Philipp von Boeselager

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Boeselager riceve la Croce dell'Ordine al Merito di Germania da Wolfgang von Geldern

Philipp Freiherr von Boeselager (Heimerzheim, 6 settembre 1917Altenahr, 1º maggio 2008) è stato un ufficiale tedesco della Wehrmacht, coinvolto nel fallito attentato a Hitler del 20 luglio 1944[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco di membri del complotto del 20 luglio.

Nato a Burg Heimerzheim (Bonn), Von Boeselager (Freiherr, è il titolo nobiliare, corrispondente a quello di barone) era il quarto di otto figli di Freiherr Albert von Boeselager (1883-1956) e la moglie Freiin Maria-Theresia von Salis-Soglio (1890-1968).

Ufficiale della Wehrmacht, a venticinque anni, assieme al fratello Georg, si unì all'Operation Walküre, un piano di cospirazione per l'assassinio di Hitler. Una volta realizzato l'attentato, il suo compito sarebbe stato quello di coordinare truppe di cavalleria stanziate sul fronte orientale e con esse raggiungere Berlino, con l'incarico di arrestare tutti gli altri capi nazisti. Giunto nei pressi di Berlino, Boeselager fu informato del fallimento dell'impresa e riuscì miracolosamente a rientrare sulle linee del fronte orientale, senza che il suo nome venisse fuori tra le liste dei cospiratori.[2]

Sulla facciata della sua casa di Kreuzberg è ancora incisa la frase latina Et si omnes, ego non, espressione proverbiale per indicare un dissenso individuale rispetto a poteri dispotici o ingiustizie invece approvate dalle masse e dall'opinione pubblica, come nel caso dell'autorità nazista in Germania negli anni della dittatura (questa espressione è rappresentata concretamente, anche se in modo diverso, da Sophie Scholl, fondatrice del movimento di resistenza anti-nazista non violenta La Rosa Bianca e dal comportamento di Clemens von Galen vescovo di Munster fiero avversario del nazismo).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Valentino, La mia armata a cavallo per abbattere il nazismo, Corriere della Sera, 2004
  2. ^ ibidem

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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