Henning von Tresckow

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Henning von Tresckow

Henning von Tresckow (Magdeburgo, 10 gennaio 1901Białystok, 21 luglio 1944) è stato un generale dell'esercito tedesco (Wehrmacht) durante la Seconda guerra mondiale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera e attività[modifica | modifica wikitesto]

Combatté nella prima guerra mondiale, in qualità di giovane ufficiale. Dopo la fine della guerra, servì nel 9º Reggimento di fanteria Potsdam, e partecipò alla repressione del movimento spartachista. Lasciò l'esercito nel 1920, per studiare diritto ed economia. Esercitò la professione di agente di cambio presso una banca ebraica, ed ebbe modo di viaggiare per il mondo, visitando Gran Bretagna, Francia, Brasile, Stati Uniti d'America, prima di lasciare il lavoro per occuparsi delle proprietà di famiglia.

Nel 1926, sposò l'unica figlia del generale Erich von Falkenhayn, secondo la tradizione delle più antiche famiglie prussiane. Il suo nuovo arruolamento venne sponsorizzato nientemeno che dal feldmaresciallo Paul von Hindenburg, futuro presidente del Reich. Nel 1934, Tresckow frequentò, presso la scuola di guerra, i corsi per il servizio nello stato maggiore, riportando le migliori votazioni del corso 1936. Venne, quindi, assegnato al primo dipartimento dello stato maggiore dell'esercito, operazioni, dove ebbe modo di lavorare con generali del calibro di Ludwig Beck, Werner von Fritsch o Erich von Manstein. Studiando i possibili scenari bellici, si rese conto dei gravi rischi che la politica estera di Adolf Hitler comportava per la Germania. Per quanto d'accordo alla revisione del corridoio polacco, fu molto critico su molte delle decisioni del Führer, dall'Anschluss all'invasione della Cecoslovacchia, alla pianificazione della quale, tuttavia, partecipò in prima persona.

All'inizio della seconda guerra mondiale, servì, col grado di maggiore, nello Stato Maggiore della 228ma divisione di fanteria in Polonia, guadagnandosi la Croce di Ferro di Prima Classe. Assistette anche come testimone alle atrocità commesse dalla Gestapo e dalle SS contro i prigionieri, e fu scioccato dal fatto che le proteste sollevate dall'unico generale - si trattava del colonnello generale Johannes Blaskowitz - che ebbe il coraggio di parlare, vennero liquidate come "stupidaggini da bambini". Dalla fine del 1939 e nel 1940, promosso tenente colonnello, servì nello stato maggiore del Gruppo d'Armate A, al comando del feldmaresciallo Gerd von Rundstedt. In questa occasione collaborò, pare, col generale von Manstein alla stesura del suo celebre piano di invasione della Francia, il Piano Manstein), in qualità di vice del generale Günther Blumentritt. Dopo il crollo della Francia, non condivise l'entusiasmo generale, assai preoccupato per un intervento degli Stati Uniti.

Dal 1941 al 1943, servì nello stato maggiore del Gruppo d'armate Centro, prima sotto lo zio, il feldmaresciallo Fedor von Bock, e poi sotto il suo successore, il feldmaresciallo Günther von Kluge. Venne promosso colonnello nel 1942. Nell'ottobre del 1943, ebbe il comando del 442º reggimento granatieri in Ucraina. Promosso maggiore generale, dal dicembre 1943 fino alla sua morte, servì come capo di stato maggiore della 2ª Armata, tra l'odierna Bielorussia e la Polonia orientale. Nel corso della guerra, ottenne anche la Croce Tedesca in oro, intermedia tra la Croce di Ferro di 1ª Classe e la Croce di Cavaliere, ed altre decorazioni. Appartenente alla migliore nobiltà prussiana, Henning von Tresckow fu militare assai ben preparato. Abilissimo organizzatore, costituì una delle anime più accese del movimento di resistenza interna al nazismo, pagando con la vita le indecisioni e la disorganizzazione del 20 luglio 1944.

L'avversione al nazismo e le cospirazioni prima del 20 luglio 1944[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente favorevole all'avvento del Nazionalsocialismo, considerando assurdamente ingiuste le imposizioni del Trattato di Versailles nei confronti della Germania, il giovane ufficiale von Tresckow ebbe una profonda delusione già nel 1934, quando, nella notte dei lunghi coltelli, le SS assassinarono proditoriamente un gran numero di SA, oltre ad oppositori politici e critici del nazismo. Egli considerò la Notte dei cristalli come una personale vergogna davanti al mondo ed una degradazione della civiltà. Tresckow cercò civili e militari che si opponessero a Hitler, e tra questi trovò il generale Erwin von Witzleben, che lo convinse a non lasciare l'esercito, sottolineando che, al momento buono, sarebbe stato molto più utile vestendo la divisa. Nel 1939, ebbe a dire al cognato, e futuro aiutante di campo, Fabian von Schlabrendorff, che: «onore e decenza ci chiedono di fare del nostro meglio per favorire la caduta del Nazionalsocialismo, per salvare la Germania e l'Europa dalla barbarie».

Fu in occasione della campagna contro l'Unione Sovietica che Tresckow si rese conto che l'attività di resistenza dovesse riprendere con urgenza. Fu allibito dall'Ordine dei commissari, che prevedeva la fucilazione in massa di tutti i commissari politici dell'Armata Rossa caduti in mano tedesca. Quando venne a sapere del massacro di migliaia di civili ebrei a Borsov, Tresckow si appellò appassionatamente allo zio, sostenendo che era il momento di agire, dato che l'esercito in Russia deteneva praticamente il potere. Il feldmaresciallo von Bock tuttavia, pur detestando personalmente il nazismo, non fece nulla di serio per opporvisi. Come capo dell'ufficio operazioni del Gruppo di Armate di Centro, riuscì a riunire sistematicamente attorno a sé, ponendoli in posizioni chiave, numerosi ufficiali che avevano le sue stesse idee (tra i tanti, ricordiamo i colonnelli Rudolf Christoph Freiherr von Gersdorff, Georg Schulze-Büttger e Berndt von Kleist, il maggiore Carl-Hans Graf von Hardenberg, i tenenti Philipp e Georg von Boeselager, Heinrich Graf von Lehndorff-Steinort, e tanti altri), creando presso il quartier generale del Gruppo di Armate di Centro un gruppo di ufficiali "pronti a tutto", in costante contatto con il movimento di resistenza berlinese, che faceva capo a Carl Friedrich Goerdeler e al generale Beck. Quando, nel 1942, il colonnello - poi maggior generale - Hans Oster, vice capo dell'Abwehr, il servizio segreto militare, e attivissimo cospiratore, già coinvolto nel 1938 in un tentativo di rovesciare il nazismo, reclutò alla causa il colonnello generale Friedrich Olbricht, intendente generale dell'esercito territoriale, si creò un forte collegamento tra il gruppo di Tresckow e i cospiratori del gruppo berlinese.

La prima occasione di agire sarebbe dovuta arrivare il 13 marzo del 1943, quando finalmente Hitler, dopo mille rinvii, avrebbe visitato il fronte orientale presso Smolensk. Assieme ad altri congiurati, Tresckow si allenò con il tiro con la pistola per uccidere sia Adolf Hitler che Heinrich Himmler, durante il pranzo alla mensa ufficiali, nel momento in cui si sarebbero seduti. Avevano predisposto in modo tale da porre il Führer e il suo delfino sotto un fuoco incrociato. Tuttavia, anche a causa della cancellazione della visita da parte di Himmler, vi fu la decisa opposizione del feldmaresciallo von Kluge, che, benché personalmente connivente, convinse i congiurati a non mettere in atto il piano per il rischio di guerra civile che un Himmler vivo avrebbe comportato, opponendo le SS all'esercito.

Tresckow aveva però un piano di riserva, consistente nel porre una bomba sull'aereo di Hitler, in modo tale che, esplodendo in volo, avrebbe sicuramente eliminato il dittatore. Il 14 marzo, assieme al suo aiutante Fabian von Schlabrendorff, mise la bomba, di fabbricazione inglese con innesco chimico, all'interno di una confezione di bottiglie di liquore Cointreau, chiedendo poi al tenente colonnello Heinz Brandt, che era al seguito di Hitler, di recapitarlo al suo amico colonnello Helmuth Stieff, in servizio al quartier generale di Rastenburg. La bomba fu posta nella stiva. L'aereo sarebbe dovuto esplodere sopra Minsk. Ma la fortuna aiutò ancora Hitler, perché l'innesco non funzionò a causa della temperatura all'interno della stiva, che formò una patina di ghiaccio. Appena avuta notizia del fallimento, il tenente Schlabrendorff si precipitò a Rastenburg, con un pretesto, per recuperare la confezione prima che venisse aperta.

Una settimana dopo, il 21 marzo 1943, il gruppo di Armate di Centro organizzò un'esposizione di bandiere e armi, catturate all'Armata Rossa, presso lo Zeughaus, l'Arsenale di Berlino. Hitler sarebbe dovuto intervenire insieme a Göring e Himmler. Il colonnello Gersdorff si offrì come volontario per una missione suicida, portando addosso delle bombe che avrebbe fatto scoppiare, gettandosi addosso ad Hitler, al quale avrebbe dovuto fare da guida nell'esposizione. A causa di una drastica riduzione del tempo dedicato alla visita, anche questo tentativo fallì, benché Gersdorff riuscisse a liberarsi delle bombe, senza farsi scoprire. Altri tentativi analoghi fallirono, un po' a causa particolari fortuiti, un po' per l'abitudine di Hitler di cambiare programma all'ultimo momento. Nel frattempo, Tresckow cercò instancabilmente di convincere alcuni dei suoi influenti superiori, dallo zio al feldmaresciallo von Kluge al generale Manstein, ad unirsi alla cospirazione per il bene della Germania. Nessuno degli alti ufficiali che Tresckow tentò di coinvolgere andarono oltre la silente approvazione. È un fatto che nessuno di essi denunciò mai Tresckow per i propri discorsi, che, da soli, potevano ben essere considerati alto tradimento.

Operazione Walküre[modifica | modifica wikitesto]

Il ruolo di Tresckow nel più importante tentativo di rovesciare il nazismo fu piuttosto marginale, dato che, lasciato sul fronte russo da von Kluge e trasferito dapprima al comando di un reggimento e poi allo stato maggiore di un'armata, non aveva materialmente la possibilità di essere utile. Tuttavia, durante una lunga licenza per malattia, tra l'agosto e il settembre del 1943, egli risiedette a Berlino ed ebbe un ruolo importante nella "riscrittura" dei piani relativi all'Operazione Valchiria, il Complotto del 20 luglio, che revisionò con l'aiuto del colonnello Claus von Stauffenberg. Quando questi si fu assunto personalmente l'onere materiale di uccidere Hitler, dal fronte russo Tresckow gli consigliò di procedere con il tentativo di colpo di Stato in Germania, anche nel caso in cui l'attentato non fosse andato a buon fine. Riteneva di importanza fondamentale che, anche agli occhi del mondo, rimanesse traccia di un tentativo forte da parte dei tedeschi stessi di liberarsi del nazismo.

Henning von Tresckow si suicidò il 21 luglio 1944, con una bomba a mano - in particolare una granata da fucile - alla testa, dopo aver saputo del fallimento del colpo di Stato del 20 luglio. Per proteggere i congiurati, cercò di simulare un attacco partigiano nella terra di nessuno. Quando gli agenti nazisti scoprirono il suo coinvolgimento nella congiura, il suo corpo venne riesumato e bruciato nel forno crematorio del campo di concentramento di Sachsenhausen. La moglie e i figli vennero arrestati dalla Gestapo, ma riuscirono a sopravvivere alla guerra.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe
Medaglia d'oro dell'Ordine militare della Croce Tedesca - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro dell'Ordine militare della Croce Tedesca

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Joachim Fest, Obiettivo Hitler., Milano, Garzanti.
  • B.P. Boschesi, Il chi è della Seconda Guerra Mondiale, Mondadori Editore, 1975 – Vol. II, pag. 221-222

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