nemico, il re di Francia, il 3 luglio volse le spalle ai suoi possedimenti in Aquitania: sconfitto il giorno precedente alla battaglia di la Roche-aux-Moines vicino ad Angers temeva di vedersi tagliare la strada del ritorno. Quando, tre settimane dopo, l'imperatore concentrò finalmente le sue truppe a Valenciennes, Giovanni era uscito di scena, e nel frattempo Filippo Augusto si era a sua volta diretto a nord ricompattando le proprie forze. A questo punto fu lo stesso Filippo a prendere l'iniziativa, e manovrando in modo di avere un terreno per combattere favorevole alla cavalleria, si presentò per la battaglia, il 27 luglio, nella piana che si stende a est di Bouvines e del fiume Marque.

L'esercito imperiale si dispose avendo Bouvines di fronte a sé in direzione sudovest, con la cavalleria pesante alle ali, la fanteria ammassata al centro, che poteva contare sul sostegno dei corpi di cavalleria guidati dall'imperatore stesso. In totale si calcola che le forze in campo fossero di 6500 unità di cavalleria pesante e 40.000 fanti a piedi. L'esercito francese (circa 7000 cavalieri e 30.000 fanti) si dispose esattamente di fronte, con una formazione analoga: cavalleria alle ali e fanteria, comprese le milizie cittadine (milice des communes) al centro; Filippo con la cavalleria di riserva e lo stendardo reale, l'Oriflamme, dietro alle truppe a piedi.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

La battaglia ebbe luogo di Domenica, il che contravveniva alla "Tregua di Dio", e non è chiaro a quale dei due schieramenti si debba questa infrazione. Secondo i Francesi sarebbero gli eserciti della coalizione ad avere preso l'iniziativa. Più probabilmente, infatti ciò accadde mentre i francesi si riposavano dopo i lunghi viaggi all'inseguimento degli inglesi, e quest'ultimi li attaccarono a sorpresa, ma i francesi riuscirono a contrattaccare senza perdite di tempo.

La battaglia ebbe inizio con un confuso scontro tra le opposte cavallerie sull'ala destra francese, in cui si osservarono (e vennero tramandati con i maggiori particolari nelle cronache) più episodi singoli di valore cavalleresco che reali tentativi di azione coordinata. Il combattimento più decisivo ebbe luogo tra i due centri; la fanteria dei Paesi Bassi, che all'epoca era la migliore esistente[senza fonte] , respinse i Francesi. Filippo condusse la riserva di cavalleria, composta da nobili e cavalieri, per riscattare la giornata e dopo un combattimento lungo ed incerto, in cui egli stesso venne disarcionato e corse il rischio di perire, comiciò a respingere i Fiamminghi. Nel frattempo i feudatari francesi sull'ala sinistra avevano nettamente sconfitto le forze imperiali a loro contrapposte, e Guglielmo Longespée, conte di Salisbury, che comandava questo corpo, venne disarcionato e fatto prigioniero dal vescovo di Beauvais.

Sull'ala opposta, i Francesi finirono per mettere in rotta la cavalleria fiamminga e a catturare Ferrante, conte di Fiandra, uno dei capi della coalizione. Al centro lo scontro era nel frattempo diventato una mischia tra le due riserve di cavalleria comandate dai due sovrani in persona. Anche qui le forze imperiali subirono una sconfitta, con Ottone che si salvò solo grazie alla devozione di un piccolo gruppo di cavalieri sassoni. Lo stendardo con l'aquila imperiale cadde nelle mani dei Francesi. L'esito della giornata era già deciso a favore dei Francesi quando le loro ali cominciarono a richiudersi verso il centro, in modo da tagliare la ritirata del centro imperiale. La battaglia si concluse con la celebre resistenza di Reginaldo di Boulogne, già vassallo del Re Filippo, che formò un cerchio di settecento picchieri del Brabante grazie ai quali non solo respinse ogni attacco della cavalleria francese ma poté egli stesso effettuare diverse cariche o sortite con la sua piccola forza di cavalleria. Ma alla fine, quando già da molto tempo l'esercito imperiale aveva iniziato la ritirata, questa valorosa formazione a schiltron venne sopraffatta e distrutta da una carica di tremila uomini. Nella mischia che ne seguì, Reginaldo fu fatto prigioniero; e tra i prigionieri vi furono anche altri due conti, Ferdinand e Guglielmo Longespée, venticinque baroni e più di cento cavalieri. Le perdite ammontarono a circa 170 cavalieri dalla parte degli sconfitti e a diverse migliaia di fanti di ambo le parti.

Conseguenze della battaglia[modifica | modifica sorgente]

La secca sconfitta subita dall'alleanza portò a conseguenze durature per tutta la storia europea.

Il re di Francia, anche se contestato successivamente dai suoi vassalli, non rischiò più di diventare un "primus inter pares", ma acquisì un predominio su quello che poi sarebbe diventato il territorio francese, che non corse più pericoli reali fino alla Guerra dei cent'anni; quindi, in pratica, la battaglia di Bouvines pose le fondamenta di quella che sarebbe diventata la nazione francese.

L'imperatore Ottone IV, sconfitto sul campo da Filippo II e sconfitto politicamente dal papa, fu costretto ad abdicare e a cedere l'Impero a Federico II di Svevia, imperatore appoggiato dal papa.

Giovanni Senzaterra fu costretto a firmare il trattato di Chinon e fece ritorno in Inghilterra, dove dovette affrontare i baroni i cui possedimenti in Normandia erano andati perduti. Per evitare che il re potesse effettuare nuove azioni contrarie al parere dei suoi consiglieri, Giovanni fu costretto a firmare la Magna Charta Libertatum, da cui si ritiene abbia origine la democrazia in Inghilterra.

Quindi l'Europa di oggi deve molto a quanto successe in una domenica di luglio presso Bouvines.

Dopo Bouvines non vi furono guerre importanti in Europa fino agli anni Novanta del XIII secolo.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nel periodo storico culminante con la battaglia di Bouvines è ambientato un romanzo di Cecilia Randall, Hyperversum, nel quale un gruppo di ragazzi viene trasportato indietro nel tempo durante una partita a un videogioco (appunto, Hyperversum) a causa di un problema tecnico, e si ritrova nella Francia del 1200 a dover affrontare una serie di disavventure e vicissitudini, tra cui la stessa battaglia di Bouvines, tra personaggi storici come lo stesso Filippo II e personaggi di fantasia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g xenophongroup - Bouvines
  2. ^ Antonio Desideri, Storia e storiografia, ed. D'Anna, Messina-Firenze, 1986, pag. 486.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Georges Duby, Le dimanche de Bouvines (avec textes anciens), Paris, Gallimard, 1973 ISBN 2-07-028452-2 ; rist. 2005 ISBN 2-07-077574-7 (Analizza le fonti storiche sulla Battaglia di Bouvines, di cui alcune sono riportate in appendice, e si sofferma anche a considerare l'uso ideologico che dell'evento è stato fatto).
    • Trad. italiana: La domenica di Bouvines (27 luglio 1214), Torino, Einaudi, 1977
    • Trad. inglese: The Legend of Bouvines, University of California Press, 1990. ISBN 0-520-06238-8
  • Alain Streck, J'étais à Bouvines, Paris, L'Harmattan, 1998 ISBN 2-7384-7233-8 (Romanzo storico con ricostruzione della battaglia)
  • Antonio Brancati, Trebi Pagliarani "Dialogo con la storia"'
  • Cecilia Randall, "Hyperversum", ediz. italiana Giunti Editore 2006, (Romanzo storico, introdotto fantascientificamente, ambientato nella Francia del 1214 e culminante nella battaglia di Bouvines)

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